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Mattarella nello specifico sull'immigrazione:
"Io mi rendo conto che c'è in tutti i paesi più sviluppati nel mondo, in questo momento, il problema di come governare e rendere gestibile il fenomeno della immigrazione di grande dimensione. In tutto il mondo. Basta pensare che si parla di oltre 300 milioni di migranti nel mondo e di questi, oltre 40 milioni in fuga da guerre o da carestia. Forse un pensiero alla storia potrebbe essere utile
Dall'antichità, l'Impero Romano, ai giorni di oggi, gli Stati Uniti d'America, si tocca il successo maggiore quando si ha la capacità di raccogliere diverse provenienze, diversi popoli, diverse culture. Poi noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti paesi d'Europa e delle Americhe. Quindi conosciamo questo problema, che non è né nuovo né transitorio. È in fondo anche la nostra storia. Dall'emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d'Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti
E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non consideriamo un problema.
Ci sono giovani nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l'italiano come lingua madre, che parlano e pensano italiano, che sono nelle nostre scuole, hanno stili di vita italiane nelle letture, nello sport. So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Sulla base dell'esperienza e perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali"
"Io mi rendo conto che c'è in tutti i paesi più sviluppati nel mondo, in questo momento, il problema di come governare e rendere gestibile il fenomeno della immigrazione di grande dimensione. In tutto il mondo. Basta pensare che si parla di oltre 300 milioni di migranti nel mondo e di questi, oltre 40 milioni in fuga da guerre o da carestia. Forse un pensiero alla storia potrebbe essere utile
Dall'antichità, l'Impero Romano, ai giorni di oggi, gli Stati Uniti d'America, si tocca il successo maggiore quando si ha la capacità di raccogliere diverse provenienze, diversi popoli, diverse culture. Poi noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti paesi d'Europa e delle Americhe. Quindi conosciamo questo problema, che non è né nuovo né transitorio. È in fondo anche la nostra storia. Dall'emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d'Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti
E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non consideriamo un problema.
Ci sono giovani nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l'italiano come lingua madre, che parlano e pensano italiano, che sono nelle nostre scuole, hanno stili di vita italiane nelle letture, nello sport. So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Sulla base dell'esperienza e perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali"