Tuttosport analizza la parabola e il probabile addio di Rafael Leao dal Milan, evidenziando una rottura ormai certa tra il calciatore portoghese e l'ambiente rossonero. Nonostante l'amore iniziale sbocciato nell'anno dello scudetto, il pubblico di San Siro lo ha recentemente scontentato con i fischi, stanco della sua discontinuità, della tendenza a eclissarsi nelle partite decisive e della mancanza di una vera leadership nello spogliatoio. Anche i dati numerici confermano un'implacabile parabola discendente: dai 14 gol dell'anno del tricolore e i 16 della stagione successiva, Leao è passato ai 15 nel 2023/24, ai 12 nel 2024/25, fino alle sole 10 reti totali in quella attuale, con l'ultimo gol in Serie A che risale addirittura al 1° marzo in Cremonese-Milan. Questa involuzione, unita alle ottime prestazioni del compagno di squadra Nkunku, mette persino in dubbio la sua maglia da titolare per la prossima e ultima sfida di campionato contro il Cagliari. La gara di domenica sera potrebbe dunque rappresentare l'ultimo atto della sua avventura in rossonero prima di volare al Mondiale, una vetrina che il Milan spera possa rilanciarne il valore di mercato. Sebbene nel contratto rinnovato tre anni fa e in scadenza nel 2028 sia presente una clausola rescissoria da 175 milioni di euro, questa non rispecchia più la valutazione attuale del giocatore; la dirigenza milanista, che non ha fretta di ridiscutere il rinnovo, si accontenterebbe di offerte comprese tra i 50 e i 60 milioni di euro. Su Leao si muovono diverse big europee, a partire dal Barcellona, che potrebbe virare su di lui qualora non riscattasse Rashford dallo United, passando per il Chelsea e lo stesso Manchester United, a caccia di stelle per il ritorno in Champions League. Resta invece sullo sfondo la pista che porta all'Arabia Saudita, in particolare all'Al-Hilal di Filippo Inzaghi e Theo Hernandez, poiché a 26 anni il portoghese preferisce continuare a giocare nel calcio europeo che conta.