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Indubbiamente la squadra come solidità difensiva, come continuità e tenuta mentale è cresciuta, questo è sotto gli occhi di tutti.
Le poche sconfitte registrate sono la testimonianza di tutto ciò.
Ciò che latita è il gioco offensivo e comunque qualitativo negli ultimi 25 metri.
Siamo una squadra prettamente difensiva , col baricentro basso e che palleggia nella nostra metà campo.
Gli sviluppi del gioco, che tanto cita il mister, sono fraseggi bassi e che coinvolgono portiere e difensori.
Quasi mai palleggiamo nella metà campo altrui e giochiamo con coraggio.
Difficile capire se di più non si possa proporre o se la fifa regna sovrana.
E' anche una scelta tattica. Si fraseggia nello stretto e si verticalizza in modo improvviso, cercando assiduamente di rimanere compatti e non concedere facili imbucate centrali.
Ieri in fase difensiva abbiamo sofferto unicamente su cross dalla trequarti dove la Roma ci dava tanti centimetri tra Dzeko, Schick, Zaniolo. Nelle coperture siamo cresciuti a vista d'occhio, è molto difficile segnarci.
Il problema è che in ripartenza si commettono errori grossolani e non si vince un duello uno contro uno nemmeno per sbaglio...
Il discorso del coraggio è un bel dilemma. Per me manca lucidità e spirito del killer nelle giocate chiave, per esempio. E il coraggio te lo da anche un attaccante che affronta un duello individuale e obbliga il difensore a correre all'indietro, non sempre è pensabile attaccare in massa. Ieri per esempio Piatek è stato bravissimo in questo, Hakan e Suso al contrario sono stati disastrosi.
Il coraggio è una bilancia in equilibrio per 90 minuti: acquisti coraggio anche se metti paura all'avversario, e viceversa.
Nel 7-1 di Firenze Mirallas e Chiesa erano stati fenomenali nelle azioni verticali, situazione che la Roma non riesce a gestire. Purtroppo abbiamo un limite grosso in rosa, non so da quanto tempo lo diciamo.