Malagò, Mancini e Ranieri: nazionale del circolo Aniene.

fabri47

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A Roma il nome "Aniene" evoca immediatamente il celebre Circolo Canottieri piuttosto che il fiume. Situato a Roma Nord, l'Aniene è un’istituzione esclusiva e una potentissima rete sociale d'élite, dove le relazioni ad alto livello si trasformano in concrete opportunità lavorative e professionali. Tra i suoi circa 2.200 soci è quasi impossibile non trovare la figura professionale desiderata — come avvocati, commercialisti, manager o costruttori — tanto che l'iscrizione è considerata un vero e proprio investimento professionale in grado di ripagarsi nel tempo.

L'accesso al circolo è altamente selettivo: non basta pagare una quota a fondo perduto di 30 mila euro e una retta annuale di 4 mila euro, ma servono la presentazione di un socio e l'approvazione del consiglio direttivo. Fondato nel 1892, il club è stato guidato per vent'anni da Giovanni Malagò (oggi presidente onorario) e solo nel 2022 ha aperto il tesseramento ordinario alle donne, precedentemente ammesse solo per meriti sportivi. All'interno vige una regola fondamentale: l'obbligo di darsi del "tu", a prescindere dall'età o dal ruolo, per favorire un forte senso di appartenenza che garantisce un vantaggio competitivo immediato nelle relazioni sociali e negli affari.

Il circolo vanta una frequentazione illustre che spazia dal mondo dello spettacolo a quello delle istituzioni e dello sport. Tra i soci figurano personalità come Carlo Verdone, Walter Veltroni, Franco Carraro, Mario Pescante e l'ex proprietario della Roma James Pallotta. Nomi di rilievo del calcio e dello sport frequentano o hanno frequentato i suoi spazi, da Francesco Totti (che predilige il padel) a personaggi storici come Dino Zoff, Marcello Lippi, Roberto Mancini e Claudio Ranieri. L'Aniene è anche la culla dell'eccellenza sportiva italiana, contando tra le sue fila campioni del calibro di Matteo Berrettini, Federica Pellegrini, Josefa Idem, Simona Quadarella e Benedetta Pilato, ed è animato da un fortissimo spirito agonistico interno, ben rappresentato dai tornei sociali di calcio a 5 e dalla passione per la cura dei campionati e delle strutture sportive.

CorSera
Interessante il fatto che il quotidiano più importante d'Italia abbia pubblicato una notizia del genere, in tutta trasparenza.

Conferma di quanto Malagò ne sta uscendo malissimo. La speranza (loro) era che si parlasse ancora di Maldini e Leonardo, che invece sono stati subito dimenticati (e forse meglio così).

C'è un malcontento generale al di fuori della FIGC per come sono andate le cose.
 

Franco

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Interessante il fatto che il quotidiano più importante d'Italia abbia pubblicato una notizia del genere, in tutta trasparenza.

Conferma di quanto Malagò ne sta uscendo malissimo. La speranza (loro) era che si parlasse ancora di Maldini e Leonardo, che invece sono stati subito dimenticati (e forse meglio così).

C'è un malcontento generale al di fuori della FIGC per come sono andate le cose.

Marotta e tutta la cricca (tra cui Cairo) volevano Conte e hanno preso malissimo che Malagò abbia fatto di testa sua. Quindi i giornali di Cairo stanno sparando a palle incatenate.
 
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Era tutto deciso Maldini e Leonardo specchietti per le allodole.
sta storia dei parafulmini lascia il tempo che trova, che senso avrebbe fare tutta la pantomina al limite del trash con maldini, pirlo e leonardo per i parafulmini? Alla fine la spiegazione piu facile è quella piu plausibile, chiunque preferisce lavorare con gente con la quale va d'accordo, soprattutto in momenti di difficoltà, e alla fine malago ha chiamato gli amici suoi mancini e ranieri che fanno parte del circoletto di bocce che frequenta pure lui. Ma se andiamo in fondo pure maldini si è rivolto ad amici e persone che stima quando è stato chiamato in causa, vedi leonardo, boban o pirlo. A sti livelli mica credete che si mettano li a leggere i cv come scaroni ha fatto con boban? :asd:
 
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fabri47

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Marotta e tutta la cricca (tra cui Cairo) volevano Conte e hanno preso malissimo che Malagò abbia fatto di testa sua. Quindi i giornali di Cairo stanno sparando a palle incatenate.
Io sono uno dei pochi che non si sta scaldando. Sono rimasto deluso, molto, per come è finito tutto. Ma non mi sono illuso nemmeno un po' ed, anzi, la mossa di prendere Mancini dopo tutto quello che è successo è stato il più grosso danno per questi qui.

Io ho visto tutto come un becero scontro tra poteri. Nessuno e dico, NESSUNO (nemmeno Maldini e Leonardo e mi prendo la responsabilità, lo dico da sostenitore del nostro capitano e che sperava potesse portare veramente un po' di novità in Nazionale).

Malagò voleva l'amico Mancini che aveva tot appoggi politici (Renzi e co), Marotta voleva Conte per far sì che l'Inter vincesse un altro scudo a mani basse e Maldini-Leonardo a piazzare l'amico Pirlo dando continuità ai conflitti di interesse allenatore-procuratore quando bastava proporre un nome nuovo per smelmarli tutti a questi. A salvare questi ultimi è stata la ridicola polemica su Pirlo, ma rimanendo nel merito, sono questi i nomi per un rilancio della Nazionale? Io a questo punto ero per la conferma di Baldini.
 

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