Amorim e Abate: due deb uniti dalle idee.

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GDS: La Serie A sta vivendo un vero e proprio ricambio generazionale in panchina, pur rispettando i tecnici più esperti, e il confronto tra Torino e Milan alla prima giornata ne è un perfetto esempio. La sfida vede opposti due allenatori quarantenni all'esordio nel massimo campionato italiano: Ignazio Abate, classe 1986, e Ruben Amorim, classe 1985. I due condividono una visione di gioco moderna e aggressiva, basata su un sistema 3-4-2-1 incentrato su tre principi cardine: pressione alta, possesso palla e spinta verticale. Anche la filosofia di gestione del gruppo li accomuna, ponendo sempre la collettività al di sopra del singolo. A distinguerli è piuttosto il percorso di carriera: Abate è in una fase nettamente crescente dopo i positivi passaggi alla Ternana e alla Juve Stabia, mentre Amorim cerca il riscatto al Milan dopo i successi in Portogallo con Braga e Sporting e la parentesi complessa al Manchester United, con l'obiettivo di sfatare la recente tradizione negativa dei tecnici portoghesi sulla panchina rossonera.

Sul piano tattico non ci si aspetta un atteggiamento difensivo, bensì una partita aperta in cui le scelte di formazione saranno decisive, a partire dai quadrilateri di centrocampo e trequarti che alimenteranno le corsie esterne. Per il Torino, il principale dubbio riguarda la trequarti sinistra tra il centrocampista incursore Casadei e la punta esterna Njie, mentre Vlasic agirà da regista offensivo per supplire all'assenza di playmaker puri in mediana, dove agiscono Gineitis e Fitz-Jim. Sulle fasce i granata dovrebbero affidarsi agli italiani Fortin e Cacciamani, servendo in avanti l'esperto Giovanni Simeone. Il Milan risponderà con Cissé o Saelemaekers sulla trequarti, la leadership di Modric in mediana affiancato da uno tra Musah e Jashari, spinte laterali affidate a Chukwueze e a uno tra Estupinan e Bartesaghi, con l'esordiente di profilo internazionale Gonçalo Ramos al centro dell'attacco.

Ad aggiungere pepe alla sfida c'è la motivazione personale di Abate, ex bandiera rossonera da giocatore ed ex tecnico della Primavera, arrivato fino alla finale di Youth League 2024. Il suo addio al Milan si consumò a causa dei forti dissidi con Zlatan Ibrahimovic per il poco impiego di uno dei figli dello svedese; un contenzioso che gli impedì di guidare il Milan Futuro, spingendolo verso l'esperienza a Terni che si è poi rivelata decisiva per la sua rapida ascesa fino alla panchina del Torino.

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