GDS: il Milan di Rúben Amorim propone un 3-4-2-1 aggressivo e votato all'attacco con trazione sulle corsie esterne grazie a Chukwueze e Moreira, facendo affidamento sul trequartista Rabiot (insieme a Saele, fuori Cisse), sul rientro di Modric in mediana affiancato da Musah e sulla presenza al centro dell'attacco del colpo estivo Gonçalo Ramos.
Segnali inequivocabili di Bizona, ma non detto come aspetto negativo

Il 5-5-5 fluido di Oronzo Canà, liquidato dal Ceretti e dai tromboni del calcio come schema teorico o buffo, se ci si riflette un attimo era un modello di gioco pionieristico che ha anticipato i tempi, da Sacchi a Guardiola passando per Rooney ed Eto'o quasi terzini.
Questo 3-6-1 mascherato di cui spesso abbiamo parlato qui dalle prime amichevoli sta in effetti un po' andando verso quella direzione di interscambio estremo tra quei 7 giocatori offensivi, se si pensa anche a quanto viene incontro lo stesso Ramos e come gli esterni siano del tutto sovrapponibili, aggiungendo Musah che ormai è presenza fissa in avanti.
E mettiamoci pure Rabiot che pur partendo trequartista destro è stato avvistato letteralmente ovunque, tipo sul gol a Torino in cui chiudeva a sinistra sul secondo palo.
La differenza sarebbe che nella testa di Amorim i tre dietro non devono salire così tanto palla al piede, ma lui stesso in conferenza tra il rassegnato e lo scherzoso ha descritto Gila e Pavlovic come due "numeri 10" nell'anima, che prendono e partono.
Ed allora la Bizona è completa.
Devo ammettere che spesso io ancora faccio fatica a capire nello sviluppo dell'azione chi è quel certo giocatore in quella certa posizione, li perdo un po' di vista specie nella fase difensiva o transizione. L'importante è che lo capiscano almeno i giocatori, non come capitan Speroni
