Furlani: obiettivo D'Amico. Allegri in bilico: c'è Italiano.

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Il CorSport in edicola conferma tutte le news ampiamente riferite e aggiunge: a distanza di un anno esatto, il Milan si ritrova in una situazione ciclica e paradossale: mentre la squadra è impegnata sul campo per raggiungere la qualificazione in Champions League — obiettivo vitale che ricalca la corsa europea della passata stagione — all'interno della società si consuma una vera e propria lotta di potere per ridefinire gli assetti dirigenziali. Al centro della tempesta si trova l'amministratore delegato Furlani, la cui posizione è tutt'altro che salda a causa del forte malcontento della tifoseria, che lo vede come il principale colpevole dei recenti insuccessi; tuttavia, una sua eventuale permanenza, legata principalmente a logiche di bilancio, innescherebbe un effetto domino sulle altre cariche sportive. In questo scenario di incertezza, il direttore sportivo Igli Tare appare già prossimo all'addio dopo una sola stagione, non tanto per demeriti professionali quanto per una totale mancanza di sintonia con il resto del management. Per sostituirlo emerge con forza il profilo di Tony D'Amico, da tempo stimato da Furlani e fresco di svincolo dall'Atalanta, il quale porterebbe con sé nuove prospettive anche per la panchina. Il destino dell'allenatore Allegri resta infatti indissolubilmente legato sia ai risultati sportivi che alla conferma degli attuali vertici societari; qualora dovesse verificarsi un cambio tecnico, il nome prescelto da D'Amico sarebbe quello di Italiano, attuale tecnico del Bologna già cercato dai rossoneri in passato, chiudendo così un cerchio di trattative e tensioni che sembra riportare il club costantemente al punto di partenza.

CorSera: il Milan attraversa un momento di profonda crisi, schiacciato tra la paura di perdere il treno Champions e un clima di contestazione che minaccia di esplodere a San Siro prima del match contro l’Atalanta. La sconfitta shock contro il Sassuolo ha ridotto a soli tre punti il vantaggio sulla Roma quinta in classifica, mettendo a rischio i 100 milioni di euro garantiti dall'Europa che conta e acuendo la frustrazione dei tifosi, esasperati dallo scudetto vinto dall'Inter e da una gestione societaria che privilegia il bilancio rispetto ai risultati sportivi. In questo scenario di estrema tensione, il futuro di tutti è in bilico: il tecnico Allegri, pur ribadendo la sua volontà di restare e difendere il DNA vincente del club, sa che senza l'obiettivo minimo la sua permanenza è tutt'altro che certa, con l'ombra di Vincenzo Italiano che torna a farsi sentire, così come quella di Tony D’Amico per il ruolo di direttore sportivo in caso di addio di Igli Tare. Per la sfida decisiva contro i bergamaschi, Allegri medita scelte drastiche, come l'esclusione di un Leao ormai lontano dal progetto e prossimo alla cessione, per dare spazio all'enigmatico Gimenez al fianco di Pulisic, entrambi chiamati a riscattarsi anche in vista dei Mondiali. La squadra appare in tilt atletico e mentale, con una sola vittoria nelle ultime cinque gare, e deve fare i conti con l'assenza pesante di Modric, fermo per un'operazione allo zigomo e destinato a non rientrare prima della fine del campionato. Nonostante le difficoltà e le grane interne, il destino resta nelle mani dei rossoneri, ai quali mancano sei punti per la certezza matematica da conquistare contro Atalanta, Genoa e Cagliari. Dall'altra parte, anche l'Atalanta vive una stagione deludente sotto la guida di Palladino, con l'obiettivo Conference League da agganciare in extremis per salvare un'annata partita male con la gestione Juric e caratterizzata da voci di mercato che vedono Giuntoli possibile nuovo ds orobico a giugno.

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CorSera: il Milan attraversa un momento di profonda crisi, schiacciato tra la paura di perdere il treno Champions e un clima di contestazione che minaccia di esplodere a San Siro prima del match contro l’Atalanta. La sconfitta shock contro il Sassuolo ha ridotto a soli tre punti il vantaggio sulla Roma quinta in classifica, mettendo a rischio i 100 milioni di euro garantiti dall'Europa che conta e acuendo la frustrazione dei tifosi, esasperati dallo scudetto vinto dall'Inter e da una gestione societaria che privilegia il bilancio rispetto ai risultati sportivi. In questo scenario di estrema tensione, il futuro di tutti è in bilico: il tecnico Allegri, pur ribadendo la sua volontà di restare e difendere il DNA vincente del club, sa che senza l'obiettivo minimo la sua permanenza è tutt'altro che certa, con l'ombra di Vincenzo Italiano che torna a farsi sentire, così come quella di Tony D’Amico per il ruolo di direttore sportivo in caso di addio di Igli Tare. Per la sfida decisiva contro i bergamaschi, Allegri medita scelte drastiche, come l'esclusione di un Leao ormai lontano dal progetto e prossimo alla cessione, per dare spazio all'enigmatico Gimenez al fianco di Pulisic, entrambi chiamati a riscattarsi anche in vista dei Mondiali. La squadra appare in tilt atletico e mentale, con una sola vittoria nelle ultime cinque gare, e deve fare i conti con l'assenza pesante di Modric, fermo per un'operazione allo zigomo e destinato a non rientrare prima della fine del campionato. Nonostante le difficoltà e le grane interne, il destino resta nelle mani dei rossoneri, ai quali mancano sei punti per la certezza matematica da conquistare contro Atalanta, Genoa e Cagliari. Dall'altra parte, anche l'Atalanta vive una stagione deludente sotto la guida di Palladino, con l'obiettivo Conference League da agganciare in extremis per salvare un'annata partita male con la gestione Juric e caratterizzata da voci di mercato che vedono Giuntoli possibile nuovo ds orobico a giugno.
 

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CorSera: il Milan attraversa un momento di profonda crisi, schiacciato tra la paura di perdere il treno Champions e un clima di contestazione che minaccia di esplodere a San Siro prima del match contro l’Atalanta. La sconfitta shock contro il Sassuolo ha ridotto a soli tre punti il vantaggio sulla Roma quinta in classifica, mettendo a rischio i 100 milioni di euro garantiti dall'Europa che conta e acuendo la frustrazione dei tifosi, esasperati dallo scudetto vinto dall'Inter e da una gestione societaria che privilegia il bilancio rispetto ai risultati sportivi. In questo scenario di estrema tensione, il futuro di tutti è in bilico: il tecnico Allegri, pur ribadendo la sua volontà di restare e difendere il DNA vincente del club, sa che senza l'obiettivo minimo la sua permanenza è tutt'altro che certa, con l'ombra di Vincenzo Italiano che torna a farsi sentire, così come quella di Tony D’Amico per il ruolo di direttore sportivo in caso di addio di Igli Tare. Per la sfida decisiva contro i bergamaschi, Allegri medita scelte drastiche, come l'esclusione di un Leao ormai lontano dal progetto e prossimo alla cessione, per dare spazio all'enigmatico Gimenez al fianco di Pulisic, entrambi chiamati a riscattarsi anche in vista dei Mondiali. La squadra appare in tilt atletico e mentale, con una sola vittoria nelle ultime cinque gare, e deve fare i conti con l'assenza pesante di Modric, fermo per un'operazione allo zigomo e destinato a non rientrare prima della fine del campionato. Nonostante le difficoltà e le grane interne, il destino resta nelle mani dei rossoneri, ai quali mancano sei punti per la certezza matematica da conquistare contro Atalanta, Genoa e Cagliari. Dall'altra parte, anche l'Atalanta vive una stagione deludente sotto la guida di Palladino, con l'obiettivo Conference League da agganciare in extremis per salvare un'annata partita male con la gestione Juric e caratterizzata da voci di mercato che vedono Giuntoli possibile nuovo ds orobico a giugno.
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Ruuddil23

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Io posso capire mettere in discussione Allegri se non arriva quarto, anche se questa squadra per tanti motivi è da sesto posto, l'anno scorso è arrivata ottava per via di allenatori sbagliati ed è stata ulteriormente indebolita con il mercato.
Ma come fai a cercare Italiano? Non è un cattivo allenatore, ma uno che fa due campionati mediocri col Bologna, seppur meno forte di quello allenato da Motta, vince una coppa Italia regalata da Conceicao e Jovic, prende imbarcate in EL, come può essere da Milan? Anche per questo schifo di Milan che ci stanno propinando...Allegri, Spalletti o Conte in fase calante ma vecchie volpi... oppure Fabregas, incognita ma in fase ascendente, al limite mi aspetto questi, non Italiano o De Zerbi che si sono bloccati.
 

Mika

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Io posso capire mettere in discussione Allegri se non arriva quarto, anche se questa squadra per tanti motivi è da sesto posto, l'anno scorso è arrivata ottava per via di allenatori sbagliati ed è stata ulteriormente indebolita con il mercato.
Ma come fai a cercare Italiano? Non è un cattivo allenatore, ma uno che fa due campionati mediocri col Bologna, seppur meno forte di quello allenato da Motta, vince una coppa Italia regalata da Conceicao e Jovic, prende imbarcate in EL, come può essere da Milan? Anche per questo schifo di Milan che ci stanno propinando...Allegri, Spalletti o Conte in fase calante ma vecchie volpi... oppure Fabregas, incognita ma in fase ascendente, al limite mi aspetto questi, non Italiano o De Zerbi che si sono bloccati.
Perché sanno che non vinciamo sicuramente. L'obbiettivo loro è non vincere. E poi non siamo più il Milan. E' rimasto solo il nome e la storia. Tempo dieci anni così è saremo come il Torino o il Bologna che hanno solo la storia e basta e la tiferanno solo a Milano e provincia qualche nipote o figli di milanisti. Mentre tutto il resto tiferanno Inter o Juventus.
 
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Il CorSport in edicola conferma tutte le news ampiamente riferite e aggiunge: a distanza di un anno esatto, il Milan si ritrova in una situazione ciclica e paradossale: mentre la squadra è impegnata sul campo per raggiungere la qualificazione in Champions League — obiettivo vitale che ricalca la corsa europea della passata stagione — all'interno della società si consuma una vera e propria lotta di potere per ridefinire gli assetti dirigenziali. Al centro della tempesta si trova l'amministratore delegato Furlani, la cui posizione è tutt'altro che salda a causa del forte malcontento della tifoseria, che lo vede come il principale colpevole dei recenti insuccessi; tuttavia, una sua eventuale permanenza, legata principalmente a logiche di bilancio, innescherebbe un effetto domino sulle altre cariche sportive. In questo scenario di incertezza, il direttore sportivo Igli Tare appare già prossimo all'addio dopo una sola stagione, non tanto per demeriti professionali quanto per una totale mancanza di sintonia con il resto del management. Per sostituirlo emerge con forza il profilo di Tony D'Amico, da tempo stimato da Furlani e fresco di svincolo dall'Atalanta, il quale porterebbe con sé nuove prospettive anche per la panchina. Il destino dell'allenatore Allegri resta infatti indissolubilmente legato sia ai risultati sportivi che alla conferma degli attuali vertici societari; qualora dovesse verificarsi un cambio tecnico, il nome prescelto da D'Amico sarebbe quello di Italiano, attuale tecnico del Bologna già cercato dai rossoneri in passato, chiudendo così un cerchio di trattative e tensioni che sembra riportare il club costantemente al punto di partenza.

CorSera: il Milan attraversa un momento di profonda crisi, schiacciato tra la paura di perdere il treno Champions e un clima di contestazione che minaccia di esplodere a San Siro prima del match contro l’Atalanta. La sconfitta shock contro il Sassuolo ha ridotto a soli tre punti il vantaggio sulla Roma quinta in classifica, mettendo a rischio i 100 milioni di euro garantiti dall'Europa che conta e acuendo la frustrazione dei tifosi, esasperati dallo scudetto vinto dall'Inter e da una gestione societaria che privilegia il bilancio rispetto ai risultati sportivi. In questo scenario di estrema tensione, il futuro di tutti è in bilico: il tecnico Allegri, pur ribadendo la sua volontà di restare e difendere il DNA vincente del club, sa che senza l'obiettivo minimo la sua permanenza è tutt'altro che certa, con l'ombra di Vincenzo Italiano che torna a farsi sentire, così come quella di Tony D’Amico per il ruolo di direttore sportivo in caso di addio di Igli Tare. Per la sfida decisiva contro i bergamaschi, Allegri medita scelte drastiche, come l'esclusione di un Leao ormai lontano dal progetto e prossimo alla cessione, per dare spazio all'enigmatico Gimenez al fianco di Pulisic, entrambi chiamati a riscattarsi anche in vista dei Mondiali. La squadra appare in tilt atletico e mentale, con una sola vittoria nelle ultime cinque gare, e deve fare i conti con l'assenza pesante di Modric, fermo per un'operazione allo zigomo e destinato a non rientrare prima della fine del campionato. Nonostante le difficoltà e le grane interne, il destino resta nelle mani dei rossoneri, ai quali mancano sei punti per la certezza matematica da conquistare contro Atalanta, Genoa e Cagliari. Dall'altra parte, anche l'Atalanta vive una stagione deludente sotto la guida di Palladino, con l'obiettivo Conference League da agganciare in extremis per salvare un'annata partita male con la gestione Juric e caratterizzata da voci di mercato che vedono Giuntoli possibile nuovo ds orobico a giugno.

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È incredibile che a questo incapace sia concesso ogni anno di rinnegare le sue stesse scelte, ribaltare tutto e fare l'ennesima rivoluzione restando impunito.
In qualsiasi azienda al mondo sarebbe stato cacciato a calci nel sedere.
 
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È incredibile che a questo incapace sia concesso ogni anno di rinnegare le sue stesse scelte, ribaltare tutto e fare l'ennesima rivoluzione restando impunito.
In qualsiasi azienda al mondo sarebbe stato cacciato a calci nel sedere.
Può mettere anche dio come ds ,tanto poi non lo fa lavorare.
Tare un mercato nemmeno l'ha fatto.
 
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Parafulmine che arrivano e parafulmine che vanno, ogni anno è così.
Che schifo di società
 
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