Mattarella: "Italiani meticci e non ci dispiace"

Andris

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Mattarella nello specifico sull'immigrazione:

"Io mi rendo conto che c'è in tutti i paesi più sviluppati nel mondo, in questo momento, il problema di come governare e rendere gestibile il fenomeno della immigrazione di grande dimensione. In tutto il mondo. Basta pensare che si parla di oltre 300 milioni di migranti nel mondo e di questi, oltre 40 milioni in fuga da guerre o da carestia. Forse un pensiero alla storia potrebbe essere utile

Dall'antichità, l'Impero Romano, ai giorni di oggi, gli Stati Uniti d'America, si tocca il successo maggiore quando si ha la capacità di raccogliere diverse provenienze, diversi popoli, diverse culture. Poi noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti paesi d'Europa e delle Americhe. Quindi conosciamo questo problema, che non è né nuovo né transitorio. È in fondo anche la nostra storia. Dall'emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d'Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti
E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non consideriamo un problema.

Ci sono giovani nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l'italiano come lingua madre, che parlano e pensano italiano, che sono nelle nostre scuole, hanno stili di vita italiane nelle letture, nello sport. So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Sulla base dell'esperienza e perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali"
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Andris

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Fosse in buona fede avrebbe citato apertamente l'attentato recentissimo in cui sono state mozzate gambe di innocenti.

Ma è ovviamente in malafede e porta avanti una narrazione favolistica, rappresentando ogni migrante come forestiere sorridente che viene a mettere a disposizione del paese le sue competenze.

Solito ribrezzo per tutti gli schifosi zerbini che fanno il seffi con il nonno d'Italia. Poi tutti a postare la fotina sui social per tirarsela di avere la foto con cacarella.
ha detto dipenda dalla società che è patologica e si dice ottimista, leggi sopra
 

Ruuddil23

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Che poi per quanto sia abbiamo una genetica comune riconoscibile, se fosse davvero come dicono, i nostri geni dovrebbero essere indistinguibili da quello di un marocchino visto che siamo tutti un mischione.
Tra l'altro tutte le nazioni del mondo hanno avuto varie migrazioni e/o invasioni nel corso dei secoli, scopre l'acqua calda. Ma non è che per questo nel 2026 bisogna accettare indistintamente chiunque venga dall'estero a delinquere in tutti i modi.
 
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Mattarella nello specifico sull'immigrazione:

"Io mi rendo conto che c'è in tutti i paesi più sviluppati nel mondo, in questo momento, il problema di come governare e rendere gestibile il fenomeno della immigrazione di grande dimensione. In tutto il mondo. Basta pensare che si parla di oltre 300 milioni di migranti nel mondo e di questi, oltre 40 milioni in fuga da guerre o da carestia. Forse un pensiero alla storia potrebbe essere utile

Dall'antichità, l'Impero Romano, ai giorni di oggi, gli Stati Uniti d'America, si tocca il successo maggiore quando si ha la capacità di raccogliere diverse provenienze, diversi popoli, diverse culture. Poi noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti paesi d'Europa e delle Americhe. Quindi conosciamo questo problema, che non è né nuovo né transitorio. È in fondo anche la nostra storia. Dall'emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d'Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti
E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non consideriamo un problema.


Ci sono giovani nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l'italiano come lingua madre, che parlano e pensano italiano, che sono nelle nostre scuole, hanno stili di vita italiane nelle letture, nello sport. So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Sulla base dell'esperienza e perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali"
Il pool genetico degli Italiani è invariato dal II sec. d.C: sarei molto cauto nel dare certe valutazioni.
 

fabri47

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Che palle sta giornata di melma.

Meno male che ci sono le teche di Discoring sul 2, sennò avrei buttato la tv dalla finestra.
 

Ringhio8

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Mattarella in pompa magna stamane a Roma per gli ottant'anni della Repubblica italiana, in riunione con gli under 35 per l'evento "Ne parliamo con il Presidente" in onda sulla RAI:

"L'immigrazione non è un problema
Noi italiani siamo il risultato di tante migrazioni e non ci dispiace affatto


Io credo che il voto da cui è nata la Repubblica, il 2 giugno del '46, possa essere definito il completamento di un percorso storico, quello della unità del nostro Paese, quello che attraverso la liberazione che ha portato a questa prova di maturità democratica che è stato il 2 giugno. Sottolineo queste due parole: unità e maturità democratica, che sono ben raffigurate in quel giorno dal voto finalmente comune delle donne e degli uomini d'Italia. Naturalmente quel voto, quella svolta, quella scelta, quella giornata non è stata la risoluzione di tutti i problemi e le difficoltà che l'Italia aveva di fronte, che erano molte, ma è stato l'avvio di un grande percorso di sviluppo civile, sociale, economico, che ha trasformato un Paese devastato dalla guerra, con una ridotta attività industriale, con una diffusa condizione di scarsa istruzione nel territorio, in un Paese tra i più avanzati tra quelli più sviluppati del mondo. Guardando indietro questa storia, con quello che ne è derivato di crescita dei diritti, di tutela della salute, di difesa del lavoro, di tutela dei territori, di una quantità di avanzamenti nella vita, nella convivenza, si può dire che la Repubblica ha corrisposto a quanto ci si attendeva, alle aspettative che quel voto ha espresso

La tradizionale cerimonia a via dei Fori Imperiali ha unito ancora una volta cittadini e istituzioni nelle manifestazioni per la Festa della Repubblica, nell'ottantesimo anniversario della nascita. Le Forze Armate hanno impeccabilmente espresso lo spirito e le forti motivazioni che ne animano le donne e gli uomini, contribuendo a rappresentare un popolo orgoglioso della propria storia e della propria cultura, e rinnovando, in piena coerenza con il dettato costituzionale, il loro impegno al servizio del Paese e della comunità internazionale

Ho votato per la prima volta a 22 anni, nel 1963, per eleggere il Parlamento. In quell'occasione, la partecipazione al voto, dei nostri concittadini che si recarono ai seggi per votare, è stata del 93%. Recandomi al seggio, non è che fossi emozionato, ma ero molto compreso. Ero quasi orgoglioso di poter esercitare questo ruolo e di potermi avvalere di questa facoltà. Ero convinto di farlo, anche perché a 22 anni ero già impegnato in un partito politico

Sono trascorsi ottant'anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti
Con il suffragio universale donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano. Nell'ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d'Italia, restituendo alla nazione onore e libertà

Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l'impegno collettivo all'affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, "casa comune" che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà
Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nella precarietà. L'Italia, con l'Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell'edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli"

Più che meticci direi basta*di, come la cagna di tua madre
 
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