Ricci:"Essere al Milan mi rende felice. I derby vinti...".

admin

Administrator
Membro dello Staff
Registrato
6 Agosto 2012
Messaggi
261,724
Reaction score
53,024
Samuele Ricci si racconta alla giornalista M. Jacobelli:

"Ho mai pensato di non farcela? Non ci ho mai pensato, sono sempre stato uno che ha sempre vissuto le cose come andavano, poi quando sei giovane non hai neanche troppi pensieri per la testa, vivi le cose con più leggerezza. Vedi le cose in modo diverso quando diventi più uomo, anche il calcio cambia e lo affronti diversamente».

"Anche ora gioco per passione, poi subentrano tante altre cose. A Torino ho cambiato il mio modo di approcciarmi al calcio, prima ero molto più bambino. A Torino ho iniziato a curare i particolari, che sono la cosa che fanno la differenza ad alti livelli. Pressione? E’ anche positiva, vuol dire che stai facendo una cosa importante, anche quella serve. L’ansia ce l’ho anche io, quando entri a San Siro è diverso, ma anche da piccolo ce l’avevo».


"Come superare i momenti difficili? Cerco di trovare disciplina e fare le cose che devo fare, poi curo i particolari e i tanti aspetti della vita dei giocatori. Mai stato mentalmente bloccato? Può succedere, anche avere meno fiducia e meno autostima, si può imparare da questi momenti. La testa è fondamentale, anche in campo col talento ma senza testa fai poco. Fortunatamente ho tante persone che mi amano, purtroppo in tanti non li hanno. Mai avuto paura di non essere all’altezza? Si, soprattutto quando arrivi in un Club così, poi se sei qua un motivo c’è, l’importante è farsi coraggio e forza su quello, lavorare e migliorarsi».

"Cosa mi rende felice? Essere in un Club così. Poi il contorno fa la differenza, mi sono circondato di persone che vogliono il mio bene, ho una famiglia presente e dei genitori intelligenti, che non mi hanno mai messo pressione. Cosa mi ha reso più forte mentalmente? Le sconfitte un po’ fanno bene. Scuola? Mi sto laureando in Economia, mi manca la tesi».

"Il successo? In tanti lo cercano, ma può essere un’arma a doppio taglio perché con troppo successo rischi, poi fa piacere a tutti. Una frase che mi ha aiutato? Non tutti i mali vengono per nuocere. Tornassi indietro rifarei il mio percorso? Si, 100%. Ogni scelta è stata ponderata ed è stata giusta».

"Il momento più bello? I due derby vinti in stagione».

"Il mio arrivo al Milan? Simpatizzavo. Quando ero piccolo non tifavo una squadra ma i giocatori, ricordo Ronaldinho al Milan. Non ho nulla di lui purtroppo (ride). Arrivare qui è straordinario, ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, tutto il mondo Milan lo è. Ho trovato persone disponibili, poi io sono espansivo e socializzo con tutti, stanno diventando amici. Ho trovato un gruppo bellissimo, lo staff e il mister, c’è sintonia con tutti, si respira un bel clima».


ricci%20milan.jpg
`
`
 

bobbylukr

Well-known member
Registrato
22 Luglio 2022
Messaggi
5,899
Reaction score
5,608
Samuele Ricci si racconta alla giornalista M. Jacobelli:

"Ho mai pensato di non farcela? Non ci ho mai pensato, sono sempre stato uno che ha sempre vissuto le cose come andavano, poi quando sei giovane non hai neanche troppi pensieri per la testa, vivi le cose con più leggerezza. Vedi le cose in modo diverso quando diventi più uomo, anche il calcio cambia e lo affronti diversamente».

"Anche ora gioco per passione, poi subentrano tante altre cose. A Torino ho cambiato il mio modo di approcciarmi al calcio, prima ero molto più bambino. A Torino ho iniziato a curare i particolari, che sono la cosa che fanno la differenza ad alti livelli. Pressione? E’ anche positiva, vuol dire che stai facendo una cosa importante, anche quella serve. L’ansia ce l’ho anche io, quando entri a San Siro è diverso, ma anche da piccolo ce l’avevo».


"Come superare i momenti difficili? Cerco di trovare disciplina e fare le cose che devo fare, poi curo i particolari e i tanti aspetti della vita dei giocatori. Mai stato mentalmente bloccato? Può succedere, anche avere meno fiducia e meno autostima, si può imparare da questi momenti. La testa è fondamentale, anche in campo col talento ma senza testa fai poco. Fortunatamente ho tante persone che mi amano, purtroppo in tanti non li hanno. Mai avuto paura di non essere all’altezza? Si, soprattutto quando arrivi in un Club così, poi se sei qua un motivo c’è, l’importante è farsi coraggio e forza su quello, lavorare e migliorarsi».

"Cosa mi rende felice? Essere in un Club così. Poi il contorno fa la differenza, mi sono circondato di persone che vogliono il mio bene, ho una famiglia presente e dei genitori intelligenti, che non mi hanno mai messo pressione. Cosa mi ha reso più forte mentalmente? Le sconfitte un po’ fanno bene. Scuola? Mi sto laureando in Economia, mi manca la tesi».

"Il successo? In tanti lo cercano, ma può essere un’arma a doppio taglio perché con troppo successo rischi, poi fa piacere a tutti. Una frase che mi ha aiutato? Non tutti i mali vengono per nuocere. Tornassi indietro rifarei il mio percorso? Si, 100%. Ogni scelta è stata ponderata ed è stata giusta».

"Il momento più bello? I due derby vinti in stagione».

"Il mio arrivo al Milan? Simpatizzavo. Quando ero piccolo non tifavo una squadra ma i giocatori, ricordo Ronaldinho al Milan. Non ho nulla di lui purtroppo (ride). Arrivare qui è straordinario, ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, tutto il mondo Milan lo è. Ho trovato persone disponibili, poi io sono espansivo e socializzo con tutti, stanno diventando amici. Ho trovato un gruppo bellissimo, lo staff e il mister, c’è sintonia con tutti, si respira un bel clima».


ricci%20milan.jpg

Puoi pensare di rendere felici anche i tifosi del Milan del fatto che sei qui?
Grazie.
 

Ramza Beoulve

Well-known member
Registrato
7 Febbraio 2016
Messaggi
7,848
Reaction score
9,480
Samuele Ricci si racconta alla giornalista M. Jacobelli:

"Ho mai pensato di non farcela? Non ci ho mai pensato, sono sempre stato uno che ha sempre vissuto le cose come andavano, poi quando sei giovane non hai neanche troppi pensieri per la testa, vivi le cose con più leggerezza. Vedi le cose in modo diverso quando diventi più uomo, anche il calcio cambia e lo affronti diversamente».

"Anche ora gioco per passione, poi subentrano tante altre cose. A Torino ho cambiato il mio modo di approcciarmi al calcio, prima ero molto più bambino. A Torino ho iniziato a curare i particolari, che sono la cosa che fanno la differenza ad alti livelli. Pressione? E’ anche positiva, vuol dire che stai facendo una cosa importante, anche quella serve. L’ansia ce l’ho anche io, quando entri a San Siro è diverso, ma anche da piccolo ce l’avevo».


"Come superare i momenti difficili? Cerco di trovare disciplina e fare le cose che devo fare, poi curo i particolari e i tanti aspetti della vita dei giocatori. Mai stato mentalmente bloccato? Può succedere, anche avere meno fiducia e meno autostima, si può imparare da questi momenti. La testa è fondamentale, anche in campo col talento ma senza testa fai poco. Fortunatamente ho tante persone che mi amano, purtroppo in tanti non li hanno. Mai avuto paura di non essere all’altezza? Si, soprattutto quando arrivi in un Club così, poi se sei qua un motivo c’è, l’importante è farsi coraggio e forza su quello, lavorare e migliorarsi».

"Cosa mi rende felice? Essere in un Club così. Poi il contorno fa la differenza, mi sono circondato di persone che vogliono il mio bene, ho una famiglia presente e dei genitori intelligenti, che non mi hanno mai messo pressione. Cosa mi ha reso più forte mentalmente? Le sconfitte un po’ fanno bene. Scuola? Mi sto laureando in Economia, mi manca la tesi».

"Il successo? In tanti lo cercano, ma può essere un’arma a doppio taglio perché con troppo successo rischi, poi fa piacere a tutti. Una frase che mi ha aiutato? Non tutti i mali vengono per nuocere. Tornassi indietro rifarei il mio percorso? Si, 100%. Ogni scelta è stata ponderata ed è stata giusta».

"Il momento più bello? I due derby vinti in stagione».

"Il mio arrivo al Milan? Simpatizzavo. Quando ero piccolo non tifavo una squadra ma i giocatori, ricordo Ronaldinho al Milan. Non ho nulla di lui purtroppo (ride). Arrivare qui è straordinario, ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, tutto il mondo Milan lo è. Ho trovato persone disponibili, poi io sono espansivo e socializzo con tutti, stanno diventando amici. Ho trovato un gruppo bellissimo, lo staff e il mister, c’è sintonia con tutti, si respira un bel clima».


ricci%20milan.jpg

Una squadra di inconcludenti cialtroni...

Campioni del bilancio, campioni di chiacchiere...
 

Now i'm here

Senior Member
Registrato
28 Agosto 2012
Messaggi
21,326
Reaction score
3,101
Samuele Ricci si racconta alla giornalista M. Jacobelli:

"Ho mai pensato di non farcela? Non ci ho mai pensato, sono sempre stato uno che ha sempre vissuto le cose come andavano, poi quando sei giovane non hai neanche troppi pensieri per la testa, vivi le cose con più leggerezza. Vedi le cose in modo diverso quando diventi più uomo, anche il calcio cambia e lo affronti diversamente».

"Anche ora gioco per passione, poi subentrano tante altre cose. A Torino ho cambiato il mio modo di approcciarmi al calcio, prima ero molto più bambino. A Torino ho iniziato a curare i particolari, che sono la cosa che fanno la differenza ad alti livelli. Pressione? E’ anche positiva, vuol dire che stai facendo una cosa importante, anche quella serve. L’ansia ce l’ho anche io, quando entri a San Siro è diverso, ma anche da piccolo ce l’avevo».


"Come superare i momenti difficili? Cerco di trovare disciplina e fare le cose che devo fare, poi curo i particolari e i tanti aspetti della vita dei giocatori. Mai stato mentalmente bloccato? Può succedere, anche avere meno fiducia e meno autostima, si può imparare da questi momenti. La testa è fondamentale, anche in campo col talento ma senza testa fai poco. Fortunatamente ho tante persone che mi amano, purtroppo in tanti non li hanno. Mai avuto paura di non essere all’altezza? Si, soprattutto quando arrivi in un Club così, poi se sei qua un motivo c’è, l’importante è farsi coraggio e forza su quello, lavorare e migliorarsi».

"Cosa mi rende felice? Essere in un Club così. Poi il contorno fa la differenza, mi sono circondato di persone che vogliono il mio bene, ho una famiglia presente e dei genitori intelligenti, che non mi hanno mai messo pressione. Cosa mi ha reso più forte mentalmente? Le sconfitte un po’ fanno bene. Scuola? Mi sto laureando in Economia, mi manca la tesi».

"Il successo? In tanti lo cercano, ma può essere un’arma a doppio taglio perché con troppo successo rischi, poi fa piacere a tutti. Una frase che mi ha aiutato? Non tutti i mali vengono per nuocere. Tornassi indietro rifarei il mio percorso? Si, 100%. Ogni scelta è stata ponderata ed è stata giusta».

"Il momento più bello? I due derby vinti in stagione».

"Il mio arrivo al Milan? Simpatizzavo. Quando ero piccolo non tifavo una squadra ma i giocatori, ricordo Ronaldinho al Milan. Non ho nulla di lui purtroppo (ride). Arrivare qui è straordinario, ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, tutto il mondo Milan lo è. Ho trovato persone disponibili, poi io sono espansivo e socializzo con tutti, stanno diventando amici. Ho trovato un gruppo bellissimo, lo staff e il mister, c’è sintonia con tutti, si respira un bel clima».


ricci%20milan.jpg
A leggere le interviste di questi qua, sembra sia stata una stagione rose e fiori, quando invece siamo qua a rischiare la champions, eliminati subito dalla coppa Italia e giocato una Supercoppa ridicola.

Lodare i 2 derby vinti poi....ok fa sempre piacere vincerli, ma di solito sono l'obbiettivo stagionale delle 2 romane, a Milano funziona in un altro modo, ciccio.

Ma da uno che non vinceva manco i derby di Torino cosa pretendiamo...
 

Jino

Senior Member
Registrato
29 Agosto 2012
Messaggi
63,742
Reaction score
10,161
A leggere le interviste di questi qua, sembra sia stata una stagione rose e fiori, quando invece siamo qua a rischiare la champions, eliminati subito dalla coppa Italia e giocato una Supercoppa ridicola.

Lodare i 2 derby vinti poi....ok fa sempre piacere vincerli, ma di solito sono l'obbiettivo stagionale delle 2 romane, a Milano funziona in un altro modo, ciccio.

Ma da uno che non vinceva manco i derby di Torino cosa pretendiamo...

Ricci è quel che è, un giocatorino e lo sapevamo tutti...tranne i nostri dirigenti...
 
Registrato
27 Agosto 2012
Messaggi
50,703
Reaction score
21,985
Samuele Ricci si racconta alla giornalista M. Jacobelli:

"Ho mai pensato di non farcela? Non ci ho mai pensato, sono sempre stato uno che ha sempre vissuto le cose come andavano, poi quando sei giovane non hai neanche troppi pensieri per la testa, vivi le cose con più leggerezza. Vedi le cose in modo diverso quando diventi più uomo, anche il calcio cambia e lo affronti diversamente».

"Anche ora gioco per passione, poi subentrano tante altre cose. A Torino ho cambiato il mio modo di approcciarmi al calcio, prima ero molto più bambino. A Torino ho iniziato a curare i particolari, che sono la cosa che fanno la differenza ad alti livelli. Pressione? E’ anche positiva, vuol dire che stai facendo una cosa importante, anche quella serve. L’ansia ce l’ho anche io, quando entri a San Siro è diverso, ma anche da piccolo ce l’avevo».


"Come superare i momenti difficili? Cerco di trovare disciplina e fare le cose che devo fare, poi curo i particolari e i tanti aspetti della vita dei giocatori. Mai stato mentalmente bloccato? Può succedere, anche avere meno fiducia e meno autostima, si può imparare da questi momenti. La testa è fondamentale, anche in campo col talento ma senza testa fai poco. Fortunatamente ho tante persone che mi amano, purtroppo in tanti non li hanno. Mai avuto paura di non essere all’altezza? Si, soprattutto quando arrivi in un Club così, poi se sei qua un motivo c’è, l’importante è farsi coraggio e forza su quello, lavorare e migliorarsi».

"Cosa mi rende felice? Essere in un Club così. Poi il contorno fa la differenza, mi sono circondato di persone che vogliono il mio bene, ho una famiglia presente e dei genitori intelligenti, che non mi hanno mai messo pressione. Cosa mi ha reso più forte mentalmente? Le sconfitte un po’ fanno bene. Scuola? Mi sto laureando in Economia, mi manca la tesi».

"Il successo? In tanti lo cercano, ma può essere un’arma a doppio taglio perché con troppo successo rischi, poi fa piacere a tutti. Una frase che mi ha aiutato? Non tutti i mali vengono per nuocere. Tornassi indietro rifarei il mio percorso? Si, 100%. Ogni scelta è stata ponderata ed è stata giusta».

"Il momento più bello? I due derby vinti in stagione».

"Il mio arrivo al Milan? Simpatizzavo. Quando ero piccolo non tifavo una squadra ma i giocatori, ricordo Ronaldinho al Milan. Non ho nulla di lui purtroppo (ride). Arrivare qui è straordinario, ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, tutto il mondo Milan lo è. Ho trovato persone disponibili, poi io sono espansivo e socializzo con tutti, stanno diventando amici. Ho trovato un gruppo bellissimo, lo staff e il mister, c’è sintonia con tutti, si respira un bel clima».


ricci%20milan.jpg

Sappiamo cosa ti rende felice...🤣
 

Similar threads

Alto