Edicola: colpo Milan. Pioli riparte. Finale caos.

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I quotidiani in edicola sulla vittoria del Milan contro la Lazio

GDS: colpo da Diavolo. Il Milan riparte vincendo in casa della Lazio. Decisivo un gol di Okafor al minuto 88. Rossoneri a -1 dalla Juve. Sarri chiude con tre espulsi. Rissa finale. Tre punti a casa Lazio. Tre punti non belli, anzi brutti, sporchi e cattivi, con tanto di rissa da strada al triplice fischio, ma tre punti che cementano la postazione Champions e mettono pressione alla Juve per il secondo posto. Ora la Signora è a più uno sui rossoneri e domani dovrà vedersela con il Napoli rianimato da Calzona. Tre punti per il Milan e tre espulsioni per la Lazio, dimostrazione di come la gara sia sfuggita al controllo dell’arbitro Di Bello da Brindisi. Ai tre rossi, due dei quali in coda al match, vanno aggiunti otto gialli ai giocatori e quando i cartellini esondano, vuol dire che il direttore di gara non è stato capace di dirigere. Il Milan ha vinto grazie a un gol di Okafor all’88’, dopo 32 minuti di superiorità numerica, in 11 contro 10 Una fatica del Diavolo per avere ragione di una Lazio che il meglio l’ha dato quando si è ritrovata sotto di un uomo: paradossi “sarriani”. Lo spettacolo non è stato esaltante né educativo, ma il calcio non è una scuola Montessori. Dato interessante e significativo: nei cinque campionati top d’Europa, il Milan è la squadra che ha segnato più gol con giocatori subentrati, come Okafor ieri sera. Sono già 13 reti di “riserva”, segno che la rosa ha dei valori: forse si poteva fare di più, sia in Champions sia in campionato.

Tuttosport: Milan, vittoria da Diavoli rossi. È l'uomo della Provvidenza, e non soltanto per il nome di battesimo. Noah Okafor decide un Lazio-Milan spigoloso come non mai. Guardate il tabellino, i padroni di casa hanno chiuso in otto contro undici. Lo svizzero entra al 26' st per uno spento Adli e per una squadra a trazione anteriore. Ovvio farlo, contro un'avversaria già in dieci per il doppio giallo a Pellegrini. Sul primo tentativo arriva in ritardo di un amen su invito di Reijnders - altro ingresso quantomai opportuno -, sul secondo punisce Provedel di sinistro, dopo che il portiere aveva annullato una prima conclusione dell'attaccante imbeccato da Leao e finalmente cercato nel secondo tempo dai suoi. Per Okafor è il quinto gol di stagione, una risposta a chi metteva in dubbio le qualità della rosa, tra addetti ai lavori e abituali beninformati. Cinque gol che sono arrivati in altrettante vittorie rossonere: non solo portafortuna, ma bravo a decidere a match in corso.

Il CorSport polemico.
Il Diavolo è di Bello. Con tre rossi travolge la Lazio. Lo sfondamento di Leao e la sentenza di Okafor dopo la respinta di Provedel e il salvataggio di Gila. All’ultimo e disperato assalto, il Milan ha gelato l’Olimpico. E’ finita male, anzi malissimo, in rissa. L’arbitraggio disastroso di Di Bello ha contribuito a far saltare i nervi ai laziali. Nel recupero, a giochi fatti, espulsi anche Marusic e Guendouzi. La Lazio ha finito in 8. Tre cartellini rossi. Luca Pellegrini aveva lasciato in dieci i suoi compagni al dodicesimo della ripresa. Un’ingenuità alla resa dei conti decisiva perché la squadra di Sarri non meritava di perdere. Per sessanta minuti è stata superiore al Milan, ha dimostrato coraggio e ordine tattico quando è rimasta in inferiorità e nell’analisi non può essere trascurato il rigore non concesso in avvio a Castellanos, steso da Maignan. L’episodio pesa in modo enorme, avrebbe potuto cambiare lo sviluppo di una partita giocata sul fi lo. Il Milan ha ridotto le distanze dalla Juve. La Lazio rimane lontanissima dalla Champions, ma dopo il ko del Franchi ha reagito e andrà a Monaco di Baviera a giocarsela con il Bayern.

CorSera: la coda del Diavolo. Ancora una volta. Come a Udine, come a Frosinone. Il momento chiave è l’88’, quando il neoentrato Okafor spedisce al tappeto la Lazio con un piattone vincente da due passi, a chiudere l’ennesimo assalto della ripresa alla porta di Provedel, la stessa dell’iconico gol di Tonali che nel 2022 aprì la strada verso lo scudetto rossonero. Quinta rete stagionale per l’aggiustatutto svizzero, il riservista già decisivo in Friuli nel 3-2 a 93’, buttato dentro pochi minuti prima da Pioli come carta della disperazione, mentre l’Olimpico è un saloon. Il Milan (la squadra che ha segnato più gol con i subentrati in tutta Europa, 13) tira un sospiro di sollievo in fondo a una serata difficile, nella quale forse non avrebbe meritato di vincere, ma che gli permette di mettere fine al blackout di tre gare senza successi. Dopo le parole forti di Cardinale al forum del Financial Times («Tutto deve cambiare, anzi evolvere»), serviva una reazione. E alla fine è arrivata, almeno nel risultato. La Lazio ha chiuso in 8, per i rossi nella ripresa a Pellegrini, Marusic e Guendouzi, gli ultimi due nel recupero. I biancocelesti restano inchiodati a -8 dal 4° posto. La furia di Lotito contro l’abitro Di Bello: «Limite oltrepassato, qui manca l’affidabilità del sistema, si deve vincere per merito. Ci faremo valere nelle sedi preposte»

Il Giornale: Milan, rissa da tre punti: al culmine di un assedio finale, il Milan ritrova la via del successo in viaggio grazie alla stoccata di Okafor, una delle risorse a disposizione della panchina e con coraggio spedito da Pioli in mischia al posto di un centrocampista con la Lazio ridotta prima in 10, poi nel recupero in 8 per il rosso diretto a Marusic e Guendouzi (forse eccessivo). Deve tutto o quasi alla prima espulsione di Pellegrini: in parità numerica mai ammirato né il gioco dei rossoneri, apprezzata invece la morsa preparata da Sarri. Okafor è un vecchio cliente della Lazio, firmò un sigillo anche all’andata. Questo vale molto di più e forse serve anche per far dimenticare il ciclone delle dichiarazioni di Cardinale a poche ore dalla partita.


Altre news di giornata:


—) Pagelle quotidiani Lazio - Milan 0-1. 2 marzo.


—) Capello:"Ibra, un solo dubbio. Pioli e il mercato...".


—) Moviola quotidiani Lazio - Milan 0-1.


—) Cardinale: il prestito da 550 mln e il ruolo di Singer.


—) Okafor: nessuno come lui. Milan record gol dalla panchina.


—) Edicola: colpo Milan. Pioli riparte. Finale caos.
 

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In aggiornamento

Tuttosport: Milan, vittoria da Diavoli rossi. È l'uomo della Provvidenza, e non soltanto per il nome di battesimo. Noah Okafor decide un Lazio-Milan spigoloso come non mai. Guardate il tabellino, i padroni di casa hanno chiuso in otto contro undici. Lo svizzero entra al 26' st per uno spento Adli e per una squadra a trazione anteriore. Ovvio farlo, contro un'avversaria già in dieci per il doppio giallo a Pellegrini. Sul primo tentativo arriva in ritardo di un amen su invito di Reijnders - altro ingresso quantomai opportuno -, sul secondo punisce Provedel di sinistro, dopo che il portiere aveva annullato una prima conclusione dell'attaccante imbeccato da Leao e finalmente cercato nel secondo tempo dai suoi. Per Okafor è il quinto gol di stagione, una risposta a chi metteva in dubbio le qualità della rosa, tra addetti ai lavori e abituali beninformati. Cinque gol che sono arrivati in altrettante vittorie rossonere: non solo portafortuna, ma bravo a decidere a match in corso.
 

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CorSera: la coda del Diavolo. Ancora una volta. Come a Udine, come a Frosinone. Il momento chiave è l’88’, quando il neoentrato Okafor spedisce al tappeto la Lazio con un piattone vincente da due passi, a chiudere l’ennesimo assalto della ripresa alla porta di Provedel, la stessa dell’iconico gol di Tonali che nel 2022 aprì la strada verso lo scudetto rossonero. Quinta rete stagionale per l’aggiustatutto svizzero, il riservista già decisivo in Friuli nel 3-2 a 93’, buttato dentro pochi minuti prima da Pioli come carta della disperazione, mentre l’Olimpico è un saloon. Il Milan (la squadra che ha segnato più gol con i subentrati in tutta Europa, 13) tira un sospiro di sollievo in fondo a una serata difficile, nella quale forse non avrebbe meritato di vincere, ma che gli permette di mettere fine al blackout di tre gare senza successi. Dopo le parole forti di Cardinale al forum del Financial Times («Tutto deve cambiare, anzi evolvere»), serviva una reazione. E alla fine è arrivata, almeno nel risultato. La Lazio ha chiuso in 8, per i rossi nella ripresa a Pellegrini, Marusic e Guendouzi, gli ultimi due nel recupero. I biancocelesti restano inchiodati a -8 dal 4° posto. La furia di Lotito contro l’abitro Di Bello: «Limite oltrepassato, qui manca l’affidabilità del sistema, si deve vincere per merito. Ci faremo valere nelle sedi preposte»
 
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Pazzesco come ci siano vari operatori che dicano che quello di Maignan non è assolutamente rigore e invece altri che dicono che lo sia.
Assurdo.
 

Goro

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Pazzesco come ci siano vari operatori che dicano che quello di Maignan non è assolutamente rigore e invece altri che dicono che lo sia.
Assurdo.

Sono in corto circuito gli esperti: non è rigore ma siccome erano Maignan e il Milan allora lo diventa d'ufficio
 

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Tuttosport: Milan, vittoria da Diavoli rossi. È l'uomo della Provvidenza, e non soltanto per il nome di battesimo. Noah Okafor decide un Lazio-Milan spigoloso come non mai. Guardate il tabellino, i padroni di casa hanno chiuso in otto contro undici. Lo svizzero entra al 26' st per uno spento Adli e per una squadra a trazione anteriore. Ovvio farlo, contro un'avversaria già in dieci per il doppio giallo a Pellegrini. Sul primo tentativo arriva in ritardo di un amen su invito di Reijnders - altro ingresso quantomai opportuno -, sul secondo punisce Provedel di sinistro, dopo che il portiere aveva annullato una prima conclusione dell'attaccante imbeccato da Leao e finalmente cercato nel secondo tempo dai suoi. Per Okafor è il quinto gol di stagione, una risposta a chi metteva in dubbio le qualità della rosa, tra addetti ai lavori e abituali beninformati. Cinque gol che sono arrivati in altrettante vittorie rossonere: non solo portafortuna, ma bravo a decidere a match in corso.

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Il Diavolo è di Bello. Con tre rossi travolge la Lazio. Lo sfondamento di Leao e la sentenza di Okafor dopo la respinta di Provedel e il salvataggio di Gila. All’ultimo e disperato assalto, il Milan ha gelato l’Olimpico. E’ finita male, anzi malissimo, in rissa. L’arbitraggio disastroso di Di Bello ha contribuito a far saltare i nervi ai laziali. Nel recupero, a giochi fatti, espulsi anche Marusic e Guendouzi. La Lazio ha finito in 8. Tre cartellini rossi. Luca Pellegrini aveva lasciato in dieci i suoi compagni al dodicesimo della ripresa. Un’ingenuità alla resa dei conti decisiva perché la squadra di Sarri non meritava di perdere. Per sessanta minuti è stata superiore al Milan, ha dimostrato coraggio e ordine tattico quando è rimasta in inferiorità e nell’analisi non può essere trascurato il rigore non concesso in avvio a Castellanos, steso da Maignan. L’episodio pesa in modo enorme, avrebbe potuto cambiare lo sviluppo di una partita giocata sul fi lo. Il Milan ha ridotto le distanze dalla Juve. La Lazio rimane lontanissima dalla Champions, ma dopo il ko del Franchi ha reagito e andrà a Monaco di Baviera a giocarsela con il Bayern.

CorSera: la coda del Diavolo. Ancora una volta. Come a Udine, come a Frosinone. Il momento chiave è l’88’, quando il neoentrato Okafor spedisce al tappeto la Lazio con un piattone vincente da due passi, a chiudere l’ennesimo assalto della ripresa alla porta di Provedel, la stessa dell’iconico gol di Tonali che nel 2022 aprì la strada verso lo scudetto rossonero. Quinta rete stagionale per l’aggiustatutto svizzero, il riservista già decisivo in Friuli nel 3-2 a 93’, buttato dentro pochi minuti prima da Pioli come carta della disperazione, mentre l’Olimpico è un saloon. Il Milan (la squadra che ha segnato più gol con i subentrati in tutta Europa, 13) tira un sospiro di sollievo in fondo a una serata difficile, nella quale forse non avrebbe meritato di vincere, ma che gli permette di mettere fine al blackout di tre gare senza successi. Dopo le parole forti di Cardinale al forum del Financial Times («Tutto deve cambiare, anzi evolvere»), serviva una reazione. E alla fine è arrivata, almeno nel risultato. La Lazio ha chiuso in 8, per i rossi nella ripresa a Pellegrini, Marusic e Guendouzi, gli ultimi due nel recupero. I biancocelesti restano inchiodati a -8 dal 4° posto. La furia di Lotito contro l’abitro Di Bello: «Limite oltrepassato, qui manca l’affidabilità del sistema, si deve vincere per merito. Ci faremo valere nelle sedi preposte»

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Tuttosport: Milan, vittoria da Diavoli rossi. È l'uomo della Provvidenza, e non soltanto per il nome di battesimo. Noah Okafor decide un Lazio-Milan spigoloso come non mai. Guardate il tabellino, i padroni di casa hanno chiuso in otto contro undici. Lo svizzero entra al 26' st per uno spento Adli e per una squadra a trazione anteriore. Ovvio farlo, contro un'avversaria già in dieci per il doppio giallo a Pellegrini. Sul primo tentativo arriva in ritardo di un amen su invito di Reijnders - altro ingresso quantomai opportuno -, sul secondo punisce Provedel di sinistro, dopo che il portiere aveva annullato una prima conclusione dell'attaccante imbeccato da Leao e finalmente cercato nel secondo tempo dai suoi. Per Okafor è il quinto gol di stagione, una risposta a chi metteva in dubbio le qualità della rosa, tra addetti ai lavori e abituali beninformati. Cinque gol che sono arrivati in altrettante vittorie rossonere: non solo portafortuna, ma bravo a decidere a match in corso.

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CorSera: la coda del Diavolo. Ancora una volta. Come a Udine, come a Frosinone. Il momento chiave è l’88’, quando il neoentrato Okafor spedisce al tappeto la Lazio con un piattone vincente da due passi, a chiudere l’ennesimo assalto della ripresa alla porta di Provedel, la stessa dell’iconico gol di Tonali che nel 2022 aprì la strada verso lo scudetto rossonero. Quinta rete stagionale per l’aggiustatutto svizzero, il riservista già decisivo in Friuli nel 3-2 a 93’, buttato dentro pochi minuti prima da Pioli come carta della disperazione, mentre l’Olimpico è un saloon. Il Milan (la squadra che ha segnato più gol con i subentrati in tutta Europa, 13) tira un sospiro di sollievo in fondo a una serata difficile, nella quale forse non avrebbe meritato di vincere, ma che gli permette di mettere fine al blackout di tre gare senza successi. Dopo le parole forti di Cardinale al forum del Financial Times («Tutto deve cambiare, anzi evolvere»), serviva una reazione. E alla fine è arrivata, almeno nel risultato. La Lazio ha chiuso in 8, per i rossi nella ripresa a Pellegrini, Marusic e Guendouzi, gli ultimi due nel recupero. I biancocelesti restano inchiodati a -8 dal 4° posto. La furia di Lotito contro l’abitro Di Bello: «Limite oltrepassato, qui manca l’affidabilità del sistema, si deve vincere per merito. Ci faremo valere nelle sedi preposte»

Il Giornale: Milan, rissa da tre punti: al culmine di un assedio finale, il Milan ritrova la via del successo in viaggio grazie alla stoccata di Okafor, una delle risorse a disposizione della panchina e con coraggio spedito da Pioli in mischia al posto di un centrocampista con la Lazio ridotta prima in 10, poi nel recupero in 8 per il rosso diretto a Marusic e Guendouzi (forse eccessivo). Deve tutto o quasi alla prima espulsione di Pellegrini: in parità numerica mai ammirato né il gioco dei rossoneri, apprezzata invece la morsa preparata da Sarri. Okafor è un vecchio cliente della Lazio, firmò un sigillo anche all’andata. Questo vale molto di più e forse serve anche per far dimenticare il ciclone delle dichiarazioni di Cardinale a poche ore dalla partita.


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Il Diavolo è di Bello. Con tre rossi travolge la Lazio. Lo sfondamento di Leao e la sentenza di Okafor dopo la respinta di Provedel e il salvataggio di Gila. All’ultimo e disperato assalto, il Milan ha gelato l’Olimpico. E’ finita male, anzi malissimo, in rissa. L’arbitraggio disastroso di Di Bello ha contribuito a far saltare i nervi ai laziali. Nel recupero, a giochi fatti, espulsi anche Marusic e Guendouzi. La Lazio ha finito in 8. Tre cartellini rossi. Luca Pellegrini aveva lasciato in dieci i suoi compagni al dodicesimo della ripresa. Un’ingenuità alla resa dei conti decisiva perché la squadra di Sarri non meritava di perdere. Per sessanta minuti è stata superiore al Milan, ha dimostrato coraggio e ordine tattico quando è rimasta in inferiorità e nell’analisi non può essere trascurato il rigore non concesso in avvio a Castellanos, steso da Maignan. L’episodio pesa in modo enorme, avrebbe potuto cambiare lo sviluppo di una partita giocata sul fi lo. Il Milan ha ridotto le distanze dalla Juve. La Lazio rimane lontanissima dalla Champions, ma dopo il ko del Franchi ha reagito e andrà a Monaco di Baviera a giocarsela con il Bayern.

CorSera: la coda del Diavolo. Ancora una volta. Come a Udine, come a Frosinone. Il momento chiave è l’88’, quando il neoentrato Okafor spedisce al tappeto la Lazio con un piattone vincente da due passi, a chiudere l’ennesimo assalto della ripresa alla porta di Provedel, la stessa dell’iconico gol di Tonali che nel 2022 aprì la strada verso lo scudetto rossonero. Quinta rete stagionale per l’aggiustatutto svizzero, il riservista già decisivo in Friuli nel 3-2 a 93’, buttato dentro pochi minuti prima da Pioli come carta della disperazione, mentre l’Olimpico è un saloon. Il Milan (la squadra che ha segnato più gol con i subentrati in tutta Europa, 13) tira un sospiro di sollievo in fondo a una serata difficile, nella quale forse non avrebbe meritato di vincere, ma che gli permette di mettere fine al blackout di tre gare senza successi. Dopo le parole forti di Cardinale al forum del Financial Times («Tutto deve cambiare, anzi evolvere»), serviva una reazione. E alla fine è arrivata, almeno nel risultato. La Lazio ha chiuso in 8, per i rossi nella ripresa a Pellegrini, Marusic e Guendouzi, gli ultimi due nel recupero. I biancocelesti restano inchiodati a -8 dal 4° posto. La furia di Lotito contro l’abitro Di Bello: «Limite oltrepassato, qui manca l’affidabilità del sistema, si deve vincere per merito. Ci faremo valere nelle sedi preposte»

Il Giornale: Milan, rissa da tre punti: al culmine di un assedio finale, il Milan ritrova la via del successo in viaggio grazie alla stoccata di Okafor, una delle risorse a disposizione della panchina e con coraggio spedito da Pioli in mischia al posto di un centrocampista con la Lazio ridotta prima in 10, poi nel recupero in 8 per il rosso diretto a Marusic e Guendouzi (forse eccessivo). Deve tutto o quasi alla prima espulsione di Pellegrini: in parità numerica mai ammirato né il gioco dei rossoneri, apprezzata invece la morsa preparata da Sarri. Okafor è un vecchio cliente della Lazio, firmò un sigillo anche all’andata. Questo vale molto di più e forse serve anche per far dimenticare il ciclone delle dichiarazioni di Cardinale a poche ore dalla partita.


Altre news di giornata:


—) Pagelle quotidiani Lazio - Milan 0-1. 2 marzo.


—) Capello:"Ibra, un solo dubbio. Pioli e il mercato...".


—) Moviola quotidiani Lazio - Milan 0-1.


—) Cardinale: il prestito da 550 mln e il ruolo di Singer.


—) Okafor: nessuno come lui. Milan record gol dalla panchina.


—) Edicola: colpo Milan. Pioli riparte. Finale caos.
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