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Marotta a DAZN:"Questo è lo scudetto di Chivu e della squadra. Per me è un sogno che si è realizzato: non avrei mai immaginato di fare questo da presidente e vincere questo scudetto nell'Inter, che è qualcosa di grandioso. Il primo ringraziamento va ai miei predecessori, che sono stati fonte di ispirazione e di valori: Pellegrini, Moratti, Facchetti, Fraizzoli, Steven Zhang. Poi ai tifosi, meravigliosi, e alla proprietà, che ci ha dato tranquillità e una delega ampia".
Come ha raccontato Inzaghi, lunedì abbiamo fatto la risoluzione consensuale e martedì avevamo già deciso di puntare su Chivu. L'abbiamo fatto con un coraggio ponderato, perché aveva dalla sua un curriculum da giocatore vincente, il fatto di essere stato capitano dell'Ajax a 21 anni e allenatore vincente nella primavera nerazzurra: tutte queste caratteristiche hanno ci portato a decidere tranquillamente. L'unica cosa che gli poteva mancare era l'esperienza e noi l'abbiamo supportato in questo. Ha delle grandissime qualità: potrà e deve restare all'Inter per molti anni".
Dopo il primo periodo negativo, ma contraddistinto da prestazioni molto belle e positive, abbiamo capito che la squadra era molto unita e l'allenatore era il loro leader. Non ho mai esonerato un allenatore, che è una componente fondamentale ma deve essere supportato. E comunque non c'erano neanche le condizioni per immagine di cambiare panchina: sapevamo il valore suo e della squadra".
Parliamo spessissimo, ci vediamo tutti i giorni e abbiamo le idee molto chiare su come agire, grazie al confronto con la proprietà che ci detterà le linee guida a livello economico. Sono fiducioso perché c'è un gruppo consolidato negli anni e per il fatto di avere uno zoccolo duro italiano. Ci sono calciatori che giocano in A, italiani, che possono fare al caso nostro. Così come giocatori stranieri di una certa esperienza, perché si sa che con i giovani non si vince: ci vuole un giusto mix con chi porta la cultura della vittoria. Palestra? Purtroppo non è nostro, ma è di grandissimo avvenire".
Come ha raccontato Inzaghi, lunedì abbiamo fatto la risoluzione consensuale e martedì avevamo già deciso di puntare su Chivu. L'abbiamo fatto con un coraggio ponderato, perché aveva dalla sua un curriculum da giocatore vincente, il fatto di essere stato capitano dell'Ajax a 21 anni e allenatore vincente nella primavera nerazzurra: tutte queste caratteristiche hanno ci portato a decidere tranquillamente. L'unica cosa che gli poteva mancare era l'esperienza e noi l'abbiamo supportato in questo. Ha delle grandissime qualità: potrà e deve restare all'Inter per molti anni".
Dopo il primo periodo negativo, ma contraddistinto da prestazioni molto belle e positive, abbiamo capito che la squadra era molto unita e l'allenatore era il loro leader. Non ho mai esonerato un allenatore, che è una componente fondamentale ma deve essere supportato. E comunque non c'erano neanche le condizioni per immagine di cambiare panchina: sapevamo il valore suo e della squadra".
Parliamo spessissimo, ci vediamo tutti i giorni e abbiamo le idee molto chiare su come agire, grazie al confronto con la proprietà che ci detterà le linee guida a livello economico. Sono fiducioso perché c'è un gruppo consolidato negli anni e per il fatto di avere uno zoccolo duro italiano. Ci sono calciatori che giocano in A, italiani, che possono fare al caso nostro. Così come giocatori stranieri di una certa esperienza, perché si sa che con i giovani non si vince: ci vuole un giusto mix con chi porta la cultura della vittoria. Palestra? Purtroppo non è nostro, ma è di grandissimo avvenire".