Maldini:"Guardiola era davvero vicino, su Malagò, Pirlo e dimissioni"

Registrato
11 Aprile 2016
Messaggi
78,131
Reaction score
48,093
e infatti io ho detto che era un matrimonio fallimentare sin dall'inizio, perche uno come paolo che non vuole ingerenze non puo dare conto a decine di presindenti di serie a, alla politica ecc ecc
Ma infatti c'era da fare una rivoluzione, mica da andare a raccogliere margherite.
Lo si sapeva non sarebbe stato facile e che tanto sangue andava versato.

Peccato perché se avessi visto la voglia di ricostruire io per primo sarei tornato a tifare nazionale.

Ma questa m io continuo a ripudiarla.

Il calcio italiano ha un cancro e lo si sapeva.
Hanno deciso che va bene così!?
Azzi loro.
Io li schifo tutti.
`
`
 

AntaniPioco

Senior Member
Registrato
29 Agosto 2012
Messaggi
23,431
Reaction score
3,609
Più o meno d'accordo su tutto.
Però ci sono un paio di passaggi "oscuri".
Trascuro i passaggi su Guardiola perché molto strani

1) L'accordo con Malagò
Dice che l'accordo era "voi scegliete il avallo", che vuol dire tutto e niente. O meglio significa"voi fate i nomi io poi dico se va bene o no" ma da come ne parla Paolo, sembra che non sia stato interpretato così. Forse, in preda all'entusiasmo di cambiare il sistema calcio ci è passato sopra.

2) La scelta del CT
I nomi erano "De Rossi e Grosso", Pirlo il ripiego.
Oggettivamente improponibile.
Peccato che l'accordo prevedeva di non prendere mister di A.
Come è possibile sia sfuggita questa cosa?

3)Il progetto a 8/10 anni
Dice che il progetto prevedeva rifondare tutto.
Ok, benissimo.
Rifonda.
Dai in pasto ai media Mancini, Conte o chi per loro, accetta il compromesso per la prima squadra e rifonda il movimento.
Tanto la generazione attuale è bruciata e va cavato il più possibile, senza farsi mettere i bastoni tra le ruote per la vera rivoluzione.
Usa i tuoi bonus per quello non per Pirlo.

4) Il futuro legato ai risultati della nazionale maggiore

Proprio sapendo che il loro futuro sarebbe dipeso da Europei e qualificazione mondiale, la via migliore era assecondare i voleri dei "poteri forti" per fare piazza pulita.


Grande occasione mancata. Grande ombra su Paolo dirigente.
Concordo
Ancora da questa intervista, maldini ne esce come uno che ha mollato tutto per pirlo. Perché gira e rigira, l'unica ragione vera è quella

Per quanto mi riguarda il fatto che già al Milan ce lo volesse imporre, addirittura per sostituire Pioli che per quanto potesse essere limitato aveva portato risultati, è fin troppo palese. E per ora non è una cosa a cui è stata data importanza
Poi ovvio che chi è venuto dopo stia facendo disastri, ma già in quella stagione culminata col quinto posto sul campo le basi del disastro c'erano tutte
 

bobbylukr

Well-known member
Registrato
22 Luglio 2022
Messaggi
6,164
Reaction score
5,873
si ma maldini si era impuntato con pirlo, infatti ha detto andrea era pure disposto ad abbandonare lo sponsor russo, non è che si poteva perdere altro tempo, gia si era passati da carletto a guardiola per poi finire con pirlo.
Ma quale fretta che sono 3 volte che non andiamo ai mondiali a cosa serve la fretta nella situazione in cui siamo? Cosa cambia 10 giorni avanti e indietro?
 

7AlePato7

Senior Member
Registrato
3 Settembre 2012
Messaggi
28,904
Reaction score
18,841
Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".

9698947_09090026_maldini_malago.jpg
Francamente è una ricostruzione che non mi convince fino in fondo. Soprattutto non vedo il motivo per scegliere Pirlo, non aveva il curriculum per sedere sulla panchina della nazionale. Se Maldini voleva il tecnico innovatore ce n'erano altri sempre italiani ben più meritevoli di Pirlo, non era necessario che fosse un campione del mondo da giocatore, non ne vedo il motivo. Sulla parte della mancanza di autonomia e del cambio di vedute di Malagó sono ovviamente con Maldini, ma sulla scelta del tecnico assolutamente no. Pirlo da tecnico è sempre e solo stato un mediocre. Su Pioli il discorso prima di venire al Milan era diverso: in altri ambienti aveva svolto un ottimo lavoro e qualcosa di interessante lo aveva mostrato. Pirlo no, Pirlo ha fallito ovunque. Quindi sulla scelta del morto di sonno no, mi spiace, lí Paolo è indifendibile.
 

Baresi 63

Junior Member
Registrato
27 Giugno 2021
Messaggi
431
Reaction score
280
Nessuna sorpresa sulle sue parole, coerente ed onesto come pochissimi nel mondo del calcio, quando stai per andare " in guerra" e ti danno la parola e poi cambi le cose dopo pochi giorni come ha fatto Malagò la fiducia viene meno per forza, non è questione di impuntarsi o altro ma puramente una questione di principio, se avesse accettato le piroette di Malagò non sarebbe stato Paolo Maldini ma uno dei tanti quaquaraqqua di turno.
 
Registrato
28 Agosto 2012
Messaggi
13,297
Reaction score
4,650
Ma infatti c'era da fare una rivoluzione, mica da andare a raccogliere margherite.
Lo si sapeva non sarebbe stato facile e che tanto sangue andava versato.

Peccato perché se avessi visto la voglia di ricostruire io per primo sarei tornato a tifare nazionale.

Ma questa m io continuo a ripudiarla.

Il calcio italiano ha un cancro e lo si sapeva.
Hanno deciso che va bene così!?
Azzi loro.
Io li schifo tutti.
ma per fare una rivoluzione che sarebbe durata 10 anni come sostenuto da paolo, serviva un allennatore con credito quasi infinito, perche non puoi chiedere tempo se non hai stima di tutti. Il problema oltre alla mafia siamo noi tifosi, quante volte qui dentro hai letto facile ironia quando qualcuno diceva che per valutare l'operato di un allenatore/dirigente servivano 3 anni? Il prociettoooooo, ci vuole tempoooo, questi erano i commenti. L'opinione pubblica aveva croficisso spalletti, uno che veniva da uno scudetto epocale vinto col napoli che si era creato il personaggio "uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli", figuriamoci pirlo, pirlo al primo pareggio sarebbe durato come un gatto in tangenziale.
 
Registrato
28 Agosto 2012
Messaggi
13,297
Reaction score
4,650
Ma quale fretta che sono 3 volte che non andiamo ai mondiali a cosa serve la fretta nella situazione in cui siamo? Cosa cambia 10 giorni avanti e indietro?
appunto sono 3 volte che non vai al mondiale e prendi tempo per prendere pirlo? con pirlo vuoi andare al mondiale? puoi chiedere tempo se aspetti una risposta da guardiola, non puoi chiedere tempo per pirlo, suvvia.
 

gianluca1193

Active member
Registrato
29 Gennaio 2014
Messaggi
993
Reaction score
68
Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".

9698947_09090026_maldini_malago.jpg
C'è un altro passaggio tremendo in questa intervista.
Quello sui figli (suo e di Pirlo) procuratori.
In cui si appella alla norma abrogata nel 2019.

Riconosco l'assoluta buona fede ma avrei risposto in altro modo
 
Registrato
28 Agosto 2012
Messaggi
13,297
Reaction score
4,650
Francamente è una ricostruzione che non mi convince fino in fondo. Soprattutto non vedo il motivo per scegliere Pirlo, non aveva il curriculum per sedere sulla panchina della nazionale. Se Maldini voleva il tecnico innovatore ce n'erano altri sempre italiani ben più meritevoli di Pirlo, non era necessario che fosse un campione del mondo da giocatore, non ne vedo il motivo. Sulla parte della mancanza di autonomia e del cambio di vedute di Malagó sono ovviamente con Maldini, ma sulla scelta del tecnico assolutamente no. Pirlo da tecnico è sempre e solo stato un mediocre. Su Pioli il discorso prima di venire al Milan era diverso: in altri ambienti aveva svolto un ottimo lavoro e qualcosa di interessante lo aveva mostrato. Pirlo no, Pirlo ha fallito ovunque. Quindi sulla scelta del morto di sonno no, mi spiace, lí Paolo è indifendibile.
Non torna perche è una ricostruzione di parte, mica poteva dire: mancini e conte sono prime donne e ci saremmo scornati gia dal primo ritiro, paolo cercava uno piu malleabile e tra quelli di sua conoscenza evidentemente era rimasto pirlo
 

fabri47

Senior Member
Registrato
15 Dicembre 2016
Messaggi
38,558
Reaction score
11,087
ma per fare una rivoluzione che sarebbe durata 10 anni come sostenuto da paolo, serviva un allennatore con credito quasi infinito, perche non puoi chiedere tempo se non hai stima di tutti. Il problema oltre alla mafia siamo noi tifosi, quante volte qui dentro hai letto facile ironia quando qualcuno diceva che per valutare l'operato di un allenatore/dirigente servivano 3 anni? Il prociettoooooo, ci vuole tempoooo, questi erano i commenti. L'opinione pubblica aveva croficisso spalletti, uno che veniva da uno scudetto epocale vinto col napoli che si era creato il personaggio "uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli", figuriamoci pirlo, pirlo al primo pareggio sarebbe durato come un gatto in tangenziale.
In nazionale ha fatto obiettivamente pena, favorendo peraltro il pensiero che vadano bene i NON allenatori ad allenare. Persino la Nazionale di Gattuso giocava meglio, quantomeno si segnava in ogni partita. E prima della partita dell'esonero non si vinceva un incontro da mesi.

Ah, detto da uno perplesso su Pirlo e l'opinione sul profilo del "miglior CT" l'ho espressa nei post antecedenti.
 

Similar threads

Alto