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CorSport: a seguito delle dimissioni di Gravina e Buffon, anche Rino Gattuso lascerà la panchina della Nazionale, posticipando l'addio ufficiale a dopo Pasqua per ragioni formali e in attesa di sviluppi nella governance federale; con lui risolveranno i contratti, in scadenza il 31 luglio, anche il vice Riccio e i collaboratori Dominici, Tenderini e Sangermani. Il tecnico si sarebbe dimesso già dopo la sfida con la Bosnia se Gravina non lo avesse frenato, ma l'accelerazione della crisi ha creato un vuoto di potere nel Club Italia. Per il futuro, in attesa di nuove elezioni a metà maggio, l'ipotesi più accreditata è un Mancini-bis, profilo gradito al ministro Abodi, alla premier Meloni e a Malagò, quest'ultimo possibile candidato alla presidenza FIGC. Mancini, attualmente all'Al Sadd ma desideroso di tornare in Italia a prescindere dalle tensioni internazionali o dal fallimento mondiale, accetterebbe l'incarico senza pretese economiche, portando con sé la sua visione tattica e la conoscenza di Coverciano. Restano sullo sfondo le suggestioni legate a Mourinho, suggerito da La Russa, e i nomi di Allegri e Conte, i quali però sono legati a Milan e Napoli fino al 2027, con Conte che aveva già dato disponibilità in passato prima che la Federazione scegliesse Spalletti.
GDS: Il panorama della successione sulla panchina della Nazionale italiana vede attualmente in pole position i due ex commissari tecnici Roberto Mancini e Antonio Conte, in attesa che l'elezione del nuovo presidente federale, prevista per il 22 giugno 2026, sblocchi definitivamente la situazione. Sebbene la fine del campionato possa allungare la lista dei papabili, Allegri appare destinato a restare al Milan per consolidare un rapporto che non mostra segni di rottura, mentre resta sullo sfondo la suggestione internazionale legata a Pep Guardiola, condizionata dalle vicende del Manchester City. La nomina a fine giugno comporterebbe il rischio di sprecare mesi preziosi e due amichevoli prima della Nations League di settembre, motivo per cui un traghettatore ad interim è considerato una perdita di tempo poco funzionale a una vera ricostruzione. Roberto Mancini, che si libererà dall'Al-Sadd il 10 maggio, tornerebbe volentieri nonostante il precedente addio di Ferragosto, puntando su un ritorno al 4-3-3 con una difesa composta da Palestra, Scalvini, Buongiorno e Calafiori, un centrocampo con Locatelli, un regista come Fagioli o Ricci e Tonali come incursore, affidando l'attacco a Esposito, Kean e una scommessa come Vergara o il recupero di Zaniolo. Antonio Conte resta l'altro grande favorito, forte del ricordo di Euro 2016; per lui sarebbe necessario un accordo amichevole con De Laurentiis per liberarsi dal Napoli prima della scadenza del 2027. Tatticamente Conte potrebbe optare per il 3-4-2-1 con Gatti, Scalvini e Calafiori dietro, Palestra e Dimarco sugli esterni, Tonali e Barella o Fagioli in mediana, e la coppia Pisilli-Kean a supporto di Pio Esposito. Nella griglia di partenza, dietro ai due favoriti e al difficile Allegri, restano monitorati i profili di Inzaghi, Pioli e l'emergente Enzo Maresca, tecnico di respiro internazionale cresciuto alla scuola di Guardiola, ma ogni decisione definitiva spetterà alla nuova presidenza.
CorSera: i nomi per la panchina dell'Italia sono quelli di Roberto Mancini, che gradirebbe il ritorno, Antonio Conte, attualmente legato al Napoli, e Simone Inzaghi, nonostante il suo oneroso contratto in Arabia, mentre Massimiliano Allegri sembra intenzionato a restare al Milan. La linea della federazione appare chiara: per la ricostruzione servirà un profilo di grande esperienza e non ci sarà spazio per ulteriori esperimenti.
GDS: Il panorama della successione sulla panchina della Nazionale italiana vede attualmente in pole position i due ex commissari tecnici Roberto Mancini e Antonio Conte, in attesa che l'elezione del nuovo presidente federale, prevista per il 22 giugno 2026, sblocchi definitivamente la situazione. Sebbene la fine del campionato possa allungare la lista dei papabili, Allegri appare destinato a restare al Milan per consolidare un rapporto che non mostra segni di rottura, mentre resta sullo sfondo la suggestione internazionale legata a Pep Guardiola, condizionata dalle vicende del Manchester City. La nomina a fine giugno comporterebbe il rischio di sprecare mesi preziosi e due amichevoli prima della Nations League di settembre, motivo per cui un traghettatore ad interim è considerato una perdita di tempo poco funzionale a una vera ricostruzione. Roberto Mancini, che si libererà dall'Al-Sadd il 10 maggio, tornerebbe volentieri nonostante il precedente addio di Ferragosto, puntando su un ritorno al 4-3-3 con una difesa composta da Palestra, Scalvini, Buongiorno e Calafiori, un centrocampo con Locatelli, un regista come Fagioli o Ricci e Tonali come incursore, affidando l'attacco a Esposito, Kean e una scommessa come Vergara o il recupero di Zaniolo. Antonio Conte resta l'altro grande favorito, forte del ricordo di Euro 2016; per lui sarebbe necessario un accordo amichevole con De Laurentiis per liberarsi dal Napoli prima della scadenza del 2027. Tatticamente Conte potrebbe optare per il 3-4-2-1 con Gatti, Scalvini e Calafiori dietro, Palestra e Dimarco sugli esterni, Tonali e Barella o Fagioli in mediana, e la coppia Pisilli-Kean a supporto di Pio Esposito. Nella griglia di partenza, dietro ai due favoriti e al difficile Allegri, restano monitorati i profili di Inzaghi, Pioli e l'emergente Enzo Maresca, tecnico di respiro internazionale cresciuto alla scuola di Guardiola, ma ogni decisione definitiva spetterà alla nuova presidenza.
CorSera: i nomi per la panchina dell'Italia sono quelli di Roberto Mancini, che gradirebbe il ritorno, Antonio Conte, attualmente legato al Napoli, e Simone Inzaghi, nonostante il suo oneroso contratto in Arabia, mentre Massimiliano Allegri sembra intenzionato a restare al Milan. La linea della federazione appare chiara: per la ricostruzione servirà un profilo di grande esperienza e non ci sarà spazio per ulteriori esperimenti.
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