Milan indifeso. Il doppio dei gol subiti, dal derby.

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La GDS analizza la crisi d'identità del Milan che, dopo il successo nel derby di ritorno che aveva riacceso le speranze scudetto, ha subito un brusco rallentamento dovuto non solo all'improvvisa sterilità offensiva, ma soprattutto a un'inedita fragilità difensiva, storicamente punto di forza di Massimiliano Allegri. I dati evidenziano un tracollo statistico netto: nelle prime 28 giornate la squadra subiva appena 0,71 reti a partita, dato che è più che raddoppiato nelle ultime otto gare salendo a 1,5, con un totale di dodici gol incassati contro i venti dell'intero periodo precedente. Sebbene il numero totale di tiri concessi agli avversari sia rimasto pressoché invariato, è peggiorata drasticamente la qualità delle occasioni concesse; le conclusioni nello specchio sono aumentate e le possibilità di segnare per le rivali sono diventate molto più semplici, portando i clean sheet dal 46,4% a un modesto 25%. Nonostante Matteo Gabbia sottolinei come la responsabilità sia collettiva e non legata ai singoli reparti, il calo di alcuni interpreti appare evidente: Mike Maignan si è mostrato più vulnerabile rispetto alla prima parte di stagione, Tomori è stato protagonista di un'espulsione ingenua contro il Sassuolo, e anche i comprimari o le certezze del passato, come De Winter, Saelemaekers, Bartesaghi ed Estupinan, hanno alternato cali fisici a errori individuali decisivi. A aggravare il quadro è l'approccio mentale alle partite, con una drastica diminuzione della "percezione del pericolo" che ha portato il Milan a subire ben sette gol nei primi tempi delle ultime otto gare (quasi quanti i nove subiti in tutte le prime ventotto); Allegri punta ora a recuperare la solidità e l'attenzione perdute già dalla sfida contro il Genoa per blindare la qualificazione in Champions League.

Tuttosport: il percorso stagionale del Milan di Massimiliano Allegri è stato guidato dal principio fondamentale dell'equilibrio, inteso sia come stabilità mentale per gestire i risultati, sia come rigore tattico necessario a risollevare una squadra reduce da un triennio difensivamente disastroso. Dopo aver incassato 135 gol in 114 gare sotto le gestioni Pioli, Fonseca e Conceiçao, Allegri ha impostato il suo lavoro sulla solidità della retroguardia, convinto che i titoli in Italia si vincano con la miglior difesa. Attraverso l'adozione di un 3-5-2 compatto, con esterni bassi e Modric a fare da filtro davanti alla difesa, il tecnico era riuscito a trasformare il Milan nella miglior difesa della Serie A fino alla 34ª giornata, riducendo la media gol subiti da 1.18 a 0.79 e inanellando una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi. Tuttavia, questo meccanismo virtuoso si è improvvisamente inceppato nelle ultime settimane: le pesanti sconfitte contro Sassuolo e Atalanta, in cui sono state incassate ben 5 reti, hanno evidenziato il ritorno di preoccupanti falle difensive simili a quelle del passato. Questo crollo ha fatto scivolare il Milan dal primo al quinto posto nella classifica delle difese meno battute, con un bilancio allarmante di 12 gol subiti nelle ultime 8 giornate e 5 sconfitte totali dopo la vittoria nel derby di marzo. La perdita di sicurezza difensiva sembra aver influenzato negativamente anche la prolificità offensiva della squadra, spingendo Allegri a rimettere l'equilibrio e la protezione della porta di Maignan al centro del lavoro a Milanello, con l'obiettivo vitale di blindare nuovamente la fase di non possesso per assicurarsi la qualificazione in Champions League.

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Tuttosport: il percorso stagionale del Milan di Massimiliano Allegri è stato guidato dal principio fondamentale dell'equilibrio, inteso sia come stabilità mentale per gestire i risultati, sia come rigore tattico necessario a risollevare una squadra reduce da un triennio difensivamente disastroso. Dopo aver incassato 135 gol in 114 gare sotto le gestioni Pioli, Fonseca e Conceiçao, Allegri ha impostato il suo lavoro sulla solidità della retroguardia, convinto che i titoli in Italia si vincano con la miglior difesa. Attraverso l'adozione di un 3-5-2 compatto, con esterni bassi e Modric a fare da filtro davanti alla difesa, il tecnico era riuscito a trasformare il Milan nella miglior difesa della Serie A fino alla 34ª giornata, riducendo la media gol subiti da 1.18 a 0.79 e inanellando una striscia di ventiquattro risultati utili consecutivi. Tuttavia, questo meccanismo virtuoso si è improvvisamente inceppato nelle ultime settimane: le pesanti sconfitte contro Sassuolo e Atalanta, in cui sono state incassate ben 5 reti, hanno evidenziato il ritorno di preoccupanti falle difensive simili a quelle del passato. Questo crollo ha fatto scivolare il Milan dal primo al quinto posto nella classifica delle difese meno battute, con un bilancio allarmante di 12 gol subiti nelle ultime 8 giornate e 5 sconfitte totali dopo la vittoria nel derby di marzo. La perdita di sicurezza difensiva sembra aver influenzato negativamente anche la prolificità offensiva della squadra, spingendo Allegri a rimettere l'equilibrio e la protezione della porta di Maignan al centro del lavoro a Milanello, con l'obiettivo vitale di blindare nuovamente la fase di non possesso per assicurarsi la qualificazione in Champions League.
 

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