Ibra: carica al Milan senza difesa. Aiuto a Pioli nella bufera.

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CorSera in edicola: nell’anno dello scudetto, il 2021-22, il Milan chiuse con 4 sconfitte e 31 gol subiti: quella difesa d’acciaio, la migliore del torneo, fu la chiave dell’impresa tricolore. Oggi, girata la boa della 25ª giornata, quindi con 13 partite ancora da giocare, le sconfitte sono già 5 e i gol subiti 31, che significa undicesima difesa del campionato, al pari del Monza e dietro al Genoa. Un confronto impietoso, che spiega alla perfezione perché a due terzi del campionato i rossoneri siano completamente tagliati fuori dalla corsa per il titolo. L’Inter capolista ha 11 punti in più e una gara in meno, ha perso una volta sola e subito 12 reti, ben 19 in meno. I numeri non dicono tutto, ma molto. E adesso inchiodano Pioli e il suo Diavolo alle proprie responsabilità. Perché con una difesa così non si va lontano. Thiaw non è ancora pronto. Theo Hernandez è incostante. Kjaer arranca. E anche Maignan non è ai livelli top dell’anno dello scudetto.

L’immagine più efficace è quella di un buco nero che inghiotte tutto, distruggendo tutto ciò che viene costruito. «Dobbiamo provare a segnare sempre un gol in più dell’avversario» diceva il tecnico rossonero qualche settimana fa per spiegare questa tendenza della sua squadra a sbilanciarsi troppo, ma la verità è che non sempre può andarti bene. I 9 risultati utili consecutivi degli ultimi due mesi (7 vittorie e due pareggi) avevano restituito certezze ed entusiasmo, ma la dolorosissima uscita di pista di Monza ha riportato alla mente i fantasmi dell’autunno. Dopo aver incassato la fiducia pubblica del patron Cardinale giusto un paio di giorni prima, con il 2-4 di domenica Pioli è tornato nel mirino dei tifosi che gli contestano — a ragione — il maxi turnover costato un primo tempo choc. La scelta di preservare molti titolari per il ritorno del playoff di Europa League di giovedì a Rennes, dove si partirà dall’incoraggiante 3-0 dell’andata, non ha pagato. E l’impressione è che il Monza sia stato sottovalutato. Il resto l’ha fatto il colossale flop dei riservisti, che hanno confermato come ci sia un Milan A e un Milan B: da Chukwueze a Jovic, le seconde scelte rendono solo a gara in corso, mentre deludono da titolari. Di positivo c’è che il tecnico rossonero dopo la disfatta non si è nascosto, ammettendo le proprie responsabilità («abbiamo sbagliato troppo») per iniziare a voltare pagina. Su una cosa ha ragione: una sconfitta non può e non deve rovinare il percorso dei due mesi precedenti. Serve però rialzare subito la testa, per evitare pericolosi contraccolpi. È proprio su questo aspetto che Ibrahimovic sta lavorando in queste ore. Appena finita la partita, domenica sera, Zlatan è sceso nello spogliatoio per dare la carica agli ex compagni. Giovedì in Bretagna (come già riferito ieri NDR) tornano i titolarissimi. Poi, domenica, lo scontro diretto con l’Atalanta in campionato. Vietato fallire

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—) Ordine:"Pioli, spogliatoio in mano. Ma per il futuro...".


—) Okafor, Chuku, Adli: che flop. Addio in estate? Jovic e co...


—) Ibra: carica al Milan senza difesa. Aiuto a Pioli nella bufera.


—) Milan: il turnover non funziona mai. E la difesa...


—) Scaroni assunto anche in Redbird. Ecco il ruolo.


—) Milan: chi arriva e chi parte. Zirkzee, Sesko e addio a un big?


—)
Pioli: l'EL unica via per restare. Conte, Motta... Cardinale si interroga.
 

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CorSera in edicola: nell’anno dello scudetto, il 2021-22, il Milan chiuse con 4 sconfitte e 31 gol subiti: quella difesa d’acciaio, la migliore del torneo, fu la chiave dell’impresa tricolore. Oggi, girata la boa della 25ª giornata, quindi con 13 partite ancora da giocare, le sconfitte sono già 5 e i gol subiti 31, che significa undicesima difesa del campionato, al pari del Monza e dietro al Genoa. Un confronto impietoso, che spiega alla perfezione perché a due terzi del campionato i rossoneri siano completamente tagliati fuori dalla corsa per il titolo. L’Inter capolista ha 11 punti in più e una gara in meno, ha perso una volta sola e subito 12 reti, ben 19 in meno. I numeri non dicono tutto, ma molto. E adesso inchiodano Pioli e il suo Diavolo alle proprie responsabilità. Perché con una difesa così non si va lontano. Thiaw non è ancora pronto. Theo Hernandez è incostante. Kjaer arranca. E anche Maignan non è ai livelli top dell’anno dello scudetto.

L’immagine più efficace è quella di un buco nero che inghiotte tutto, distruggendo tutto ciò che viene costruito. «Dobbiamo provare a segnare sempre un gol in più dell’avversario» diceva il tecnico rossonero qualche settimana fa per spiegare questa tendenza della sua squadra a sbilanciarsi troppo, ma la verità è che non sempre può andarti bene. I 9 risultati utili consecutivi degli ultimi due mesi (7 vittorie e due pareggi) avevano restituito certezze ed entusiasmo, ma la dolorosissima uscita di pista di Monza ha riportato alla mente i fantasmi dell’autunno. Dopo aver incassato la fiducia pubblica del patron Cardinale giusto un paio di giorni prima, con il 2-4 di domenica Pioli è tornato nel mirino dei tifosi che gli contestano — a ragione — il maxi turnover costato un primo tempo choc. La scelta di preservare molti titolari per il ritorno del playoff di Europa League di giovedì a Rennes, dove si partirà dall’incoraggiante 3-0 dell’andata, non ha pagato. E l’impressione è che il Monza sia stato sottovalutato. Il resto l’ha fatto il colossale flop dei riservisti, che hanno confermato come ci sia un Milan A e un Milan B: da Chukwueze a Jovic, le seconde scelte rendono solo a gara in corso, mentre deludono da titolari. Di positivo c’è che il tecnico rossonero dopo la disfatta non si è nascosto, ammettendo le proprie responsabilità («abbiamo sbagliato troppo») per iniziare a voltare pagina. Su una cosa ha ragione: una sconfitta non può e non deve rovinare il percorso dei due mesi precedenti. Serve però rialzare subito la testa, per evitare pericolosi contraccolpi. È proprio su questo aspetto che Ibrahimovic sta lavorando in queste ore. Appena finita la partita, domenica sera, Zlatan è sceso nello spogliatoio per dare la carica agli ex compagni. Giovedì in Bretagna (come già riferito ieri NDR) tornano i titolarissimi. Poi, domenica, lo scontro diretto con l’Atalanta in campionato. Vietato fallire

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—)
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