Edicola: crollo Milan. Allarme CL e Leao.

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I quotidiani in edicola sul KO subito dal Milan contro l'Udinese

In aggiornamento

GDS: il Milan naufraga fragorosamente a San Siro contro l'Udinese, subendo un pesantissimo 0-3 che segna un record negativo assoluto per Massimiliano Allegri, mai sconfitto in casa con tre gol di scarto senza segnare in Serie A. La serata è stata segnata dalla durissima contestazione del pubblico, culminata in un "uragano di disapprovazione" al momento dell'uscita dal campo di un Rafael Leao apparso svuotato e fuori ruolo; il portoghese, schierato inizialmente come centravanti nel nuovo 4-3-3, ha fallito una clamorosa occasione sullo 0-1 e ha rimediato un'ammonizione per un applauso di scherno all'arbitro, segnali che fanno ipotizzare la fine della sua storia in rossonero. L'Udinese di Runjaic ha dominato tatticamente grazie a un Nicolò Zaniolo in formato Nazionale, ispiratore delle reti di Atta (propiziata da un autogol di Bartesaghi) ed Ekkelenkamp nel primo tempo, prima del definitivo tris siglato ancora da Atta nella ripresa dopo un errore di Rabiot. Nonostante il tentativo di Allegri di correggere la squadra nell'intervallo inserendo Füllkrug e tornando al tridente naturale con Leao a sinistra, il Milan non è riuscito a concretizzare le occasioni create con Modric e Saelemaekers, quest'ultimo fermato anche dalla traversa. La seconda sconfitta consecutiva, la terza nelle ultime quattro gare, mette ora a serio rischio l'obiettivo Champions: la Juventus si è portata a soli tre punti di distacco dai rossoneri in vista dello scontro diretto del 26 aprile, mentre il Como di Fabregas potrebbe portarsi a meno due in caso di vittoria contro l'Inter. Per fronteggiare questa crisi e difendere il piazzamento europeo, il tecnico potrebbe essere costretto a un immediato ritorno al 3-5-2, mentre l'ambiente riflette su un futuro che appare sempre più lontano da Leao e da un gruppo considerato in parte non all'altezza della storia del club.

Tuttosport: in poco più di trenta giorni il Milan ha subito un crollo verticale, passando dall'entusiasmo post-derby dell'8 marzo alla paura di fallire l'obiettivo Champions League dopo la pesante sconfitta casalinga per 3-0 contro l'Udinese. I rossoneri, fischiati dai 70mila di San Siro, sono apparsi una squadra sconclusionata e priva di energia: l'esperimento tattico di Allegri, che ha abbandonato il 3-5-2 per il 4-3-3, non ha risolto la sterilità offensiva e ha anzi tolto solidità alla difesa, apparsa in balia delle ripartenze friulane guidate da un ottimo Zaniolo e dai gol di Ekkelenkamp e Atta. Il bilancio recente è allarmante, con tre sconfitte nelle ultime quattro partite tutte senza segnare, a conferma di un gruppo che sembra aver "staccato la spina" emotiva dopo aver visto sfumare il sogno scudetto nella sfida contro la Lazio del 15 marzo. Anche le individualità faticano: Leao, schierato centravanti e ancora a secco di gol dal primo marzo, è uscito tra la contestazione dei tifosi, mentre pilastri come Modric e Rabiot appaiono fisicamente appannati. Con il quarto posto ora seriamente insidiato da concorrenti come Como, Roma e Atalanta, Allegri deve urgentemente ritrovare l'equilibrio della squadra in vista della trasferta di Verona e soprattutto dello scontro diretto con la Juventus del 26 aprile, per evitare che l'intera stagione venga gettata al vento.

CorSera: il Milan sta attraversando un momento molto complicato, culminato nella sconfitta interna per 3-0 contro l'Udinese che ha trasformato il sogno scudetto nell'incubo di perdere la qualificazione Champions e i relativi 50 milioni di euro necessari per il mercato. La prestazione offerta davanti ai 74mila di San Siro è stata definita la peggiore della stagione, una vera "lezione di calcio" impartita dai friulani trascinati da uno Zaniolo in forma nazionale, tanto che lo stesso Massimiliano Allegri a fine gara ha ammesso con onestà: «Il cambio di modulo non c’entra, è un momento no, ci siamo consegnati all’Udinese. Ma non bisogna lasciarsi travolgere dagli eventi: quando perdi di vista il sogno scudetto, rischi di calare di tensione. I fischi dei tifosi sono giusti. Questa giornata ci deve far capire che la Champions è ancora a rischio». Il passaggio tattico al 4-3-3 si è rivelato un fallimento, mandando in tilt la difesa dove De Winter è apparso inguardabile e responsabile sui gol di Ekkelenkamp e Atta, arrivati dopo l'autorete di Bartesaghi. Anche l'attacco è risultato spettrale, con Leao fischiato duramente dai suoi stessi sostenitori dopo un'ammonizione ingenua per aver applaudito l'arbitro; una frattura, quella tra il portoghese e l'ambiente, che potrebbe portare alla sua cessione estiva per 50 milioni. Deludenti anche Pulisic, a secco da oltre 100 giorni, Füllkrug e Nkunku, i cui acquisti iniziano a essere messi pesantemente in discussione. Con tre sconfitte nelle ultime quattro partite, il Milan mostra segnali di cedimento atletico e mentale, rendendo la prossima sfida di Verona un passaggio obbligato per non arrivare allo scontro diretto con la Juventus in una posizione di estrema fragilità, mentre il tecnico dell'Udinese Runjaic ha infierito commentando: «Sempre bello battere una big», evidenziando come del blasone rossonero, in campo, non fosse rimasto nulla.

CorSport: Il Milan sprofonda in una crisi nerissima dopo il clamoroso 0-3 casalingo contro l'Udinese, la quarta sconfitta nelle ultime sette partite senza segnare alcun gol, un risultato che spegne definitivamente i sogni scudetto e fa scattare l'allarme per la qualificazione in Champions League. Massimiliano Allegri ha tentato la carta della difesa a 4 con un tridente offensivo composto da Leao, Pulisic e Saelemaekers, ma l'esperimento si è rivelato un flop totale: la squadra ha perso l'equilibrio garantito dalla difesa a 3, esponendo De Winter e Pavlovic alle ripartenze friulane a causa di un centrocampo (Ricci e Rabiot) incapace di fare filtro.

L'Udinese ha dominato tatticamente e fisicamente con il 3-4-2-1 di Runjaic, sbloccando la gara con un'autorete di Bartesaghi su tiro di Atta e raddoppiando con Ekkelenkamp, servito da uno splendido Zaniolo; il definitivo 3-0 è arrivato ancora con Atta in contropiede, approfittando di un posizionamento rivedibile di Maignan e della difesa. Il clima a San Siro è diventato ostile, con i 74.000 spettatori che hanno sonoramente fischiato la squadra già all'intervallo e al termine del match.

Le prestazioni individuali dei leader sono state deludenti: Leao, schierato inizialmente da centravanti, è apparso avulso dal gioco, è stato ammonito per proteste dopo un applauso ironico all'arbitro Marchetti e ha lasciato il campo tra i fischi di tutto lo stadio; Pulisic ha vagato per il campo senza costrutto, fallendo una ghiotta occasione da gol, mentre l'ingresso di Füllkrug nella ripresa non ha portato peso all'attacco, con il tedesco che ha sbagliato un colpo di testa da posizione ravvicinata. Nonostante una traversa colpita da Saelemaekers, il Milan ha mostrato limiti strutturali preoccupanti, confermandosi una "coperta corta" che crolla non appena cala la condizione dei suoi esterni d'attacco.

Repubblica: Il Milan attraversa una crisi profonda, certificata dalla netta sconfitta casalinga per 3-0 contro l'Udinese, la terza nelle ultime quattro partite, che mette seriamente a rischio la qualificazione in Champions League con la Juventus ora a soli tre punti di distanza. La squadra appare scarica sia fisicamente che psicologicamente, con un attacco sterile capace di segnare solo 15 gol in 13 giornate di ritorno e una difesa diventata improvvisamente fragile, incapace di contenere le stelle friulane Atta, Davis e uno straordinario Zaniolo. Massimiliano Allegri ha ammesso nel post-partita che «questa sconfitta deve farci capire che il posto Champions è a rischio», sottolineando però che «il cambio di modulo non c’entra nulla, siamo in un momento no», nonostante il passaggio al 4-3-3 non abbia prodotto risultati contro la manovra organizzata dell'Udinese. Il clima a San Siro è teso: i tifosi hanno fischiato pesantemente la squadra e in particolare Rafa Leao al momento del cambio, un atteggiamento che Allegri ha commentato definendo i fischi «giusti, anche se la squadra si è impegnata», mentre Rabiot ha preso le difese del compagno dichiarando: «Capisco quelli collettivi, ma mi hanno deluso quelli rivolti a Leao. Lo dobbiamo supportare». Il tecnico ha concluso richiamando il gruppo alla calma, affermando che «bisogna tornare lucidi, abbiamo tutto per entrare in Champions», ma la strada si fa in salita in vista dello scontro diretto con la Juventus del 26 aprile.

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Tutttosport: in poco più di trenta giorni il Milan ha subito un crollo verticale, passando dall'entusiasmo post-derby dell'8 marzo alla paura di fallire l'obiettivo Champions League dopo la pesante sconfitta casalinga per 3-0 contro l'Udinese. I rossoneri, fischiati dai 70mila di San Siro, sono apparsi una squadra sconclusionata e priva di energia: l'esperimento tattico di Allegri, che ha abbandonato il 3-5-2 per il 4-3-3, non ha risolto la sterilità offensiva e ha anzi tolto solidità alla difesa, apparsa in balia delle ripartenze friulane guidate da un ottimo Zaniolo e dai gol di Ekkelenkamp e Atta. Il bilancio recente è allarmante, con tre sconfitte nelle ultime quattro partite tutte senza segnare, a conferma di un gruppo che sembra aver "staccato la spina" emotiva dopo aver visto sfumare il sogno scudetto nella sfida contro la Lazio del 15 marzo. Anche le individualità faticano: Leao, schierato centravanti e ancora a secco di gol dal primo marzo, è uscito tra la contestazione dei tifosi, mentre pilastri come Modric e Rabiot appaiono fisicamente appannati. Con il quarto posto ora seriamente insidiato da concorrenti come Como, Roma e Atalanta, Allegri deve urgentemente ritrovare l'equilibrio della squadra in vista della trasferta di Verona e soprattutto dello scontro diretto con la Juventus del 26 aprile, per evitare che l'intera stagione venga gettata al vento.
 

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A questo punto spero che il Como batta l'inter, così almeno i nostri invertebrati forse si daranno una mossa.
 

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CorSera: il Milan sta attraversando un momento molto complicato, culminato nella sconfitta interna per 3-0 contro l'Udinese che ha trasformato il sogno scudetto nell'incubo di perdere la qualificazione Champions e i relativi 50 milioni di euro necessari per il mercato. La prestazione offerta davanti ai 74mila di San Siro è stata definita la peggiore della stagione, una vera "lezione di calcio" impartita dai friulani trascinati da uno Zaniolo in forma nazionale, tanto che lo stesso Massimiliano Allegri a fine gara ha ammesso con onestà: «Il cambio di modulo non c’entra, è un momento no, ci siamo consegnati all’Udinese. Ma non bisogna lasciarsi travolgere dagli eventi: quando perdi di vista il sogno scudetto, rischi di calare di tensione. I fischi dei tifosi sono giusti. Questa giornata ci deve far capire che la Champions è ancora a rischio». Il passaggio tattico al 4-3-3 si è rivelato un fallimento, mandando in tilt la difesa dove De Winter è apparso inguardabile e responsabile sui gol di Ekkelenkamp e Atta, arrivati dopo l'autorete di Bartesaghi. Anche l'attacco è risultato spettrale, con Leao fischiato duramente dai suoi stessi sostenitori dopo un'ammonizione ingenua per aver applaudito l'arbitro; una frattura, quella tra il portoghese e l'ambiente, che potrebbe portare alla sua cessione estiva per 50 milioni. Deludenti anche Pulisic, a secco da oltre 100 giorni, Füllkrug e Nkunku, i cui acquisti iniziano a essere messi pesantemente in discussione. Con tre sconfitte nelle ultime quattro partite, il Milan mostra segnali di cedimento atletico e mentale, rendendo la prossima sfida di Verona un passaggio obbligato per non arrivare allo scontro diretto con la Juventus in una posizione di estrema fragilità, mentre il tecnico dell'Udinese Runjaic ha infierito commentando: «Sempre bello battere una big», evidenziando come del blasone rossonero, in campo, non fosse rimasto nulla.
 
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Tutttosport: in poco più di trenta giorni il Milan ha subito un crollo verticale, passando dall'entusiasmo post-derby dell'8 marzo alla paura di fallire l'obiettivo Champions League dopo la pesante sconfitta casalinga per 3-0 contro l'Udinese. I rossoneri, fischiati dai 70mila di San Siro, sono apparsi una squadra sconclusionata e priva di energia: l'esperimento tattico di Allegri, che ha abbandonato il 3-5-2 per il 4-3-3, non ha risolto la sterilità offensiva e ha anzi tolto solidità alla difesa, apparsa in balia delle ripartenze friulane guidate da un ottimo Zaniolo e dai gol di Ekkelenkamp e Atta. Il bilancio recente è allarmante, con tre sconfitte nelle ultime quattro partite tutte senza segnare, a conferma di un gruppo che sembra aver "staccato la spina" emotiva dopo aver visto sfumare il sogno scudetto nella sfida contro la Lazio del 15 marzo. Anche le individualità faticano: Leao, schierato centravanti e ancora a secco di gol dal primo marzo, è uscito tra la contestazione dei tifosi, mentre pilastri come Modric e Rabiot appaiono fisicamente appannati. Con il quarto posto ora seriamente insidiato da concorrenti come Como, Roma e Atalanta, Allegri deve urgentemente ritrovare l'equilibrio della squadra in vista della trasferta di Verona e soprattutto dello scontro diretto con la Juventus del 26 aprile, per evitare che l'intera stagione venga gettata al vento.
Sono dinamiche di sport che Furlani non può capire perché ad harvardello ( cit. mio amico @gabri65 )non le insegnano e sui file excel non compaiono: questo gruppo aveva messo nel mirino il sogno impossibile e mai dichiarato dello scudetto.
A Milanello si lavorava per stupire e per stare dietro l'inter per poi provare il sorpasso.

Ma a gennaio la dirigenza, anziché alimentare il sacro fuoco dell'ambizione e portare un paio di giocatori all'altezza di questo sogno, ha ben pensato di fare nulla.

Quando l'inter è scappata e il Napoli ha vinto il dentro-fuori questo gruppo ha spento la spina.
La si deve riaccendere e mettere nel mirino il quarto posto?
Facile a dire, difficile da fare.

Anche allegri ieri col cambio modulo ha provato a far si che la squadra fosse padrona del suo destino ma non è questo il calcio che ci ha fatto macinare punti e i limiti tecnico-tattici sono venuti tutti fuori.

Se la squadra fosse stata rafforzata a gennaio in Champions ci saremmo arrivati senza accorgercene e senza fare calcoli, oggi invece c'è prima da rialzarsi e poi ripartire.
E potrebbe non essere così automatico riattaccare la spina.

Tutto ciò a testimonianza che il calciatore non lo focalizzi coi risultati finanziari ma con la possibilità di vincere trofei.
Quello che è successo a me da tifoso è successo ai calciatori, con le dovute proporzioni, ovviamente.


Allegri lo ha capito e ha provato a dare una scossa ma che non è servita poi a tanto.

Riusciranno i calciatori a riattaccare la spina e mettere nel mirino il vero obiettivo?

Io in questa lotta non ci sarò, la spina non la riattacco.
 

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CorSport: Il Milan sprofonda in una crisi nerissima dopo il clamoroso 0-3 casalingo contro l'Udinese, la quarta sconfitta nelle ultime sette partite senza segnare alcun gol, un risultato che spegne definitivamente i sogni scudetto e fa scattare l'allarme per la qualificazione in Champions League. Massimiliano Allegri ha tentato la carta della difesa a 4 con un tridente offensivo composto da Leao, Pulisic e Saelemaekers, ma l'esperimento si è rivelato un flop totale: la squadra ha perso l'equilibrio garantito dalla difesa a 3, esponendo De Winter e Pavlovic alle ripartenze friulane a causa di un centrocampo (Ricci e Rabiot) incapace di fare filtro.

L'Udinese ha dominato tatticamente e fisicamente con il 3-4-2-1 di Runjaic, sbloccando la gara con un'autorete di Bartesaghi su tiro di Atta e raddoppiando con Ekkelenkamp, servito da uno splendido Zaniolo; il definitivo 3-0 è arrivato ancora con Atta in contropiede, approfittando di un posizionamento rivedibile di Maignan e della difesa. Il clima a San Siro è diventato ostile, con i 74.000 spettatori che hanno sonoramente fischiato la squadra già all'intervallo e al termine del match.

Le prestazioni individuali dei leader sono state deludenti: Leao, schierato inizialmente da centravanti, è apparso avulso dal gioco, è stato ammonito per proteste dopo un applauso ironico all'arbitro Marchetti e ha lasciato il campo tra i fischi di tutto lo stadio; Pulisic ha vagato per il campo senza costrutto, fallendo una ghiotta occasione da gol, mentre l'ingresso di Füllkrug nella ripresa non ha portato peso all'attacco, con il tedesco che ha sbagliato un colpo di testa da posizione ravvicinata. Nonostante una traversa colpita da Saelemaekers, il Milan ha mostrato limiti strutturali preoccupanti, confermandosi una "coperta corta" che crolla non appena cala la condizione dei suoi esterni d'attacco.
 

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