Milan - Glasner: oggi summit. Rangnick decide.

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GDS: il Milan si trova in giorni decisivi per delineare la propria struttura tecnica e societaria del futuro, con sviluppi cruciali attesi già nelle prossime 48-72 ore. Sul fronte della panchina, la dirigenza ha avviato i colloqui diretti: oggi è previsto l'incontro con Oliver Glasner, tecnico austriaco affascinato dal progetto rossonero e dalla prospettiva della Serie A, che si presenterà al vertice con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic con le idee già chiare sulla rosa attuale, nonostante il forte interesse di un club inglese e del Bayer Leverkusen. La scelta di Glasner, caldeggiata da Ralf Rangnick ma non vincolata alla sua firma, potrebbe comunque essere anticipata da un successivo summit, fissato prima del fine settimana, con Matthias Jaissle. Quest'ultimo, attualmente all'Al Ahli (che chiede un indennizzo di 6-7 milioni per liberarlo), è la prima alternativa sponsorizzata da Rangnick in caso di fumata nera con Glasner. Sullo sfondo resta viva anche la pista che porta a Mauricio Pochettino, attuale CT degli Stati Uniti, il quale ha mostrato forte interesse per la panchina rossonera tramite i sondaggi avviati dal suo agente, sebbene l'imminente Mondiale complichi i margini di manovra.

Parallelamente, si attende entro domani la risposta definitiva di Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico. Il Milan ha già strutturato due incontri a Vienna e in videoconferenza la scorsa settimana, ma l'accordo viaggia sul filo del rasoio per via delle rigide condizioni poste dal tedesco. Rangnick esige infatti pieni poteri decisivi sulla scelta dell'allenatore, sulla filosofia tattica comune a tutte le selezioni (compreso il Milan Futuro) e sull'inserimento di un ampio staff personale in doppia cifra. Il nodo principale non è legato alla durata contrattuale (si valuta un triennale), bensì alla totale libertà operativa: il manager tedesco non intende accettare interferenze esterne, specialmente da parte di Ibrahimovic, temendo che lo svedese possa imporre figure di riferimento a Milanello, come il direttore sportivo Jovan Kirovski. Da Casa Milan si getta acqua sul fuoco, ribadendo che il ruolo di Ibrahimovic rimane quello di socio e consulente strategico di Cardinale senza mire di controllo sulle nomine dei dirigenti o dei tecnici. Se l'intransigenza di Rangnick dovesse portare alla rottura definitiva, il club rossonero potrebbe virare per l'area sportiva su Ramon Planes, attuale consulente dell'Al Ittihad, che ha già avuto molteplici contatti con il Milan ed è fortemente motivato a rientrare nel calcio europeo.

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GDS: il Milan si trova in giorni decisivi per delineare la propria struttura tecnica e societaria del futuro, con sviluppi cruciali attesi già nelle prossime 48-72 ore. Sul fronte della panchina, la dirigenza ha avviato i colloqui diretti: oggi è previsto l'incontro con Oliver Glasner, tecnico austriaco affascinato dal progetto rossonero e dalla prospettiva della Serie A, che si presenterà al vertice con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic con le idee già chiare sulla rosa attuale, nonostante il forte interesse di un club inglese e del Bayer Leverkusen. La scelta di Glasner, caldeggiata da Ralf Rangnick ma non vincolata alla sua firma, potrebbe comunque essere anticipata da un successivo summit, fissato prima del fine settimana, con Matthias Jaissle. Quest'ultimo, attualmente all'Al Ahli (che chiede un indennizzo di 6-7 milioni per liberarlo), è la prima alternativa sponsorizzata da Rangnick in caso di fumata nera con Glasner. Sullo sfondo resta viva anche la pista che porta a Mauricio Pochettino, attuale CT degli Stati Uniti, il quale ha mostrato forte interesse per la panchina rossonera tramite i sondaggi avviati dal suo agente, sebbene l'imminente Mondiale complichi i margini di manovra.

Parallelamente, si attende entro domani la risposta definitiva di Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico. Il Milan ha già strutturato due incontri a Vienna e in videoconferenza la scorsa settimana, ma l'accordo viaggia sul filo del rasoio per via delle rigide condizioni poste dal tedesco. Rangnick esige infatti pieni poteri decisivi sulla scelta dell'allenatore, sulla filosofia tattica comune a tutte le selezioni (compreso il Milan Futuro) e sull'inserimento di un ampio staff personale in doppia cifra. Il nodo principale non è legato alla durata contrattuale (si valuta un triennale), bensì alla totale libertà operativa: il manager tedesco non intende accettare interferenze esterne, specialmente da parte di Ibrahimovic, temendo che lo svedese possa imporre figure di riferimento a Milanello, come il direttore sportivo Jovan Kirovski. Da Casa Milan si getta acqua sul fuoco, ribadendo che il ruolo di Ibrahimovic rimane quello di socio e consulente strategico di Cardinale senza mire di controllo sulle nomine dei dirigenti o dei tecnici. Se l'intransigenza di Rangnick dovesse portare alla rottura definitiva, il club rossonero potrebbe virare per l'area sportiva su Ramon Planes, attuale consulente dell'Al Ittihad, che ha già avuto molteplici contatti con il Milan ed è fortemente motivato a rientrare nel calcio europeo.

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C'è solo da augurarsi che non sia l'infame svedese a gestire le mosse dell'AC Milan
 

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