Maldini:"Guardiola era davvero vicino, su Malagò, Pirlo e dimissioni"

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Dimentichi un fatto importantissimo: Prima del acquisto di Ibra, Pioli era un fallimento totale, Maldini o no. Un Milan pessimo ed in crisi. La differenza la ha fatto Ibra. Pioli dopo il suo approdo ha iniziato a schierare formazioni piu sensate tenendo fuori alcuni elementi problematici.

Per quello non mi piace prendere Pioli come esempio. Concordo che se la é cavata bene gestendo lo spogliatoio - ma solo quando Ibra ha ribaltato la squadra. In nazionale non puo scegliere chi prendere, i giocatori son quelli che sono.
Ma infatti è stato Paolo a volere ibra.
Quindi Paolo ha completato e aiutato il mister nel concreto .
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Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".
E' inutile parlare di nomi, tutta l'analisi e il racconto di Paolo è basato sul metodo.
E il metodo è che, come al solito, i politicanti -perché questo sono i sommi dirigenti, sia nella politica sia nello sport- hanno cambiato le carte in tavola e mancato di parola. A volte forse è necessario scendere a compromessi? Certo, a volte è necessario.
Ma si può anche scegliere di non compromettersi però. Questo Paolo ha fatto. Senza tanto clamore, mi sembra.
Avanti con Mancini dunque, e fari puntati su chi l'ha scelto.
 

Milanoide

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Bene che abbia parlato. Solito marciume della Nazionale. Non mi convincono però le scusanti di Guardiola, prima accetti una chiacchierata e poi rifiuti l'incarico perché scopri di essere stanco? LOL. Per me ha analizzato a fondo la situazione e si sarà detto "ma chi me lo fa fare". :asd:
È proprio quello che viene descritto nell'intervista, salvo la decisione risultante:

"È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli"

Il portiere?? Si, ok, lo conosco.
I centrali di difesa? Uhmmm😔
I centrali di centrocampo? Uhmmm😔
Gli esterni di difesa? Uhmm😔
Gli esterni di centrocampo?? Vabbè
Gli attaccanti??, sempre che non decida di nasconderli😂? Vabbè

Eh, Paolo sono stanco. Grazie di cuore, eh!
 
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Beh però considera pure che in federazione due figure del calibro di Paolo e Leonardo non le abbiamo mai avute come ruolo.
Abbiamo avuto se non sbaglio figure istituzionali e di rappresentanza ma non 2 uomini presi come menti di un progetto tecnico.

Mancio per esempio quando ha vinto l'Europeo ha fatto tutto da solo, era lui mente e ct di quel progetto tecnico.

Magari pensare a pirlo ct fa un po effetto ma forse è sbagliato pensare cosi perché non era pirlo ma era pirlo +Maldini + leo.
Sarebbe stata una squadra nuova e piu assortitita.
ma per fare un progetto pluriennale ti devi presentare con un allenatore con un credito quasi illimitato, mica ti protevi presentare con pirlo che come allenatore è niente e con addesso pure il problema delle scommesse russe.
 
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È proprio quello che viene descritto nell'intervista, salvo la decisione risultante:

"È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli"

Il portiere?? Si, ok, lo conosco.
I centrali di difesa? Uhmmm😔
I centrali di centrocampo? Uhmmm😔
Gli esterni di difesa? Uhmm😔
Gli esterni di centrocampo?? Vabbè
Gli attaccanti??, sempre che non decida di nasconderli😂? Vabbè

Eh, Paolo sono stanco. Grazie di cuore, eh!
è andato in esaurimento solo abbozzando una formazione su di un foglio, figuriamoci se avesse dovuto allenarla :asd:
 

UDG

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Finalmente parla Maldini che rilascia una intervista al corriere della Sera e spiega quelle due settimane da DT.

"Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche, ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo

Su Malagò; "Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Per prima cosa avevo chiesto: il CT chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo”.

Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica.Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica, ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa. I nomi erano tre. C’erano anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, non Thiago Motta. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi. E noi siamo andati avanti con Pirlo. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Non sapevamo della storia delle scommesse. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Direi che è stato un pretesto. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come CT, non ci sarebbero stati ostacoli legali".

Guardiola: "È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli. I soldi non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo, avrebbe cambiato l’identità del calcio italiano. È un peccato. Un vero peccato".



"Dimissioni? Malagò Ha telefonato a me e a Leonardo per dire: 'Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate'. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante".


"Macini? Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia. Io sono amico di Pirlo, è vero. Sono amico di Ancelotti. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni, abbiamo giocato contro, e abbiamo giocato insieme in Nazionale. Con Mancini siamo arrivati in semifinale all’Europeo del 1988, quello di Van Basten, e al Mondiale di Italia ’90. Con Conte siamo arrivati in finale ai Mondiali del 1994 e all’Europeo del 2000. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare…Un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive".

"Conte ?La Lega è stata corretta, mi ha anche garantito: se c’è da dare una mano sul piano economico, noi ci siamo. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Che avessero un loro preferito, ci sta. Ma se chiedi collaborazione, e prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo".

9698947_09090026_maldini_malago.jpg
Grazie Paolo per averci fatto capire quanto faccia schifo il calcio ai piani alti (anche se già lo si sapeva).
 

Djerry

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vabbe ma non è che poteva fare diversamente malago... alla fine aveva pure avvalato pirlo, pero dopo il casino delle scommesse come giustamente disse non era ulteriormente difendibile.

Per me è l'esatto opposto.

Un Presidente forte ed autorevole, che ha carisma o sa ciò di cui si parla (ovvero tutto ciò che Malagò non è e non è mai stato al CONI), tanto più in quella situazione non si fa schiacciare da pressioni esterne o da ridicoli pretesti e protegge la linea tecnica-dirigenziale-umana che lui stesso da quattro mesi (Pasqua!) aveva deciso.

Un Presidente debole invece, che sa come prendere voti ma non conosce la materia che presiede, si spaventa, sfrutta la buffonata delle scommesse russe, la cavalca e la fa cavalcare, cambia gli accordi ed impone la propria linea in modo unilaterale.
Magari anche sfruttando la genialata che i "due scemi" non avevano ancora firmato contratti, quindi sperando di levarseli dalle balle aggratise.

E poi non contento cosa fa? Prende il telefono per scegliere il sostituto finché non trova uno che gli dice "sissignore" obbedendo a prescindere a Mancini e creando un rapporto di sudditanza, di fatto umiliando Claudio Ranieri che ne esce a pezzi ("non credevo al display col nome di Malagò").

Malagò è tutto, ma proprio tutto, quello che un Presidente non deve mai essere. E' la morte del metodo, della strategia, della correttezza, degli accordi presi, della programmazione.
Ma se la politica sportiva italiana è questa da sempre, è naturale che Malagò sia addirittura narrato come uno bravo e persino dal curriculum sontuoso, cosa di cui ride tutta la minoranza seria dello sport mondiale.
 
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ma per fare un progetto pluriennale ti devi presentare con un allenatore con un credito quasi illimitato, mica ti protevi presentare con pirlo che come allenatore è niente e con addesso pure il problema delle scommesse russe.
Io delle scommesse sapevo nulla, e mi pare di capire nemmeno Paolo sapesse nulla.
Ma se parliamo di integrità morale e di qualità umane mancio oggi non è una scelta più pulita, anzi.
Io lo schifo, ad esempio, per quando ci ha mollato per soldi.

In nazionale non serve un allenatore in senso stretto ma un selezionatore.

Anche io ho sempre avuto la sensazione che pirlo conosca il calcio anche se le esperienze passate di certo non giocano a suo favore.
 

AntaniPioco

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Sì, ma se si parte così allora significa che l'autonomia non c'era.
Avrebbe dovuto restare e vedere le prossime mosse. Il CT in nazionale è l'ultimo anello della catena in un progetto pluriennale. E in ogni caso se vuole autonomia totale la nazionale già in partenza è la scelta sbagliata.
Come se da noi Gazidis si fosse dimesso perché Pioli aveva prevalso su Rangnick.
Poi mi fa strano che abbia divulgato in conferenza i nomi di ancelotti e guardiola, mentre su de rossi e grosso non aveva detto nulla prima di ora. Sicuramente dice la verità, ma allora l'ha comunicata malissimo a suo tempo
 

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