Tonali ad un passo dal Tottenham. Le ciifre.

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230 miliardi di vecchie lire, ci rendiamo conto a che cifre sono arrivati in Inghilterra?

Assolutamente si, follia.

Ma meglio cosi, l'unica chance che abbiamo è che si auto-annientino.

Un po come fecero le italiane a suo tempo.

Lascia perdere i giornalai quando parlano di brogeddih tecnici, stadi e tutte ste c....ate
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Djici

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Memorabile Zico all'Udinese. È semplicemente girata la ruota.
Vero Zico a l'Udinese e un segno di quanto eravamo dominanti.
Ma non considerare che esisteva un limite di stranieri non permette di fare un ragionamento a 360 gradi.
Anche oggi, se si decidesse di mettere un limite di 2 o 3 stranieri beh ci sarebbero giocatori della Madonna al Lecce di turno invece che tutti in fila sulla panchina del City, del Real o del Chelsea (ovviamente ho esagerato, la riserva del Real non va al Lecce, piuttosto va a giocare titolare nel Milan di turno, così lo straniero del Milan invece scende al Lecce).

La sentenza Bosman a permesso di concentrare la qualità ma ovviamente ha tolto qualità alle medio piccole.
Teoricamente avrebbe dovuto avere l'effetto contrario con i migliori giocatori italiani che non sarebbero stati concentrati nelle sole 3 strisciate ma avrebbero dovuto essere un po' dappertutto.
Solo che noi i slot per gli italiani non sono destinati a mettere i migliori giocatori ma piuttosto a giocatori che non giocano mai (secondo e terzo portiere...)
 

Djerry

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Assolutamente si, follia.

Ma meglio cosi, l'unica chance che abbiamo è che si auto-annientino.

Un po come fecero le italiane a suo tempo.

Lascia perdere i giornalai quando parlano di brogeddih tecnici, stadi e tutte ste c....ate

Però che ci sia una differenza ed una componente determinante del sistema nell'Inghilterra e nella Premier del 2026 rispetto all'Italia e la serie A degli anni '80 penso sia innegabile.

Il calcio italiano professionistico si è sempre basato su una struttura nella migliore delle ipotesi insostenibile o in debito (nella peggiore delinquenziale o fiscalmente illecita) che traeva giovamento dal tessuto imprenditoriale nazionale. Tradotto: l'economia va bene, l'imprenditore spende (dal Borgorosso al Milan), il calcio italiano vola.

La Premier invece da anni ha impostato il percorso nell'unico modo corretto, ovvero tramite parametri strutturali di regolarità all'origine e piano aziendale di valorizzazione del prodotto sano come conseguenza.
E' la cosa pensata e più vicina ad una lega professionistica americana. Magari hanno pure le loro contraddizioni interne, ma di sicuro non si annientano perché spendono quei soldi nel mercato interno. Anzi...
 
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Però che ci sia una differenza ed una componente determinante del sistema nell'Inghilterra e nella Premier del 2026 rispetto all'Italia e la serie A degli anni '80 penso sia innegabile.

Il calcio italiano professionistico si è sempre basato su una struttura nella migliore delle ipotesi insostenibile o in debito (nella peggiore delinquenziale o fiscalmente illecita) che traeva giovamento dal tessuto imprenditoriale nazionale. Tradotto: l'economia va bene, l'imprenditore spende (dal Borgorosso al Milan), il calcio italiano vola.

La Premier invece da anni ha impostato il percorso nell'unico modo corretto, ovvero tramite parametri strutturali di regolarità all'origine e piano aziendale di valorizzazione del prodotto sano come conseguenza.
E' la cosa pensata e più vicina ad una lega professionistica americana. Magari hanno pure le loro contraddizioni interne, ma di sicuro non si annientano perché spendono quei soldi nel mercato interno. Anzi...
Toh, chi si rilegge...
ciaoooooo.
Tutto bene???
 
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Però che ci sia una differenza ed una componente determinante del sistema nell'Inghilterra e nella Premier del 2026 rispetto all'Italia e la serie A degli anni '80 penso sia innegabile.

Il calcio italiano professionistico si è sempre basato su una struttura nella migliore delle ipotesi insostenibile o in debito (nella peggiore delinquenziale o fiscalmente illecita) che traeva giovamento dal tessuto imprenditoriale nazionale. Tradotto: l'economia va bene, l'imprenditore spende (dal Borgorosso al Milan), il calcio italiano vola.

La Premier invece da anni ha impostato il percorso nell'unico modo corretto, ovvero tramite parametri strutturali di regolarità all'origine e piano aziendale di valorizzazione del prodotto sano come conseguenza.
E' la cosa pensata e più vicina ad una lega professionistica americana. Magari hanno pure le loro contraddizioni interne, ma di sicuro non si annientano perché spendono quei soldi nel mercato interno. Anzi...
Esattamente! Ed è la ragione per cui l'Italia ha dominato tra anni '80 e '90 per poi iniziare il declino nei primi 2000 fino al vero e proprio degrado di oggi; per tale ragione, inoltre, fatico a vedere come possiamo recuperare il gap con gli inglesi, i quali, disponendo di basi decisamente più solide, sembrano essere destinati ad ancora molti anni, se non decenni, di dominio.
 

Lineker10

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Come riportato da Mediaset, Tonali è ad un passo dal Tottenham per 115 mln di euro.

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Errore secondo me.
Doveva puntare ad un top team dopo la stagione che ha fatto.
Gli Spurs sono una società di passaggio come il Newcastle.
Il problema principale di Tonali è il procuratore.
 

Djerry

Well-known member
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Errore secondo me.
Doveva puntare ad un top team dopo la stagione che ha fatto.
Gli Spurs sono una società di passaggio come il Newcastle.
Il problema principale di Tonali è il procuratore.

Concordo, anche se credo abbia inciso tantissimo la connection bresciana con De Zerbi, che per farla breve l'avrà intortato col progetto di riportare il Tottenham al vertice, buttandola sull'emotività e sull'appartenenza e quelle robe lì.

Oggettivamente gli Spurs sono uno dei progetti più interessanti e curiosi da seguire nella prossima stagione.

Toh, chi si rilegge...
ciaoooooo.
Tutto bene???

Venire a criticare un po' di acquisti estivi del Milan è una pratica che prima o poi anche a distanza di anni va riesumata necessariamente :lol:
Oltre ovviamente a ritrovare fratelli rossoneri con cui ci si è trovati a soffrire e confrontarsi in passato.

Non ci giro intorno:
a 10 anni piangevo dopo Marsiglia;
a 15 ho rotto un muro al 2-0 di Massaro ad Atene;
a 24 non ho retto e mi sono girato al rigore di Nesta a Manchester;
a 28 ho scoperto quanto il dolce possa essere ancora più dolce dopo aver assaggiato l'amaro;
tra i 32 ed i 42 ho iniziato a scervellarmi spesso anche su questi canali tra un Bacca ed Fassone per capire come (non) si poteva tornare a vincere.
E non mi ero mai perso anche solo un minuto della più sfigata amichevole anche notturna del Milan.

Oggi, senza che mi sia successo qualcosa di particolare, vedo una partita su dieci del Milan e spesso solo perché vengono parenti o amici ad impormela, lo scudetto di Pioli non mi ha fatto né caldo né freddo e l'anno scorso il mio rifiuto per l'uomo Allegri (prima ancora che per l'allenatore) mi ha imposto di tifare contro fino all'ultimo minuto.

Errore? Maturità? Fuga? Evoluzione? Boria? Può essere tutto, di sicuro non c'è più la fede o almeno quel modo di intenderla visceralmente.
 
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