Mario Roggero: condanna definitiva a 14 anni e 4 mesi.

Registrato
8 Gennaio 2014
Messaggi
4,917
Reaction score
4,122
Constato con un pó di inquietudine come non si riesca a individuare la linea di demarcazione tra punibilità in senso giuridico e solidarietà sotto il profilo umano. Dico inquietudine perché questo tipo di leggerezza rischia di aprire le porte a distorsioni potenzialmente terribili. Mettendola su questo piano, io proverei solidarietà umana anche verso uno che decida di ammazzare per strada un pedofilo che violó un bambino/a a lui caro, che ha finito di scontare la pena ed è tornato in libertà. Sarebbe un gesto che in cuor mio potrei anche comprendere. Ma si può pensare che in un paese civile una roba del genere possa essere considerata non punibile in senso tecnico? Il monopolio della forza, eccetto i casi di legittima difesa, deve appartenere allo Stato. E, sebbene lo Stato sia tutt'altro che perfetto nell'esercitarlo, non ci vuole un genio per capire che sia pur sempre meglio che lasciarlo alla libera disponibilità dei privati.
Poi, spero anche io di cuore nella Grazia a Roggero, perché sarebbe un atto eccezionale di clemenza che in quanto tale può scostarsi dai capisaldi del nostro ordinamento giuridico senza minarne contemporaneamente le fondamenta.
bravo, hai centrato il punto
`
`
 
Registrato
19 Ottobre 2016
Messaggi
3,675
Reaction score
1,638
No ma non può essere considerato un fatto doloso.

Se il giorno dopo ti vengo a cercare a casa e ti freddo, se la sera stessa ti vengo a cercare e ti sparo, se in un qualsiasi altro momento commetto il crimine sì, a mente fredda decido di farlo e rispondo di una mia decisione.

Ma se durante una rapina con ripeto pistola (che fosse finta lui ovviamente non poteva saperlo) puntata alla tempia di moglie e figlia etc etc... la mia reazione è eccessiva, rimane una reazione ad una tua azione in un momento di alterazione non un gesto pensato e voluto.

Il problema cardine è quello che tu dici "ma se durante una rapina", è qua la differenza. Se ti rincorro, non è durante la rapina. La legittima difesa deve essere necessaria e attuale. Se il ladro sta scappando, non è ne necessaria, ne attuale.

Sono assolutamente d'accordo che il crimine è una reazione al furto, ma non è eseguito per legittima difesa, è eseguito per rabbia, per paura, per disperazione, per voglia di riprendersi la refurtiva, ma non per difesa. E nessuno di quei motivi, fortunatamente, giustifica un omicidio.

Non parliamo del dolo però perche non c'entra nulla. La legittima difesa è una scriminante, è una causa di non punibilità, la legittima difesa non esclude il dolo. Se tu spari a una persona che ti punta il fucile contro, tu sai di sparare per offendere, il dolo c'è, il fatto sussiste e sussiste il dolo, quello che non sussiste è l'antigiuridicità, perchè esclusa dalla scriminante della legittima difesa.

La condotta di ruggero non può mai essere legittima difesa, perchè mancano l'attualità e la necessità, non è una questione di dolo, ruggero spara per offendere, ma non è il motivo per cui non vi è legittima difesa.

Se poi vogliamo discutere che non è necessario difendersi da qualcuno che sta scappando, alzo le mani.
 
Registrato
5 Luglio 2018
Messaggi
4,528
Reaction score
2,790
Il problema cardine è quello che tu dici "ma se durante una rapina", è qua la differenza. Se ti rincorro, non è durante la rapina. La legittima difesa deve essere necessaria e attuale. Se il ladro sta scappando, non è ne necessaria, ne attuale.

Sono assolutamente d'accordo che il crimine è una reazione al furto, ma non è eseguito per legittima difesa, è eseguito per rabbia, per paura, per disperazione, per voglia di riprendersi la refurtiva, ma non per difesa. E nessuno di quei motivi, fortunatamente, giustifica un omicidio.

Non parliamo del dolo però perche non c'entra nulla. La legittima difesa è una scriminante, è una causa di non punibilità, la legittima difesa non esclude il dolo. Se tu spari a una persona che ti punta il fucile contro, tu sai di sparare per offendere, il dolo c'è, il fatto sussiste e sussiste il dolo, quello che non sussiste è l'antigiuridicità, perchè esclusa dalla scriminante della legittima difesa.

La condotta di ruggero non può mai essere legittima difesa, perchè mancano l'attualità e la necessità, non è una questione di dolo, ruggero spara per offendere, ma non è il motivo per cui non vi è legittima difesa.

Se poi vogliamo discutere che non è necessario difendersi da qualcuno che sta scappando, alzo le mani.
Sulla carta no, probabile, e quando è finita 3 secondi prima? ... bo mi sembrano davvero confini sottili. Avrete certamente ragione tecnicamente parlando non discuto, come si può ben capire non son del mestiere.

Mi sembra una enorme ingiustizia in ogni caso o cmq così la vivo e questi argomenti mi infiammano anche troppo poi si perde ludicidità.
 

Lineker10

Senior Member
Registrato
20 Giugno 2017
Messaggi
34,072
Reaction score
22,338
Leggendo attentamente la sentenza (unico antidoto alla demagogia dilagante di queste ore) direi di precisare alcune cose importanti.

Poi ognuno la pensi come vuole.

Fermo restando che chiaramente non sussistono i tre termini necessaria per la legittima difesa (aspetto subito chiarito dalla sentenza di primo grado, confermato poi da quello di secondo e infine anche nel ricorso in Cassazione):

1) Il pericolo non era attuale. La rapina si era conclusa e i tre rapinatori erano usciti dal negozio e stavano salendo sull’auto per scappare;
2) Era ampiamente discutibile la proporzione tra offesa e difesa: come è evidente, i rapinatori stavano rubando dei gioielli (un danno economico), mentre la reazione del gioielliere ha causato la morte di due persone e il ferimento grave di una terza (la vita umana ha un valore giuridico immensamente superiore al denaro, anche quella di un malvivente). Inoltre, c'è stato uno squilibrio nei mezzi: i rapinatori avevano un coltello e una pistola finta, mentre Roggero ha usato un'arma vera;
3) La reazione non era necessaria: se Roggero avesse davvero temuto per l’incolumità sua e dei suoi familiari, avrebbe potuto chiudersi dentro il negozio (che aveva porte e vetri blindati) e chiamare le forze dell'ordine, invece di inseguire i ladri in strada per cercare lo scontro.

Ci sono anche altri aspetti non secondari.

Primo, l'imputato non è incensurato. Nel 2005 ha patteggiato 2 mesi di reclusione in seguito ad una aggressione ARMATA al fidanzato della figlia, aggredito anche a calci e pugni, in casa della famiglia della vittima, e in seguito ha minacciato ripetutamente sia lui che i suoi familiari, puntando la pistola (carica) e minacciandoli di morte. Oltre ai mesi di reclusione, in quella occasione gli è stato revocato anche il porto d'armi. Questo nel caso specifico significa che lui deteneva regolarmente l'arma da fuoco, ma non aveva il porto d'armi. Infatti tra i capi d'accusa figura anche il porto illegale di arma da fuoco.

Secondo, non ha mai manifestato alcun pentimento. Anzi, in piu occasioni ha ripetuto e chiarito che rifarebbe di nuovo quello che ha fatto e userebbe di nuovo l'arma da fuoco.

Terzo, nella ricostruzione dei fatti, ha mentito in piu parti (come quando diceva di temere che avessero rapito la moglie, quando dai filmati si vede che prima di uscire dalla gioielleria la tocca e le dice qualcosa) e si è giustificato dicendo di aver agito come risposta alla precedente rapina subita nel 2015, cosa che ha di fatto introdotto il movente della vendetta.

Quarto, la difesa non ha richiesto il rito abbreviato, che già di per se avrebbe ridotto di un terzo la pena, procedendo per quello ordinario.

Alla luce dei fatti, senza demagogia, in realtà c'erano tutti gli elementi per una condanna ben superiore.

I giudici hanno concesso a Roggero diversi sconti di pena (le cosiddette attenuanti): le attenuanti generiche e l'attenuante della provocazione (perché il tutto è nato dalla rapina subita). Questi sconti gli sono stati concessi nonostante Roggero non abbia mai mostrato un reale pentimento, un elemento che di solito i giudici considerano molto importante quando decidono la gravità della condanna. Inoltre, sono minimi gli aumenti per la somma dei vari reati (il secondo omicidio, il tentato omicidio e il porto abusivo d'arma).
Nelle stesse circostanze, chiunque altro avesse commesso gli stessi identici reati sarebbe stato condannato a 30 anni di carcere. Se Roggero ha ricevuto una pena così ridotta, è solo perché i giudici hanno tenuto conto del contesto eccezionale e drammatico in cui si sono svolti i fatti.
 
Ultima modifica:
Registrato
11 Aprile 2016
Messaggi
77,765
Reaction score
47,657
Il problema cardine è quello che tu dici "ma se durante una rapina", è qua la differenza. Se ti rincorro, non è durante la rapina. La legittima difesa deve essere necessaria e attuale. Se il ladro sta scappando, non è ne necessaria, ne attuale.

Sono assolutamente d'accordo che il crimine è una reazione al furto, ma non è eseguito per legittima difesa, è eseguito per rabbia, per paura, per disperazione, per voglia di riprendersi la refurtiva, ma non per difesa. E nessuno di quei motivi, fortunatamente, giustifica un omicidio.

Non parliamo del dolo però perche non c'entra nulla. La legittima difesa è una scriminante, è una causa di non punibilità, la legittima difesa non esclude il dolo. Se tu spari a una persona che ti punta il fucile contro, tu sai di sparare per offendere, il dolo c'è, il fatto sussiste e sussiste il dolo, quello che non sussiste è l'antigiuridicità, perchè esclusa dalla scriminante della legittima difesa.

La condotta di ruggero non può mai essere legittima difesa, perchè mancano l'attualità e la necessità, non è una questione di dolo, ruggero spara per offendere, ma non è il motivo per cui non vi è legittima difesa.

Se poi vogliamo discutere che non è necessario difendersi da qualcuno che sta scappando, alzo le mani.
Per me andrebbe condannato ma , con tutte le attenuanti del caso, senza pena.
 

Djerry

Well-known member
Registrato
25 Giugno 2015
Messaggi
3,946
Reaction score
479
Possiamo discutere su tutto ma mi sembra evidente che a sto disgraziato gli bolliva il sangue. A torto o a ragione non ci ha più visto.

Potremmo discutere tuttalpiù se sia il caso che una persona così impulsiva sia in possesso di un arma ma che addirittura passi per un esecuzione premeditata mi sembra davvero una distorsione dei fatti.

A livello processuale hai già colto il punto, stai ragionando già come un giudice :lol:

Ti faccio una domanda più diretta: perché aveva una pistola in negozio?
Molti amici qui e Roggero in primis rispondono: ci mancherebbe pure, per difendersi da questi criminali.

Ma questa che a molti può sembrare una risposta logica e pragmatica, in uno schema processuale che analizza l'elemento soggettivo del Roggero è la sua condanna, proprio perché la prevedibilità, la recidività e la messa in atto di strumenti per scongiurare il pericolo annullano irrimediabilmente l'impeto.

Se io so che l'evento x può accadere, anzi mi è già successo, anzi una volta sono stato pure io dall'altra parte, ed io stesso ti confermo che rifarei tutto, come diamine può un giudice che guarda quelle immagini avvalorare la teoria dell'impeto?

Caso mai, e questo è un punto che ancora nessuno è riuscito a spiegarmi, non mi capacito di come siano potuti entrare tre soggetti del genere in una gioielleria.
Perché se non fosse per l'esito tragico del tutto, la dinamica goffa e tragicomica sembra quella di una collusione per fottere l'assicurazione, come se ladro e derubato fossero d'accordo.

P.S.: per tutto il resto, mi associo e rinvio all'enciclopedico intervento qui sopra di @Lineker10
 
Registrato
11 Aprile 2016
Messaggi
77,765
Reaction score
47,657
Leggendo attentamente la sentenza (unico antidoto alla demagogia dilagante di queste ore) direi di precisare alcune cose importanti.

Poi ognuno la pensi come vuole.

Fermo restando che chiaramente non sussistono i tre termini necessaria per la legittima difesa (aspetto subito chiarito dalla sentenza di primo grado, confermato poi da quello di secondo e infine anche nel ricorso in Cassazione):

1) Il pericolo non era attuale. La rapina si era conclusa e i tre rapinatori erano usciti dal negozio e stavano salendo sull’auto per scappare;
2) Era ampiamente discutibile la proporzione tra offesa e difesa: come è evidente, i rapinatori stavano rubando dei gioielli (un danno economico), mentre la reazione del gioielliere ha causato la morte di due persone e il ferimento grave di una terza (la vita umana ha un valore giuridico immensamente superiore al denaro, anche quella di un malvivente). Inoltre, c'è stato uno squilibrio nei mezzi: i rapinatori avevano un coltello e una pistola finta, mentre Roggero ha usato un'arma vera;
3) La reazione non era necessaria: se Roggero avesse davvero temuto per l’incolumità sua e dei suoi familiari, avrebbe potuto agevolmente chiudersi dentro il negozio (che aveva porte e vetri blindati) e chiamare le forze dell'ordine, invece di inseguire i ladri in strada per cercare lo scontro.

Ci sono anche altri aspetti non secondari.

Primo, l'imputato non è incensurato. Nel 2005 ha patteggiato 2 mesi di reclusione in seguito ad una aggressione ARMATA al fidanzato della figlia, aggredito anche a calci e pugni, in casa della famiglia della vittima, e in seguito ha minacciato ripetutamente sia lui che i suoi familiari, puntando la pistola (carica) e minacciandoli di morte. Oltre ai mesi di reclusione, in quella occasione gli è stato revocato anche il porto d'armi. Questo nel caso specifico significa che lui deteneva regolarmente l'arma da fuoco, ma non aveva il porto d'armi. Infatti tra i capi d'accusa figura anche il porto illegale di armi.

Secondo, non ha mai manifestato alcun pentimento. Anzi, in piu occasioni ha ripetuto e chiarito che rifarebbe di nuovo quello che ha fatto e userebbe di nuovo l'arma da fuoco.

Terzo, nella ricostruzione dei fatti, ha mentito in piu parti (come quando diceva di temere che avessero rapito la moglie, quando dai filmati si vede che prima di uscire dalla gioielleria la tocca e le dice qualcosa) e si è giustificato dicendo di aver agito come risposta alla precedente rapina subita nel 2015, cosa che ha di fatto introdotto il movente della vendetta.

Quarto, la difesa non ha richiesto il rito abbreviato, che già di per se avrebbe ridotto di un terzo la pena, procedendo per quello ordinario.

Alla luce dei fatti, senza demagogia, in realtà c'erano tutti gli elementi per una condanna ben superiore.

I giudici hanno concesso a Roggero diversi sconti di pena (le cosiddette attenuanti): le attenuanti generiche e l'attenuante della provocazione (perché il tutto è nato dalla rapina subita). Questi sconti gli sono stati concessi nonostante Roggero non abbia mai mostrato un reale pentimento, un elemento che di solito i giudici considerano molto importante quando decidono la gravità della condanna. Inoltre, sono minimi gli aumenti per la somma dei vari reati (il secondo omicidio, il tentato omicidio e il porto abusivo d'arma).
Nelle stesse circostanze, chiunque altro avesse commesso gli stessi identici reati sarebbe stato condannato a 30 anni di carcere. Se Roggero ha ricevuto una pena così ridotta, è solo perché i giudici hanno tenuto conto del contesto eccezionale e drammatico in cui si sono svolti i fatti.
Ieri ho avuto il piacere di passare una piacevole serata con una persona influente del mondo della giustizia dei tuoi ambienti e che tu forse conosci(se non di persona certamente per sentito dire) e a cena abbiamo parlato anche di questo caso.
Mi ha illuminato con conoscenza dei dettagli legali e non solo che io, non essendo del mestiere, non potevo capire.


La questione è delicata, molto delicata.
Tra le tante cose mi ha detto che quando subisci una rapina e tiri fuori un'arma e il tuo rapinatore ha anche un'arma a quel punto è solo un duello a chi spara prima.
E qualcuno, ahinoi, quasi sempre spara per primo.
La pistola andrebbe custodita come si deve anche solo per dimostrare che non si fosse intenzionati ad uccidere.

L'ideale sarebbe avere un'arma bianca o un qualcosa al peperoncino, non per avere la meglio su un'arma da fuoco,chiaramente, ma per non creare quel duello da western che inevitabilmente porta qualcuno a perdere la vita.
 
Registrato
4 Dicembre 2013
Messaggi
5,317
Reaction score
726
ma poi il risarcimento alla famiglia dei delinquenti? Io quello lo trovo rivoltante.
 
Alto