Norvegia, 13.500 lettere di esproprio per guerra

mandraghe

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Non è solo un fatto di spesa, è un problema ormai culturale e sociologico, in Europa la maggioranza delle persone non spenderebbe in armi/difesa perché convinte che siano soldi buttati, non abbiamo la “missione imperiale” americana, non crediamo in nulla, siamo satolli con la panza all’aria pensando di avere il c*lo parato per decreto divino. Diamo welfare universale a tutta la feccia che importiamo ma protestiamo se aumentiamo la spesa in armi, per poi protestare di nuovo quando non contiamo una se*a in ambito internazionale. Io vedo solo un continente di rinco****niti che stanno subendo un brusco risveglio, dubito che si possa invertire la rotta.

Trump e i suoi ministri a Davos hanno indicato la via. Nulla di cervellotico o di scientifico.

In pratica hanno detto che gli europei dovrebbero tornare all’antico: produzioni in house con operai, ben pagati, autoctoni, soprattutto per le produzioni strategiche, acciaio, energia, telecomunicazioni, apparecchi tecnologici, ecc.

Essere autosufficienti in questi settori chiave dovrebbe essere la via per ripartire e tornare ad essere importanti attori internazionali.

Perfino il babbeo tedesco a denti stretti ha ammesso che gli ultimi 20 anni la Germania, e di riflesso l’Europa, hanno preso decisioni economiche strategiche disastrose.

Dipendere da paesi esteri in settori strategici è nefasto, lo sanno anche i somari.

I minchioni europei le sanno ste cose. Ma non faranno nulla per tanti motivi: codardìa, inettitudine, appecoramento a lobby economiche e culturali nefaste, difficoltà ad ammettere i loro colossali fallimenti, ecc.

Cito un fatto per spiegare il degrado europeo: l’unico centro europeo all’avanguardia nell’IA è a Losanna dove si stanno trasferendo quelle poche aziende serie che in Europa investono su questo strumento.

Losanna, Svizzera, al di fuori delle regole burocratiche europee.
 
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