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Repubblica: Il progetto per il professionismo arbitrale in Italia subisce una brusca frenata, trasformandosi in una "riforma light" a causa delle forti incertezze che gravitano attorno alla Figc, il cui futuro politico è strettamente legato all'esito dei playoff mondiali della Nazionale contro Irlanda del Nord ed eventualmente Galles o Bosnia. L'attuale debolezza della Federcalcio, unita alle divisioni tra i club e all'attesa per il ricorso del presidente dell'Aia Zappi contro la sua squalifica, ha spinto Gravina a prendere tempo almeno fino ad aprile, ipotizzando una ristrutturazione che preveda il ritorno alla distinzione tra Can A e Can B con contratti d'élite solo per i direttori di gara di fascia alta. Parallelamente, il settore vive una crisi comunicativa e tecnologica: il format Open Var rischia la cancellazione a causa del malumore degli arbitri per l'ammissione pubblica dei propri errori, mentre restano in bilico innovazioni come la ref cam e le spiegazioni in diretta al pubblico. In questo scenario di possibile terremoto interno, che vede già Orsato e Braschi in movimento, resta l'incognita sul ruolo di designatore, dato che Gianluca Rocchi non sembra intenzionato a rinnovare il contratto in scadenza a giugno e l'alternativa ideale della Figc, Roberto Rosetti, appare difficile da ingaggiare vista la sua posizione attuale alla Uefa.