Maldini:"Guardiola era davvero vicino, su Malagò, Pirlo e dimissioni"

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Concordo praticamente su tutto quelle che dice, ma le frasi sulla scelta del tecnico sono veramente difficile da capire. L'idea di prendere un allenatore con poco successo ma carisma ed esperienza (che é quello che intendono quando parlano di 'una storia in Nazionale') ma Pirlo quello proprio non lo é. in campo un grande, ma da allenatore per quel che si é visto ad ogi un ameba. Poi anche De Rossi e Grosso...orribili. Ok, niente nomi della Serie A ma a quel punto guardo chi c'é al estero o faccia una nuova scommessa, ma prenderi allenatori estremamente mediocri (o peggio) perche hanno avuto un passatto di successo da giocatore mi pare una follia. Anche il confronto con Scaloni e De La Fuente non regge. L'Argentina non ha vinto grazie a lui, ha vinto grazie a Messi ed una fortuna incredibile nei rigori. De La Fuenta ha allenato le giovanili della Spagni per un decennio prima di arrivare alla guida della Roja...cio significa che la maggioranza dei giocatori a disposizione prima o poi li aveva gia allenati. Mi sembrano forzature ovvie per ingigantire Pirlo. Qui, putroppo, Paoloi per l'amicizia con Pirlo proprio non ci vede quello che vede il resto del mondo.

De rossi sarebbe stato un Gattuso bis, ma Grosso sarebbe potuto essere la vera sorpresa, sono convinto che quest'anno con la Fiorentina farà molto bene.
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Swaitak

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Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".
punto di vista ineccepibile,ma porca di quella... perchè doveva fissarsi con quello? :muhahah:
 
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Concordo praticamente su tutto quelle che dice, ma le frasi sulla scelta del tecnico sono veramente difficile da capire. L'idea di prendere un allenatore con poco successo ma carisma ed esperienza (che é quello che intendono quando parlano di 'una storia in Nazionale') ma Pirlo quello proprio non lo é. in campo un grande, ma da allenatore per quel che si é visto ad ogi un ameba. Poi anche De Rossi e Grosso...orribili. Ok, niente nomi della Serie A ma a quel punto guardo chi c'é al estero o faccia una nuova scommessa, ma prenderi allenatori estremamente mediocri (o peggio) perche hanno avuto un passatto di successo da giocatore mi pare una follia. Anche il confronto con Scaloni e De La Fuente non regge. L'Argentina non ha vinto grazie a lui, ha vinto grazie a Messi ed una fortuna incredibile nei rigori. De La Fuenta ha allenato le giovanili della Spagni per un decennio prima di arrivare alla guida della Roja...cio significa che la maggioranza dei giocatori a disposizione prima o poi li aveva gia allenati. Mi sembrano forzature ovvie per ingigantire Pirlo. Qui, putroppo, Paoloi per l'amicizia con Pirlo proprio non ci vede quello che vede il resto del mondo.
Ma pure Pioli al Milan è arrivato da incompiuto.

Però in un contesto di lavoro ideale ,in un ambiente sano e debitamente sempre protetto e spalleggiato lui ha vinto e il Milan pure.
I giocatori sono cresciuti .

Vi ricordate che senso del gruppo che c'era?
Quel Milan la prestazione la faceva sempre perché c'era cultura del lavoro.

Mica possiamo chiedere oggi alla nazionale italiana di vincere il mondiale.
Dobbiamo solo sperare ci sia la volontà di fermarsi almeno 4 anni per seminare qualcosa e poi un domani forse raccogliere.
 
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De rossi sarebbe stato un Gattuso bis, ma Grosso sarebbe potuto essere la vera sorpresa, sono convinto che quest'anno con la Fiorentina farà molto bene.

Francamente se vado a prendere un allenatore futuribile italiano la scelta ovvia era Italiano. Un allenatore che ha fatto gavetta con grandi risultati vedendo le squadre nelle quali ha allenato. Ancora non mi spiego come sia potuto andare in Turchia.
 

fabri47

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Concordo praticamente su tutto quelle che dice, ma le frasi sulla scelta del tecnico sono veramente difficile da capire. L'idea di prendere un allenatore con poco successo ma carisma ed esperienza (che é quello che intendono quando parlano di 'una storia in Nazionale') ma Pirlo quello proprio non lo é. in campo un grande, ma da allenatore per quel che si é visto ad ogi un ameba. Poi anche De Rossi e Grosso...orribili. Ok, niente nomi della Serie A ma a quel punto guardo chi c'é al estero o faccia una nuova scommessa, ma prenderi allenatori estremamente mediocri (o peggio) perche hanno avuto un passatto di successo da giocatore mi pare una follia. Anche il confronto con Scaloni e De La Fuente non regge. L'Argentina non ha vinto grazie a lui, ha vinto grazie a Messi ed una fortuna incredibile nei rigori. De La Fuenta ha allenato le giovanili della Spagni per un decennio prima di arrivare alla guida della Roja...cio significa che la maggioranza dei giocatori a disposizione prima o poi li aveva gia allenati. Mi sembrano forzature ovvie per ingigantire Pirlo. Qui, putroppo, Paoloi per l'amicizia con Pirlo proprio non ci vede quello che vede il resto del mondo.
Io penso che si guardi TROPPO alle altre nazioni. L'Italia ha sempre vinto con bravi allenatori in panchina (chiamateli pure CT, ma è tutta gente che ha reso anche nei club). Penso che bisognerebbe ogni tanto guardare alla nostra tradizione e magari si continuerà a fare bene.

Purtroppo il disastro di Spalletti ci ha dato una cattiva influenza in tal senso. Non che sia favorevole al ritorno di Mancini, ma penso che comunque serve gente di quel calibro: bravura ed esperienza.

Gli allenatori "improvvisati" che fanno bene lasciamoli pure alla Spagna e all'Argentina. Al massimo, se proprio vogliamo applicare quel metodo, scegliamo gente che conosce da anni la Nazionale come Baldini o simili. Ma non persone che hanno già disastrato nei club.
 
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Ma pure Pioli al Milan è arrivato da incompiuto.

Però in un contesto di lavoro ideale ,in un ambiente sano e debitamente sempre protetto e spalleggiato lui ha vinto e il Milan pure.
I giocatori sono cresciuti .

Vi ricordate che senso del gruppo che c'era?
Quel Milan la prestazione la faceva sempre perché c'era cultura del lavoro.

Mica possiamo chiedere oggi alla nazionale italiana di vincere il mondiale.
Dobbiamo solo sperare ci sia la volontà di fermarsi almeno 4 anni per seminare qualcosa e poi un domani forse raccogliere.

Dimentichi un fatto importantissimo: Prima del acquisto di Ibra, Pioli era un fallimento totale, Maldini o no. Un Milan pessimo ed in crisi. La differenza la ha fatto Ibra. Pioli dopo il suo approdo ha iniziato a schierare formazioni piu sensate tenendo fuori alcuni elementi problematici.

Per quello non mi piace prendere Pioli come esempio. Concordo che se la é cavata bene gestendo lo spogliatoio - ma solo quando Ibra ha ribaltato la squadra. In nazionale non puo scegliere chi prendere, i giocatori son quelli che sono.
 

Djerry

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Viene ufficialmente sancito agli atti quello che si sapeva, ovvero il voltafaccia di Malagò, descritto brutalmente alla Marchese del Grillo.
E so perfettamente cosa intende e cosa ha vissuto Paolo, avendo seguito le vicende del Marchese anche nella sua precedente vita, un concentrato di viscidume e sfacciataggine raramente visto anche nella politica nazionale.

Interessante la parte su De Rossi e Grosso inaccessibili per veti politici della Lega. Il fatto che la rosa fosse così ampia e con requisiti coerenti (età, gioco moderno, esperienza da giocatore in Nazionale) fa venire meno la narrazione "o Pirlo o morte".
 
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Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".
come prevedibile non c'è stato nessuno complotto losco dietro, semplicemente era un matrimonio fallimentare sin dall'inizio, maldini è uno che mal digerisce le ingerenze, figuriamoci nella nazionale dove non devi rispondoere ad un solo presidente o ad, ma a tutti i presidenti di serie a, tra cui annoveriamo i vari marotta, delamentis, lotito, vigile urbano ecc, poi aggiungici che devi dare conto non solo ad una tifoseria ma a tutte le tifoserie di italia più la gente che di solito il calcio non lo vede visto che la nazionale italiana è tifata da tutti, ed infine aggiungici pure l'ingerenza della politica... l'esito non poteva essere che questo.
 
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Io penso che si guardi TROPPO alle altre nazioni. L'Italia ha sempre vinto con bravi allenatori in panchina (chiamateli pure CT, ma è tutta gente che ha reso anche nei club). Penso che bisognerebbe ogni tanto guardare alla nostra tradizione e magari si continuerà a fare bene.

Purtroppo il disastro di Spalletti ci ha dato una cattiva influenza in tal senso. Non che sia favorevole al ritorno di Mancini, ma penso che comunque serve gente di quel calibro: bravura ed esperienza.

Gli allenatori "improvvisati" che fanno bene lasciamoli pure alla Spagna e all'Argentina. Al massimo, se proprio vogliamo applicare quel metodo, scegliamo gente che conosce da anni la Nazionale come Baldini o simili. Ma non persone che hanno già disastrato nei club.
Beh però considera pure che in federazione due figure del calibro di Paolo e Leonardo non le abbiamo mai avute come ruolo.
Abbiamo avuto se non sbaglio figure istituzionali e di rappresentanza ma non 2 uomini presi come menti di un progetto tecnico.

Mancio per esempio quando ha vinto l'Europeo ha fatto tutto da solo, era lui mente e ct di quel progetto tecnico.

Magari pensare a pirlo ct fa un po effetto ma forse è sbagliato pensare cosi perché non era pirlo ma era pirlo +Maldini + leo.
Sarebbe stata una squadra nuova e piu assortitita.
 
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Viene ufficialmente sancito agli atti quello che si sapeva, ovvero il voltafaccia di Malagò, descritto brutalmente alla Marchese del Grillo.
E so perfettamente cosa intende e cosa ha vissuto Paolo, avendo seguito le vicende del Marchese anche nella sua precedente vita, un concentrato di viscidume e sfacciataggine raramente visto anche nella politica nazionale.

Interessante la parte su De Rossi e Grosso inaccessibili per veti politici della Lega. Il fatto che la rosa fosse così ampia e con requisiti coerenti (età, gioco moderno, esperienza da giocatore in Nazionale) fa venire meno la narrazione "o Pirlo o morte".
vabbe ma non è che poteva fare diversamente malago... alla fine aveva pure avvalato pirlo, pero dopo il casino delle scommesse come giustamente disse non era ulteriormente difendibile.
 

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