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Il Corsport in edicola analizza la complessa riorganizzazione societaria del Milan, paragonandola in modo critico alla favola della volpe e l'uva in chiave teatrale dell'assurdo. Dopo i rifiuti di Rangnick e Krosche per il ruolo di Head of Football, e in mancanza di ulteriori alternative esterne, Cardinale e Ibrahimovic sono stati costretti ad abbandonare la strategia iniziale e a ripiegare su un gruppo di lavoro esclusivamente interno, rischiando di non fare tesoro dei fallimenti passati. La nuova struttura tecnica vedrà una riduzione degli "uomini di calcio" puri a favore di un comitato basato su dati, finanza e intrattenimento sportivo. Questo gruppo sarà composto da Hendrik Almstadt per l'analisi economico-finanziaria dei calciatori, Bobby Gardiner come capo-scout e David Castelblanco per l'area media e intrattenimento. Le trattative di mercato saranno gestite dall'amministratore delegato con potere di firma Massimo Calvelli, mentre l'allenatore Amorim opererà in veste di manager con compiti di gestione e controllo anche sul calciomercato. Al vertice della piramide si colloca il proprietario Cardinale, che manterrà l'ultima parola e un ruolo operativo inedito sulla valutazione e l'acquisto dei giocatori, mentre il presidente Paolo Scaroni continuerà a occuparsi della politica sportiva e istituzionale, come l'assemblea della Figc. Un supporto esterno strategico arriverà dal potente agente portoghese Jorge Mendes, il cui legame con l'ambiente di provenienza di Amorim favorirà le trattative per obiettivi di mercato come Gonçalo Ramos e Hjulmand (valutati complessivamente 60 milioni), possibilmente con la collaborazione di Domenico Teti. Infine, nonostante le precisazioni del club sul suo ruolo formale di semplice consulente, Zlatan Ibrahimovic mantiene una grandissima influenza sulle decisioni di Cardinale, garantendo così stabilità nelle gerarchie societarie anche al suo braccio destro Kirovski, attuale responsabile di Milan Futuro.