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GDS: il Milan sta attraversando una profonda crisi realizzativa che emerge con prepotenza dai dati del girone di ritorno, dove la squadra ha collezionato appena 16 reti in altrettante partite, posizionandosi come il tredicesimo attacco della Serie A in questa fase della stagione. Nelle ultime cinque sfide il bilancio è ancora più magro, con un solo gol segnato dal centrocampista Adrien Rabiot, che paradossalmente risulta essere il miglior marcatore della squadra in questa frazione di campionato con tre centri totali. La crisi appare evidente soprattutto osservando il digiuno degli attaccanti: l'ultima rete siglata da una punta risale al primo marzo con Rafa Leao a Cremona, e da allora è trascorso un digiuno di oltre due mesi. Il confronto con il girone d'andata è impietoso, poiché nella prima parte di stagione il tridente composto da Pulisic, Leao e Nkunku aveva garantito 18 dei 32 gol complessivi, con un'incidenza superiore al 56%, mentre nel ritorno l'intero reparto offensivo — nonostante l'innesto di Füllkrug a gennaio — è fermo a sole 5 reti, pari al 31,2% del totale. In particolare, Christian Pulisic è ancora a secco nel 2026, mentre Füllkrug ha trovato la via del gol in una sola occasione. Tuttavia, come sottolineato dal difensore Matteo Gabbia, le responsabilità non possono essere attribuite esclusivamente agli attaccanti, poiché è l'intera produzione offensiva della formazione di Massimiliano Allegri ad essere crollata. Nelle ultime cinque partite il Milan ha prodotto appena nove tiri in porta e una media di meno di dieci conclusioni totali a incontro, segnali di una manovra che fatica enormemente a servire le punte e a creare occasioni pericolose, indipendentemente dalla presenza simultanea dei suoi uomini migliori in campo.