Allora allo stesso modo, in piccolo, è stata una presa in giro da parte del Milan non prendere subito Kalinic e Kessie ma differire l'acquisto all'esercizio successivo, così come è illegale ogni prestito con riscatto.
Così come per il tema sponsor, c'è un abisso tra la nostra situazione che ha limiti strutturali e ciò che si rinfaccia al PSG, ovvero che i ricavi derivanti da operazioni con parti correlate (in questo caso Qatar Tourism Authority) non possono essere considerate componenti di reddito (relevant income), se superano i valori di mercato (fair value).
E' ovvio che sono manovre aggiranti, un misto sapiente di astuzia e faccia tosta, ma non possono affatto essere considerati amministrativamente o giuridicamente irregolari.
E soprattutto non presentano aggravanti di nessun tipo in termini di prospettive, perché quel fatturato è esistente e tangibile, il bilancio è nei limiti richiesti, non c'è alcun dubbio sulla solvibilità del proprietario e soprattutto della figura che garantirà per gli anni futuri, non c'è un prestito incombente che mina le fondamenta dell'ownership, non c'è mai stato un tentativo maldestro di VA, non c'è una perdita aggregata di 250 milioni.
Se poi si può far loro una colpa di essere in mano a sceicchi che trovano sponsorizzazioni spavalde tramite autorità di stato ed appunto le così dette "parti correlate", è tutto un altro discorso e non a caso la UEFA ha fatto di tutto per stringere ulteriormente i cordoni, di certo non usando la mano leggera col PSG e cambiando pure norme in corsa.
Ma Milan e PSG nemmeno si sfiorano nelle basi.