Milan: passa lo straniero. Solo due italiani, col Toro.

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Proprietà americana, allenatore portoghese, giocatori tutti stranieri... A me non piace, per nulla, perché cosa rappresenta questa roba qua? Viene difficile considerare il Milan una squadra italiana.

Lo zoccolo duro italiano è fondamentale per creare senso di appartenenza e mentalità vincente. Noi abbiamo pochissimi italiani e uno più scarso dell'altro. Un allenatore che fa le conferenze in inglese, dirigenti che probabilmente non conoscono l'italiano. Già da questo si evince (per chi non è proprio scemo) che il piano è sempre lo stesso: distruzione totale e tabula rasa. Sarebbe bello capirne il motivo.
 
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Lo zoccolo duro italiano è fondamentale per creare senso di appartenenza e mentalità vincente. Noi abbiamo pochissimi italiani e uno più scarso dell'altro. Un allenatore che fa le conferenze in inglese, dirigenti che probabilmente non conoscono l'italiano. Già da questo si evince (per chi non è proprio scemo) che il piano è sempre lo stesso: distruzione totale e tabula rasa. Sarebbe bello capirne il motivo.
C'è un progetto. -cit-

Cardinale un visionario.
 

Franco

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Lo zoccolo duro italiano è fondamentale per creare senso di appartenenza e mentalità vincente. Noi abbiamo pochissimi italiani e uno più scarso dell'altro. Un allenatore che fa le conferenze in inglese, dirigenti che probabilmente non conoscono l'italiano. Già da questo si evince (per chi non è proprio scemo) che il piano è sempre lo stesso: distruzione totale e tabula rasa. Sarebbe bello capirne il motivo.

Sono anni che lo ripeto, una squadra va costruita su uno zoccolo duro di italiani o al limite di stranieri già ambientati in Italia. Basta guardate l'Inter di questi anni: non è che Acerbi, Darmian eccetera siano dei fenomeni, però sono attaccati alla maglia e danno il 100%. Noi invece continuiamo a comprare dall'estero, spesso poi li rivediamo poco dopo, come una girandola impazzita; tutti stranieri senza un briciolo di senso di appartenenza, che oggi sono qui e domani chi lo sa: capirai cosa gliene può fregare del Milan.
 
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Non è vero che ci sono solo bidoni, non ci crediamo e basta.
Liberali se n’è andato di sua volontà ma perché non c’abbiamo creduto mai. Progetto milan futuro un fallimento si tenevano in panchina in prima squadra e giocavano i vecchi in serie c.

il Dortmund ha 3 giovani italiani in prima squadra. Per dire
 
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La GDS contrappone due visioni societarie opposte che si affrontano nella partita tra Torino e Milan. Da un lato il Torino propone un modello fortemente legato all'identità italiana, vantando una proprietà, una dirigenza e una guida tecnica nostrane, guidate dal nuovo allenatore Ignazio Abate, oltre a una rosa con ben quattordici calciatori italiani. Per la sfida contro i rossoneri, i granata si preparano a schierare un undici iniziale che prevede fino a cinque italiani dal primo minuto, frutto di una strategia di mercato orientata al prodotto locale con quattro acquisti su sei di nazionalità italiana. Tra i titolari previsti figurano il diciannovenne portiere Mascardi, acquistato dallo Spezia e distintosi per le sue doti fisiche e i tre rigori parati in amichevole ad Avellino, il ventunenne difensore Comuzzo giunto dalla Fiorentina, e il diciassettenne Alessio Cacciamani, giovane talento cresciuto nel vivaio granata lanciato a sinistra dopo un periodo in prestito. Completano l'ossatura italiana Fortini e Casadei, in vantaggio nei ballottaggi per partire titolari. Sull'altro fronte si colloca il Milan, caratterizzato da una spiccata impronta internazionale con una proprietà americana, una dirigenza priva di forti connotazioni tricolori e una guida tecnica affidata al portoghese Amorim. I rossoneri prevedono di scendere in campo con soltanto due giocatori italiani nell'undici di partenza, Matteo Gabbia e Alphadjo Cissé, Tale scelta rispecchia una campagna acquisti interamente rivolta all'estero, con gli arrivi di Ramos, Gila, Diawara e Moreira. La presenza italiana nella rosa del Milan resta quindi limitata principalmente ai giovani della "cantera", tra cui Camarda e Torriani, o ad elementi d'esperienza come i due Terracciano e Ricci, ai quali si prospetta tuttavia uno spazio ridotto nelle rotazioni della squadra.

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Tra poco trasferiranno la sede in America e saremo a posto... È imbarazzante, sembra l'Inter di Moratti.
 

Ruuddil23

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Lo zoccolo duro italiano è fondamentale per creare senso di appartenenza e mentalità vincente. Noi abbiamo pochissimi italiani e uno più scarso dell'altro. Un allenatore che fa le conferenze in inglese, dirigenti che probabilmente non conoscono l'italiano. Già da questo si evince (per chi non è proprio scemo) che il piano è sempre lo stesso: distruzione totale e tabula rasa. Sarebbe bello capirne il motivo.
Ma che dici, l'importante è fare vittimismo ad ogni mero dato di fatto e parlare delle altre squadre :lol:
 

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