Mario Roggero: condanna definitiva a 14 anni e 4 mesi.

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chiunque mastichi le basi del diritto sa che c'è ben poco da discutere, non solo la sentenza è giustissima ma è surreale tutta la discussione a contorno. Una cosa del genere la legittima difesa non la sfiora nemmeno di striscio, non è lecita nemmeno negli USA, né sarebbe possibile legalizzarla senza porsi in contrasto con l'ordinamento costituzionale e internazionale (convenzione europea dei diritti dell'uomo in primis). Sarebbe una regressione ad un'epoca del diritto ampiamente superata da secoli. La discussione dovrebbe casomai vertere sull'inadeguatezza dello Stato e del sistema di sicurezza e giustizia pubblica di garantire livelli degni di legalità. Poi c'è il piano meramente umano ed emotivo e da quel punto di vista di certo non riesco né ad empatizzare né a dispiacermi per la morte di chi esercita violenza, sopruso e prevaricazione e fa del crimine la sua professione. Ma la giustizia non si amministra con l'emotività
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Mika

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chiunque mastichi le basi del diritto sa che c'è ben poco da discutere, non solo la sentenza è giustissima ma è surreale tutta la discussione a contorno. Una cosa del genere la legittima difesa non la sfiora nemmeno di striscio, non è lecita nemmeno negli USA, né sarebbe possibile legalizzarla senza porsi in contrasto con l'ordinamento costituzionale e internazionale (convenzione europea dei diritti dell'uomo in primis). Sarebbe una regressione ad un'epoca del diritto ampiamente superata da secoli. La discussione dovrebbe casomai vertere sull'inadeguatezza dello Stato e del sistema di sicurezza e giustizia pubblica di garantire livelli degni di legalità. Poi c'è il piano meramente umano ed emotivo e da quel punto di vista di certo non riesco né ad empatizzare né a dispiacermi per la morte di chi esercita violenza, sopruso e prevaricazione e fa del crimine la sua professione. Ma la giustizia non si amministra con l'emotività
Come scritto più indietro, la sentenza è giusta, ma trovo ingiusto il risarcimento, perché la conseguenza del reato è stata una rapina.
 
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Come scritto più indietro, la sentenza è giusta, ma trovo ingiusto il risarcimento, perché la conseguenza del reato è stata una rapina.
Il risarcimento segue la condanna, secondo le regole generali della responsabilità aquiliana.
Non è che i giudici potessero fare diversamente.
 

Toby rosso nero

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Non contesto nessuna delle nozioni giuridiche e di diritto postate nel topic, ci mancherebbe altro. Al 100% è come dite voi, anzi, credo che molti di voi sarebbero più equi di molti giudici in carriera nel nostro paese.
Nulla mi toglie ovviamente di pensare che la legge sia sbagliata, e che dovrebbe considerare mille altri fattori, ma qui è colpa anche della politica, non solo del sistema giudiziario, che scrive leggi ad cazzum o quando le scrive lo fa con mille trucchetti (e punto il dito soprattutto contro la "destra", visto che dall'altra parte non mi aspetto di certo qualcosa di risolutivo)

Dico solo che "diritto" is the new "razzismo". Una parola che continuo a leggere ovunque, e che viene tirata fuori (non intendo voi, ma dal sistema) quando fa più comodo, e dimenticata quando serve essere dimenticata.
Anche nel mondo con il famoso "Diritto internazionale".

L'Italia oggi nella pratica e nella nostra realtà quotidiana NON è uno stato di diritto, visto che la magistratura non compie il suo equo dovere a 360° e non applica sempre con uniformità tale diritto, e le ingiustizie contro i normali cittadini sono all'ordine del giorno.

In mezzo a questo caos, prima di qualcuno che lo metta sul serio a posto con leggi serie e persone non faziose al posto giusto, servirebbero barlumi di buon senso in casi limite. Grazia? 3 anni di carcere invece di ergastolo camuffato? Di sicuro non 14 in un caso del genere.
 
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chiunque mastichi le basi del diritto sa che c'è ben poco da discutere, non solo la sentenza è giustissima ma è surreale tutta la discussione a contorno. Una cosa del genere la legittima difesa non la sfiora nemmeno di striscio, non è lecita nemmeno negli USA, né sarebbe possibile legalizzarla senza porsi in contrasto con l'ordinamento costituzionale e internazionale (convenzione europea dei diritti dell'uomo in primis). Sarebbe una regressione ad un'epoca del diritto ampiamente superata da secoli. La discussione dovrebbe casomai vertere sull'inadeguatezza dello Stato e del sistema di sicurezza e giustizia pubblica di garantire livelli degni di legalità. Poi c'è il piano meramente umano ed emotivo e da quel punto di vista di certo non riesco né ad empatizzare né a dispiacermi per la morte di chi esercita violenza, sopruso e prevaricazione e fa del crimine la sua professione. Ma la giustizia non si amministra con l'emotività
Ai livelli di delinquenza impunita impressionanti a cui siamo giunti oggi ci siamo arrivati proprio perchè la comunità ha iniziato anni fa a delegare qualsiasi responsabilità allo "Stato" facendo come Pilato, che poi cos'è, chi è lo Stato se non la somma delle sue comunità?

E' sempre colpa di qualcun altro in questo paese sempre, spesso anche di qualcosa/qualcuno che manco esiste come soggetto, l'importante è che non sia anche mia e la coscienza stia a posto.

Sembrano discorsi giurassici ma abbiamo imboccato questa strada il giorno che gli anziani hanno smesso di prendere a ceffoni i bambini maleducati anche senza conoscerli, il giorno che i genitori invece di tirare uno scappellotto al figlio che ha preso una nota dalla maestra la denunciano, in poche parole il giorno che abbiamo iniziato a dire al vicino di farsi i razzi suoi quando invece era interesse di tutti che ciascuno contribuisse a tenere dritta la barra assicurandosi che venissero rispettate le regole per una buona convivenza di comunità da parte di tutti.

Oggi siamo arrivati a non poter dire niente a qualcuno che getta un rifiuto, occupa una strada, deturpa il patrimonio pubblico nè potersi difendere da chi ti fa un torto perchè ci possono pensare solo le forze dell'ordine e a giudicare può essere solo un giudice magari tra 6 anni.

Quando tra persone per bene e delinquenti ad aver paura della giustizia sono le prime forse due domandine dovremmo farcele tutti quanti.
 

Djerry

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Non contesto nessuna delle nozioni giuridiche e di diritto postate nel topic, ci mancherebbe altro. Al 100% è come dite voi, anzi, credo che molti di voi sarebbero più equi di molti giudici in carriera nel nostro paese.
Nulla mi toglie ovviamente di pensare che la legge sia sbagliata, e che dovrebbe considerare mille altri fattori, ma qui è colpa anche della politica, non solo del sistema giudiziario, che scrive leggi ad cazzum o quando le scrive lo fa con mille trucchetti (e punto il dito soprattutto contro la "destra", visto che dall'altra parte non mi aspetto di certo qualcosa di risolutivo)

Dico solo che "diritto" is the new "razzismo". Una parola che continuo a leggere ovunque, e che viene tirata fuori (non intendo voi, ma dal sistema) quando fa più comodo, e dimenticata quando serve essere dimenticata.
Anche nel mondo con il famoso "Diritto internazionale".

L'Italia oggi nella pratica e nel quotidiano NON è uno stato di diritto, visto che la magistratura non compie il suo equo dovere a 360° e non applica sempre con uniformità tale diritto, e le ingiustizie contro i normali cittadini sono all'ordine del giorno.

In mezzo a questo caos, prima di qualcuno che lo metta sul serio a posto con leggi serie e persone non faziose al posto giusto, servirebbero barlumi di buon senso in casi limite. Grazia? 3 anni di carcere invece di ergastolo camuffato? Di sicuro non 14 in un caso del genere.

Ma chi decide "il barlume di buon senso"? E chi decide "i casi limiti"?

Perché allora anche un africano incensurato e disperato che borseggia fuori dalla Stazione Centrale per la prima volta può invocare il buon senso e dire che il suo è un caso limite perché non ha un soldo e deve mangiare.

Oppure uno che dà un pugno in faccia ad un avversario dopo 10 minuti può invocare il barlume di buon senso essendo il primo fallo che fa? Zidane era un caso limite per colpa delle provocazioni di Materazzi e non andava espulso?

La tua diagnosi dei problemi può anche essere condivisibile, ovvero la combinazione tra legge-diritto-giustizia che non funziona. Ed è ovvio che il problema è politico alla fonte, e mi pare che questo governo abbia a dir poco deluso in tal senso e rispetto alle aspettative.
Ma qualsiasi intervento eccezionale al di fuori di ciò che è scritto e previsto, posso garantirtelo, creerà caos e mostri ancora maggiori.
 
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Ai livelli di delinquenza impunita impressionanti a cui siamo giunti oggi ci siamo arrivati proprio perchè la comunità ha iniziato anni fa a delegare qualsiasi responsabilità allo "Stato" facendo come Pilato, che poi cos'è, chi è lo Stato se non la somma delle sue comunità?

E' sempre colpa di qualcun altro in questo paese sempre, spesso anche di qualcosa/qualcuno che manco esiste come soggetto, l'importante è che non sia anche mia e la coscienza stia a posto.

Sembrano discorsi giurassici ma abbiamo imboccato questa strada il giorno che gli anziani hanno smesso di prendere a ceffoni i bambini maleducati anche senza conoscerli, il giorno che i genitori invece di tirare uno scappellotto al figlio che ha preso una nota dalla maestra la denunciano, in poche parole il giorno che abbiamo iniziato a dire al vicino di farsi i razzi suoi quando invece era interesse di tutti che ciascuno contribuisse a tenere dritta la barra assicurandosi che venissero rispettate le regole per una buona convivenza di comunità da parte di tutti.

Oggi siamo arrivati a non poter dire niente a qualcuno che getta un rifiuto, occupa una strada, deturpa il patrimonio pubblico nè potersi difendere da chi ti fa un torto perchè ci possono pensare solo le forze dell'ordine e a giudicare può essere solo un giudice magari tra 6 anni.

Quando tra persone per bene e delinquenti ad aver paura della giustizia sono le prime forse due domandine dovremmo farcele tutti quanti.
Questo non c'entra nulla con il principio secondo cui la Giustizia la amminstra lo Stato e la vendetta e giustizia privata sono ruderi concettuali risalenti a prima dell'editto di Rotari.
 

Stanis La Rochelle

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Non contesto nessuna delle nozioni giuridiche e di diritto postate nel topic, ci mancherebbe altro. Al 100% è come dite voi, anzi, credo che molti di voi sarebbero più equi di molti giudici in carriera nel nostro paese.
Nulla mi toglie ovviamente di pensare che la legge sia sbagliata, e che dovrebbe considerare mille altri fattori, ma qui è colpa anche della politica, non solo del sistema giudiziario, che scrive leggi ad cazzum o quando le scrive lo fa con mille trucchetti (e punto il dito soprattutto contro la "destra", visto che dall'altra parte non mi aspetto di certo qualcosa di risolutivo)

Dico solo che "diritto" is the new "razzismo". Una parola che continuo a leggere ovunque, e che viene tirata fuori (non intendo voi, ma dal sistema) quando fa più comodo, e dimenticata quando serve essere dimenticata.
Anche nel mondo con il famoso "Diritto internazionale".

L'Italia oggi nella pratica e nella nostra realtà quotidiana NON è uno stato di diritto, visto che la magistratura non compie il suo equo dovere a 360° e non applica sempre con uniformità tale diritto, e le ingiustizie contro i normali cittadini sono all'ordine del giorno.

In mezzo a questo caos, prima di qualcuno che lo metta sul serio a posto con leggi serie e persone non faziose al posto giusto, servirebbero barlumi di buon senso in casi limite. Grazia? 3 anni di carcere invece di ergastolo camuffato? Di sicuro non 14 in un caso del genere.

Si, la roba del diritto è argomento fantoccio. Quando serve si piega tutto. Come detto poi tutti parlano degli anni di carcere, che è l'unica cosa capibile per quanto sia. Ma il punto per me rimane il risarcimento. Già senza quello sarebbe tutto più equo.

Ma come funziona? Mettiamo che uno va e sgozza un bimbo. E fa come i rapinatori con roggero, scappa, nessuno in pericolo, ma uno lo trova lo fa secco.

Risarcimento anche per un killer di bambini?
 
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Questo non c'entra nulla con il principio secondo cui la Giustizia la amminstra lo Stato e la vendetta e giustizia privata sono ruderi concettuali risalenti a prima dell'editto di Rotari.
C’entra nel senso che è forse il caso di rimettere in discussione certi capi saldi di un sistema le cui regole producono effetti contrari all’obiettivo e scopo per cui sono state scritte
 
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