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Il solito Franco Ordine dal CorSport in edicola: per comprendere e identificare il problema che attualmente penalizza il Milan di Cardinale e Amorim bisogna risalire alle origini del ciclo vincente del passato, facendo riferimento alla preziosa testimonianza dell'ex tecnico Stefano Pioli. Pioli aveva evidenziato come l'arrivo di Zlatan Ibrahimovic fosse stato decisivo per innalzare drasticamente l'intensità degli allenamenti quotidiani a Milanello, un cambiamento epocale rispetto alla situazione disastrosa precedente, simboleggiata dalla pesante sconfitta per cinque a zero subita contro l'Atalanta nel dicembre precedente all'ingaggio dello svedese e di Kjaer. Quella scossa impressa da Ibra, capace di mantenere alta la tensione e di svegliare i giovani talenti e i futuri protagonisti come Leao, Theo Hernandez e Maignan anche quando era infortunato e lontano dal campo, ha posto le basi per la vittoria dello scudetto del 2022. Oggi, tuttavia, la situazione appare profondamente diversa poiché manca una figura carismatica di quel calibro in grado di spronare costantemente la squadra, tanto che lo stesso allenatore Amorim ha denunciato pubblicamente come solo Pavlovic dimostri la mentalità giusta in ogni seduta di lavoro, evidenziando inoltre che la rosa non è ancora pronta per competere su due fronti. Per curare questa patologia e invertire la rotta a partire dalla prossima sfida di campionato contro il Genoa a Marassi, il tecnico non può agire da solo ma deve ricevere il supporto concreto della società e dei leader dello spogliatoio, facendo leva sul carisma e sull'esperienza di figure chiave come il capitano Maignan, Rabiot e Modric.