Milan: le richieste di Allegri per restare

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Per ingerenze sul mercato da parte della società cosa si intende?
Il mercato lo fa la società in tutti i club del mondo.
La società che paga tra l'altro lo stipendio all'allenatore per allenare, non per fare le trattative di mercato.

Forse si intende che vuole scegliere lui i profili tattici dei giocatori da prendere. Questo mi pare corretto.
Fa un po' sorridere detto e preteso però da uno che ha mostrato zero a livello tattico e fino ad oggi non sembra aver mostrato molta chiarezza su come far giocare la squadra.

parliamoci chiaro, Allegri è lì per vivacchiare. Probabilmente alla società va bene così, basta vivacchiare in attesa di costruire lo stadio. Se devi vivacchiare col catenaccio italico anni 60 mostrato alla Juve e da noi in questa stagione, obbiettivamente non serve fare un mercato poi così tanto preciso.
Compriamo i giocatori rivendibili e continuiamo a vivacchiare.


I progetti tecnico-tattici sul lungo periodo lasciamoli ad altre società e ad altri allenatori. Qui da noi non è il caso.
Magari fosse catenaccio anni 60, magari
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Mediaset: nonostante Max Allegri stia per riportare il Milan in Champions League, traguardo che con la prossima vittoria contro il Cagliari farebbe scattare il rinnovo automatico fino al 2028 a 6 milioni a stagione escludendo di fatto un costoso esonero da parte di Cardinale, il suo futuro sulla panchina rossonera resta un rebus. Il tecnico livornese, apparso molto provato da un'annata complessa, potrebbe infatti decidere autonomamente di fare un passo indietro se la società non gli garantirà i necessari rinforzi per affrontare il doppio impegno stagionale. A spingerlo verso l'addio potrebbero essere anche le mutazioni societarie, in particolare il probabile addio del direttore sportivo Igli Tare, con cui Allegri è in forte sintonia, e il deterioramento dei rapporti con Zlatan Ibrahimovic, destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nella gestione del club al posto di Giorgio Furlani.

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GDS: nonostante la delusione societaria per l'andamento dell'annata, filtra l'orientamento di confermare il tecnico, il cui contratto scade nel 2027 e prevede un rinnovo automatico in caso di qualificazione in Champions League, obiettivo imprescindibile per la continuità del progetto. Allegri ha espresso la chiara volontà di rimanere a lungo, ma a precise condizioni per evitare le problematiche e le incomprensioni vissute quest'anno, specialmente riguardo alle dinamiche di mercato, alla scelta dei profili dei giocatori e alle presunte ingerenze societarie. Resta inoltre da definire l'assetto dirigenziale del club per le prossime settimane di programmazione, con diversi punti di domanda sui ruoli di figure chiave come Furlani e Ibrahimovic, con quest'ultimo che richiederà una ridefinizione dei compiti e dei rapporti per garantire una convivenza serena e costruttiva con l'allenatore.

Secondo i soliti Romano e Moretto, per quello che può valere, il futuro di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe interrompersi a fine stagione per sua stessa volontà, indipendentemente dal raggiungimento della qualificazione in Champions League. Attualmente i rossoneri si trovano al terzo posto con 70 punti e dovranno blindare l'obiettivo nell'ultima decisiva giornata a San Siro contro il Cagliari, già salvo. Nonostante Allegri sia riuscito a mantenere la squadra ai vertici tra vari alti e bassi, la decisione finale sul suo addio dipenderà dalle sue motivazioni personali e dal futuro progetto societario.

Mediaset: nonostante Max Allegri stia per riportare il Milan in Champions League, traguardo che con la prossima vittoria contro il Cagliari farebbe scattare il rinnovo automatico fino al 2028 a 6 milioni a stagione escludendo di fatto un costoso esonero da parte di Cardinale, il suo futuro sulla panchina rossonera resta un rebus. Il tecnico livornese, apparso molto provato da un'annata complessa, potrebbe infatti decidere autonomamente di fare un passo indietro se la società non gli garantirà i necessari rinforzi per affrontare il doppio impegno stagionale. A spingerlo verso l'addio potrebbero essere anche le mutazioni societarie, in particolare il probabile addio del direttore sportivo Igli Tare, con cui Allegri è in forte sintonia, e il deterioramento dei rapporti con Zlatan Ibrahimovic, destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nella gestione del club al posto di Giorgio Furlani.


cardinale-allegri-milannews24.com-15052026.webp
Un allenatore che pretende la normalità , insomma, una dirigenza che non lo accontenta.


Intanto il tempo scorre, la programmazione si paralizza, il mercato si blocca.
Urge riunione per trovare accordi tra le parti.


Corsi e ricorsi storici, già successo con maldini e massara.
 
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