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Repubblica analizza la difficile situazione della Juventus, evidenziando il forte contrasto tra l'ottimismo dell'allenatore Luciano Spalletti e il malcontento della tifoseria. Mentre il tecnico difende l'operato stagionale, definendo l'annata grande e parzialmente penalizzata solo dagli episodi, l'opinione pubblica considera la stagione mediocre, con la speranza di una qualificazione in Champions League legata ormai solo a una difficile combinazione di risultati altrui e alla vittoria nel derby. La recente e netta sconfitta per 0-2 contro la Fiorentina, che ha dedicato il successo al gravemente infortunato Parisi, ha rimesso a nudo i cronici limiti mentali e caratteriali della squadra, già emersi in altre opache prestazioni stagionali e dovuti all'incapacità di gestire la pressione interna. Questo fallimento psicologico nei momenti decisivi rischia di declassare la Juventus in Europa League, configurando un bilancio fallimentare che potrebbe portare a un imminente scossone societario. Spalletti, che ha annunciato un prossimo confronto con John Elkann, ha fatto autocritica ammettendo di dover analizzare prima di tutto le proprie responsabilità e il proprio livello di guida tecnica. Lo scenario futuro appare fortemente instabile, caratterizzato anche dai rapporti gelidi tra l'allenatore e il dirigente Comolli, quest'ultimo già sotto esame per una campagna acquisti estiva molto costosa ma finora improduttiva, come dimostra il mancato impiego di Openda e David. Sebbene Spalletti goda ancora della fiducia della proprietà, non si esclude un suo passo indietro spontaneo, lasciando la società di fronte a pesanti interrogativi su chi guiderà il club e la squadra nella prossima stagione.