Braida:"Milan, tieniti stretto Pioli. Puoi vincere l'EL".

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La prima (solita) intervista giornaliera pro Pioli. Questa volta tocca a Braida, a Tuttosport in edicola. Ecco le dichiarazioni

Monza-Milan per lei non sarà mai una partita come tutte le altre. Quali sono i primi ricordi che le vengono in mente?
«Il primo in assoluto sono i 100mila milanisti a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua: un’immagine pazzesca e irripetibile. Il Milan ce l’ho nel cuore perché è stato la mia vita, ma voglio bene pure al Monza: è la società che mi ha lanciato da dirigente».

I brianzoli del suo amico Galliani non smettono di stupire. Se lo aspettava?
«Adriano ha la passione di un ragazzino, nonostante abbia vinto tutto: guardate cosa ha combinato a Monza. L’ha portato dalla C a ridosso della zona europea».

Milan e Roma hanno messo gli occhi su Di Gregorio: è pronto per un grande club?
«Per me sì, è davvero forte. È un portiere bravo e di grandissimo rendimento, tra i migliori in Italia. Non mi sorprende affatto che abbia captato le attenzioni di società di alto livello».

In rampa di lancio in casa biancorossa c’è pure Colpani.
«È un talento puro che ha bisogno di maturare e prendere consapevolezza delle sue doti per arrivare ai massimi livelli. Deve fare ancora uno step intermedio per affermarsi definitivamente».

Lei ha lavorato con tanti grandi allenatori: Palladino può entrare nella cerchia dei migliori?
«È stata una grande intuizione di Berlusconi e Galliani. Il Monza l’ho visto all’opera in più di una occasione e la mano dell’allenatore la noti. Palladino avrà un bel futuro, perché la sua squadra ha un’identità ben precisa data da lui. Lo ritengo un tecnico convincente e adatto ad ambire a piazze importanti».

Veniamo al Diavolo: come giudica l’annata dei rossoneri?
«Due mesi fa avevo criticato duramente il Milan, perché lo vedevo non convincente in tante situazioni. Adesso è cresciuto e sta ritornando a un livello importante, da Milan. Nelle ultime settimane la squadra è maturata parecchio: ora gioca più sicura, copre bene spazi e campo. Spero possa competere ai massimi livelli».

Può conquistare l’Europa League?
«Il Milan può sicuramente dire la sua per vincere la manifestazione. Deve puntare ad alzare la Coppa».

In campionato invece cosa manca ai rossoneri per essere al livello dell’Inter dei suoi amici Marotta e Ausilio?
«Beppe e Piero sono bravissimi. Dove ci sono i dirigenti bravi le società vanno bene, ricordatevelo. Il calcio è semplicissimo, se si rispetta questa equazione. L’Inter ti dá la sensazione di essere solida e sicura. È una squadra omogenea con una continuità straordinaria. Hanno valori importanti che vengono espressi nella loro totalità. In più ci sono diversi giocatori di grande personalità. Ecco perché per lo scudetto i giochi sembrano chiusi».

Da tempo Pioli è in discussione con le ombre di Conte e Lopetegui che gravitano sulla panchina rossonera. Lei cosa farebbe, se fosse un dirigente del Milan?

«A me Pioli piace e me lo tengo stretto. Dove lo cose funzionano, significa che c’è continuità a livello dirigenziale e in panchina. Dove si cambia spesso invece le cose vanno male. A volte ci sono delle eccezioni e vanno trovate nuove soluzioni, però in questo caso Pioli sta dimostrando di valere e di essere un bravo allenatore. Io andrei avanti con lui».

Monza-Milan è la sfida di Silvio Berlusconi. Domani sarà il primo scontro all’U-Power senza il Cavaliere…
«Berlusconi è stato un genio e una persona straordinaria. Uso una parola sola per definirlo: inarrivabile. Qualcuno ha cercato di imitarlo, ma lasciamo perdere. Nessuno regge il paragone…».


È vero che era stato vicino al ritorno a Monza al suo fianco?
«Sono cose che fanno parte del gioco. Ho sempre avuto un rapporto affettuoso con Galliani, che è un amico fraterno, e col presidente. Ci poteva stare, ma non è accaduto».

Chi come lei di talenti se ne intende, ci deve dire il nome di un giovane che le ha rubato l’occhio e candiderebbe alla vittoria del Golden Boy 2024.
«Yildiz, mi piace tanto: ha tutto per diventare un top player di primissimo livello. Vedo in lui qualcosa di speciale».

A proposito di campioni da scoprire: adesso vanno di moda gli algoritmi in sede di mercato…
«Gli algoritmi fanno ridere. Vanno bene per la Borsa e a volte ti fanno perdere soldi pure lì. Possono essere un supporto, ma per scegliere un giocatore serve l’occhio umano, che è inarrivabile perché vede oltre i numeri. L’uomo è pieno di vizi e virtù. Ecco perché gli algoritmi non sono il Vangelo. Tra l’altro negli ultimi anni diverse squadre, che si sono basate soltanto sugli algoritmi, sono retrocesse…».

Come sceglie quindi un calciatore Ariedo Braida?
«Di persona. Se non li vedo dal vivo non ho quella visione che mi permette di scegliere bene convincendomi appieno. Mi serve avere la sensazione che quel giocatore possa diventare forte. Sono intuizioni che gli algoritmi non potranno mai sostituire».

È vero che scoprì Haaland quando aveva solo 16 anni?
«Lo vidi quando giocava in Norvegia e capii subito che sarebbe diventato un campione. Infatti l’avevo segnalato al Barcellona, poi hanno fatto altre scelte».

Infine ci svela quale è stato il colpo di mercato più difficile da chiudere?
«Dico Shevchenko, perché all’epoca non tutti al Milan erano d’accordo e convinti di prenderlo. Io però ero sicuro su Sheva: ho lottato per mesi e alla fine si sono fidati. Non ci avevo visto male (ride, ndc)».

Altre news di giornata


—) Zola:"Loftus da 10 gol. Con lui fai salto di qualità".


—) Milan: Jovic col Monza. La formazione.


—) Cardinale:"Non vendo il Milan. Pioli? Non licenzio. Lo stadio...".


—) Pioli può scegliere. Thiaw, poi Tomori e Kalulu. I rientri.


—) Milan: c'è Di Gregorio. Maignan: le richieste...


—) Braida:"Milan, tieniti stretto Pioli. Puoi vincere l'EL".


—) Loftus: leader che segna come un 9. A -3 dal record di 10 gol


—) Leao: PSG pronto. Via per offerte folli.

 

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La prima (solita) intervista giornaliera pro Pioli. Questa volta tocca a Braida, a Tuttosport in edicola. Ecco le dichiarazioni

Monza-Milan per lei non sarà mai una partita come tutte le altre. Quali sono i primi ricordi che le vengono in mente?
«Il primo in assoluto sono i 100mila milanisti a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua: un’immagine pazzesca e irripetibile. Il Milan ce l’ho nel cuore perché è stato la mia vita, ma voglio bene pure al Monza: è la società che mi ha lanciato da dirigente».

I brianzoli del suo amico Galliani non smettono di stupire. Se lo aspettava?
«Adriano ha la passione di un ragazzino, nonostante abbia vinto tutto: guardate cosa ha combinato a Monza. L’ha portato dalla C a ridosso della zona europea».

Milan e Roma hanno messo gli occhi su Di Gregorio: è pronto per un grande club?
«Per me sì, è davvero forte. È un portiere bravo e di grandissimo rendimento, tra i migliori in Italia. Non mi sorprende affatto che abbia captato le attenzioni di società di alto livello».

In rampa di lancio in casa biancorossa c’è pure Colpani.
«È un talento puro che ha bisogno di maturare e prendere consapevolezza delle sue doti per arrivare ai massimi livelli. Deve fare ancora uno step intermedio per affermarsi definitivamente».

Lei ha lavorato con tanti grandi allenatori: Palladino può entrare nella cerchia dei migliori?
«È stata una grande intuizione di Berlusconi e Galliani. Il Monza l’ho visto all’opera in più di una occasione e la mano dell’allenatore la noti. Palladino avrà un bel futuro, perché la sua squadra ha un’identità ben precisa data da lui. Lo ritengo un tecnico convincente e adatto ad ambire a piazze importanti».

Veniamo al Diavolo: come giudica l’annata dei rossoneri?
«Due mesi fa avevo criticato duramente il Milan, perché lo vedevo non convincente in tante situazioni. Adesso è cresciuto e sta ritornando a un livello importante, da Milan. Nelle ultime settimane la squadra è maturata parecchio: ora gioca più sicura, copre bene spazi e campo. Spero possa competere ai massimi livelli».

Può conquistare l’Europa League?
«Il Milan può sicuramente dire la sua per vincere la manifestazione. Deve puntare ad alzare la Coppa».

In campionato invece cosa manca ai rossoneri per essere al livello dell’Inter dei suoi amici Marotta e Ausilio?
«Beppe e Piero sono bravissimi. Dove ci sono i dirigenti bravi le società vanno bene, ricordatevelo. Il calcio è semplicissimo, se si rispetta questa equazione. L’Inter ti dá la sensazione di essere solida e sicura. È una squadra omogenea con una continuità straordinaria. Hanno valori importanti che vengono espressi nella loro totalità. In più ci sono diversi giocatori di grande personalità. Ecco perché per lo scudetto i giochi sembrano chiusi».

Da tempo Pioli è in discussione con le ombre di Conte e Lopetegui che gravitano sulla panchina rossonera. Lei cosa farebbe, se fosse un dirigente del Milan?

«A me Pioli piace e me lo tengo stretto. Dove lo cose funzionano, significa che c’è continuità a livello dirigenziale e in panchina. Dove si cambia spesso invece le cose vanno male. A volte ci sono delle eccezioni e vanno trovate nuove soluzioni, però in questo caso Pioli sta dimostrando di valere e di essere un bravo allenatore. Io andrei avanti con lui».

Monza-Milan è la sfida di Silvio Berlusconi. Domani sarà il primo scontro all’U-Power senza il Cavaliere…
«Berlusconi è stato un genio e una persona straordinaria. Uso una parola sola per definirlo: inarrivabile. Qualcuno ha cercato di imitarlo, ma lasciamo perdere. Nessuno regge il paragone…».


È vero che era stato vicino al ritorno a Monza al suo fianco?
«Sono cose che fanno parte del gioco. Ho sempre avuto un rapporto affettuoso con Galliani, che è un amico fraterno, e col presidente. Ci poteva stare, ma non è accaduto».

Chi come lei di talenti se ne intende, ci deve dire il nome di un giovane che le ha rubato l’occhio e candiderebbe alla vittoria del Golden Boy 2024.
«Yildiz, mi piace tanto: ha tutto per diventare un top player di primissimo livello. Vedo in lui qualcosa di speciale».

A proposito di campioni da scoprire: adesso vanno di moda gli algoritmi in sede di mercato…
«Gli algoritmi fanno ridere. Vanno bene per la Borsa e a volte ti fanno perdere soldi pure lì. Possono essere un supporto, ma per scegliere un giocatore serve l’occhio umano, che è inarrivabile perché vede oltre i numeri. L’uomo è pieno di vizi e virtù. Ecco perché gli algoritmi non sono il Vangelo. Tra l’altro negli ultimi anni diverse squadre, che si sono basate soltanto sugli algoritmi, sono retrocesse…».

Come sceglie quindi un calciatore Ariedo Braida?
«Di persona. Se non li vedo dal vivo non ho quella visione che mi permette di scegliere bene convincendomi appieno. Mi serve avere la sensazione che quel giocatore possa diventare forte. Sono intuizioni che gli algoritmi non potranno mai sostituire».

È vero che scoprì Haaland quando aveva solo 16 anni?
«Lo vidi quando giocava in Norvegia e capii subito che sarebbe diventato un campione. Infatti l’avevo segnalato al Barcellona, poi hanno fatto altre scelte».

Infine ci svela quale è stato il colpo di mercato più difficile da chiudere?
«Dico Shevchenko, perché all’epoca non tutti al Milan erano d’accordo e convinti di prenderlo. Io però ero sicuro su Sheva: ho lottato per mesi e alla fine si sono fidati. Non ci avevo visto male (ride, ndc)».

Altre news di giornata


—) Zola:"Loftus da 10 gol. Con lui fai salto di qualità".


—) Milan: Jovic col Monza. La formazione.


—) Cardinale:"Non vendo il Milan. Pioli? Non licenzio. Lo stadio...".


—) Pioli può scegliere. Thiaw, poi Tomori e Kalulu. I rientri.


—) Milan: c'è Di Gregorio. Maignan: le richieste...


—) Braida:"Milan, tieniti stretto Pioli. Puoi vincere l'EL".


—) Loftus: leader che segna come un 9. A -3 dal record di 10 gol


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La prima (solita) intervista giornaliera pro Pioli. Questa volta tocca a Braida, a Tuttosport in edicola. Ecco le dichiarazioni

Monza-Milan per lei non sarà mai una partita come tutte le altre. Quali sono i primi ricordi che le vengono in mente?
«Il primo in assoluto sono i 100mila milanisti a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua: un’immagine pazzesca e irripetibile. Il Milan ce l’ho nel cuore perché è stato la mia vita, ma voglio bene pure al Monza: è la società che mi ha lanciato da dirigente».

I brianzoli del suo amico Galliani non smettono di stupire. Se lo aspettava?
«Adriano ha la passione di un ragazzino, nonostante abbia vinto tutto: guardate cosa ha combinato a Monza. L’ha portato dalla C a ridosso della zona europea».

Milan e Roma hanno messo gli occhi su Di Gregorio: è pronto per un grande club?
«Per me sì, è davvero forte. È un portiere bravo e di grandissimo rendimento, tra i migliori in Italia. Non mi sorprende affatto che abbia captato le attenzioni di società di alto livello».

In rampa di lancio in casa biancorossa c’è pure Colpani.
«È un talento puro che ha bisogno di maturare e prendere consapevolezza delle sue doti per arrivare ai massimi livelli. Deve fare ancora uno step intermedio per affermarsi definitivamente».

Lei ha lavorato con tanti grandi allenatori: Palladino può entrare nella cerchia dei migliori?
«È stata una grande intuizione di Berlusconi e Galliani. Il Monza l’ho visto all’opera in più di una occasione e la mano dell’allenatore la noti. Palladino avrà un bel futuro, perché la sua squadra ha un’identità ben precisa data da lui. Lo ritengo un tecnico convincente e adatto ad ambire a piazze importanti».

Veniamo al Diavolo: come giudica l’annata dei rossoneri?
«Due mesi fa avevo criticato duramente il Milan, perché lo vedevo non convincente in tante situazioni. Adesso è cresciuto e sta ritornando a un livello importante, da Milan. Nelle ultime settimane la squadra è maturata parecchio: ora gioca più sicura, copre bene spazi e campo. Spero possa competere ai massimi livelli».

Può conquistare l’Europa League?
«Il Milan può sicuramente dire la sua per vincere la manifestazione. Deve puntare ad alzare la Coppa».

In campionato invece cosa manca ai rossoneri per essere al livello dell’Inter dei suoi amici Marotta e Ausilio?
«Beppe e Piero sono bravissimi. Dove ci sono i dirigenti bravi le società vanno bene, ricordatevelo. Il calcio è semplicissimo, se si rispetta questa equazione. L’Inter ti dá la sensazione di essere solida e sicura. È una squadra omogenea con una continuità straordinaria. Hanno valori importanti che vengono espressi nella loro totalità. In più ci sono diversi giocatori di grande personalità. Ecco perché per lo scudetto i giochi sembrano chiusi».

Da tempo Pioli è in discussione con le ombre di Conte e Lopetegui che gravitano sulla panchina rossonera. Lei cosa farebbe, se fosse un dirigente del Milan?

«A me Pioli piace e me lo tengo stretto. Dove lo cose funzionano, significa che c’è continuità a livello dirigenziale e in panchina. Dove si cambia spesso invece le cose vanno male. A volte ci sono delle eccezioni e vanno trovate nuove soluzioni, però in questo caso Pioli sta dimostrando di valere e di essere un bravo allenatore. Io andrei avanti con lui».

Monza-Milan è la sfida di Silvio Berlusconi. Domani sarà il primo scontro all’U-Power senza il Cavaliere…
«Berlusconi è stato un genio e una persona straordinaria. Uso una parola sola per definirlo: inarrivabile. Qualcuno ha cercato di imitarlo, ma lasciamo perdere. Nessuno regge il paragone…».


È vero che era stato vicino al ritorno a Monza al suo fianco?
«Sono cose che fanno parte del gioco. Ho sempre avuto un rapporto affettuoso con Galliani, che è un amico fraterno, e col presidente. Ci poteva stare, ma non è accaduto».

Chi come lei di talenti se ne intende, ci deve dire il nome di un giovane che le ha rubato l’occhio e candiderebbe alla vittoria del Golden Boy 2024.
«Yildiz, mi piace tanto: ha tutto per diventare un top player di primissimo livello. Vedo in lui qualcosa di speciale».

A proposito di campioni da scoprire: adesso vanno di moda gli algoritmi in sede di mercato…
«Gli algoritmi fanno ridere. Vanno bene per la Borsa e a volte ti fanno perdere soldi pure lì. Possono essere un supporto, ma per scegliere un giocatore serve l’occhio umano, che è inarrivabile perché vede oltre i numeri. L’uomo è pieno di vizi e virtù. Ecco perché gli algoritmi non sono il Vangelo. Tra l’altro negli ultimi anni diverse squadre, che si sono basate soltanto sugli algoritmi, sono retrocesse…».

Come sceglie quindi un calciatore Ariedo Braida?
«Di persona. Se non li vedo dal vivo non ho quella visione che mi permette di scegliere bene convincendomi appieno. Mi serve avere la sensazione che quel giocatore possa diventare forte. Sono intuizioni che gli algoritmi non potranno mai sostituire».

È vero che scoprì Haaland quando aveva solo 16 anni?
«Lo vidi quando giocava in Norvegia e capii subito che sarebbe diventato un campione. Infatti l’avevo segnalato al Barcellona, poi hanno fatto altre scelte».

Infine ci svela quale è stato il colpo di mercato più difficile da chiudere?
«Dico Shevchenko, perché all’epoca non tutti al Milan erano d’accordo e convinti di prenderlo. Io però ero sicuro su Sheva: ho lottato per mesi e alla fine si sono fidati. Non ci avevo visto male (ride, ndc)».

Altre news di giornata


—) Zola:"Loftus da 10 gol. Con lui fai salto di qualità".


—) Milan: Jovic col Monza. La formazione.


—) Cardinale:"Non vendo il Milan. Pioli? Non licenzio. Lo stadio...".


—) Pioli può scegliere. Thiaw, poi Tomori e Kalulu. I rientri.


—) Milan: c'è Di Gregorio. Maignan: le richieste...


—) Braida:"Milan, tieniti stretto Pioli. Puoi vincere l'EL".


—) Loftus: leader che segna come un 9. A -3 dal record di 10 gol


—) Leao: PSG pronto. Via per offerte folli.
Pioli ormai ha sguinzagliato tutta la gran cassa mediatica del globo. Neanche i russi in Ucraina hanno una batteria di fuoco del genere...

Vediamo comunque tra qualche settimana quando avrà perso il 6 derby di fila e sarà stato eliminato dalla EL quale sarà il clima...
 

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La prima (solita) intervista giornaliera pro Pioli. Questa volta tocca a Braida, a Tuttosport in edicola. Ecco le dichiarazioni

Monza-Milan per lei non sarà mai una partita come tutte le altre. Quali sono i primi ricordi che le vengono in mente?
«Il primo in assoluto sono i 100mila milanisti a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua: un’immagine pazzesca e irripetibile. Il Milan ce l’ho nel cuore perché è stato la mia vita, ma voglio bene pure al Monza: è la società che mi ha lanciato da dirigente».

I brianzoli del suo amico Galliani non smettono di stupire. Se lo aspettava?
«Adriano ha la passione di un ragazzino, nonostante abbia vinto tutto: guardate cosa ha combinato a Monza. L’ha portato dalla C a ridosso della zona europea».

Milan e Roma hanno messo gli occhi su Di Gregorio: è pronto per un grande club?
«Per me sì, è davvero forte. È un portiere bravo e di grandissimo rendimento, tra i migliori in Italia. Non mi sorprende affatto che abbia captato le attenzioni di società di alto livello».

In rampa di lancio in casa biancorossa c’è pure Colpani.
«È un talento puro che ha bisogno di maturare e prendere consapevolezza delle sue doti per arrivare ai massimi livelli. Deve fare ancora uno step intermedio per affermarsi definitivamente».

Lei ha lavorato con tanti grandi allenatori: Palladino può entrare nella cerchia dei migliori?
«È stata una grande intuizione di Berlusconi e Galliani. Il Monza l’ho visto all’opera in più di una occasione e la mano dell’allenatore la noti. Palladino avrà un bel futuro, perché la sua squadra ha un’identità ben precisa data da lui. Lo ritengo un tecnico convincente e adatto ad ambire a piazze importanti».

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«Due mesi fa avevo criticato duramente il Milan, perché lo vedevo non convincente in tante situazioni. Adesso è cresciuto e sta ritornando a un livello importante, da Milan. Nelle ultime settimane la squadra è maturata parecchio: ora gioca più sicura, copre bene spazi e campo. Spero possa competere ai massimi livelli».

Può conquistare l’Europa League?
«Il Milan può sicuramente dire la sua per vincere la manifestazione. Deve puntare ad alzare la Coppa».

In campionato invece cosa manca ai rossoneri per essere al livello dell’Inter dei suoi amici Marotta e Ausilio?
«Beppe e Piero sono bravissimi. Dove ci sono i dirigenti bravi le società vanno bene, ricordatevelo. Il calcio è semplicissimo, se si rispetta questa equazione. L’Inter ti dá la sensazione di essere solida e sicura. È una squadra omogenea con una continuità straordinaria. Hanno valori importanti che vengono espressi nella loro totalità. In più ci sono diversi giocatori di grande personalità. Ecco perché per lo scudetto i giochi sembrano chiusi».

Da tempo Pioli è in discussione con le ombre di Conte e Lopetegui che gravitano sulla panchina rossonera. Lei cosa farebbe, se fosse un dirigente del Milan?

«A me Pioli piace e me lo tengo stretto. Dove lo cose funzionano, significa che c’è continuità a livello dirigenziale e in panchina. Dove si cambia spesso invece le cose vanno male. A volte ci sono delle eccezioni e vanno trovate nuove soluzioni, però in questo caso Pioli sta dimostrando di valere e di essere un bravo allenatore. Io andrei avanti con lui».

Monza-Milan è la sfida di Silvio Berlusconi. Domani sarà il primo scontro all’U-Power senza il Cavaliere…
«Berlusconi è stato un genio e una persona straordinaria. Uso una parola sola per definirlo: inarrivabile. Qualcuno ha cercato di imitarlo, ma lasciamo perdere. Nessuno regge il paragone…».


È vero che era stato vicino al ritorno a Monza al suo fianco?
«Sono cose che fanno parte del gioco. Ho sempre avuto un rapporto affettuoso con Galliani, che è un amico fraterno, e col presidente. Ci poteva stare, ma non è accaduto».

Chi come lei di talenti se ne intende, ci deve dire il nome di un giovane che le ha rubato l’occhio e candiderebbe alla vittoria del Golden Boy 2024.
«Yildiz, mi piace tanto: ha tutto per diventare un top player di primissimo livello. Vedo in lui qualcosa di speciale».

A proposito di campioni da scoprire: adesso vanno di moda gli algoritmi in sede di mercato…
«Gli algoritmi fanno ridere. Vanno bene per la Borsa e a volte ti fanno perdere soldi pure lì. Possono essere un supporto, ma per scegliere un giocatore serve l’occhio umano, che è inarrivabile perché vede oltre i numeri. L’uomo è pieno di vizi e virtù. Ecco perché gli algoritmi non sono il Vangelo. Tra l’altro negli ultimi anni diverse squadre, che si sono basate soltanto sugli algoritmi, sono retrocesse…».

Come sceglie quindi un calciatore Ariedo Braida?
«Di persona. Se non li vedo dal vivo non ho quella visione che mi permette di scegliere bene convincendomi appieno. Mi serve avere la sensazione che quel giocatore possa diventare forte. Sono intuizioni che gli algoritmi non potranno mai sostituire».

È vero che scoprì Haaland quando aveva solo 16 anni?
«Lo vidi quando giocava in Norvegia e capii subito che sarebbe diventato un campione. Infatti l’avevo segnalato al Barcellona, poi hanno fatto altre scelte».

Infine ci svela quale è stato il colpo di mercato più difficile da chiudere?
«Dico Shevchenko, perché all’epoca non tutti al Milan erano d’accordo e convinti di prenderlo. Io però ero sicuro su Sheva: ho lottato per mesi e alla fine si sono fidati. Non ci avevo visto male (ride, ndc)».

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—) Cardinale:"Non vendo il Milan. Pioli? Non licenzio. Lo stadio...".


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Monza-Milan per lei non sarà mai una partita come tutte le altre. Quali sono i primi ricordi che le vengono in mente?
«Il primo in assoluto sono i 100mila milanisti a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua: un’immagine pazzesca e irripetibile. Il Milan ce l’ho nel cuore perché è stato la mia vita, ma voglio bene pure al Monza: è la società che mi ha lanciato da dirigente».

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«Adriano ha la passione di un ragazzino, nonostante abbia vinto tutto: guardate cosa ha combinato a Monza. L’ha portato dalla C a ridosso della zona europea».

Milan e Roma hanno messo gli occhi su Di Gregorio: è pronto per un grande club?
«Per me sì, è davvero forte. È un portiere bravo e di grandissimo rendimento, tra i migliori in Italia. Non mi sorprende affatto che abbia captato le attenzioni di società di alto livello».

In rampa di lancio in casa biancorossa c’è pure Colpani.
«È un talento puro che ha bisogno di maturare e prendere consapevolezza delle sue doti per arrivare ai massimi livelli. Deve fare ancora uno step intermedio per affermarsi definitivamente».

Lei ha lavorato con tanti grandi allenatori: Palladino può entrare nella cerchia dei migliori?
«È stata una grande intuizione di Berlusconi e Galliani. Il Monza l’ho visto all’opera in più di una occasione e la mano dell’allenatore la noti. Palladino avrà un bel futuro, perché la sua squadra ha un’identità ben precisa data da lui. Lo ritengo un tecnico convincente e adatto ad ambire a piazze importanti».

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«Due mesi fa avevo criticato duramente il Milan, perché lo vedevo non convincente in tante situazioni. Adesso è cresciuto e sta ritornando a un livello importante, da Milan. Nelle ultime settimane la squadra è maturata parecchio: ora gioca più sicura, copre bene spazi e campo. Spero possa competere ai massimi livelli».

Può conquistare l’Europa League?
«Il Milan può sicuramente dire la sua per vincere la manifestazione. Deve puntare ad alzare la Coppa».

In campionato invece cosa manca ai rossoneri per essere al livello dell’Inter dei suoi amici Marotta e Ausilio?
«Beppe e Piero sono bravissimi. Dove ci sono i dirigenti bravi le società vanno bene, ricordatevelo. Il calcio è semplicissimo, se si rispetta questa equazione. L’Inter ti dá la sensazione di essere solida e sicura. È una squadra omogenea con una continuità straordinaria. Hanno valori importanti che vengono espressi nella loro totalità. In più ci sono diversi giocatori di grande personalità. Ecco perché per lo scudetto i giochi sembrano chiusi».

Da tempo Pioli è in discussione con le ombre di Conte e Lopetegui che gravitano sulla panchina rossonera. Lei cosa farebbe, se fosse un dirigente del Milan?

«A me Pioli piace e me lo tengo stretto. Dove lo cose funzionano, significa che c’è continuità a livello dirigenziale e in panchina. Dove si cambia spesso invece le cose vanno male. A volte ci sono delle eccezioni e vanno trovate nuove soluzioni, però in questo caso Pioli sta dimostrando di valere e di essere un bravo allenatore. Io andrei avanti con lui».

Monza-Milan è la sfida di Silvio Berlusconi. Domani sarà il primo scontro all’U-Power senza il Cavaliere…
«Berlusconi è stato un genio e una persona straordinaria. Uso una parola sola per definirlo: inarrivabile. Qualcuno ha cercato di imitarlo, ma lasciamo perdere. Nessuno regge il paragone…».


È vero che era stato vicino al ritorno a Monza al suo fianco?
«Sono cose che fanno parte del gioco. Ho sempre avuto un rapporto affettuoso con Galliani, che è un amico fraterno, e col presidente. Ci poteva stare, ma non è accaduto».

Chi come lei di talenti se ne intende, ci deve dire il nome di un giovane che le ha rubato l’occhio e candiderebbe alla vittoria del Golden Boy 2024.
«Yildiz, mi piace tanto: ha tutto per diventare un top player di primissimo livello. Vedo in lui qualcosa di speciale».

A proposito di campioni da scoprire: adesso vanno di moda gli algoritmi in sede di mercato…
«Gli algoritmi fanno ridere. Vanno bene per la Borsa e a volte ti fanno perdere soldi pure lì. Possono essere un supporto, ma per scegliere un giocatore serve l’occhio umano, che è inarrivabile perché vede oltre i numeri. L’uomo è pieno di vizi e virtù. Ecco perché gli algoritmi non sono il Vangelo. Tra l’altro negli ultimi anni diverse squadre, che si sono basate soltanto sugli algoritmi, sono retrocesse…».

Come sceglie quindi un calciatore Ariedo Braida?
«Di persona. Se non li vedo dal vivo non ho quella visione che mi permette di scegliere bene convincendomi appieno. Mi serve avere la sensazione che quel giocatore possa diventare forte. Sono intuizioni che gli algoritmi non potranno mai sostituire».

È vero che scoprì Haaland quando aveva solo 16 anni?
«Lo vidi quando giocava in Norvegia e capii subito che sarebbe diventato un campione. Infatti l’avevo segnalato al Barcellona, poi hanno fatto altre scelte».

Infine ci svela quale è stato il colpo di mercato più difficile da chiudere?
«Dico Shevchenko, perché all’epoca non tutti al Milan erano d’accordo e convinti di prenderlo. Io però ero sicuro su Sheva: ho lottato per mesi e alla fine si sono fidati. Non ci avevo visto male (ride, ndc)».

Altre news di giornata


—) Zola:"Loftus da 10 gol. Con lui fai salto di qualità".


—) Milan: Jovic col Monza. La formazione.


—) Cardinale:"Non vendo il Milan. Pioli? Non licenzio. Lo stadio...".


—) Pioli può scegliere. Thiaw, poi Tomori e Kalulu. I rientri.


—) Milan: c'è Di Gregorio. Maignan: le richieste...


—) Braida:"Milan, tieniti stretto Pioli. Puoi vincere l'EL".


—) Loftus: leader che segna come un 9. A -3 dal record di 10 gol


—) Leao: PSG pronto. Via per offerte folli.


Che incubo Pioli ed i suoi mille sostenitori
 
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Ma c'è un articolo/intervista in cui ci sia qualcuno che dica "il Milan dovrebbe cambiare l'allenatore?"

Riceve meno lodi Guardiola di Pioli.
 

Zenos

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La prima (solita) intervista giornaliera pro Pioli. Questa volta tocca a Braida, a Tuttosport in edicola. Ecco le dichiarazioni

Monza-Milan per lei non sarà mai una partita come tutte le altre. Quali sono i primi ricordi che le vengono in mente?
«Il primo in assoluto sono i 100mila milanisti a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua: un’immagine pazzesca e irripetibile. Il Milan ce l’ho nel cuore perché è stato la mia vita, ma voglio bene pure al Monza: è la società che mi ha lanciato da dirigente».

I brianzoli del suo amico Galliani non smettono di stupire. Se lo aspettava?
«Adriano ha la passione di un ragazzino, nonostante abbia vinto tutto: guardate cosa ha combinato a Monza. L’ha portato dalla C a ridosso della zona europea».

Milan e Roma hanno messo gli occhi su Di Gregorio: è pronto per un grande club?
«Per me sì, è davvero forte. È un portiere bravo e di grandissimo rendimento, tra i migliori in Italia. Non mi sorprende affatto che abbia captato le attenzioni di società di alto livello».

In rampa di lancio in casa biancorossa c’è pure Colpani.
«È un talento puro che ha bisogno di maturare e prendere consapevolezza delle sue doti per arrivare ai massimi livelli. Deve fare ancora uno step intermedio per affermarsi definitivamente».

Lei ha lavorato con tanti grandi allenatori: Palladino può entrare nella cerchia dei migliori?
«È stata una grande intuizione di Berlusconi e Galliani. Il Monza l’ho visto all’opera in più di una occasione e la mano dell’allenatore la noti. Palladino avrà un bel futuro, perché la sua squadra ha un’identità ben precisa data da lui. Lo ritengo un tecnico convincente e adatto ad ambire a piazze importanti».

Veniamo al Diavolo: come giudica l’annata dei rossoneri?
«Due mesi fa avevo criticato duramente il Milan, perché lo vedevo non convincente in tante situazioni. Adesso è cresciuto e sta ritornando a un livello importante, da Milan. Nelle ultime settimane la squadra è maturata parecchio: ora gioca più sicura, copre bene spazi e campo. Spero possa competere ai massimi livelli».

Può conquistare l’Europa League?
«Il Milan può sicuramente dire la sua per vincere la manifestazione. Deve puntare ad alzare la Coppa».

In campionato invece cosa manca ai rossoneri per essere al livello dell’Inter dei suoi amici Marotta e Ausilio?
«Beppe e Piero sono bravissimi. Dove ci sono i dirigenti bravi le società vanno bene, ricordatevelo. Il calcio è semplicissimo, se si rispetta questa equazione. L’Inter ti dá la sensazione di essere solida e sicura. È una squadra omogenea con una continuità straordinaria. Hanno valori importanti che vengono espressi nella loro totalità. In più ci sono diversi giocatori di grande personalità. Ecco perché per lo scudetto i giochi sembrano chiusi».

Da tempo Pioli è in discussione con le ombre di Conte e Lopetegui che gravitano sulla panchina rossonera. Lei cosa farebbe, se fosse un dirigente del Milan?

«A me Pioli piace e me lo tengo stretto. Dove lo cose funzionano, significa che c’è continuità a livello dirigenziale e in panchina. Dove si cambia spesso invece le cose vanno male. A volte ci sono delle eccezioni e vanno trovate nuove soluzioni, però in questo caso Pioli sta dimostrando di valere e di essere un bravo allenatore. Io andrei avanti con lui».

Monza-Milan è la sfida di Silvio Berlusconi. Domani sarà il primo scontro all’U-Power senza il Cavaliere…
«Berlusconi è stato un genio e una persona straordinaria. Uso una parola sola per definirlo: inarrivabile. Qualcuno ha cercato di imitarlo, ma lasciamo perdere. Nessuno regge il paragone…».


È vero che era stato vicino al ritorno a Monza al suo fianco?
«Sono cose che fanno parte del gioco. Ho sempre avuto un rapporto affettuoso con Galliani, che è un amico fraterno, e col presidente. Ci poteva stare, ma non è accaduto».

Chi come lei di talenti se ne intende, ci deve dire il nome di un giovane che le ha rubato l’occhio e candiderebbe alla vittoria del Golden Boy 2024.
«Yildiz, mi piace tanto: ha tutto per diventare un top player di primissimo livello. Vedo in lui qualcosa di speciale».

A proposito di campioni da scoprire: adesso vanno di moda gli algoritmi in sede di mercato…
«Gli algoritmi fanno ridere. Vanno bene per la Borsa e a volte ti fanno perdere soldi pure lì. Possono essere un supporto, ma per scegliere un giocatore serve l’occhio umano, che è inarrivabile perché vede oltre i numeri. L’uomo è pieno di vizi e virtù. Ecco perché gli algoritmi non sono il Vangelo. Tra l’altro negli ultimi anni diverse squadre, che si sono basate soltanto sugli algoritmi, sono retrocesse…».

Come sceglie quindi un calciatore Ariedo Braida?
«Di persona. Se non li vedo dal vivo non ho quella visione che mi permette di scegliere bene convincendomi appieno. Mi serve avere la sensazione che quel giocatore possa diventare forte. Sono intuizioni che gli algoritmi non potranno mai sostituire».

È vero che scoprì Haaland quando aveva solo 16 anni?
«Lo vidi quando giocava in Norvegia e capii subito che sarebbe diventato un campione. Infatti l’avevo segnalato al Barcellona, poi hanno fatto altre scelte».

Infine ci svela quale è stato il colpo di mercato più difficile da chiudere?
«Dico Shevchenko, perché all’epoca non tutti al Milan erano d’accordo e convinti di prenderlo. Io però ero sicuro su Sheva: ho lottato per mesi e alla fine si sono fidati. Non ci avevo visto male (ride, ndc)».

Altre news di giornata


—) Zola:"Loftus da 10 gol. Con lui fai salto di qualità".


—) Milan: Jovic col Monza. La formazione.


—) Cardinale:"Non vendo il Milan. Pioli? Non licenzio. Lo stadio...".


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—) Braida:"Milan, tieniti stretto Pioli. Puoi vincere l'EL".


—) Loftus: leader che segna come un 9. A -3 dal record di 10 gol


—) Leao: PSG pronto. Via per offerte folli.
Estirpare uno con una propaganda del genere sarà quasi impossibile.
 

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