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GDS: il nuovo corso di Rafael Leão lo vede sacrificarsi in un ruolo da centravanti che non gli appartiene pienamente, rinunciando alla velocità in campo aperto sulla fascia per cercare spazi angusti in area di rigore, una metamorfosi tattica voluta da Allegri che però sta faticando a dare i frutti sperati. Sebbene l'intento iniziale fosse quello di non dare punti di riferimento insieme a Pulisic, il portoghese appare oggi appannato, reduce da prestazioni deludenti come quella contro la Lazio dove non è mai riuscito a calciare in porta, manifestando il proprio nervosismo al momento della sostituzione con un atteggiamento gelido verso l'allenatore e i compagni. Nonostante la tensione agonistica, il club ha deciso di non multarlo, interpretando la sua rabbia come il desiderio sincero di aiutare la squadra in un momento difficile, ma i numeri restano impietosi: con soli nove gol in campionato, il suo rendimento non rispecchia lo status di giocatore più pagato della rosa. Questa involuzione, unita alla staticità tattica di Allegri che non intende rinunciare alle due punte, sta spingendo la dirigenza a valutare seriamente una cessione estiva nonostante il possibile rinnovo fino al 2030. Con una valutazione reale che si aggira ormai intorno agli 80 milioni di euro, ben lontana dalla clausola rescissoria di 170, il Milan guarda con interesse a possibili offerte dalla Premier League o dall'Arabia Saudita, mentre inizia a monitorare profili alternativi per il futuro. Tra i nomi seguiti spicca quello del giovane talento norvegese Antonio Nusa del Lipsia, valutato circa 35 milioni, che potrebbe diventare un obiettivo concreto qualora il club tedesco non dovesse qualificarsi per la prossima Champions League, rappresentando il prototipo di investimento su cui il Milan vorrebbe puntare per avviare un nuovo ciclo offensivo.
Tuttosport: a 561 giorni di distanza dal celebre ammutinamento del cooling break sotto la gestione Fonseca, Rafael Leao è tornato a far discutere negativamente all'Olimpico di Roma durante la sfida contro la Lazio, confermando una crisi profonda che va oltre i semplici numeri. L'attaccante portoghese sta attraversando un periodo estremamente difficile, penalizzato tatticamente dal modulo 3-5-2 di Allegri che lo confina nel ruolo di prima punta limitandone le accelerazioni, ma mostrandosi al contempo insofferente e svogliato. Durante l'ultimo match, dopo essersi spazientito pubblicamente con Pulisic per un mancato passaggio, Leao ha reagito con stizza al momento del cambio con Nkunku: è uscito dal campo con lentezza esasperante, ignorando il richiamo di Maignan e scatenando un battibecco con Allegri. Una volta raggiunta la panchina, ha manifestato la sua frustrazione prendendo a calci bottigliette e ghiacciaia, un comportamento che ha visibilmente irritato anche Igli Tare in tribuna. Nonostante la società non sembri intenzionata a multarlo, il malumore interno è evidente: i suoi atteggiamenti sono giudicati immaturi per un calciatore che si appresta a compiere 27 anni e che ha persino saltato alcune colazioni durante i ritiri. Di conseguenza, il Milan ha deciso di congelare le trattative per il rinnovo del contratto fino al 2030, pretendendo che il giocatore si guadagni la conferma sia con le prestazioni sportive che con una condotta professionale fuori dal campo Se in estate dovessero arrivare offerte concrete, il club rossonero, a differenza del passato, sarebbe ora disposto ad ascoltarle seriamente, mettendo fine a un idillio che sembra ormai logoro.
CorSera: dopo la cocente sconfitta contro la Lazio che ha sancito l'addio definitivo ai sogni scudetto, Massimiliano Allegri ha adottato il pugno di ferro con lo spogliatoio, avvertendo il Milan che il rischio di un crollo verticale è reale e che l'obiettivo prioritario diventa ora blindare la qualificazione in Champions League, vitale per incassare i 50 milioni necessari al mercato futuro. La tensione in casa rossonera è palpabile, alimentata soprattutto dal "caso Leao": la deludente prestazione del portoghese nel ruolo di centravanti, culminata in una polemica sceneggiata al momento della sostituzione e in uno scontro verbale con Pulisic proseguito negli spogliatoi, ha irritato società e compagni, tanto che il rinnovo del suo contratto è stato momentaneamente congelato in attesa di valutare eventuali offerte estive post-Mondiale. Anche il rendimento di Pulisic preoccupa, poiché l'americano appare irriconoscibile e condizionato da una borsite cronica nel 2026, pur restando al centro dei progetti di rinnovo del club. In vista della prossima stagione, Allegri ha già dettato le linee guida chiedendo l'acquisto di quattro giocatori d'esperienza e struttura fisica simili a Rabiot per alzare il livello qualitativo della rosa, ma nell'immediato la priorità resta difendere il secondo posto dall'assalto del Napoli di Conte, distante solo un punto, iniziando dalla delicata sfida contro il Torino prima della sosta per i playoff mondiali.
CorSport: la nuova crisi di nervi di Rafael Leão durante la sfida contro la Lazio riflette un profondo malessere psicologico e tattico, manifestatosi con una plateale protesta al momento della sostituzione che ha richiamato alla mente il celebre episodio del cooling break dell'anno precedente. L'attaccante portoghese ha sfogato la sua frustrazione contro Massimiliano Allegri, calciando bottigliette e gettando il giubbotto a terra, sintomo di un'impotenza legata soprattutto al mancato feeling con Pulisic, colpevole secondo lui di non aver assecondato i suoi scatti verso la porta. Il nervosismo è alimentato anche dal nuovo ruolo di centravanti, una posizione in cui Leão fatica a sprigionare la sua esplosività e che evidenzia le carenze realizzative del Milan, sprovvisto di un uomo in doppia cifra e lontano dai numeri offensivi dell'Inter capolista. Nonostante i 9 gol stagionali, l'incompatibilità tattica con i compagni e l'insoddisfazione per i cambi tardivi hanno indispettito la dirigenza, rappresentata dal disappunto del DS Igli Tare, che ora si trova a dover gestire un caso spinoso per non compromettere la qualificazione in Champions League. La gestione di Allegri, che lo schiera centrale per mancanza di alternative come Füllkrug, viene messa a dura prova da questi limiti caratteriali del giocatore, rendendo necessario un intervento immediato per ricucire lo strappo in vista del finale di campionato e della sfida contro il Torino.
Tuttosport: a 561 giorni di distanza dal celebre ammutinamento del cooling break sotto la gestione Fonseca, Rafael Leao è tornato a far discutere negativamente all'Olimpico di Roma durante la sfida contro la Lazio, confermando una crisi profonda che va oltre i semplici numeri. L'attaccante portoghese sta attraversando un periodo estremamente difficile, penalizzato tatticamente dal modulo 3-5-2 di Allegri che lo confina nel ruolo di prima punta limitandone le accelerazioni, ma mostrandosi al contempo insofferente e svogliato. Durante l'ultimo match, dopo essersi spazientito pubblicamente con Pulisic per un mancato passaggio, Leao ha reagito con stizza al momento del cambio con Nkunku: è uscito dal campo con lentezza esasperante, ignorando il richiamo di Maignan e scatenando un battibecco con Allegri. Una volta raggiunta la panchina, ha manifestato la sua frustrazione prendendo a calci bottigliette e ghiacciaia, un comportamento che ha visibilmente irritato anche Igli Tare in tribuna. Nonostante la società non sembri intenzionata a multarlo, il malumore interno è evidente: i suoi atteggiamenti sono giudicati immaturi per un calciatore che si appresta a compiere 27 anni e che ha persino saltato alcune colazioni durante i ritiri. Di conseguenza, il Milan ha deciso di congelare le trattative per il rinnovo del contratto fino al 2030, pretendendo che il giocatore si guadagni la conferma sia con le prestazioni sportive che con una condotta professionale fuori dal campo Se in estate dovessero arrivare offerte concrete, il club rossonero, a differenza del passato, sarebbe ora disposto ad ascoltarle seriamente, mettendo fine a un idillio che sembra ormai logoro.
CorSera: dopo la cocente sconfitta contro la Lazio che ha sancito l'addio definitivo ai sogni scudetto, Massimiliano Allegri ha adottato il pugno di ferro con lo spogliatoio, avvertendo il Milan che il rischio di un crollo verticale è reale e che l'obiettivo prioritario diventa ora blindare la qualificazione in Champions League, vitale per incassare i 50 milioni necessari al mercato futuro. La tensione in casa rossonera è palpabile, alimentata soprattutto dal "caso Leao": la deludente prestazione del portoghese nel ruolo di centravanti, culminata in una polemica sceneggiata al momento della sostituzione e in uno scontro verbale con Pulisic proseguito negli spogliatoi, ha irritato società e compagni, tanto che il rinnovo del suo contratto è stato momentaneamente congelato in attesa di valutare eventuali offerte estive post-Mondiale. Anche il rendimento di Pulisic preoccupa, poiché l'americano appare irriconoscibile e condizionato da una borsite cronica nel 2026, pur restando al centro dei progetti di rinnovo del club. In vista della prossima stagione, Allegri ha già dettato le linee guida chiedendo l'acquisto di quattro giocatori d'esperienza e struttura fisica simili a Rabiot per alzare il livello qualitativo della rosa, ma nell'immediato la priorità resta difendere il secondo posto dall'assalto del Napoli di Conte, distante solo un punto, iniziando dalla delicata sfida contro il Torino prima della sosta per i playoff mondiali.
CorSport: la nuova crisi di nervi di Rafael Leão durante la sfida contro la Lazio riflette un profondo malessere psicologico e tattico, manifestatosi con una plateale protesta al momento della sostituzione che ha richiamato alla mente il celebre episodio del cooling break dell'anno precedente. L'attaccante portoghese ha sfogato la sua frustrazione contro Massimiliano Allegri, calciando bottigliette e gettando il giubbotto a terra, sintomo di un'impotenza legata soprattutto al mancato feeling con Pulisic, colpevole secondo lui di non aver assecondato i suoi scatti verso la porta. Il nervosismo è alimentato anche dal nuovo ruolo di centravanti, una posizione in cui Leão fatica a sprigionare la sua esplosività e che evidenzia le carenze realizzative del Milan, sprovvisto di un uomo in doppia cifra e lontano dai numeri offensivi dell'Inter capolista. Nonostante i 9 gol stagionali, l'incompatibilità tattica con i compagni e l'insoddisfazione per i cambi tardivi hanno indispettito la dirigenza, rappresentata dal disappunto del DS Igli Tare, che ora si trova a dover gestire un caso spinoso per non compromettere la qualificazione in Champions League. La gestione di Allegri, che lo schiera centrale per mancanza di alternative come Füllkrug, viene messa a dura prova da questi limiti caratteriali del giocatore, rendendo necessario un intervento immediato per ricucire lo strappo in vista del finale di campionato e della sfida contro il Torino.
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