Ma la sentenza è già praticamente scritta anche nelle motivazioni, proprio perché la UEFA ha già più volte avvertito il Milan di cosa non va.
Il primo punto è la motivazione centrale, è quella di accesso, la ragione per cui la UEFA può permettersi di indagare e sanzionarci, che è il così detto mancato break-even:
1: perdita di bilancio aggregata dei tre esercizi precedenti pari a 250 milioni
Ci fosse stato solo quel punto, saremmo stati in condizioni più critica di Roma e Inter, ma comunque sulla loro falsariga di sanzioni.
Solo che poi ci sono le quattro aggravanti che abbiamo solo noi e che sfido chiunque parla di sentenza politica o ingiusta a trovare in altre società in passato:
2: incapacità non tanto di garantire la continuità aziendale ma di dimostrare chi sarà il soggetto fisico a portarla avanti per il periodo sotto sanzione
3: prestito a scadenza imminente con incapacità dichiarata di mostrare solvibilità al rimborso o al rifinanziamento da parte del proprietario attuale
4: scommessa fraintesa e persa per ignoranza sulle regole del VA, con ulteriori investimenti e debiti che rendono più dilatato nel tempo l'obiettivo del pareggio di bilancio
5: business plan per gli esercizi futuri che non rispecchia minimamente i requisiti di credibilità e prudenza imposti dalla UEFA
Tutti questi elementi, in maniera sparsa e più o meno specifica, convergeranno nelle motivazioni.
E purtroppo, come si è sempre detto, poiché nessuno si è mai presentato in quello stato come il Milan, ogni decisione a livello formale era possibile, ma nella sostanza delle comparazioni dei vari casi precedenti tutto porta con logica alla stangata.