Amorim Milan: accordo. Si attende ok. Jaissle, Glasner e Pochettino

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La GDS in edicola fa il solito punto sul prossimo allenatore del Milan, con Amorim in grande vantaggio (60%) su Jaissle che ha una clausola da bel 12 mln (20%) e gli ormai tagliati fuori Glasner e Pochettino (impegnato al Mondiale, anche se è stato tra i primi ad essere cercati) entrambi col 10% di possibilità di allenare i rossoneri.

Ruben Amorim è il nome forte degli ultimi giorni per la panchina del Milan, essendo ora decisamente in pole position nel casting rossonero per il prossimo allenatore dopo aver avuto modo di interfacciarsi più volte direttamente a Londra con Gerry Cardinale e i suoi uomini, in un dialogo definito «molto positivo» da persone vicine al tecnico portoghese, le quali si dicono molto fiduciose sulla buona conclusione della trattativa. L'ex allenatore del Manchester United piace per la sua idea di calcio piuttosto offensiva, caratterizzata da un modulo di riferimento che è il 3-4-3, ma che in fase di costruzione si trasforma poiché il tecnico di Lisbona ama alzare i laterali passando a un 3-2-5 o addirittura a uno spregiudicato 3-1-6. Amorim, che è un ex centrocampista con quattordici presenze e due Mondiali disputati con il Portogallo nel 2010 e nel 2014, ha vissuto un'ascesa rapidissima in panchina vincendo due campionati allo Sporting prima dei quarant'anni, nonostante sia curiosamente un tifoso e un ex giocatore dell'altra squadra di Lisbona, il Benfica. Un particolare importante è che Amorim può liberarsi subito, essendo stato esonerato dal Manchester United lo scorso gennaio, e non ha pretese folli a livello di ingaggio, tanto che sul tavolo c'è già una base di accordo per un contratto biennale con opzione per un'ulteriore stagione a circa 3 milioni di euro all'anno. Chi lo conosce bene lo descrive come molto motivato ad avventurarsi nel mondo Milan, nonostante sia consapevole di aver già fallito in una big e di non poter sbagliare una seconda volta, dato che il passo azzardato lo compì nel novembre 2024 quando lasciò lo Sporting primo in classifica per firmare con lo United, momento in cui era uno degli allenatori emergenti più ambiti d'Europa e lo stesso Milan lo aveva sondato per il dopo Pioli. Sebbene in Inghilterra le cose siano andate male fino all'esonero del 5 gennaio, questo fallimento a Manchester rappresenta solo in parte un campanello d'allarme per il Diavolo, poiché il tecnico portoghese arrivò a stagione in corso e nell'annata successiva fu allontanato quando la squadra si trovava al quinto posto in classifica a soli tre punti dal Liverpool quarto, anche se Michael Carrick, subentrato dopo di lui e più vicino all'ambiente dei Red Devils, ha fatto meglio. Di conseguenza, il dubbio sulla sua reale adattabilità in contesti sottoposti a una forte pressione, come sono appunto lo United e il Milan, potrebbe non essere del tutto campato in aria, ma a 41 anni il tecnico merita di sicuro una seconda chance.

CorSera: Gerry Cardinale, nel giorno della decapitazione dei vertici sportivi e aziendali, aveva annunciato che gli sarebbe servita una settimana per trovare le figure adatte a riempire di nuovo l’organigramma rossonero. Nel frattempo di settimane ne sono trascorse tre, mettendo a dura prova la pazienza dei tifosi milanisti a causa di un casting infinito e dei post sui social di Ibrahimovic quasi irridenti, ma ora si vede la luce in fondo al tunnel poiché Rúben Amorim ha accettato la bozza di contratto proposta dal Milan. Il tecnico quarantunenne, reduce dall'esperienza non positiva al Manchester United che lo ha esonerato lo scorso gennaio ma vincitore in compenso di due titoli allo Sporting Lisbona, vede nell'opportunità di allenare il Milan una chance clamorosa di rilancio dopo la sfortunata avventura in Premier League. Per il portoghese si parla di un accordo di due anni con opzione per la terza stagione e un ingaggio da circa 3,5 milioni di euro più bonus, anche se l’operazione non è ancora del tutto conclusa in quanto manca l’ok definitivo del numero uno di RedBird. Parallelamente, Cardinale, il suo braccio destro Calvelli e la star televisiva dei Mondiali Ibrahimovic tengono i contatti con Krosche, attuale responsabile dell’area tecnica dell’Eintracht di Francoforte a cui è legato fino al 2028, e i rossoneri sono al lavoro per liberare il manager versando un indennizzo ai tedeschi. Krosche andrebbe in pratica a prendere il posto che sembrava destinato a Rangnick, rimasto alla guida dell'Austria, e ha dichiarato che tre settimane fa c'è stato un primo contatto con il Milan in cui ha spiegato di volere chiarezza, la quale non c’è stata da parte del club italiano. Qualora si raggiungesse un’intesa con Krosche, quest'ultimo porterebbe Timmo Hardung come direttore sportivo, mentre Devin Ozek rappresenta l’alternativa per quel ruolo

Tuttosport: per Amorim al Milan manca solo l'ultimo ok. Ruben Amorim ha dato il suo assenso al Milan e si trova ora in attesa del definitivo via libera da parte del patron Gerry Cardinale, un passaggio che non è del tutto scontato visti i precedenti recenti legati a Rangnick e Glasner, anche se le ultime 48 ore indicano un movimento concreto nell'ambiente rossonero. Il quarantunenne tecnico portoghese, ex Manchester United dal quale è stato esonerato lo scorso 5 gennaio dopo un'esperienza negativa, rappresenta la potenziale scelta definitiva per la panchina al termine di un lunghissimo casting che ha visto sondati, quasi bloccati, bocciati o sfilatisi diversi allenatori, tra cui Iraola (il primo sogno), Xavi, Pochettino, Slot, Glasner e Jaissle. Amorim era già stato nel mirino dei dirigenti Furlani, Moncada e Ibrahimovic (da poco nominato senior advisor di RedBird) durante la stagione 2023-2024, l'ultima di Stefano Pioli, mentre il tecnico stava vincendo il suo secondo campionato portoghese con lo Sporting Lisbona grazie a un calcio offensivo apprezzato in tutta Europa; in quel momento il Milan non se la sentì di pagare la clausola rescissoria di 11 milioni di euro, virando poi su Paulo Fonseca, mentre il Manchester United decise di pagarla nel novembre 2024. Nell'ultima settimana Cardinale, Ibrahimovic (che si è mostrato particolarmente convinto) e Calvelli hanno deciso di puntare su di lui seguendo i suggerimenti dei cacciatori di teste e del potente agente Jorge Mendes, il quale ora potrebbe offrire il proprio aiuto nella cessione di Rafael Leao e consigliare acquisti funzionali al gioco di Amorim. La dirigenza ha effettuato questa virata poiché non era del tutto sicura di Glasner ed era restia a pagare i 5-6 milioni necessari per strappare Jaissle dall'Al-Ahli, tenendo conto che questi ultimi due profili erano comunque legati a Rangnick. Al contrario, Amorim ha ricevuto un parere positivo anche da Markus Krösche, quarantacinquenne dirigente tedesco dell'Eintracht Francoforte e candidato al ruolo di direttore dell'area tecnica che era stato inizialmente promesso proprio a Rangnick. Nella settimana appena trascorsa, Amorim ha partecipato ad almeno due vertici con i vertici rossoneri, i quali gli hanno infine proposto la medesima offerta contrattuale già prospettata a Glasner, ossia un accordo biennale con opzione per una terza stagione a fronte di un ingaggio da 3,5-4 milioni di euro più bonus. Nonostante il sì del portoghese, si attende la decisione finale di Cardinale e, per quanto la trattativa sembri vicina alla conclusione, le vicende accadute dal 25 maggio in poi impongono cautela. Nel frattempo, il Milan si sta muovendo per completare l'organigramma societario: al di là della definizione del futuro amministratore delegato, il club sta stringendo i tempi per il sopra citato Krösche, il quale ha già dato il proprio benestare al trasferimento a Milano, sebbene per liberarlo sarà necessario pagare un indennizzo di circa 5-6 milioni di euro all'Eintracht. Una volta insediato, Krösche avrà il compito di scegliere il nuovo direttore sportivo e potrebbe portare con sé Timmo Hardung, con cui ha già collaborato ai tempi del Lipsia, oppure Devin Özek, ex dirigente del Bayer Leverkusen che nell'ultima stagione ha lavorato al Fenerbahce.

Repubblica: Forse era destino che andasse in questo modo: nel 2017 Rúben Amorim ha chiuso a soli 31 anni la sua carriera da calciatore nel Benfica, la squadra per cui sognava di giocare fin da bambino insieme al Milan, di cui guardava le partite con Maldini, Baresi, Gullit e Savicevic, dichiarando che, avendo già realizzato il primo desiderio, per l'altro gli sarebbe toccato fare l'allenatore a Milano. Nove anni dopo quel momento il cerchio si chiude poiché Amorim è il nuovo tecnico scelto per il Diavolo dal trio composto da Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli; la trattativa è ormai alle battute finali e l'intesa tra le parti è totale, tanto che manca soltanto l'ultimo sì del patron milanista, atteso nelle prossime ore. L'allenatore firmerà un contratto biennale con opzione per un ulteriore anno e uno stipendio da 3 milioni di euro a stagione, facendo così un favore al Manchester United, club che lo ha licenziato a gennaio ma che da quel momento continua a pagarlo, essendo sotto contratto con gli inglesi fino al 2027, almeno fino alla risoluzione propedeutica alla firma con il Milan. In un angolino resiste comunque la candidatura di Jaissle, profilo convincente ma più costoso rispetto al collega portoghese, dato che per tesserarlo bisognerebbe versare 6 milioni di euro alla sua attuale squadra, l'Al-Ahli. Amorim, che vede in Jorge Jesus il suo maestro e in Mourinho l'esempio in quanto ottimo gestore di uomini, è un giochista vincente che ha conquistato due titoli con lo Sporting CP, è poi inciampato nel buco nero che rappresenta oggi il Manchester United e in passato è rimasto incantato dal Napoli di Maurizio Sarri; le sue squadre giocano solitamente con il modulo 3-4-2-1, il sistema tattico che dovrebbe adottare anche al Milan. Prende in questo modo forma il Diavolo che verrà e, dopo alcuni no imprevisti come quello di Rangnick e profili prima sondati e poi abbandonati come Glasner, si è finalmente giunti a una svolta. Cardinale sta costruendo il gruppo di lavoro come se gestisse una franchigia americana in stile NBA, dove l'allenatore, il direttore tecnico e il direttore sportivo non saranno connessi l'uno all'altro. In quest'ottica sono stati positivi i dialoghi con Markus Krösche, oggi all'Eintracht Francoforte e destinato a coprire il ruolo di head of football che inizialmente era stato pensato per Rangnick, il quale era stato sostituito proprio da Krösche nel 2021 al Lipsia. Krösche convince particolarmente Cardinale perché abbina l'analisi dei dati allo studio sul campo, volendo vedere con i propri occhi i calciatori per valutarne la disciplina; in Germania viene chiamato "il re delle plusvalenze" poiché all'Eintracht ha lanciato e poi venduto a peso d'oro talenti del calibro di Kolo Muani, Marmoush, Ekitike e Pacho. Questi giocatori sono stati scovati insieme a Timmo Hardung, il direttore sportivo che lavora con lui da anni e che Krösche vorrebbe portare con sé a Milano; il club rossonero sta riflettendo su questa opzione, mentre l'alternativa resta il tedesco Özek del Fenerbahçe. Sarà invece promosso a capo dell'area scout Bobby Gardiner, attualmente recruitment analyst, il quale ha partecipato attivamente a buona parte del casting rossonero. Cardinale vuole definire e chiudere ogni dettaglio tra oggi e domani, delineando così il nuovo Milan mentre l'orizzonte si colora finalmente di rosso e di nero.

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Ruben Amorim è il nome forte degli ultimi giorni per la panchina del Milan, essendo ora decisamente in pole position nel casting rossonero per il prossimo allenatore dopo aver avuto modo di interfacciarsi più volte direttamente a Londra con Gerry Cardinale e i suoi uomini, in un dialogo definito «molto positivo» da persone vicine al tecnico portoghese, le quali si dicono molto fiduciose sulla buona conclusione della trattativa. L'ex allenatore del Manchester United piace per la sua idea di calcio piuttosto offensiva, caratterizzata da un modulo di riferimento che è il 3-4-3, ma che in fase di costruzione si trasforma poiché il tecnico di Lisbona ama alzare i laterali passando a un 3-2-5 o addirittura a uno spregiudicato 3-1-6. Amorim, che è un ex centrocampista con quattordici presenze e due Mondiali disputati con il Portogallo nel 2010 e nel 2014, ha vissuto un'ascesa rapidissima in panchina vincendo due campionati allo Sporting prima dei quarant'anni, nonostante sia curiosamente un tifoso e un ex giocatore dell'altra squadra di Lisbona, il Benfica. Un particolare importante è che Amorim può liberarsi subito, essendo stato esonerato dal Manchester United lo scorso gennaio, e non ha pretese folli a livello di ingaggio, tanto che sul tavolo c'è già una base di accordo per un contratto biennale con opzione per un'ulteriore stagione a circa 3 milioni di euro all'anno. Chi lo conosce bene lo descrive come molto motivato ad avventurarsi nel mondo Milan, nonostante sia consapevole di aver già fallito in una big e di non poter sbagliare una seconda volta, dato che il passo azzardato lo compì nel novembre 2024 quando lasciò lo Sporting primo in classifica per firmare con lo United, momento in cui era uno degli allenatori emergenti più ambiti d'Europa e lo stesso Milan lo aveva sondato per il dopo Pioli. Sebbene in Inghilterra le cose siano andate male fino all'esonero del 5 gennaio, questo fallimento a Manchester rappresenta solo in parte un campanello d'allarme per il Diavolo, poiché il tecnico portoghese arrivò a stagione in corso e nell'annata successiva fu allontanato quando la squadra si trovava al quinto posto in classifica a soli tre punti dal Liverpool quarto, anche se Michael Carrick, subentrato dopo di lui e più vicino all'ambiente dei Red Devils, ha fatto meglio. Di conseguenza, il dubbio sulla sua reale adattabilità in contesti sottoposti a una forte pressione, come sono appunto lo United e il Milan, potrebbe non essere del tutto campato in aria, ma a 41 anni il tecnico merita di sicuro una seconda chance.
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Ruben Amorim è il nome forte degli ultimi giorni per la panchina del Milan, essendo ora decisamente in pole position nel casting rossonero per il prossimo allenatore dopo aver avuto modo di interfacciarsi più volte direttamente a Londra con Gerry Cardinale e i suoi uomini, in un dialogo definito «molto positivo» da persone vicine al tecnico portoghese, le quali si dicono molto fiduciose sulla buona conclusione della trattativa. L'ex allenatore del Manchester United piace per la sua idea di calcio piuttosto offensiva, caratterizzata da un modulo di riferimento che è il 3-4-3, ma che in fase di costruzione si trasforma poiché il tecnico di Lisbona ama alzare i laterali passando a un 3-2-5 o addirittura a uno spregiudicato 3-1-6. Amorim, che è un ex centrocampista con quattordici presenze e due Mondiali disputati con il Portogallo nel 2010 e nel 2014, ha vissuto un'ascesa rapidissima in panchina vincendo due campionati allo Sporting prima dei quarant'anni, nonostante sia curiosamente un tifoso e un ex giocatore dell'altra squadra di Lisbona, il Benfica. Un particolare importante è che Amorim può liberarsi subito, essendo stato esonerato dal Manchester United lo scorso gennaio, e non ha pretese folli a livello di ingaggio, tanto che sul tavolo c'è già una base di accordo per un contratto biennale con opzione per un'ulteriore stagione a circa 3 milioni di euro all'anno. Chi lo conosce bene lo descrive come molto motivato ad avventurarsi nel mondo Milan, nonostante sia consapevole di aver già fallito in una big e di non poter sbagliare una seconda volta, dato che il passo azzardato lo compì nel novembre 2024 quando lasciò lo Sporting primo in classifica per firmare con lo United, momento in cui era uno degli allenatori emergenti più ambiti d'Europa e lo stesso Milan lo aveva sondato per il dopo Pioli. Sebbene in Inghilterra le cose siano andate male fino all'esonero del 5 gennaio, questo fallimento a Manchester rappresenta solo in parte un campanello d'allarme per il Diavolo, poiché il tecnico portoghese arrivò a stagione in corso e nell'annata successiva fu allontanato quando la squadra si trovava al quinto posto in classifica a soli tre punti dal Liverpool quarto, anche se Michael Carrick, subentrato dopo di lui e più vicino all'ambiente dei Red Devils, ha fatto meglio. Di conseguenza, il dubbio sulla sua reale adattabilità in contesti sottoposti a una forte pressione, come sono appunto lo United e il Milan, potrebbe non essere del tutto campato in aria, ma a 41 anni il tecnico merita di sicuro una seconda chance.

CorSera: Gerry Cardinale, nel giorno della decapitazione dei vertici sportivi e aziendali, aveva annunciato che gli sarebbe servita una settimana per trovare le figure adatte a riempire di nuovo l’organigramma rossonero. Nel frattempo di settimane ne sono trascorse tre, mettendo a dura prova la pazienza dei tifosi milanisti a causa di un casting infinito e dei post sui social di Ibrahimovic quasi irridenti, ma ora si vede la luce in fondo al tunnel poiché Rúben Amorim ha accettato la bozza di contratto proposta dal Milan. Il tecnico quarantunenne, reduce dall'esperienza non positiva al Manchester United che lo ha esonerato lo scorso gennaio ma vincitore in compenso di due titoli allo Sporting Lisbona, vede nell'opportunità di allenare il Milan una chance clamorosa di rilancio dopo la sfortunata avventura in Premier League. Per il portoghese si parla di un accordo di due anni con opzione per la terza stagione e un ingaggio da circa 3,5 milioni di euro più bonus, anche se l’operazione non è ancora del tutto conclusa in quanto manca l’ok definitivo del numero uno di RedBird. Parallelamente, Cardinale, il suo braccio destro Calvelli e la star televisiva dei Mondiali Ibrahimovic tengono i contatti con Krosche, attuale responsabile dell’area tecnica dell’Eintracht di Francoforte a cui è legato fino al 2028, e i rossoneri sono al lavoro per liberare il manager versando un indennizzo ai tedeschi. Krosche andrebbe in pratica a prendere il posto che sembrava destinato a Rangnick, rimasto alla guida dell'Austria, e ha dichiarato che tre settimane fa c'è stato un primo contatto con il Milan in cui ha spiegato di volere chiarezza, la quale non c’è stata da parte del club italiano. Qualora si raggiungesse un’intesa con Krosche, quest'ultimo porterebbe Timmo Hardung come direttore sportivo, mentre Devin Ozek rappresenta l’alternativa per quel ruolo

Tuttosport: per Amorim al Milan manca solo l'ultimo ok. Ruben Amorim ha dato il suo assenso al Milan e si trova ora in attesa del definitivo via libera da parte del patron Gerry Cardinale, un passaggio che non è del tutto scontato visti i precedenti recenti legati a Rangnick e Glasner, anche se le ultime 48 ore indicano un movimento concreto nell'ambiente rossonero. Il quarantunenne tecnico portoghese, ex Manchester United dal quale è stato esonerato lo scorso 5 gennaio dopo un'esperienza negativa, rappresenta la potenziale scelta definitiva per la panchina al termine di un lunghissimo casting che ha visto sondati, quasi bloccati, bocciati o sfilatisi diversi allenatori, tra cui Iraola (il primo sogno), Xavi, Pochettino, Slot, Glasner e Jaissle. Amorim era già stato nel mirino dei dirigenti Furlani, Moncada e Ibrahimovic (da poco nominato senior advisor di RedBird) durante la stagione 2023-2024, l'ultima di Stefano Pioli, mentre il tecnico stava vincendo il suo secondo campionato portoghese con lo Sporting Lisbona grazie a un calcio offensivo apprezzato in tutta Europa; in quel momento il Milan non se la sentì di pagare la clausola rescissoria di 11 milioni di euro, virando poi su Paulo Fonseca, mentre il Manchester United decise di pagarla nel novembre 2024. Nell'ultima settimana Cardinale, Ibrahimovic (che si è mostrato particolarmente convinto) e Calvelli hanno deciso di puntare su di lui seguendo i suggerimenti dei cacciatori di teste e del potente agente Jorge Mendes, il quale ora potrebbe offrire il proprio aiuto nella cessione di Rafael Leao e consigliare acquisti funzionali al gioco di Amorim. La dirigenza ha effettuato questa virata poiché non era del tutto sicura di Glasner ed era restia a pagare i 5-6 milioni necessari per strappare Jaissle dall'Al-Ahli, tenendo conto che questi ultimi due profili erano comunque legati a Rangnick. Al contrario, Amorim ha ricevuto un parere positivo anche da Markus Krösche, quarantacinquenne dirigente tedesco dell'Eintracht Francoforte e candidato al ruolo di direttore dell'area tecnica che era stato inizialmente promesso proprio a Rangnick. Nella settimana appena trascorsa, Amorim ha partecipato ad almeno due vertici con i vertici rossoneri, i quali gli hanno infine proposto la medesima offerta contrattuale già prospettata a Glasner, ossia un accordo biennale con opzione per una terza stagione a fronte di un ingaggio da 3,5-4 milioni di euro più bonus. Nonostante il sì del portoghese, si attende la decisione finale di Cardinale e, per quanto la trattativa sembri vicina alla conclusione, le vicende accadute dal 25 maggio in poi impongono cautela. Nel frattempo, il Milan si sta muovendo per completare l'organigramma societario: al di là della definizione del futuro amministratore delegato, il club sta stringendo i tempi per il sopra citato Krösche, il quale ha già dato il proprio benestare al trasferimento a Milano, sebbene per liberarlo sarà necessario pagare un indennizzo di circa 5-6 milioni di euro all'Eintracht. Una volta insediato, Krösche avrà il compito di scegliere il nuovo direttore sportivo e potrebbe portare con sé Timmo Hardung, con cui ha già collaborato ai tempi del Lipsia, oppure Devin Özek, ex dirigente del Bayer Leverkusen che nell'ultima stagione ha lavorato al Fenerbahce.
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Già rido che hanno pescato gli scarti degli scarti, c'è ancora da ridere per tutto il mercato estivo.

Che Circo... L'Inter dominerà per i prossimi 4-5 anni
 

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La GDS in edicola fa il solito punto sul prossimo allenatore del Milan, con Amorim in grande vantaggio (60%) su Jaissle che ha una clausola da bel 12 mln (20%) e gli ormai tagliati fuori Glasner e Pochettino (impegnato al Mondiale, anche se è stato tra i primi ad essere cercati) entrambi col 10% di possibilità di allenare i rossoneri.

Ruben Amorim è il nome forte degli ultimi giorni per la panchina del Milan, essendo ora decisamente in pole position nel casting rossonero per il prossimo allenatore dopo aver avuto modo di interfacciarsi più volte direttamente a Londra con Gerry Cardinale e i suoi uomini, in un dialogo definito «molto positivo» da persone vicine al tecnico portoghese, le quali si dicono molto fiduciose sulla buona conclusione della trattativa. L'ex allenatore del Manchester United piace per la sua idea di calcio piuttosto offensiva, caratterizzata da un modulo di riferimento che è il 3-4-3, ma che in fase di costruzione si trasforma poiché il tecnico di Lisbona ama alzare i laterali passando a un 3-2-5 o addirittura a uno spregiudicato 3-1-6. Amorim, che è un ex centrocampista con quattordici presenze e due Mondiali disputati con il Portogallo nel 2010 e nel 2014, ha vissuto un'ascesa rapidissima in panchina vincendo due campionati allo Sporting prima dei quarant'anni, nonostante sia curiosamente un tifoso e un ex giocatore dell'altra squadra di Lisbona, il Benfica. Un particolare importante è che Amorim può liberarsi subito, essendo stato esonerato dal Manchester United lo scorso gennaio, e non ha pretese folli a livello di ingaggio, tanto che sul tavolo c'è già una base di accordo per un contratto biennale con opzione per un'ulteriore stagione a circa 3 milioni di euro all'anno. Chi lo conosce bene lo descrive come molto motivato ad avventurarsi nel mondo Milan, nonostante sia consapevole di aver già fallito in una big e di non poter sbagliare una seconda volta, dato che il passo azzardato lo compì nel novembre 2024 quando lasciò lo Sporting primo in classifica per firmare con lo United, momento in cui era uno degli allenatori emergenti più ambiti d'Europa e lo stesso Milan lo aveva sondato per il dopo Pioli. Sebbene in Inghilterra le cose siano andate male fino all'esonero del 5 gennaio, questo fallimento a Manchester rappresenta solo in parte un campanello d'allarme per il Diavolo, poiché il tecnico portoghese arrivò a stagione in corso e nell'annata successiva fu allontanato quando la squadra si trovava al quinto posto in classifica a soli tre punti dal Liverpool quarto, anche se Michael Carrick, subentrato dopo di lui e più vicino all'ambiente dei Red Devils, ha fatto meglio. Di conseguenza, il dubbio sulla sua reale adattabilità in contesti sottoposti a una forte pressione, come sono appunto lo United e il Milan, potrebbe non essere del tutto campato in aria, ma a 41 anni il tecnico merita di sicuro una seconda chance.

CorSera: Gerry Cardinale, nel giorno della decapitazione dei vertici sportivi e aziendali, aveva annunciato che gli sarebbe servita una settimana per trovare le figure adatte a riempire di nuovo l’organigramma rossonero. Nel frattempo di settimane ne sono trascorse tre, mettendo a dura prova la pazienza dei tifosi milanisti a causa di un casting infinito e dei post sui social di Ibrahimovic quasi irridenti, ma ora si vede la luce in fondo al tunnel poiché Rúben Amorim ha accettato la bozza di contratto proposta dal Milan. Il tecnico quarantunenne, reduce dall'esperienza non positiva al Manchester United che lo ha esonerato lo scorso gennaio ma vincitore in compenso di due titoli allo Sporting Lisbona, vede nell'opportunità di allenare il Milan una chance clamorosa di rilancio dopo la sfortunata avventura in Premier League. Per il portoghese si parla di un accordo di due anni con opzione per la terza stagione e un ingaggio da circa 3,5 milioni di euro più bonus, anche se l’operazione non è ancora del tutto conclusa in quanto manca l’ok definitivo del numero uno di RedBird. Parallelamente, Cardinale, il suo braccio destro Calvelli e la star televisiva dei Mondiali Ibrahimovic tengono i contatti con Krosche, attuale responsabile dell’area tecnica dell’Eintracht di Francoforte a cui è legato fino al 2028, e i rossoneri sono al lavoro per liberare il manager versando un indennizzo ai tedeschi. Krosche andrebbe in pratica a prendere il posto che sembrava destinato a Rangnick, rimasto alla guida dell'Austria, e ha dichiarato che tre settimane fa c'è stato un primo contatto con il Milan in cui ha spiegato di volere chiarezza, la quale non c’è stata da parte del club italiano. Qualora si raggiungesse un’intesa con Krosche, quest'ultimo porterebbe Timmo Hardung come direttore sportivo, mentre Devin Ozek rappresenta l’alternativa per quel ruolo

Tuttosport: per Amorim al Milan manca solo l'ultimo ok. Ruben Amorim ha dato il suo assenso al Milan e si trova ora in attesa del definitivo via libera da parte del patron Gerry Cardinale, un passaggio che non è del tutto scontato visti i precedenti recenti legati a Rangnick e Glasner, anche se le ultime 48 ore indicano un movimento concreto nell'ambiente rossonero. Il quarantunenne tecnico portoghese, ex Manchester United dal quale è stato esonerato lo scorso 5 gennaio dopo un'esperienza negativa, rappresenta la potenziale scelta definitiva per la panchina al termine di un lunghissimo casting che ha visto sondati, quasi bloccati, bocciati o sfilatisi diversi allenatori, tra cui Iraola (il primo sogno), Xavi, Pochettino, Slot, Glasner e Jaissle. Amorim era già stato nel mirino dei dirigenti Furlani, Moncada e Ibrahimovic (da poco nominato senior advisor di RedBird) durante la stagione 2023-2024, l'ultima di Stefano Pioli, mentre il tecnico stava vincendo il suo secondo campionato portoghese con lo Sporting Lisbona grazie a un calcio offensivo apprezzato in tutta Europa; in quel momento il Milan non se la sentì di pagare la clausola rescissoria di 11 milioni di euro, virando poi su Paulo Fonseca, mentre il Manchester United decise di pagarla nel novembre 2024. Nell'ultima settimana Cardinale, Ibrahimovic (che si è mostrato particolarmente convinto) e Calvelli hanno deciso di puntare su di lui seguendo i suggerimenti dei cacciatori di teste e del potente agente Jorge Mendes, il quale ora potrebbe offrire il proprio aiuto nella cessione di Rafael Leao e consigliare acquisti funzionali al gioco di Amorim. La dirigenza ha effettuato questa virata poiché non era del tutto sicura di Glasner ed era restia a pagare i 5-6 milioni necessari per strappare Jaissle dall'Al-Ahli, tenendo conto che questi ultimi due profili erano comunque legati a Rangnick. Al contrario, Amorim ha ricevuto un parere positivo anche da Markus Krösche, quarantacinquenne dirigente tedesco dell'Eintracht Francoforte e candidato al ruolo di direttore dell'area tecnica che era stato inizialmente promesso proprio a Rangnick. Nella settimana appena trascorsa, Amorim ha partecipato ad almeno due vertici con i vertici rossoneri, i quali gli hanno infine proposto la medesima offerta contrattuale già prospettata a Glasner, ossia un accordo biennale con opzione per una terza stagione a fronte di un ingaggio da 3,5-4 milioni di euro più bonus. Nonostante il sì del portoghese, si attende la decisione finale di Cardinale e, per quanto la trattativa sembri vicina alla conclusione, le vicende accadute dal 25 maggio in poi impongono cautela. Nel frattempo, il Milan si sta muovendo per completare l'organigramma societario: al di là della definizione del futuro amministratore delegato, il club sta stringendo i tempi per il sopra citato Krösche, il quale ha già dato il proprio benestare al trasferimento a Milano, sebbene per liberarlo sarà necessario pagare un indennizzo di circa 5-6 milioni di euro all'Eintracht. Una volta insediato, Krösche avrà il compito di scegliere il nuovo direttore sportivo e potrebbe portare con sé Timmo Hardung, con cui ha già collaborato ai tempi del Lipsia, oppure Devin Özek, ex dirigente del Bayer Leverkusen che nell'ultima stagione ha lavorato al Fenerbahce.

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Un matrimonio destinato a finire male perché non abbiamo dietro una società forte e una proprietà definibile tale.

Possiamo già anticipare i capitoli di questo manuale d'amore:


-l'infatuazione : il Milan e Amorim si piacciono. Sei la più bella del mondo? ;

-il flirt : iniziano i contatti intensi . Tu mi piaci .. tu mi piaci.. tu mi piaci tantooo!!;

-l 'innamoramento : scatta la scintilla, cadono tutte le altre candidature e 'bruci pure la città e crolli il grattacielo ';

-il matrimonio: il Milan e Amorim si sposano. Ave mariaaaaaa , tromboni in coro.

-l'idealizzazione: i teloni di Amorim, il calcio di Amorim ,la pre season di Amorim, milanista sin da piccino e altre amenità da occhi a cuoricino perché' tu volevi solo cuoricini ';

-la crisi e i dubbi dell'amore : i difetti dopo i confetti. Il 23 agosto a Torino, alla prima giornata, la coppia scopre quanto sia pericolosa la quotidianità;

-il tradimento: ibra inizia a filtrare con un nuovo tecnico mentre Amorim cambia modulo un giovedì di coppa fuori casa.
Pesca pescatore e no per dio non farlo tornare;

-l'abbandono : il 2 novembre il Milan e Amorim si lasciano dopo un derby perso malissimo.
Ma qual è il grado di dolore che riesci a sopportare prima di fermare l'esecuzione e chiedere soccorso a me..
 
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La GDS in edicola fa il solito punto sul prossimo allenatore del Milan, con Amorim in grande vantaggio (60%) su Jaissle che ha una clausola da bel 12 mln (20%) e gli ormai tagliati fuori Glasner e Pochettino (impegnato al Mondiale, anche se è stato tra i primi ad essere cercati) entrambi col 10% di possibilità di allenare i rossoneri.

Ruben Amorim è il nome forte degli ultimi giorni per la panchina del Milan, essendo ora decisamente in pole position nel casting rossonero per il prossimo allenatore dopo aver avuto modo di interfacciarsi più volte direttamente a Londra con Gerry Cardinale e i suoi uomini, in un dialogo definito «molto positivo» da persone vicine al tecnico portoghese, le quali si dicono molto fiduciose sulla buona conclusione della trattativa. L'ex allenatore del Manchester United piace per la sua idea di calcio piuttosto offensiva, caratterizzata da un modulo di riferimento che è il 3-4-3, ma che in fase di costruzione si trasforma poiché il tecnico di Lisbona ama alzare i laterali passando a un 3-2-5 o addirittura a uno spregiudicato 3-1-6. Amorim, che è un ex centrocampista con quattordici presenze e due Mondiali disputati con il Portogallo nel 2010 e nel 2014, ha vissuto un'ascesa rapidissima in panchina vincendo due campionati allo Sporting prima dei quarant'anni, nonostante sia curiosamente un tifoso e un ex giocatore dell'altra squadra di Lisbona, il Benfica. Un particolare importante è che Amorim può liberarsi subito, essendo stato esonerato dal Manchester United lo scorso gennaio, e non ha pretese folli a livello di ingaggio, tanto che sul tavolo c'è già una base di accordo per un contratto biennale con opzione per un'ulteriore stagione a circa 3 milioni di euro all'anno. Chi lo conosce bene lo descrive come molto motivato ad avventurarsi nel mondo Milan, nonostante sia consapevole di aver già fallito in una big e di non poter sbagliare una seconda volta, dato che il passo azzardato lo compì nel novembre 2024 quando lasciò lo Sporting primo in classifica per firmare con lo United, momento in cui era uno degli allenatori emergenti più ambiti d'Europa e lo stesso Milan lo aveva sondato per il dopo Pioli. Sebbene in Inghilterra le cose siano andate male fino all'esonero del 5 gennaio, questo fallimento a Manchester rappresenta solo in parte un campanello d'allarme per il Diavolo, poiché il tecnico portoghese arrivò a stagione in corso e nell'annata successiva fu allontanato quando la squadra si trovava al quinto posto in classifica a soli tre punti dal Liverpool quarto, anche se Michael Carrick, subentrato dopo di lui e più vicino all'ambiente dei Red Devils, ha fatto meglio. Di conseguenza, il dubbio sulla sua reale adattabilità in contesti sottoposti a una forte pressione, come sono appunto lo United e il Milan, potrebbe non essere del tutto campato in aria, ma a 41 anni il tecnico merita di sicuro una seconda chance.

CorSera: Gerry Cardinale, nel giorno della decapitazione dei vertici sportivi e aziendali, aveva annunciato che gli sarebbe servita una settimana per trovare le figure adatte a riempire di nuovo l’organigramma rossonero. Nel frattempo di settimane ne sono trascorse tre, mettendo a dura prova la pazienza dei tifosi milanisti a causa di un casting infinito e dei post sui social di Ibrahimovic quasi irridenti, ma ora si vede la luce in fondo al tunnel poiché Rúben Amorim ha accettato la bozza di contratto proposta dal Milan. Il tecnico quarantunenne, reduce dall'esperienza non positiva al Manchester United che lo ha esonerato lo scorso gennaio ma vincitore in compenso di due titoli allo Sporting Lisbona, vede nell'opportunità di allenare il Milan una chance clamorosa di rilancio dopo la sfortunata avventura in Premier League. Per il portoghese si parla di un accordo di due anni con opzione per la terza stagione e un ingaggio da circa 3,5 milioni di euro più bonus, anche se l’operazione non è ancora del tutto conclusa in quanto manca l’ok definitivo del numero uno di RedBird. Parallelamente, Cardinale, il suo braccio destro Calvelli e la star televisiva dei Mondiali Ibrahimovic tengono i contatti con Krosche, attuale responsabile dell’area tecnica dell’Eintracht di Francoforte a cui è legato fino al 2028, e i rossoneri sono al lavoro per liberare il manager versando un indennizzo ai tedeschi. Krosche andrebbe in pratica a prendere il posto che sembrava destinato a Rangnick, rimasto alla guida dell'Austria, e ha dichiarato che tre settimane fa c'è stato un primo contatto con il Milan in cui ha spiegato di volere chiarezza, la quale non c’è stata da parte del club italiano. Qualora si raggiungesse un’intesa con Krosche, quest'ultimo porterebbe Timmo Hardung come direttore sportivo, mentre Devin Ozek rappresenta l’alternativa per quel ruolo

Tuttosport: per Amorim al Milan manca solo l'ultimo ok. Ruben Amorim ha dato il suo assenso al Milan e si trova ora in attesa del definitivo via libera da parte del patron Gerry Cardinale, un passaggio che non è del tutto scontato visti i precedenti recenti legati a Rangnick e Glasner, anche se le ultime 48 ore indicano un movimento concreto nell'ambiente rossonero. Il quarantunenne tecnico portoghese, ex Manchester United dal quale è stato esonerato lo scorso 5 gennaio dopo un'esperienza negativa, rappresenta la potenziale scelta definitiva per la panchina al termine di un lunghissimo casting che ha visto sondati, quasi bloccati, bocciati o sfilatisi diversi allenatori, tra cui Iraola (il primo sogno), Xavi, Pochettino, Slot, Glasner e Jaissle. Amorim era già stato nel mirino dei dirigenti Furlani, Moncada e Ibrahimovic (da poco nominato senior advisor di RedBird) durante la stagione 2023-2024, l'ultima di Stefano Pioli, mentre il tecnico stava vincendo il suo secondo campionato portoghese con lo Sporting Lisbona grazie a un calcio offensivo apprezzato in tutta Europa; in quel momento il Milan non se la sentì di pagare la clausola rescissoria di 11 milioni di euro, virando poi su Paulo Fonseca, mentre il Manchester United decise di pagarla nel novembre 2024. Nell'ultima settimana Cardinale, Ibrahimovic (che si è mostrato particolarmente convinto) e Calvelli hanno deciso di puntare su di lui seguendo i suggerimenti dei cacciatori di teste e del potente agente Jorge Mendes, il quale ora potrebbe offrire il proprio aiuto nella cessione di Rafael Leao e consigliare acquisti funzionali al gioco di Amorim. La dirigenza ha effettuato questa virata poiché non era del tutto sicura di Glasner ed era restia a pagare i 5-6 milioni necessari per strappare Jaissle dall'Al-Ahli, tenendo conto che questi ultimi due profili erano comunque legati a Rangnick. Al contrario, Amorim ha ricevuto un parere positivo anche da Markus Krösche, quarantacinquenne dirigente tedesco dell'Eintracht Francoforte e candidato al ruolo di direttore dell'area tecnica che era stato inizialmente promesso proprio a Rangnick. Nella settimana appena trascorsa, Amorim ha partecipato ad almeno due vertici con i vertici rossoneri, i quali gli hanno infine proposto la medesima offerta contrattuale già prospettata a Glasner, ossia un accordo biennale con opzione per una terza stagione a fronte di un ingaggio da 3,5-4 milioni di euro più bonus. Nonostante il sì del portoghese, si attende la decisione finale di Cardinale e, per quanto la trattativa sembri vicina alla conclusione, le vicende accadute dal 25 maggio in poi impongono cautela. Nel frattempo, il Milan si sta muovendo per completare l'organigramma societario: al di là della definizione del futuro amministratore delegato, il club sta stringendo i tempi per il sopra citato Krösche, il quale ha già dato il proprio benestare al trasferimento a Milano, sebbene per liberarlo sarà necessario pagare un indennizzo di circa 5-6 milioni di euro all'Eintracht. Una volta insediato, Krösche avrà il compito di scegliere il nuovo direttore sportivo e potrebbe portare con sé Timmo Hardung, con cui ha già collaborato ai tempi del Lipsia, oppure Devin Özek, ex dirigente del Bayer Leverkusen che nell'ultima stagione ha lavorato al Fenerbahce.

Repubblica: Forse era destino che andasse in questo modo: nel 2017 Rúben Amorim ha chiuso a soli 31 anni la sua carriera da calciatore nel Benfica, la squadra per cui sognava di giocare fin da bambino insieme al Milan, di cui guardava le partite con Maldini, Baresi, Gullit e Savicevic, dichiarando che, avendo già realizzato il primo desiderio, per l'altro gli sarebbe toccato fare l'allenatore a Milano. Nove anni dopo quel momento il cerchio si chiude poiché Amorim è il nuovo tecnico scelto per il Diavolo dal trio composto da Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli; la trattativa è ormai alle battute finali e l'intesa tra le parti è totale, tanto che manca soltanto l'ultimo sì del patron milanista, atteso nelle prossime ore. L'allenatore firmerà un contratto biennale con opzione per un ulteriore anno e uno stipendio da 3 milioni di euro a stagione, facendo così un favore al Manchester United, club che lo ha licenziato a gennaio ma che da quel momento continua a pagarlo, essendo sotto contratto con gli inglesi fino al 2027, almeno fino alla risoluzione propedeutica alla firma con il Milan. In un angolino resiste comunque la candidatura di Jaissle, profilo convincente ma più costoso rispetto al collega portoghese, dato che per tesserarlo bisognerebbe versare 6 milioni di euro alla sua attuale squadra, l'Al-Ahli. Amorim, che vede in Jorge Jesus il suo maestro e in Mourinho l'esempio in quanto ottimo gestore di uomini, è un giochista vincente che ha conquistato due titoli con lo Sporting CP, è poi inciampato nel buco nero che rappresenta oggi il Manchester United e in passato è rimasto incantato dal Napoli di Maurizio Sarri; le sue squadre giocano solitamente con il modulo 3-4-2-1, il sistema tattico che dovrebbe adottare anche al Milan. Prende in questo modo forma il Diavolo che verrà e, dopo alcuni no imprevisti come quello di Rangnick e profili prima sondati e poi abbandonati come Glasner, si è finalmente giunti a una svolta. Cardinale sta costruendo il gruppo di lavoro come se gestisse una franchigia americana in stile NBA, dove l'allenatore, il direttore tecnico e il direttore sportivo non saranno connessi l'uno all'altro. In quest'ottica sono stati positivi i dialoghi con Markus Krösche, oggi all'Eintracht Francoforte e destinato a coprire il ruolo di head of football che inizialmente era stato pensato per Rangnick, il quale era stato sostituito proprio da Krösche nel 2021 al Lipsia. Krösche convince particolarmente Cardinale perché abbina l'analisi dei dati allo studio sul campo, volendo vedere con i propri occhi i calciatori per valutarne la disciplina; in Germania viene chiamato "il re delle plusvalenze" poiché all'Eintracht ha lanciato e poi venduto a peso d'oro talenti del calibro di Kolo Muani, Marmoush, Ekitike e Pacho. Questi giocatori sono stati scovati insieme a Timmo Hardung, il direttore sportivo che lavora con lui da anni e che Krösche vorrebbe portare con sé a Milano; il club rossonero sta riflettendo su questa opzione, mentre l'alternativa resta il tedesco Özek del Fenerbahçe. Sarà invece promosso a capo dell'area scout Bobby Gardiner, attualmente recruitment analyst, il quale ha partecipato attivamente a buona parte del casting rossonero. Cardinale vuole definire e chiudere ogni dettaglio tra oggi e domani, delineando così il nuovo Milan mentre l'orizzonte si colora finalmente di rosso e di nero.

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Un disastro annunciato. L'unica colpa che darò ad Amorim sarà quella di essere arrivato ad essere disperato a tal punto da accettare un progetto imbarazzante come quello che la banda di scappati di casa che ci controlla gli sta proponendo.
 

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