Il Milan pro 18 squadre. Serie A più autonoma stile Premier.

Michelons

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Però in Premier giocano mediamente anche un 6-7 partite in più (in totale, tra campionato e varie coppe nazionali) e il loro calcio non ne risente.
Mio parere personale che mi sarebbe sempre piaciuto veder applicato in serie A: la retrocessione diretta per l'ultima squadra in classifica e e i playout per le altre ultime 5-6 squadre.
Poi vediamo quale squadra potrà permettersi di fungere da squadra materasso della serie A senza rischiare di retrocedere in serie B....

Ah, ovviamente con il famoso paracadute dimezzato, in modo tale da non rendere conveniente neanche l'ipotetica retrocessione.
Ok, allora mettiamo anche i playoff scudetto e diventiamo come la pallavolo e la pallacanestro… ma dai… per me non esiste, se una squadra sta al comando tutto l’anno merita di vincere così come le squadre che stanno agli ultimi posti tutto il campionato meritano la retrocessione, stop
 
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Ok, allora mettiamo anche i playoff scudetto e diventiamo come la pallavolo e la pallacanestro… ma dai… per me non esiste, se una squadra sta al comando tutto l’anno merita di vincere così come le squadre che stanno agli ultimi posti tutto il campionato meritano la retrocessione, stop

Certo, infatti ho menzionato solo i playout per le ultime in classifica, non i playoff (playoff e playout che comunque esistono già nel calcio, vedi la serie B)
Con i playout difficilmente si assisterebbe a determinate partitelle di allenamento come quelle che vediamo in questi ultimi anni in serie A.
E tutte quelle squadre di centroclassifica che non hanno ambizioni europee si ritroverebbero costrette a correre (e non solo le ultime 3 in classifica) e a giocare sempre per ottenere un risultato positivo.
In questo modo si eviterebbe anche di assistere alle solite squadre che vanno in vacanza il 1° giorno di primavera e che falsano ancor di più il campionato.

Se lo scopo è rendere la serie A più competitiva, per me questa potrebbe essere una soluzione, mentre ridurre a 18 il numero delle squadre non cambierebbe di una virgola l'attuale situazione, dato che si troverebbero comunque le solite 2-3 squadre sfigatelle e tutto il resto rimarrà invariato.
 

Michelons

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Certo, infatti ho menzionato solo i playout per le ultime in classifica, non i playoff (playoff e playout che comunque esistono già nel calcio, vedi la serie B)
Con i playout difficilmente si assisterebbe a determinate partitelle di allenamento come quelle che vediamo in questi ultimi anni in serie A.
E tutte quelle squadre di centroclassifica che non hanno ambizioni europee si ritroverebbero costrette a correre (e non solo le ultime 3 in classifica) e a giocare sempre per ottenere un risultato positivo.
In questo modo si eviterebbe anche di assistere alle solite squadre che vanno in vacanza il 1° giorno di primavera e che falsano ancor di più il campionato.

Se lo scopo è rendere la serie A più competitiva, per me questa potrebbe essere una soluzione, mentre ridurre a 18 il numero delle squadre non cambierebbe di una virgola l'attuale situazione, dato che si troverebbero comunque le solite 2-3 squadre sfigatelle e tutto il resto rimarrà invariato.
D’accordo, però la serie b è un po’ diversa, innanzitutto le prime due sono promosse di diritto e poi non lo fanno per lo scudetto ma per accedere alla massima serie, e poi non credo che cambierebbe molto, alla fine si trovano a lottare per i play out le “solite 3 squadre sfigatelle” contro squadre che forse è vero che non hanno chissà che ambizioni ma più attrezzate a livello di rosa
 
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D’accordo, però la serie b è un po’ diversa, innanzitutto le prime due sono promosse di diritto e poi non lo fanno per lo scudetto ma per accedere alla massima serie, e poi non credo che cambierebbe molto, alla fine si trovano a lottare per i play out le “solite 3 squadre sfigatelle” contro squadre che forse è vero che non hanno chissà che ambizioni ma più attrezzate a livello di rosa

Più attrezzate (mica tanto) che però in una partita secca o con andata e ritorno rischierebbero comunque di lasciarci le penne e abbandonare la serie A.

Per dire, ad oggi un Sassuolo, un Monza, un Genoa sarebbero così tranquille da giocarsi la permanenza in serie A contro un udinese/salernitana/cagliari/?
Per me no, perchè comunque in quella partita secca (o comunque in due partite) potrebbe succedere di tutto e quindi per non rischiare le sabbie mobili farebbero di tutto per giocare ogni partita di campionato come fosse una finale (e quindi alzare anche il livello della serie A).
O almeno io la penso così.
Allo stato attuale la serie A è morta e sepolta (vedi le partite di sabato, con i due pareggi per 0-0 delle squadre di metà-bassa classifica) e servirebbe qualche elettroshock bello potente:asd:
 

KILPIN_91

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I 3 maggiori campionati (Serie A, Premier league, Liga) sono tutti a 20 squadre.
Non vedo perchè differenziarci in negativo come sempre.

Se le partite sono troppe per i "poveri calciatori", che si cominci a limitare le partite delle nazionali che tra europei, mondiali in culonia, nation league, amichevoli e cahate simili stanno rompendo 3/4 di minghia.
Piollo farebbe caxare anche con 10 squadre.
 
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Come riferito dal giornalista Giovanni Albanese, le tre big del calcio italiano, Milan, Juve e Inter nel corso dell'assemblea di oggi si sono schierate a favore della riforma della Serie A a 18 squadre.

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18 squadre e 4 retrocessioni sarebbe il top.
Oppure 3 retrocessioni dirette e spareggio della quart'ultima con la vincente dei playoff di B
 

numero 3

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Il vero motivo di chi vuole la serie a con 18 squadre è dividere la torta dei diritti tv tra meno società. Un favore alle big (l'ennesimo) a danno delle squadre di provincia, che avranno due posti in meno.

Rabbrividisco quando ci penso ma il Milan è retrocesso nell'annata 81 82 a 16 squadre, il campionato con poche partecipanti è molto più difficile. Nessuno può permettersi di sottovalutare nessuno
 

numero 3

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I 3 maggiori campionati (Serie A, Premier league, Liga) sono tutti a 20 squadre.
Non vedo perchè differenziarci in negativo come sempre.

Se le partite sono troppe per i "poveri calciatori", che si cominci a limitare le partite delle nazionali che tra europei, mondiali in culonia, nation league, amichevoli e cahate simili stanno rompendo 3/4 di minghia.

Il problema non è il numero di partite ma la qualità, Sassuolo Monza Genoa Torino quest'anno ma vale anche per Udinese Fiorentina e altre negli altri anni che a gennaio sono i un limbo di classifica che regalano punti a loro discrezione e abbassano il livello di pathos nelle partite, bisogna assolutamente evitare questa situazione, io farei addirittura 16 squadre.
 

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Come riferito dal giornalista Giovanni Albanese, le tre big del calcio italiano, Milan, Juve e Inter nel corso dell'assemblea di oggi si sono schierate a favore della riforma della Serie A a 18 squadre.

Tuttosport: torna la richiesta di una maggiore autonomia della Serie A dalla Figc sul modello della Premier League rispetto alla Football Association. Ma all’interno della massima divisione si è formato un blocco con le tre grandi del Nord unite da una richiesta: la diminuzione da 20 a 18 squadre delle partecipanti al campionato. Effetto di una riunione in mattinata tra i dirigenti di Juventus, Inter e Milan prima dell’assemblea di Lega al via alle 13.30. È un altro tema in agenda da tempo (secondo molti addetti ai lavori, indispensabile per aumentare l’equilibrio competitivo del campionato) che non è mai diventato realtà a causa delle resistenze dei club medio-piccoli che non vogliono correre il rischio di uscire dal grande giro dei diritti tv della Serie A. La proposta di bianconeri, nerazzurri e rossoneri può aprire subito una crepa nella volontà di contare di più rilanciata da Aurelio De Laurentiis e sostenuta da Claudio Lotito. Se manca l’accordo su uno degli elementi fondamentali, come il numero di partecipanti al campionato, non è facile fare altri passi avanti sulla compattezza delle linee da seguire. «Il sistema federale, così com’è, e il modello organizzativo, dove la Lega Serie A è collocata, non sono adeguati al raggiungimento degli obiettivi presenti. C’è quindi bisogno di andare verso una maggiore autonomia e capacità di determinazione delle scelte. Per questo l’assemblea ha deciso di iniziare un percorso per valutare soluzioni organizzative di maggior autonomia. Nella prossima assemblea si proseguirà su questa discussione per avere una versione finale del documento di riforme della Serie A, rimettendo al centro il ruolo della principale Lega professionistica italiana», spiega il presidente della Serie A Lorenzo Casini. La massima divisione vuole dire la sua su ogni argomento che la riguarda. Uno degli esempi è quello dell’indice di liquidità, introdotto dalla Figc contro la volontà di alcuni club, poi impugnato davanti alla giustizia amministrativa con un iter legale concluso con successo. Inoltre la Serie A vuole presentarsi in autonomia davanti al governo per avanzare richieste, come quelle sui nuovi stadi, senza sovrapposizioni con la Figc. Questa presa di posizione arriva a dieci giorni di distanza dalla visita del presidente Figc Gabriele Gravina in Via Rosellini per illustrare le sue proposte di riforma, a partire dall’aumento del peso della Serie A nell’assemblea federale ora fermo al 12%. La risposta di ieri va in un’altra direzione. Ma non bisogna dimenticare che la posizione di Juventus, Inter e Milan a favore di una Serie A con 18 squadre faceva parte del programma originario di Gravina.


maggiori introiti
Maggiore concordia c’è sugli argomenti economici. I club all’unanimità hanno approvato il cambiamento dello sponsor che dà il nome al campionato. Dalla prossima stagione non sarà più Serie A, ma Serie A EniLive, dal nome del ramo di mobilità sostenibile del colosso petrolifero, guidato dal 2005 al 2014 dal presidente del Milan, Paolo Scaroni. Tim aveva offerto 19 milioni a stagione (uno in più dell’attuale compenso) per rinnovare il contratto e prolungare il rapporto iniziato 25 anni fa. Eni si è spinta fino a 22 milioni (+20%) convincendo i club a cambiare per il prossimo triennio. La denominazione Serie A EniLive sarà valida in Italia. All’estero il nome del campionato sarà associato al Made in Italy dopo l’intesa dei mesi scorsi con l’Ice, l’agenzia del governo per il commercio estero, che pagherà 10 milioni all’anno alla Serie A. In totale quindi varrà 32 milioni a stagione, due in più di quanto ricava la Liga. L’assemblea, che ha ceduto i diritti tv esteri della Serie A in Sud America a Espn, ha anche rinnovato l’accordo con Frecciarossa per il “title sponsor” della Coppa Italia che passerà da 4,5 a 5,5 milioni a stagione per il triennio 2024-27. Il pieno di incassi economici non ha impedito di alzare la temperatura nei rapporti con la Figc.
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