Cardinale:"Qui al Milan cosa mai viste. Mi chiedono...".

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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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ma Marina di Castellabate? Piango, sono pure conterraneo di sto figuro?:ROFLMAO:
 
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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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🤡
 

Brotherhedo

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Tu e tutta la tua corte dei miracoli, cialtroni e incompetenti, falsi, criminali.... siete il motivo per cui, dopo 40 anni di onorato servizio, ho smesso di seguire il Milan e il calcio.

Avete distrutto un sogno, la passione, tutto un sistema di valori...

Provo vergogna e rabbia a dover essere rappresentato, anche solo verbalmente, da tutti voi.

Quando ve ne andrete, lasciando le macerie, ci vorra` una damnatio memoriae per il periodo piu` buio della storia del Milan.
 
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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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Ogni volta che dice ecosistema gli darei un calcio nel C. Oggi l'ha detto due volte, quindi uno di destro e uno di sinistro.
 

gabri65

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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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Ancora prima che finisse la frase sul distruggere tutto con l'arroganza, una falce fienaia avrebbe dovuto materializzarsi uscendo dal nulla, mozzandogli di netto la testa.

Hai capito. 'Sto maledetto cialtrone ha buttato fuori Maldini e adesso racconta queste atrocità.
 

Swaitak

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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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le costole te le sei fatte asportare?
 
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Cardinale al Finanancial Times:"Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.


“Lo stadio? Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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Se questo non è il tuo ecosistema puoi sempre tornartene a f* negli Stati Uniti insieme a tutto il carrozzone di incapaci che hai messo a gestire un club storico.
 

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