Amorim: il Milan accelera. Ci siamo. L'offerta.

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Anche in Inghilterra confermano: Amorim è in pole per la panchina del Milan.

In Portogallo confermano quanto abbiamo già riportato stamattina: il Milan accelera per Amorim. L'offerta sarebbe un biennale a 3-4 mln di euro a stagione più opzione per un'altra stagione.

Come già riferito, Amorim è il preferito di Ibrahimovic.

News precedenti

GDS: Il tentato matrimonio calcistico tra Ralf Rangnick e il Milan è sfumato per la seconda volta. A differenza del 2020, quando fu il club rossonero a fare marcia indietro per confermare Stefano Pioli, in questa occasione è stato l'attuale commissario tecnico dell'Austria a bloccare la trattativa. Il Milan, per volere di Gerry Cardinale, aveva contattato il tecnico tedesco offrendogli il ruolo di capo dell'area tecnica, ma ha poi tentennato di fronte alla sua richiesta di una totale autonomia gestionale. All'interno del club milanista, infatti, non tutti erano convinti di concedergli carta bianca: figure chiave come Zlatan Ibrahimovic esprimevano forti perplessità sull'affidargli il controllo assoluto non solo sulla scelta dell'allenatore e dei collaboratori, ma anche sul settore giovanile e sulle strutture societarie. A far naufragare definitivamente l'accordo sono stati anche i tempi di attesa e i dubbi dei rossoneri sulla gestione di un doppio incarico da parte di Rangnick durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Stanco di aspettare un segnale concreto da Cardinale e dai suoi uomini, Rangnick ha deciso di interrompere i contatti per concentrarsi esclusivamente sulla nazionale austriaca, attesa dal debutto mondiale contro la Giordania. Dal ritiro di Santa Barbara, la federazione austriaca, per bocca del presidente Josef Pröll, si è sempre mostrata estremamente serena e ottimista sul futuro, forte di un rapporto trasparente e di una proposta di rinnovo contrattuale fino al 2028 che il tecnico è intenzionato a firmare, indipendentemente dal fatto che ciò avvenga prima o dopo il torneo.

Con il definitivo no di Rangnick, il Milan si trova costretto a ridefinire completamente il proprio organigramma societario e tecnico, essendo ancora alla ricerca di un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e un allenatore. Per i ruoli dirigenziali, la società sta portando avanti un casting che include diversi profili: circa due settimane fa ci sono stati contatti con Ramon Planes, reduce dalla separazione con l'Al Ittihad; più recenti sono invece i colloqui con il trentunenne Devin Ozek, considerato un talento precoce in Germania per il suo lavoro al Bayer Leverkusen prima di una meno fortunata parentesi al Fenerbahçe. Ozek, già incontrato due volte, rappresenta un'opzione giovane e decisamente meno ingombrante rispetto a Rangnick. Resta in lista anche Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell'Eintracht Francoforte.

Sul fronte della panchina, la dirigenza milanista, con la presenza dello stesso Cardinale a Londra, ha avviato contatti serrati con diversi profili. Tra i nomi più caldi c'è il trentottenne Matthias Jaissle, cresciuto calcisticamente proprio sotto l'ala di Rangnick. Jaissle piace molto alla proprietà e ai selezionatori per le sue idee di gioco moderne e offensive, e vanta già la vittoria di due Champions League d'Asia con l'Al Ahli. Sebbene il tecnico sia disposto a ridursi drasticamente il faraonico ingaggio da 11 milioni di euro pur di sposare il progetto Milan, lo scoglio principale resta la clausola rescissoria di 6 milioni di euro necessaria per liberarlo dal club saudita. Un'altra pista concreta porta a Ruben Amorim, attualmente libero dopo la conclusione negativa della sua esperienza al Manchester United. Il portoghese, che si colloca tatticamente a metà strada tra lo stesso Jaissle e Oliver Glasner, non è tuttavia ancora pienamente convinto della proposta di Cardinale e si è preso del tempo per riflettere. Chi invece accetterebbe immediatamente l'incarico è proprio Oliver Glasner, attuale tecnico del Crystal Palace e un tempo considerato in pole position; la sua pazienza nel attendere le mosse del Milan si sta dimostrando superiore a quella del suo antico mentore Rangnick. Sullo sfondo, infine, rimane la figura di Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, le cui quotazioni nelle ultime ore appaiono tuttavia in calo.

CorSera: dopo il no di Rangnick in calo le quotazioni di Glasner. In rialzo quelle di Jaissle e Amorim (il preferito di Ibra)

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vediamo se riesce a battere il record di giornate di giampaolo :asd:

cmq tutta sta collezione di gabinetti portoghesi mi fa pensare che ci sia dietro mendes, perchè altrimenti non si spiega tutto ciò.
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admin

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Anche in Inghilterra confermano: Amorim è in pole per la panchina del Milan.

In Portogallo confermano quanto abbiamo già riportato stamattina: il Milan accelera per Amorim. L'offerta sarebbe un biennale a 3-4 mln di euro a stagione più opzione per un'altra stagione. Ci siamo.

Come già riferito, Amorim è il preferito di Ibrahimovic.

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GDS: Il tentato matrimonio calcistico tra Ralf Rangnick e il Milan è sfumato per la seconda volta. A differenza del 2020, quando fu il club rossonero a fare marcia indietro per confermare Stefano Pioli, in questa occasione è stato l'attuale commissario tecnico dell'Austria a bloccare la trattativa. Il Milan, per volere di Gerry Cardinale, aveva contattato il tecnico tedesco offrendogli il ruolo di capo dell'area tecnica, ma ha poi tentennato di fronte alla sua richiesta di una totale autonomia gestionale. All'interno del club milanista, infatti, non tutti erano convinti di concedergli carta bianca: figure chiave come Zlatan Ibrahimovic esprimevano forti perplessità sull'affidargli il controllo assoluto non solo sulla scelta dell'allenatore e dei collaboratori, ma anche sul settore giovanile e sulle strutture societarie. A far naufragare definitivamente l'accordo sono stati anche i tempi di attesa e i dubbi dei rossoneri sulla gestione di un doppio incarico da parte di Rangnick durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Stanco di aspettare un segnale concreto da Cardinale e dai suoi uomini, Rangnick ha deciso di interrompere i contatti per concentrarsi esclusivamente sulla nazionale austriaca, attesa dal debutto mondiale contro la Giordania. Dal ritiro di Santa Barbara, la federazione austriaca, per bocca del presidente Josef Pröll, si è sempre mostrata estremamente serena e ottimista sul futuro, forte di un rapporto trasparente e di una proposta di rinnovo contrattuale fino al 2028 che il tecnico è intenzionato a firmare, indipendentemente dal fatto che ciò avvenga prima o dopo il torneo.

Con il definitivo no di Rangnick, il Milan si trova costretto a ridefinire completamente il proprio organigramma societario e tecnico, essendo ancora alla ricerca di un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e un allenatore. Per i ruoli dirigenziali, la società sta portando avanti un casting che include diversi profili: circa due settimane fa ci sono stati contatti con Ramon Planes, reduce dalla separazione con l'Al Ittihad; più recenti sono invece i colloqui con il trentunenne Devin Ozek, considerato un talento precoce in Germania per il suo lavoro al Bayer Leverkusen prima di una meno fortunata parentesi al Fenerbahçe. Ozek, già incontrato due volte, rappresenta un'opzione giovane e decisamente meno ingombrante rispetto a Rangnick. Resta in lista anche Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell'Eintracht Francoforte.

Sul fronte della panchina, la dirigenza milanista, con la presenza dello stesso Cardinale a Londra, ha avviato contatti serrati con diversi profili. Tra i nomi più caldi c'è il trentottenne Matthias Jaissle, cresciuto calcisticamente proprio sotto l'ala di Rangnick. Jaissle piace molto alla proprietà e ai selezionatori per le sue idee di gioco moderne e offensive, e vanta già la vittoria di due Champions League d'Asia con l'Al Ahli. Sebbene il tecnico sia disposto a ridursi drasticamente il faraonico ingaggio da 11 milioni di euro pur di sposare il progetto Milan, lo scoglio principale resta la clausola rescissoria di 6 milioni di euro necessaria per liberarlo dal club saudita. Un'altra pista concreta porta a Ruben Amorim, attualmente libero dopo la conclusione negativa della sua esperienza al Manchester United. Il portoghese, che si colloca tatticamente a metà strada tra lo stesso Jaissle e Oliver Glasner, non è tuttavia ancora pienamente convinto della proposta di Cardinale e si è preso del tempo per riflettere. Chi invece accetterebbe immediatamente l'incarico è proprio Oliver Glasner, attuale tecnico del Crystal Palace e un tempo considerato in pole position; la sua pazienza nel attendere le mosse del Milan si sta dimostrando superiore a quella del suo antico mentore Rangnick. Sullo sfondo, infine, rimane la figura di Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, le cui quotazioni nelle ultime ore appaiono tuttavia in calo.

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Jino

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Siamo sportivamente proprio morti... quasi non ci credo cos'hanno fatto al Milan...
 

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In Portogallo confermano quanto abbiamo già riportato stamattina: il Milan accelera per Amorim. L'offerta sarebbe un biennale a 3-4 mln di euro a stagione più opzione per un'altra stagione. Ci siamo.

Come già riferito, Amorim è il preferito di Ibrahimovic.

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GDS: Il tentato matrimonio calcistico tra Ralf Rangnick e il Milan è sfumato per la seconda volta. A differenza del 2020, quando fu il club rossonero a fare marcia indietro per confermare Stefano Pioli, in questa occasione è stato l'attuale commissario tecnico dell'Austria a bloccare la trattativa. Il Milan, per volere di Gerry Cardinale, aveva contattato il tecnico tedesco offrendogli il ruolo di capo dell'area tecnica, ma ha poi tentennato di fronte alla sua richiesta di una totale autonomia gestionale. All'interno del club milanista, infatti, non tutti erano convinti di concedergli carta bianca: figure chiave come Zlatan Ibrahimovic esprimevano forti perplessità sull'affidargli il controllo assoluto non solo sulla scelta dell'allenatore e dei collaboratori, ma anche sul settore giovanile e sulle strutture societarie. A far naufragare definitivamente l'accordo sono stati anche i tempi di attesa e i dubbi dei rossoneri sulla gestione di un doppio incarico da parte di Rangnick durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Stanco di aspettare un segnale concreto da Cardinale e dai suoi uomini, Rangnick ha deciso di interrompere i contatti per concentrarsi esclusivamente sulla nazionale austriaca, attesa dal debutto mondiale contro la Giordania. Dal ritiro di Santa Barbara, la federazione austriaca, per bocca del presidente Josef Pröll, si è sempre mostrata estremamente serena e ottimista sul futuro, forte di un rapporto trasparente e di una proposta di rinnovo contrattuale fino al 2028 che il tecnico è intenzionato a firmare, indipendentemente dal fatto che ciò avvenga prima o dopo il torneo.

Con il definitivo no di Rangnick, il Milan si trova costretto a ridefinire completamente il proprio organigramma societario e tecnico, essendo ancora alla ricerca di un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e un allenatore. Per i ruoli dirigenziali, la società sta portando avanti un casting che include diversi profili: circa due settimane fa ci sono stati contatti con Ramon Planes, reduce dalla separazione con l'Al Ittihad; più recenti sono invece i colloqui con il trentunenne Devin Ozek, considerato un talento precoce in Germania per il suo lavoro al Bayer Leverkusen prima di una meno fortunata parentesi al Fenerbahçe. Ozek, già incontrato due volte, rappresenta un'opzione giovane e decisamente meno ingombrante rispetto a Rangnick. Resta in lista anche Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell'Eintracht Francoforte.

Sul fronte della panchina, la dirigenza milanista, con la presenza dello stesso Cardinale a Londra, ha avviato contatti serrati con diversi profili. Tra i nomi più caldi c'è il trentottenne Matthias Jaissle, cresciuto calcisticamente proprio sotto l'ala di Rangnick. Jaissle piace molto alla proprietà e ai selezionatori per le sue idee di gioco moderne e offensive, e vanta già la vittoria di due Champions League d'Asia con l'Al Ahli. Sebbene il tecnico sia disposto a ridursi drasticamente il faraonico ingaggio da 11 milioni di euro pur di sposare il progetto Milan, lo scoglio principale resta la clausola rescissoria di 6 milioni di euro necessaria per liberarlo dal club saudita. Un'altra pista concreta porta a Ruben Amorim, attualmente libero dopo la conclusione negativa della sua esperienza al Manchester United. Il portoghese, che si colloca tatticamente a metà strada tra lo stesso Jaissle e Oliver Glasner, non è tuttavia ancora pienamente convinto della proposta di Cardinale e si è preso del tempo per riflettere. Chi invece accetterebbe immediatamente l'incarico è proprio Oliver Glasner, attuale tecnico del Crystal Palace e un tempo considerato in pole position; la sua pazienza nel attendere le mosse del Milan si sta dimostrando superiore a quella del suo antico mentore Rangnick. Sullo sfondo, infine, rimane la figura di Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, le cui quotazioni nelle ultime ore appaiono tuttavia in calo.

CorSera: dopo il no di Rangnick in calo le quotazioni di Glasner. In rialzo quelle di Jaissle e Amorim (il preferito di Ibra)
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UDG

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C’è qualcosa che non sappiamo, perché non si può scegliere un profilo così in buona fede. 2 anni fa voleva Lopetegui…

ora fa lo show man clown in USA ma fa saltare scelte di Cardinale per piazzare le sue scelte fallimentari.
Quando uno è completamente ignorante dal punto di vista sportivo(Cardinale) , si affida a qualcuno che secondo lui ne sa di più(Ibrahimovic) . Il problema è che quest'ultimo ne sa ancora meno e queste scelte lo dimostrano.
 

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