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GDS: Ruben Amorim ha imparato dagli errori commessi in passato a Manchester, decidendo di accantonare l'integralismo tattico per adattare i suoi principi alle qualità e alle esigenze della squadra rossonera anziché il contrario. Questo cambio di filosofia apre alla possibilità di passare dalla difesa a tre a una linea a quattro, come già visto contro il Lecce, con Gila decentrato nel ruolo di terzino destro per coprire le offensive avversarie ed Estupiñán arretrato a sinistra; una mossa strategica che permette di liberare Chukwueze da compiti difensivi e farlo rendere al meglio in fase d'attacco. Con questo nuovo assetto, riconducibile a un 4-2-3-1, la trequarti vede protagonisti Pulisic e Saelemaekers a supporto dell'unica punta Ramos: l'americano, subito andato a segno da titolare contro il Lecce dopo aver superato l'infortunio estivo ed essere stato inizialmente scavalcato nelle gerarchie da Cisse, si dimostra imprescindibile per alzare la qualità della manovra, mentre il belga garantisce eclettismo e continuità. Le nuove gerarchie valorizzano l'esperienza dei senatori pur senza precludere lo spazio ai giovani come Cisse, Loftus-Cheek o Hutchinson, necessari per affrontare il fitto calendario da nove gare in ventinove giorni tra ottobre e novembre. Anche la mediana si riassetta attorno alla coppia formata da Modric e Rabiot, la cui intelligenza tattica, capacità di palleggio e presenza fisica sono risultate fondamentali (come evidenziato anche dalla sconfitta subita con il Benfica quando il croato è rimasto in panchina), mettendo temporaneamente in secondo piano il progetto iniziale basato sul pressing asfissiante e sulla corsa di profili come Musah e Jashari.