Questo è un altro discorso ed è un discorso molto interessante ma non ti so rispondere.
Io so cosa penso di ogni singolo giocatore e so cosa pensi tu ma non so cosa pensino boban, maldini e gazidis sui nostri.
Ma del resto abbiamo perso tutta l'estate dietro suso trequartista ideale.
Ma di che parliamo, suvvia.
Io non ci volevo credere ma penso gli addetti ai lavori ci ridevano dietro.
Ci dicano maldini e boban cosa pensano di suso, calha, kessie, musacchio, ecc ecc.
Tutte le azioni sono solo la conseguenza di quello che pensano.
Dal mercato è arrivato bennacer che ha portato linfa e qualità in mezzo al campo, è arrivato theo che ci sta regalando un modo nuovo di interpretazione del ruolo ma sono arrivati anche leao e rebic che non intaccano minimamente il regno di suso e calha.
Nel frattempo è cambiato che il baricentro si è alzato, si prendono più gol ma ne realizziamo molto meno.
I conti non tornano.
I problemi partono a primavera scorsa, quando nei pressi del derby di ritorno si è diffusa l'idea che fossimo forti. Chi invece diceva che stavamo facendo un miracolo ad essere dove eravamo veniva additato come servo dei media o difensore di Gattuso...
Invece dicevano la verità, semplicemente, perchè questa squadra e questa rosa non valgono 68 punti, non valgono un solo punto meno dell'Atalanta di oggi, mi è parso fin troppo evidente purtroppo.
Questa squadra è una squadretta, un aborto, piena di incertezze, punti deboli, insicurezze. Non è solo una questione di Suso o non Suso (che pure come ben sai avrei venduto da molto tempo), è una questione più ampia e complessa, anche e soprattutto psicologica.
Io ricordo bene i discorsi di Gattuso l'anno scorso, soprattutto post derby. Ricordo i tanti dubbi che sollevava sulle potenzialità di gioco e sulla solidità mentale di questa squadra, venendo additato come incompetente e perdente (lui poi, nemmeno non lo conoscessimo). Invece ammoniva sulla realtà delle cose. Poi anche di fronte ai problemi di comportamento dei vari Kessie e Bakayoko lo stesso atteggiamento generale, alibi e giustificazioni, sempre usando Gattuso come capro espiatorio.
In un'atmosfera del genere è stato quasi naturale a fine stagione considerare il quinto posto a 68 punti, 1 solo punto dietro a Inter e Atalanta, come un fallimento. Cosa che io ho sempre considerata assurda e ingiustificata. Fino a deliranti commenti del tipo con un allenatore serio facevamo 75 punti... E' quella l'origine di tutti i problemi (gravissimi) di oggi.
Bisognava assolutamente confermare Gattuso (ma non so in quali rapporti sia con Maldini e la dirigenza), seguire le sue indicazioni prima di tutto facendo fuori le mele marce e potenziando quella squadra nei punti deboli, che lui in modo più o meno velato aveva pure detto in tante conferenze... Quel quinto posto doveva essere il punto di partenza su cui costruire mantenendo le certezze che faticosamente si erano costruite in una stagione.
Invece fuori tutti. Rivoluzione. Allenatore con "idee forti" come lo ha definito Maldini. Velleità di bel gioco. Mele marce ancora tutte in squadra e pure titolari. Una generale e assurda sopravvalutazione della rosa. Una campagna acquisti incerta, parziale, abbozzata (si sapeva va detto che sarebbe stata dura col FPF). Siamo passati dal fin troppo crudo realismo di Gattuso ad una gestione naif, concettuale, filosofica. Abbiamo tolto dallo spogliatoio l'unico leader che c'era, quello che al di là delle catene e della linea difensiva alta o bassa teneva tutto il gruppo sul pezzo fino alla fine, che era senza dubbio il contributo principale e fondamentale dell'allenatore che avevamo.
Ma resto dell'idea che tutto nasca nella gestione della primavera scorsa. E' da lì che si è trasformata una squadra che lottava per la Champions in una che lotta per la retrocessione o quasi, seppure con gran parte degli stessi giocatori.
Ora ovviamente è tardi e ha poco senso pure piangere sul latte versato. Bisogna ripartire dalle scorse partite giocate decentemente, ma con 21 punti ormai la stagione sembra compromessa.