- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 269,753
- Reaction score
- 57,372
'ex attaccante dei rossoneri, campione d'Italia nel 1999, ha parlato del suo rapporto con la squadra attuale e ha parlato della sua esperienza. Oliver Bierhoff ha parlato al "Festival dello Sport" di Trento e fra i vari temi trattati c'è inevitabilmente il Milan, squadra nella quale ha giocato dal 1998 al 2001 vincendo anche uno scudetto.
Sul possibile contributo di Goncalo Ramos per far volare il Milan: "Un giocatore solo è difficile, ma può aiutare. Ma i palloni devono arrivare. Serve che la squadra sia rafforzata. Il Milan è nel mio cuore, ma spesso quando l'ho guardato non mi ha preso ultimamente. Una volta lo guardavi e avevi giocatori di qualità mondiale da osservare, oggi non è così".
Riguardo alle differenze tra Rozzi, Pozzo e Berlusconi: "Veniva lo spogliatoio e diceva: 'Mi avete rotto', poi congelava gli stipendi, era molto emozionale. All'inizio mi voleva mandare via dopo un paio di mesi, dichiarando: 'Bierhoff non giocherà mai più per l'Ascoli'. Un anno dopo invece disse: 'Bierhoff per me è come un figlio'. Un personaggio. Pozzo amava il calcio, era più tranquillo. Berlusconi non ho potuto conoscerlo bene perché era impegnato in politica, ma aveva grande mentalità. L'ho visto 2-3 volte con la squadra ed è stato sempre molto bello, anche se era Galliani quello più vicino alla squadra e più passionale. Anche ora sono sempre felice di vedere Galliani. Fu lui a convincermi velocemente ad andare al Milan".
Su quel Milan incredibile e su chi fosse il vero leader in spogliatoio: "Quando ho firmato c'era Capello allenatore, ma hanno cambiato prima della stagione e Zaccheroni portò un nuovo sistema di gioco. E mi colpì come giocatori che avevano vinto tutto si adattarono con grande umiltà, con ancora fame di dimostrare. Fino a metà stagione forse non pensavamo di poter vincere lo scudetto. Boban, Leonardo e Weah mi sembra che non fossero felicissimi con il nuovo sistema e Zaccheroni è stato bravo a parlare con la squadra per capire cosa cambiare. E tutto il gruppo aveva questa fame di tornare a vincere lo scudetto".
Sul fatto di essere stato al tavolo con i senatori, invitato da Maldini: "Maldini era già in Nazionale: a chi oggi mi chiede chi ammiravo di più, dico sempre Maldini. Per la sua grandezza, professionalità, umiltà. Se Ziege voleva giocare a sinistra, Paolo andava a destra, era sempre a disposizione. Era bello stare a quel tavolo, anche divertente. Costacurta e Albertini mettevano sempre zizzania fra Boban e Rossi che discutevano sempre. Weah? Era molto riservato, stava su un altro tavolo. Lo rispettavo, sapevo che nel suo Paese poteva anche fermare una guerra per il peso che aveva".
Sul possibile contributo di Goncalo Ramos per far volare il Milan: "Un giocatore solo è difficile, ma può aiutare. Ma i palloni devono arrivare. Serve che la squadra sia rafforzata. Il Milan è nel mio cuore, ma spesso quando l'ho guardato non mi ha preso ultimamente. Una volta lo guardavi e avevi giocatori di qualità mondiale da osservare, oggi non è così".
Riguardo alle differenze tra Rozzi, Pozzo e Berlusconi: "Veniva lo spogliatoio e diceva: 'Mi avete rotto', poi congelava gli stipendi, era molto emozionale. All'inizio mi voleva mandare via dopo un paio di mesi, dichiarando: 'Bierhoff non giocherà mai più per l'Ascoli'. Un anno dopo invece disse: 'Bierhoff per me è come un figlio'. Un personaggio. Pozzo amava il calcio, era più tranquillo. Berlusconi non ho potuto conoscerlo bene perché era impegnato in politica, ma aveva grande mentalità. L'ho visto 2-3 volte con la squadra ed è stato sempre molto bello, anche se era Galliani quello più vicino alla squadra e più passionale. Anche ora sono sempre felice di vedere Galliani. Fu lui a convincermi velocemente ad andare al Milan".
Su quel Milan incredibile e su chi fosse il vero leader in spogliatoio: "Quando ho firmato c'era Capello allenatore, ma hanno cambiato prima della stagione e Zaccheroni portò un nuovo sistema di gioco. E mi colpì come giocatori che avevano vinto tutto si adattarono con grande umiltà, con ancora fame di dimostrare. Fino a metà stagione forse non pensavamo di poter vincere lo scudetto. Boban, Leonardo e Weah mi sembra che non fossero felicissimi con il nuovo sistema e Zaccheroni è stato bravo a parlare con la squadra per capire cosa cambiare. E tutto il gruppo aveva questa fame di tornare a vincere lo scudetto".
Sul fatto di essere stato al tavolo con i senatori, invitato da Maldini: "Maldini era già in Nazionale: a chi oggi mi chiede chi ammiravo di più, dico sempre Maldini. Per la sua grandezza, professionalità, umiltà. Se Ziege voleva giocare a sinistra, Paolo andava a destra, era sempre a disposizione. Era bello stare a quel tavolo, anche divertente. Costacurta e Albertini mettevano sempre zizzania fra Boban e Rossi che discutevano sempre. Weah? Era molto riservato, stava su un altro tavolo. Lo rispettavo, sapevo che nel suo Paese poteva anche fermare una guerra per il peso che aveva".