Piano Kalergi - sostituzione dell'uomo europeo e remigrazione

Stanis La Rochelle

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Intendi dire che le donne, per una questione di carriera lavorativa o altro, rimandano di anno in anno e arrivano a pensare ad un figlio solamente in tarda età? Intendi questo?
Ma alllora come mai le stesse donne si 'accoppiano' e figliano con i clandestini?

Quale carriera, quella di onlyfans? :asd:

Anche quello che dici non è sbagliato eh, ma riguarda percentuale minoritaria. Ora non ho voglia di fare trattati, ma si riassume in: Chi è che aderisce di più al woke e a certi pensieri? L'edonismo più spinto da chi è trainato? Chi è che subisce maggiormente certa propaganda? Il femminismo che difende gli islamici che mettono le donne nei recinti durante le preghieri in Italia da chi è sostenuto?

Letto proprio poco fa :muhahah:

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Marilson

Milano vende moda
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Se solo gli europei facessero figli anziché prendere cani…

Senza quei giovani l’Europa sarebbe desertificata.

La sostituzione l’abbiamo voluta noi perché dovevamo tutti laurearci, tutti andare in vacanza in Thailandia, tutti avere un contratto indeterminato e tutti acquistare una casa prima di convivere, tutti a depilarci…

Tutti a rimandare la vita vera finché non fosse “il momento giusto”.
Il momento giusto non è mai arrivato.
Abbiamo preferito essere “flessibili”, “globali”, “liquidi”, “competitivi”.

Abbiamo trasformato la famiglia in un progetto, il progetto in un costo, il costo in un problema. E mentre noi facevamo brainstorming sulla nostra identità, qualcun altro semplicemente viveva, lavorava, cresceva figli.

Non c’è nessun piano segreto. C’è solo un continente che ha smesso di credere nel futuro e poi si stupisce che il futuro arrivi da altrove.

Non è sostituzione. È successione. E quando smetti di generare, qualcun altro genera.

È la biologia, non la geopolitica. Il resto sono storie per non ammettere che la vera cospirazione è stata la nostra incapacità di scegliere chi volevamo essere.

Hai totalmente ragione. È proprio esattamente cosi
 
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35 anni fa alla mia scuola elementare la maestra diceva che tra cinquant'anni gli italiani si sarebbero "amalgamati" o abbronzati. Poi un'altra "perla" con geologo annesso che veniva a fare la lezione ci diceva che il territorio sarebbe diminuito in seguito all'innalzamento dei mari, praticamente verso ovest il territorio dell'Italia è destinato a diminuire significativamente
 

Maurizio91

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Purtroppo è tristemente cosi.

Io sono un classe 87, dei miei coetanei avranno figliato metà, di quei mezzi almeno un'altra metà ha osato due figli. A volte ci sono signori che mi guardano stupiti perchè ho fatto due figli, come se fossi un alieno, quando una volta era normalità.

La maggior parte della gente si nasconde dietro a scuse che mancano soldi, manca questo o manca quello...manca semplicemente la voglia perchè è molto più facile ed egoistico avere più soldi in tasca, cambiare lavori senza preclusioni, andare di qua e di la senza nessuno che dipenda da te...

E dopo decenni di mentalità cosi siamo al degrado demografico, dove sono gli stranieri a tenere in piedi le scuole.
Sì, esatto. Come scritto da Animal, il pacchetto di "benefit" desiderato dagli occidentali è non solo ampio, ma ha opzioni materialmente non risolvibili.

- Se una piccola parte della popolazione nasce e cresce ricca e quindi potrebbe non desiderare il benefit "più soldi", perché li ha già

- non ci puoi fare assolutamente niente di niente con il benefit "libertà di uscire più spesso, più a lungo, dove voglio", in riferimento sia a uscite serali che a weekend brevi e vacanze vere e proprie.


> La musulmana la vedi passeggiare con marmocchio nel passeggino, due bambini ai fianchi + uno in grembo per andare a fare la spesa. Quindi si torna a casa a preparare da mangiare e fino della giornata. E così tutti i giorni, dal lunedì alla domenica.

> Mentre l'italiana lavoratrice resta sonoramente a zero figli ed esce per fare shopping, i cui acquisti serviranno per lo spritz del venerdì, del sabato e della domenica.



Sono due esistenze concettualmente e concretamente opposte. Messa così non c'è soluzione.
Altri utenti parlavano di dare più bonus, ma come detto quello risolverebbe solo l'aspetto economico. Sulla libertà non ci sono santi.

L'unica sarebbe che lo Stato mettesse bandi di concorso veri e propri per creare un esercito di baby sitter. Le ragazze dai 20 ai 30 anni potrebbero lavorare come baby sitter per le donne con figli di 30-40 anni.
Quindi le 20-30enni dai 30 anni faranno un figlio e si faranno aiutare dalle nuove ventenni, in un ciclo continuo al fine di garantire più libertà ed incentivare a fare figli.
 

Dave90

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Purtroppo è tristemente cosi.

Io sono un classe 87, dei miei coetanei avranno figliato metà, di quei mezzi almeno un'altra metà ha osato due figli. A volte ci sono signori che mi guardano stupiti perchè ho fatto due figli, come se fossi un alieno, quando una volta era normalità.

La maggior parte della gente si nasconde dietro a scuse che mancano soldi, manca questo o manca quello...manca semplicemente la voglia perchè è molto più facile ed egoistico avere più soldi in tasca, cambiare lavori senza preclusioni, andare di qua e di la senza nessuno che dipenda da te...

E dopo decenni di mentalità cosi siamo al degrado demografico, dove sono gli stranieri a tenere in piedi le scuole.
Direi che possiamo spogliarci di una certa ipocrisia e ammettere che l'atto di vero egoismo, benché legittimo ovviamente, in realtà, è fare figli, e lo dico in primis "accusando" me stesso. Nessuno di noi li fa o li ha fatti per salvare l'Italia, la patria o il sistema pensionistico. Li facciamo per soddisfare un nostro desiderio, per colmare un vuoto che a un certo punto abbiamo sentito (e che magari altri non avvertono) costringendo qualcuno a vivere una vita senza poter essere interpellato e con il rischio, sempre più elevato, che a medio-lungo termine si tratti di una vita prelaventemente di sofferenze e problemi. L'Italia, geograficamente intesa, quella che secondo alcuni commenti che sto leggendo qui dovremmo salvare dalla "contaminazione" straniera, è da sempre stata una mescolanza di persone provenienti da varie parti del mondo, sin dai tempi dell'antica Roma. Non c'è nessuna purezza da preservare, nessun immobilismo genetico da tuelare, perché non esiste. C'è una normale evoluzione che c'è stata, c'è e sempre ci sarà. Il colore della pelle è un dettaglio che personalmente trovo totalmente irrilevante e non capisco come qualcuno possa ancora sostenere il contrario.
Questo non significa, in alcun modo, liberi tutti e immigrazione incontrollata. Servono regole e limiti per evitare che, chi non riesce a integrarsi, finisca per delinquere. Ma a chi viene qui, si integra, lavora, rispetta le nostre leggi, io dico solo benvenuto, che sia giallo, nero o fucsia. Altro che piano Kalergi, mamma mia.
 
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Per gestire intendo creare degli hub nei paesi del nord-africa e decidere noi europei (non le ONG, non le altre organizzazioni e non direttamente quelli che si buttano sul bagnasciuga per essere traghettati in Italia) chi può entrare e chi no in territorio europeo, chi può servire e chi no.
E con chi può servire intendo lavorativamente parlando. E attenzione, con documenti alla mano perchè non devo mantenere anche i delinquenti che buttano i documenti a mare per non farsi identificare, ma voglio persone oneste e con fedina penale pulita
Ma questa non è una cosa semplice da fare, anzi forse è quasi impossibile perché la realtà del nord-Africa è estremamente complessa e variegata. Alcuni Paesi sono politicamente instabili e di fatto non esiste un “referente” politico affidabile o in grado di mantenere eventuali accordi, altri Paesi sono stabili ma hanno gli stessi problemi di gestione che ci sono in Europa, amplificati dai minori mezzi e dalle minori risorse. Per dire, il Marocco è il primo Paese “vittima” di immigrazione illegale, da Paesi limitrofi e dall’Africa subsahariana: è un Paese che funge sia da transito, sia da partenza sia da destinazione. E sono i primi a non essere felici, eh. In altro thread si parlava del razzismo in Marocco. Ecco, discende da queste situazioni(come da noi, perché tutto il Mondo è paese :asd:).
Per concludere, non esistono soluzioni semplici e problemi complessi. Il fatto che, per esempio, non si riesca a fare quello che tu hai proposto, e che è una buona idea, non viene fatto perché estremamente complesso, se non impossibile, non perché ci sia un piano per importare africani in Europa.
 
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Come spieghi che uno, in una città fino a pochi anni fa tranquillissima come la mia, non possa più girare dalle 22 in una sera d'estate, tranquillamente, senza il terrore di essere derubato, coltellato o nel caso di una ragazza stuprato? Non vivo mica nella stazione di Milano.
Non serve la giungla con Tarzan e Cita, o le orde armate, per avere sentore di un allarme e di un cambiamento negativo che influenza la tua esistenza.

A me dei dati frega zero, quando la mia vita e il mio modo cambiano e chiunque lo sente sulla pelle. Nessun esercito di Mordor mi tiene chiuso in casa, ma basta un singolo gruppetto di orchi (tutti marocchini, o zingari), e singoli, continui, casi locali di microcriminalità giornaliera per terrorizzare e farti passare la voglia di uscire. Non vedo alcuna differenza, per me i dati sono inutile sofismo.
E prima non era così. Questa gente prima non c'era. Nel centro della città io giravo tranquillamente fino alle 2 di notte.
L'integrazione è fallita, punto. E' solo un discorso di quale cultura sopravviverà.
Siccome nessuno sa come risolverla, di certo non con il porgere l'altra guancia, l'unica è fare pulizia. Il modo per fare pulizia lo lascio discutere a voi.
Se hai questa sensazione e vivi questa realtà, è assolutamente legittimo. Non sono certo uno che pensa che viviamo in un Mondo di arcobaleni e unicorni ed è chiaro che se ci sono situazioni in cui ci sono gruppi di sbandati liberi di scorrazzare, questi rappresentano un pericolo per l’incolumità pubblica. È talmente ovvio ed evidente che non c’è bisogno neanche di discuterne.
Ci sta anche che a te, per la tua quotidianità, interessi zero di dati e statistiche: se io mangio due polli e tu zero, tu stai a digiuno e non te ne frega nulla che per le statistiche mangiamo un pollo e testa. Ma per valutare l’entità complessiva di un fenomeno su larga scala bisogna per forza far riferimento ai dati perché esperienze personali non possono essere prese come parametro per valutazioni di ampio respiro.
 
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