Maldini:"Guardiola era davvero vicino, su Malagò, Pirlo e dimissioni"

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Per me è l'esatto opposto.

Un Presidente forte ed autorevole, che ha carisma o sa ciò di cui si parla (ovvero tutto ciò che Malagò non è e non è mai stato al CONI), tanto più in quella situazione non si fa schiacciare da pressioni esterne o da ridicoli pretesti e protegge la linea tecnica-dirigenziale-umana che lui stesso da quattro mesi (Pasqua!) aveva deciso.

Un Presidente debole invece, che sa come prendere voti ma non conosce la materia che presiede, si spaventa, sfrutta la buffonata delle scommesse russe, la cavalca e la fa cavalcare, cambia gli accordi ed impone la propria linea in modo unilaterale.
Magari anche sfruttando la genialata che i "due scemi" non avevano ancora firmato contratti, quindi sperando di levarseli dalle balle aggratise.

E poi non contento cosa fa? Prende il telefono per scegliere il sostituto finché non trova uno che gli dice "sissignore" obbedendo a prescindere a Mancini e creando un rapporto di sudditanza, di fatto umiliando Claudio Ranieri che ne esce a pezzi ("non credevo al display col nome di Malagò").

Malagò è tutto, ma proprio tutto, quello che un Presidente non deve mai essere. E' la morte del metodo, della strategia, della correttezza, degli accordi presi, della programmazione.
Ma se la politica sportiva italiana è questa da sempre, è naturale che Malagò sia addirittura narrato come uno bravo e persino dal curriculum sontuoso, cosa di cui ride tutta la minoranza seria dello sport mondiale.
il ruolo di malago è politico e di conseguenza ha poteri limitati indipendentemente dalla sua autorevolezza, ad un certo punto non poteva fare altro
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bobbylukr

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ma per fare un progetto pluriennale ti devi presentare con un allenatore con un credito quasi illimitato, mica ti protevi presentare con pirlo che come allenatore è niente e con addesso pure il problema delle scommesse russe.
Sì ma Malagò poi ha detto, adesso l'allenatore lo scelgo io. Non ha detto: sceglietene un altro.
 
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Sì ma Malagò poi ha detto, adesso l'allenatore lo scelgo io. Non ha detto: sceglietene un altro.
si ma maldini si era impuntato con pirlo, infatti ha detto andrea era pure disposto ad abbandonare lo sponsor russo, non è che si poteva perdere altro tempo, gia si era passati da carletto a guardiola per poi finire con pirlo.
 
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si ma maldini si era impuntato con pirlo, infatti ha detto andrea era pure disposto ad abbandonare lo sponsor russo, non è che si poteva perdere altro tempo, gia si era passati da carletto a guardiola per poi finire con pirlo.
Ma non è che se non c'è tempo da perdere il presidente della figc deve non rispettare i ruoli e gli accordi.
Bel parakulo sto Malagò.
 
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Esattamente l'idea che mi ero fatto.
Eloquente il passaggio su pirlo: se di un allenatore ti piace il credo calcistico e lo reputi capace, se poi gli stai vicino da dirigente l'allenatore lavora bene.
E noi tutto ciò lo abbiamo visto con Pioli.
Non lo abbiamo visto con Giampaolo, vero, ma lo abbiamo visto con Pioli.

A testimonianza che non è che Paolo non sbagli, anzi, ma poi almeno ci mette cura ,amore, passione, dedizione e forse i risultati nel tempo arrivano.

Oggi non c'è più la cultura del lavoro.
Non c'è al Milan, non c'è in Nazionale.

Paolo non voleva un ct preparato tatticamente per vincere oggi ma un ct rivoluzionario per affrontare una rivoluzione.
E ve l'ho scritto per giorni.
Non mi sbagliavo.
D'accordo, Pirlo sarebbe servito per impostare e creare una base poi il ct vincente tra qualche anno si poteva trovare, invece hanno preferito un nuovo fallimento a partire dal bimbominkia in porta.
 
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Ma non è che se non c'è tempo da perdere il presidente della figc deve non rispettare i ruoli e gli accordi.
Bel parakulo sto Malagò.
ma qualcuno il coraggio di decidere doveva prenderselo, non è che si poteva andare avanti a sfogliare la margherita finche non erano tutti contenti. Alla fine lo sappiamo perche paolo non voleva scegliere i due facilmente prendibili come conte e mancini, perche sono due prime donne che difficilmente, come a pari suo, accettano ingerenze, per quanto riguarda conte aggiungici che gioca a 3 dietro e a maldini la difesa a 3 è sempre stata indigesta.
 
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ma qualcuno il coraggio di decidere doveva prenderselo, non è che si poteva andare avanti a sfogliare la margherita finche non erano tutti contenti. Alla fine lo sappiamo perche paolo non voleva scegliere i due facilmente prendibili come conte e mancini, perche sono due prime donne che difficilmente, come a pari suo, accettano ingerenze, per quanto riguarda conte aggiungici che gioca a 3 dietro e a maldini la difesa a 3 è sempre stata indigesta.
Ma non conosco nel dettaglio le motivazioni ma qualsiasi figura tecnica con un minimo di dignità e amor proprio avrebbe fatto esattamente quel che ha fatto Paolo e cioè dare le dimissioni.
Forse un Tare non lo avrebbe fatto, Paolo si.
 
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De Rossi era l'uomo giusto, simile a Pirlo ma molto più solido per quanto dimostrato. Ed è stato pure già un breve periodo in nazionale non mi ricordo bene in che ruolo. Era perfetto. Peccato che ci fosse questo accordo con la lega di non toccare gli allenatori sotto contratto
 

gianluca1193

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Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".

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Più o meno d'accordo su tutto.
Però ci sono un paio di passaggi "oscuri".
Trascuro i passaggi su Guardiola perché molto strani

1) L'accordo con Malagò
Dice che l'accordo era "voi scegliete il avallo", che vuol dire tutto e niente. O meglio significa"voi fate i nomi io poi dico se va bene o no" ma da come ne parla Paolo, sembra che non sia stato interpretato così. Forse, in preda all'entusiasmo di cambiare il sistema calcio ci è passato sopra.

2) La scelta del CT
I nomi erano "De Rossi e Grosso", Pirlo il ripiego.
Oggettivamente improponibile.
Peccato che l'accordo prevedeva di non prendere mister di A.
Come è possibile sia sfuggita questa cosa?

3)Il progetto a 8/10 anni
Dice che il progetto prevedeva rifondare tutto.
Ok, benissimo.
Rifonda.
Dai in pasto ai media Mancini, Conte o chi per loro, accetta il compromesso per la prima squadra e rifonda il movimento.
Tanto la generazione attuale è bruciata e va cavato il più possibile, senza farsi mettere i bastoni tra le ruote per la vera rivoluzione.
Usa i tuoi bonus per quello non per Pirlo.

4) Il futuro legato ai risultati della nazionale maggiore

Proprio sapendo che il loro futuro sarebbe dipeso da Europei e qualificazione mondiale, la via migliore era assecondare i voleri dei "poteri forti" per fare piazza pulita.


Grande occasione mancata. Grande ombra su Paolo dirigente.
 
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Ma non conosco nel dettaglio le motivazioni ma qualsiasi figura tecnica con un minimo di dignità e amor proprio avrebbe fatto esattamente quel che ha fatto Paolo e cioè dare le dimissioni.
Forse un Tare non lo avrebbe fatto, Paolo si.
e infatti io ho detto che era un matrimonio fallimentare sin dall'inizio, perche uno come paolo che non vuole ingerenze non puo dare conto a decine di presindenti di serie a, alla politica ecc ecc
 

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