Ordine:"Allegri e il senso della realtà".

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Come riportato da Franco Ordine sul CorSera in edicola, Massimiliano Allegri è come un allenatore estremamente concreto e pragmatico, lontano dai sogni irrealistici e focalizzato su obiettivi alla portata della rosa. Fin dal suo ritorno a Milanello, la sua "bussola" è rimasta fissa sulla qualificazione in Champions League, traguardo che considera prioritario rispetto alle facili euforie dei tifosi, consapevole del valore superiore di avversari come Napoli e Inter.

Il tecnico livornese segue la strategia del "passo alla volta": prima blindare l'Europa — obiettivo che, come avverte lui stesso, «si può conquistare anche all'ultimo turno» — e poi occuparsi della regia del mercato in sinergia con il DS Tare e l'AD Furlani. Proprio i recenti e fitti colloqui con il management rossonero, immortalati anche dalle foto ufficiali del club, segnalano una ritrovata armonia e l'intenzione di programmare insieme il futuro, allontanando le voci che lo vorrebbero sulla panchina della Nazionale.

Lo stesso Ordine come Allegri sia un uomo di abitudini e fedeltà al progetto, ricordando come in passato abbia rifiutato persino il Real Madrid per restare nella propria comfort zone. Nonostante il passo falso contro l'Udinese, nato da un esperimento tattico che ha "violentato" le certezze della squadra, l'allenatore ribadisce la sua volontà di restare: «Nel mio DNA non c’è la voglia di cambiare». La sua promessa di rimanere in rossonero affonda le radici in una formazione calcistica fatta di solidità e realismo, elementi che intende riportare al centro della gestione milanista.

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Come riportato da Franco Ordine sul CorSera in edicola, Massimiliano Allegri è come un allenatore estremamente concreto e pragmatico, lontano dai sogni irrealistici e focalizzato su obiettivi alla portata della rosa. Fin dal suo ritorno a Milanello, la sua "bussola" è rimasta fissa sulla qualificazione in Champions League, traguardo che considera prioritario rispetto alle facili euforie dei tifosi, consapevole del valore superiore di avversari come Napoli e Inter.

Il tecnico livornese segue la strategia del "passo alla volta": prima blindare l'Europa — obiettivo che, come avverte lui stesso, «si può conquistare anche all'ultimo turno» — e poi occuparsi della regia del mercato in sinergia con il DS Tare e l'AD Furlani. Proprio i recenti e fitti colloqui con il management rossonero, immortalati anche dalle foto ufficiali del club, segnalano una ritrovata armonia e l'intenzione di programmare insieme il futuro, allontanando le voci che lo vorrebbero sulla panchina della Nazionale.

Lo stesso Ordine come Allegri sia un uomo di abitudini e fedeltà al progetto, ricordando come in passato abbia rifiutato persino il Real Madrid per restare nella propria comfort zone. Nonostante il passo falso contro l'Udinese, nato da un esperimento tattico che ha "violentato" le certezze della squadra, l'allenatore ribadisce la sua volontà di restare: «Nel mio DNA non c’è la voglia di cambiare». La sua promessa di rimanere in rossonero affonda le radici in una formazione calcistica fatta di solidità e realismo, elementi che intende riportare al centro della gestione milanista.

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Se le certezze della squadra sono quelle di non giocare, a tal punto che provare solo a farlo ci porta a questi risultati, rafforza sempre più la certezza che hanno costruito una squadra di m.

Dopotutto contro l'udinese le punte erano sempre due e non tre , saele senza palla agiva sempre come quinto.

L'unica differenza?
Che mancava il terzo centrale di difesa a fungere da vecchio libero staccato.

Si facessero due domande se siamo costretti a giocare come l'ultima delle provinciali per non prendere imbarcate.
Uno stile di gioco simile al Parma di turno.

Una grande squadra si vede dall'altezza alla quale difende .
È quello il misuratore dell'indice di pericolosità in condizioni di sicurezza.

Con questo stile di gioco in Champions ne prendiamo 3 a partita.
E attenzione che allegri sarà quel che sarà tatticamente ma se reputa che gabbia, Pavlovic e tomori possono difendere solo giocando stretti, bassi e aiutati dai quinti avrà fatto le sue valutazioni sui limiti degli interpreti.

Che sarebbe servito un grande difensore lo sappiamo da giugno 2025.
Se moncada ci ha portato tale odogu la colpa non è di allegri.

Ora tutti a sbavare per uno schifoso posto in Champions....
Il saliscendi furlaniano.
 
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