Milan a San Donato: nodo trasporti e impatto auto.

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Tuttosport conferma tutte le news di ieri sullo stadio a San Stadio, le parole del Sindaco, e aggiunge: un via libera circondato da una buona dose di cautela, dovuta ai numerosi nodi da sciogliere, soprattutto in materia di trasporti e viabilità. È l’atteggiamento che emerge dalla prima conferenza stampa del sindaco di San Donato, Francesco Squeri, sul progetto del nuovo stadio del Milan nell’area San Francesco, che era di proprietà dell’Eni prima di finire alla società Sport Life City, comprata nei mesi scorsi dal club rossonero. D’altronde tutto a San Donato – 32mila abitanti alle porte di Milano – rimanda alla multinazionale del petrolio e del gas, a lungo guidata dall’attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni. «Per la nostra città si apre un percorso lungo e complesso che può rappresentare una grande occasione di crescita. Siamo consapevoli, tuttavia, che affinché ciò accada dovranno essere approfonditi diversi aspetti per individuare soluzioni in termini di servizi e infrastrutture», dice il sindaco Squeri all’indomani del semaforo verde della sua giunta all’iter che ora darà vita a un Accordo di programma, la procedura aperta a ogni soggetto chiamato in casusa dall’opera: Regione, Comune di Milano e altri centri confinanti, Ferrovie Nord, Autostrade e Parco Sud per citare i principali. Entro fine febbraio ci sarà il dibattito davanti al Consiglio Comunale di San Donato, chiesto a gran voce dai cittadini. Squeri ha messo in guardia sull’esistenza di diversi «alert», come li ha definiti.

La criticità maggiore riguarda l’afflusso e il deflusso di 70mila tifosi, soprattutto in occasione delle gare infrasettimanali: San Donato ha tantissimi uffici che fanno aumentare di ben 20mila persone la popolazione nei giorni feriali. Come ha spiegato Squeri, bisognerà quasi triplicare la capacità di deflusso post-partita della stazione ferroviaria, adiacente all’area San Francesco: ora è di 8.000 persone all’ora, dovrà salire a 25-30mila. Per farlo bisognerà allargare le banchine e costruire nuovi binari. Inoltre sarà necessario allestire nuove corse notturne. La fermata della metropolitana, invece, è a 1,2 chilometri dallo stadio: indispensabile un servizio navette. Occorrerà potenziare i mezzi pubblici perché, per ammissione di Squeri, San Donato non può reggere uno spostamento verso lo stadio al 55% su auto o pullman, come succede adesso a San Siro. «Si vedrà nell’Accordo di programma, dipende da quello che dirà il Milan», ha risposto Squeri a chi gli chiedeva se queste infrastrutture funzionali allo stadio saranno realizzate con soldi pubblici oppure contribuirà anche il club. «Non ho la bacchetta magica. Parlo soprattutto con i manager di Sport Life City, non ho mai incontrato il proprietario rossonero Gerry Cardinale. Ho visto una sola volta Scaroni e Giorgio Furlani. Sul tema della sicurezza, sollevato spesso dal mio collega Sala, dico che si tratta di un’area privata, quindi ci penserà anche il Milan», prosegue il sindaco che fissa il possibile inizio dei lavori alla fine del 2025 e il trasloco rossonero nel nuovo impianto al via della stagione 2028-29. Ma prima ci sono tante questioni da risolvere.

TUTTE LE PAROLE DEL SINDACO QUI -) Sindaco San Donato:"Tutto sullo stadio del Milan". Le dichiarazioni.

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Swaitak

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Tuttosport conferma tutte le news di ieri sullo stadio a San Stadio, le parole del Sindaco, e aggiunge: un via libera circondato da una buona dose di cautela, dovuta ai numerosi nodi da sciogliere, soprattutto in materia di trasporti e viabilità. È l’atteggiamento che emerge dalla prima conferenza stampa del sindaco di San Donato, Francesco Squeri, sul progetto del nuovo stadio del Milan nell’area San Francesco, che era di proprietà dell’Eni prima di finire alla società Sport Life City, comprata nei mesi scorsi dal club rossonero. D’altronde tutto a San Donato – 32mila abitanti alle porte di Milano – rimanda alla multinazionale del petrolio e del gas, a lungo guidata dall’attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni. «Per la nostra città si apre un percorso lungo e complesso che può rappresentare una grande occasione di crescita. Siamo consapevoli, tuttavia, che affinché ciò accada dovranno essere approfonditi diversi aspetti per individuare soluzioni in termini di servizi e infrastrutture», dice il sindaco Squeri all’indomani del semaforo verde della sua giunta all’iter che ora darà vita a un Accordo di programma, la procedura aperta a ogni soggetto chiamato in casusa dall’opera: Regione, Comune di Milano e altri centri confinanti, Ferrovie Nord, Autostrade e Parco Sud per citare i principali. Entro fine febbraio ci sarà il dibattito davanti al Consiglio Comunale di San Donato, chiesto a gran voce dai cittadini. Squeri ha messo in guardia sull’esistenza di diversi «alert», come li ha definiti.

La criticità maggiore riguarda l’afflusso e il deflusso di 70mila tifosi, soprattutto in occasione delle gare infrasettimanali: San Donato ha tantissimi uffici che fanno aumentare di ben 20mila persone la popolazione nei giorni feriali. Come ha spiegato Squeri, bisognerà quasi triplicare la capacità di deflusso post-partita della stazione ferroviaria, adiacente all’area San Francesco: ora è di 8.000 persone all’ora, dovrà salire a 25-30mila. Per farlo bisognerà allargare le banchine e costruire nuovi binari. Inoltre sarà necessario allestire nuove corse notturne. La fermata della metropolitana, invece, è a 1,2 chilometri dallo stadio: indispensabile un servizio navette. Occorrerà potenziare i mezzi pubblici perché, per ammissione di Squeri, San Donato non può reggere uno spostamento verso lo stadio al 55% su auto o pullman, come succede adesso a San Siro. «Si vedrà nell’Accordo di programma, dipende da quello che dirà il Milan», ha risposto Squeri a chi gli chiedeva se queste infrastrutture funzionali allo stadio saranno realizzate con soldi pubblici oppure contribuirà anche il club. «Non ho la bacchetta magica. Parlo soprattutto con i manager di Sport Life City, non ho mai incontrato il proprietario rossonero Gerry Cardinale. Ho visto una sola volta Scaroni e Giorgio Furlani. Sul tema della sicurezza, sollevato spesso dal mio collega Sala, dico che si tratta di un’area privata, quindi ci penserà anche il Milan», prosegue il sindaco che fissa il possibile inizio dei lavori alla fine del 2025 e il trasloco rossonero nel nuovo impianto al via della stagione 2028-29. Ma prima ci sono tante questioni da risolvere.

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Visto il luogo le catene umane saranno così
 

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La criticità maggiore riguarda l’afflusso e il deflusso di 70mila tifosi, soprattutto in occasione delle gare infrasettimanali: San Donato ha tantissimi uffici che fanno aumentare di ben 20mila persone la popolazione nei giorni feriali. Come ha spiegato Squeri, bisognerà quasi triplicare la capacità di deflusso post-partita della stazione ferroviaria, adiacente all’area San Francesco: ora è di 8.000 persone all’ora, dovrà salire a 25-30mila. Per farlo bisognerà allargare le banchine e costruire nuovi binari. Inoltre sarà necessario allestire nuove corse notturne. La fermata della metropolitana, invece, è a 1,2 chilometri dallo stadio: indispensabile un servizio navette. Occorrerà potenziare i mezzi pubblici perché, per ammissione di Squeri, San Donato non può reggere uno spostamento verso lo stadio al 55% su auto o pullman, come succede adesso a San Siro. «Si vedrà nell’Accordo di programma, dipende da quello che dirà il Milan», ha risposto Squeri a chi gli chiedeva se queste infrastrutture funzionali allo stadio saranno realizzate con soldi pubblici oppure contribuirà anche il club. «Non ho la bacchetta magica. Parlo soprattutto con i manager di Sport Life City, non ho mai incontrato il proprietario rossonero Gerry Cardinale. Ho visto una sola volta Scaroni e Giorgio Furlani. Sul tema della sicurezza, sollevato spesso dal mio collega Sala, dico che si tratta di un’area privata, quindi ci penserà anche il Milan», prosegue il sindaco che fissa il possibile inizio dei lavori alla fine del 2025 e il trasloco rossonero nel nuovo impianto al via della stagione 2028-29. Ma prima ci sono tante questioni da risolvere.

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Ariup
 
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Criticità riportate più volte, ma anche qui dentro mi è sempre stato risposto: "e dove lo vuoi fare lo stadio, al posto del duomoh?"

Pensare che Sesto era praticamente apparecchiata per noi e invece siamo andati ad invischiarci in questo deserto dei tartari....
 
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non si può allungare la metro?
Non credo sarà mai nei piani, giustamente mi verrebbe da dire. La fermata della gialla di San Donato è ad un quarto d'ora scarso a piedi, la fermata del passante ferroviario è ancora più vicina ed il prolungamento approvato della metro andrà da tutt'altra parte verso est.
 
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Non credo sarà mai nei piani, giustamente mi verrebbe da dire. La fermata della gialla di San Donato è ad un quarto d'ora scarso a piedi, la fermata del passante ferroviario è ancora più vicina ed il prolungamento approvato della metro andrà da tutt'altra parte verso est.

E poi un chilometro a piedi ci sta, magari con un baretto per una birra a metà strada
 
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