Edicola: disastro Milan. Addio CL. Tutti a rischio.

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Repubblica: la stagione del Milan si conclude con un autentico psicodramma collettivo che spegne definitivamente il sogno della qualificazione in Champions League, svanita all'ultima giornata di campionato davanti al proprio pubblico di San Siro contro un Cagliari già salvo e guidato da Pisacane. I rossoneri, ai quali sarebbe bastato anche un pareggio per difendere la propria posizione, sono stati invece sconfitti per 2-1 dai sardi al termine di una prestazione tremenda in cui l'estremo difensore Mike Maignan è stato l'unico a salvarsi, evitando un passivo ancora più pesante. Eppure la serata si era aperta sotto i migliori auspici grazie al gol del momentaneo vantaggio siglato dopo soli due minuti da Saelemaekers, abile a inserirsi nella difesa avversaria sfruttando una sponda aerea di Gimenez; tuttavia la squadra sarda non si è disunita e ha preso progressivamente in mano il pallino del gioco grazie alla fisicità di Borrelli e alle giocate di Esposito, trovando il pareggio già al ventesimo minuto proprio con Borrelli, che ha anticipato Gimenez e Gabbia trafiggendo Maignan. Da quel momento il Milan si è sgonfiato sotto il peso della pressione e della paura, sprecando soltanto un paio di chance con Nkunku e con lo stesso Gimenez prima di rientrare negli spogliatoi tra i sonori fischi del Meazza. Nella ripresa il copione non è cambiato e il Cagliari ha trovato persino la rete del raddoppio con Rodriguez; a nulla sono valse le contromisure tattiche di Massimiliano Allegri, che ha tentato il tutto per tutto modificando l'assetto prima in un 4-3-3 e poi in un 4-2-3-1, inserendo forze fresche dalla panchina come Pulisic, Modric, Füllkrug e Leao. Il forcing finale del Diavolo non ha prodotto occasioni concrete, mentre il Cagliari ha continuato a rendersi pericoloso in contropiede con lo scatenato Palestra, legittimando una vittoria che estromette i rossoneri dalle prime quattro posizioni della classifica proprio sul traguardo, una situazione in cui la squadra non si trovava addirittura dalla quarta giornata di campionato. Questo crollo finale ha in realtà origini lontane e fotografa un girone di ritorno disastroso in cui il Milan ha collezionato appena 28 punti in 19 partite, subendo sette sconfitte, segnando 21 gol e incassandone 20, un cammino che lo vedrebbe al nono posto prendendo in esame solo la seconda parte del torneo. Il verdetto del campo innescherà ora una profonda rivoluzione estiva sia all'interno della rosa sia nei quadri dirigenziali, considerando che il patron Gerry Cardinale, presente ieri allo stadio dopo aver pranzato con Ibrahimovic e Calvelli, aveva già definito la mancata qualificazione un fallimento inaccettabile. La durissima contestazione della tifoseria organizzata, iniziata prima del fischio d'inizio e deflagrata al termine del match, ha preso di mira quasi l'intero organigramma societario invocandone l'allontanamento in blocco: nel mirino degli ultrà sono finiti l'amministratore delegato Giorgio Furlani, ormai prossimo all'addio, il direttore tecnico Geoffrey Moncada, il presidente Paolo Scaroni, lo stesso Zlatan Ibrahimovic e infine la proprietà rappresentata da Cardinale, salvando di fatto dalle critiche soltanto l'allenatore Allegri e il direttore sportivo Igli Tare.
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CorSport: Milan, il disastro è completo. La partita finale di campionato si trasforma in un vero e proprio disastro per il Milan, che fallisce clamorosamente la qualificazione in Champions League venendo sconfitto in casa per 1-2 dal Cagliari, una squadra già salva e senza più obiettivi di classifica. I rossoneri si sciolgono sotto il peso della pressione, della tensione e della paura, risentendo pesantemente delle voci e delle indiscrezioni societarie sui ribaltoni interni che hanno tormentato la vigilia e l'intera settimana. L'allenatore Massimiliano Allegri non riesce a trasmettere la necessaria serenità a un gruppo apparso privo di idee di gioco per tutto il girone di ritorno. Eppure l'avvio di gara sembrava aver spianato la strada ai padroni di vista: dopo soli due minuti di gioco, il Milan sblocca il risultato grazie a un lancio lungo di Tomori, una sponda aerea di Gimenez e il conseguente inserimento vincente di Saelemaekers, freddo nel battere Caprile con un diagonale sul palo lungo. Invece di gestire o incrementare il vantaggio, il Milan si ritira inspiegabilmente nella propria metà campo regalando il pallino del gioco a un Cagliari leggero di testa e abile nel palleggio. Gli ospiti prendono campo e, dopo una grande parata di Maignan su una conclusione a giro di Gaetano, trovano il pareggio al ventesimo minuto sugli sviluppi del calcio d'angolo successivo, quando Mina spizza la sfera e Borrelli anticipa un disattento Gabbia insaccando l'1-1. Il gol subito non scuote il Milan, che anzi si innervosisce come dimostra un brutto fallo di Tomori su Esposito e continua a palesare gravi amnesie difensive, tra cui un'uscita a vuoto di Maignan, venendo accompagnato negli spogliatoi dai pesanti fischi del pubblico. La situazione peggiora ulteriormente nei primi minuti della ripresa. Al dodicesimo minuto il Cagliari raddoppia sfruttando un calcio di punizione calciato dalla destra da Gaetano: la difesa rossonera è ancora una volta distratta, Borrelli rimette il pallone al centro e Juan Rodriguez anticipa Fofana firmando l'1-2 finale. Con le notizie negative provenienti dagli altri campi che complicano ulteriormente lo scenario, Allegri tenta il tutto per tutto ridisegnando la squadra con un assetto ultra-offensivo: dopo l'ingresso di Pulisic a inizio secondo tempo, inserisce contemporaneamente Fullkrug, Athekame e Modric, seguiti poco dopo da Leao per passare a un definitivo 4-2-3-1. La mossa disperata produce tuttavia solo una grande confusione agonistica e priva di lucidità; è anzi il Cagliari ad andare ripetutamente vicino al gol del 3-1, sventato solo dagli interventi di Maignan. Al fischio finale San Siro contesta duramente la squadra, che chiude la stagione retrocedendo in Europa League. Nel commento alla partita viene evidenziato come questo crollo all'ultimo chilometro confermi la fragilità caratteriale e il temperamento debole di questo gruppo, che già nella passata stagione si era complicato la vita uscendo ai play-off di Champions con il Feyenoord per poi fallire i quarti di Europa League con la Roma e la finale di Coppa Italia contro l'Inter. Le amnesie a centrocampo di Jashari e i limiti tecnici di Ricci hanno pesato in assenza della guida spirituale di Modric, mentre l'attacco ha fatto registrare l'ennesimo flop con Leao e Pulisic a secco, in linea con un trend casalingo deficitario nel 2026 che ha visto il Milan vincere solo tre volte a San Siro contro Lecce, Verona e Torino. Nonostante il sostegno incessante della Curva Sud, che ha cantato fino all'ultimo istante dimenticando la contestazione iniziale, il Milan e lo staff tecnico di Allegri escono ridimensionati e malconci dalla serata. Dal punto di vista arbitrale, la moviola promuove la direzione di personalità di Guida, giudicando regolare la posizione di Saelemaekers sul gol del vantaggio e ritenendo corretta la convalida dell'1-2 del Cagliari, in quanto non vi è alcuna certezza di un tocco di braccio punibile da parte di Borrelli.
Prima di tutto complimenti al Cagliari, che ha strameritato la vittoria, e poi alcune considerazioni a caldo.
Senza CL ci saranno meno soldi da spartire con procuratori amici e club targati USA, significa semplicemente che arriverà un Nkunku in meno, perché chi pensa che con la CL avrebbero fatto un mercato assennato per rinforzare la squadra ha le fette di salame sugli occhi.
Ovviamente venderanno il vendibile per fare cassa, ma lo hanno sempre fatto. Tonali fu ceduto con il Milan saldamente in CL, quindi la storiella che senza CL si devono vendere i giocatori migliori non me la bevo, è un’offesa all’intelligenza del tifoso milanista.

Ultima cosa, ed è quella che mi diverte di più, è che i mentecatti che ci gestiscono saranno nel panico totale, zero idee, se non quella di fare cassa vendendo giocatori. Con il problema che l’EL costringe comunque ad avere una rosa più ampia, e che depauperare ulteriormente la squadra non permetterà la qualificazione alla CL neppure la prossima stagione.
Dalla cacciata di Maldini, con una squadra sana, forte e in ascesa, al disastro totale dopo 4 anni di gestione da parte di totali incapaci.
 
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Resta IBRA pazzesco.
Da quando è arrivato solo caos, ottavo posto, sesto posto e senza coppe
Questo oggi è il Milan
 
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io son convinto che nel giro di 2 anni Cardinale ci porta in B
Se qualcuno mi promettesse che è il prezzo da pagare per liberarci di sta gente firmo col sangue.
Nel giro di qualche anno siamo passati dalla B all'era Berlusconi, e non sono certo che senza i disastri di Farina saremmo finiti a diventare quel che poi siamo gloriosamente diventati.
 
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