GDS: Ruben Amorim, ex centrocampista d'ordine caratterizzato da gestione della palla e poche accelerazioni, ha compiuto lo scatto decisivo per aggiudicarsi la panchina del Milan, diventando la scelta definitiva di Gerry Cardinale a 21 giorni dall’esonero di Massimiliano Allegri. Il tecnico portoghese firmerà un contratto biennale con opzione per una terza stagione, percependo uno stipendio netto di poco meno di 3,5 milioni di euro, a cui si aggiungeranno un bonus di un milione in caso di scudetto e 500 mila euro per l'eventuale qualificazione in Champions League. Nonostante le indiscrezioni dei media portoghesi, Amorim non arriverà in Italia in giornata per firmare e non è ancora stata organizzata la sua prima visita a Casa Milan e a Milanello, tuttavia l'accordo dovrebbe essere messo nero su bianco oggi, con l'ufficialità attesa nei giorni successivi. Nel frattempo, l'allenatore di Lisbona ha informato il Manchester United dell'intesa raggiunta: sebbene fosse stato esonerato il 5 gennaio, continuava a percepire gli emolumenti dai Red Devils grazie a un contratto valido fino al 30 giugno 2027, un legame che ora si interromperà permettendo al club inglese di risparmiare un anno di stipendio. Il Milan ha deciso di puntare con convinzione su di lui nonostante l'esperienza non fortunatissima a Manchester, dove è stato allontanato mentre era quinto in classifica a tre punti dal Liverpool e in piena zona Champions, ricordando che fino a meno di due anni fa era considerato uno dei migliori tecnici emergenti d'Europa grazie a una rapida scalata in Portogallo, dove prima di compiere 40 anni ha vinto una coppa nazionale con il Braga, oltre a due campionati, altre due coppe nazionali e una Supercoppa con lo Sporting. Ad attirare il Milan non sono stati solo i trofei, poiché Amorim corrisponde perfettamente all'identikit voluto da Cardinale subito dopo l'esonero di Allegri, ovvero un profilo giovane, dalla mentalità offensiva, pronto a valorizzare la rosa e ad aprire un ciclo per riportare il Diavolo nell'Europa che conta. Il sì definitivo è maturato dopo diversi colloqui con il numero uno di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, Massimo Calvelli, l'agenzia di headhunter Twenty First Group e Bobby Gardiner, recruitment analyst vicino alla promozione come capo dell'area scout rossonera. Inoltre, Amorim ha ricevuto la benedizione di Markus Krösche, candidato principale a diventare il prossimo Head of football del Milan, e a sua volta il tecnico portoghese ha espresso apprezzamento per l'attuale dirigente dell'Eintracht Francoforte durante i dialoghi con Cardinale e il suo staff, mostrando le prime prove di sintonia. Risolta la questione panchina, il prossimo passo del Milan riguarderà proprio l'area tecnica, dato che esiste già un accordo con Krösche e il suo braccio destro Timmo Hardung; tuttavia, entrambi sono legati all'Eintracht fino al 2028 e il presidente del club tedesco, Mathias Beck, ha frenato le manovre rossonere dichiarando alla Bild che nessuno del Milan li ha contattati e che Krösche non ha espresso l'intenzione di lasciare Francoforte prima della scadenza. Questa presa di posizione netta rientra in una precisa strategia dell'Eintracht per ottenere un indennizzo economico per la partenza dei due manager, i quali, finiti nel mirino della tifoseria locale nell'ultima stagione, hanno comunque già comunicato al club tedesco la volontà di trasferirsi a Milano per legare il proprio futuro a quello del Milan con Amorim in panchina.
CorSera: il Milan sta delineando il suo nuovo assetto societario e tecnico dopo la decisione del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, di azzerare il management sportivo e aziendale. Per la panchina, rimasta vuota dopo l'addio di Massimiliano Allegri, Cardinale aveva tracciato l'identikit di un allenatore "alla Fabregas", ossia un tecnico giovane e dal gioco propositivo, più simile a un neolaureato primo della classe che a un vecchio professore. Dopo aver perso Andoni Iraola, che era il primo obiettivo, e aver vagliato vari profili suggeriti dai cacciatori di teste, la scelta definitiva è caduta su Ruben Amorim, quarantaduenne portoghese nato a Lisbona il 27 gennaio 1985. Amorim ha alle spalle una carriera da calciatore come centrocampista, avendo esordito nel massimo campionato portoghese nel 2003 con il Belenenses per poi vestire la maglia del Benfica dal 2008 al 2017 (con parentesi in prestito al Braga e all'Al-Wakrah) e collezionare 14 presenze nella Nazionale portoghese. Come allenatore ha iniziato nel 2018 al Casa Pia e ha successivamente guidato il Braga (ottenendo un terzo posto) e lo Sporting Lisbona, dove è rimasto nella storia riportando lo scudetto nel 2021 dopo diciannove anni di astinenza e replicando il successo tre anni più tardi, prima della sfortunata esperienza al Manchester United conclusasi con l'esonero a gennaio. Amorim è il terzo allenatore portoghese a sedersi sulla panchina rossonera nel giro di due anni, e l'auspicio è che, a differenza dei suoi predecessori Paulo Fonseca e Sergio Conceicao – ingaggiati e poi abbandonati al loro destino –, venga adeguatamente protetto e supportato dal club. L'accordo prevede la firma nella giornata odierna di un contratto biennale con opzione per il terzo anno a un ingaggio di 3,5 milioni di euro più bonus. Specialista del gioco offensivo, Amorim è pronto a proporre a San Siro i suoi marchi di fabbrica, il 3-4-2-1 o il 3-4-3, schemi che rappresentano la sua forza ma anche la sua debolezza a causa di un'inflessibilità tattica che in Premier League lo aveva portato a scontrarsi con le forti personalità dello spogliatoio. A tal proposito, la sua linea è riassunta da una sua forte e precisa dichiarazione: «Nessuno potrà mai convincermi, nemmeno se me lo chiedesse il Papa in persona. È il mio lavoro, è mia precisa responsabilità, è la mia vita. Non cambierò». Le sue squadre esprimono un calcio caratterizzato da baricentro alto, riconquista immediata del pallone, ritmi elevati e concentrazione ossessiva. Per il tecnico si tratta del coronamento di un sogno, dato che nel 2017 aveva confessato il suo legame profondo con il club dichiarando: «Da bambino avevo due grandi passioni: il Benfica e il Milan. Ricordo ancora che stavo ore a guardare le cassette dei rossoneri di Sacchi e Capello: Maldini, Baresi, Gullit, Rijkaard, Savicevic… I miei sogni d’infanzia erano giocare per il Benfica e per il Milan. Sono riuscito a realizzarne solo uno. Vorrà dire che ora dovrò per forza allenare i rossoneri». L'allenatore ha già avviato i contatti con Markus Krosche, il manager dell’Eintracht Francoforte scelto da Cardinale per la direzione dell’area tecnica, con cui si registra una totale sintonia. Tuttavia, il passaggio del dirigente tedesco in rossonero non è ancora formalizzato, tanto che il presidente del club e del consiglio di sorveglianza dell'Eintracht, Mathias Beck, ha tuonato fermamente dicendo: «Da parte del Milan non c’è stato nessuno che ci abbia contattato per Markus Krosche. E noi non abbiamo alcuna indicazione del fatto che voglia lasciare la società prima della scadenza del suo contratto nel 2028». Nei fatti, la società tedesca pretende un indennizzo di circa 4-5 milioni di euro per liberare il manager, artefice di plusvalenze per 170 milioni di euro grazie alle cessioni di Kolo Muani e Marmoush. Se l'operazione andrà in porto, Krosche porterà a Milano il suo braccio destro Timmo Hardung come direttore sportivo; qualora quest'ultimo non disponesse del patentino richiesto, il ruolo formale di ds verrebbe affidato a Donato Lomonte, attuale responsabile dell’area scout del Milan. Al suo posto, il nuovo capo degli osservatori diventerà Bobby Gardiner, promosso dall'attuale incarico di Head of Performance Analytics. Resta da capire se questa accelerazione societaria influenzerà i tempi per la risoluzione contrattuale di Max Allegri.
Tuttosport: Il Milan inaugura la stagione 2026-2027 affidando la panchina a Ruben Amorim, tecnico portoghese di 41 anni reduce dall'esonero al Manchester United e vincitore di due campionati con lo Sporting Lisbona, il quale firmerà un contratto fino al 2029 con una base fissa di 3,5 milioni di euro a stagione più bonus. La scelta definitiva della guida tecnica, ricaduta su di lui dopo una lunga serie di valutazioni compiute in primis da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, fa decadere le candidature di Mauricio Pochettino, Oliver Glasner e Matthias Jaissle. Con questo accordo Amorim mette fine alla sua ricca disoccupazione, poiché in assenza di una squadra avrebbe dovuto percepire ancora 18,4 milioni di euro dai Red Devils, che ritroverà il 15 agosto in un'amichevole a Breslavia. L'operazione vede sullo sfondo la figura dell'intermediario Jorge Mendes, nonostante Amorim sia assistito dall'agenzia AS1 Sports, e questo legame potrebbe rimettere sotto i riflettori alcuni suoi assistiti come Gonçalo Ramos del Paris Saint-Germain. I media portoghesi indicano che lo sbarco a Milano del nuovo allenatore avverrà in settimana, ma la firma potrebbe essere telematica dato che Cardinale e Ibrahimovic non sono previsti in sede e spetterà a Massimo Calvelli accoglierlo. Amorim, diciassettesimo allenatore straniero della storia del Milan, arriva con una grande fame di riscatto per riprendere il filo positivo dell'esperienza allo Sporting Lisbona, club da cui il Manchester United lo prelevò pagando una clausola rescissoria di dieci milioni di euro. Il raduno della squadra è fissato per il 13 luglio, preceduto il 12 da visite mediche e test, e l'allenatore valuterà a fondo l'attuale rosa, i cui componenti si mostrano incuriositi dalla scelta societaria. Amorim intende parlare subito con tutti i calciatori, specialmente con il connazionale Rafael Leao; il numero 10 milanista ha espresso la volontà di lasciare il club per un'esperienza in Premier League o in un top club della Liga e la sua posizione al momento non è cambiata, pur considerando che i precedenti del giocatore con i tecnici portoghesi Fonseca e Conceiçao non sono stati dei migliori. L'arrivo di Amorim rappresenta una rivoluzione ideologica e un opposto radicale rispetto alla gestione di Massimiliano Allegri, che nella stagione precedente aveva applicato un calcio difensivo basandosi su cose semplici, registrando la retroguardia e affidandosi alle geometrie di Modric e alla vena di Pulisic, Leao e successivamente Rabiot, ottenendo risultati positivi per due terzi dell'anno prima del crollo finale. Amorim è invece un giochista incentrato sulla fase offensiva, sulla costruzione dal basso con difensori abili a gestire il pallone, sulla verticalità, sull'ampiezza degli esterni e sul pressing immediato dopo la perdita della palla. Pur partendo da moduli come il 3-4-2-1 o il 3-4-3, l'interpretazione del portoghese prevede una squadra a trazione anteriore in cui i due quinti di centrocampo agiscono da ali, alzandosi sulla linea dei tre attaccanti per trasformare l'assetto in un 3-2-5, a differenza del 3-5-2 di Allegri che somigliava di fatto a un 5-3-2. Per adattare la rosa a queste idee e per affrontare l'Europa League senza i proventi della Champions League, il Milan necessiterà di innesti sul mercato, tra cui due difensori con migliori capacità di costruzione, un quinto mancino più offensivo e qualitativo rispetto a Bartezaghi ed Estupinan, e un centravanti di spessore. All'interno del nuovo assetto tattico potrebbero essere rivalutati Jashari e Christopher Nkunku, ventottenne ritenuto ideale per agire dietro la punta nel 3-4-2-1 al pari di Pulisic, mentre Leao si è momentaneamente chiamato fuori dal progetto.
CorSport: il casting per l'allenatore del Milan può ritenersi ufficialmente concluso dopo tre settimane con la scelta del portoghese Ruben Amorim, il quale è pronto a firmare un contratto fino al 2028 con opzione per l'anno successivo, andando a guidare un Milan caratterizzato da una forte connotazione straniera. L'accordo totale tra le parti è stato raggiunto nella giornata di ieri sulla base di un ingaggio da 3,2 milioni di euro più bonus legati al raggiungimento di specifici obiettivi, individuati nel piazzamento tra le prime quattro posizioni per la qualificazione in Champions League e nel cammino all'interno dell'Europa League. Amorim ha accettato immediatamente ogni condizione posta dal club rossonero a causa della forte volontà di ripartire dopo l'esperienza negativa vissuta a Manchester, società che aveva speso quasi 11 milioni di euro per prelevarlo dal Portoghese ma dove il tecnico, oltre a non ottenere risultati sportivi, aveva riscontrato notevoli problematiche nella gestione dello spogliatoio e nel rapporto con alcuni senatori, con la rigidità del suo credo tattico che aveva generato malcontento tra molti giocatori. Proprio per questa ragione, nel corso dei colloqui intercorsi con Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli, l'allenatore ha mostrato subito una grande determinazione nel rimettersi in gioco, un fattore che ha colpito profondamente soprattutto Ibrahimovic; per accettare i rossoneri, inoltre, Amorim ha rinunciato all'anno di emolumenti che lui e il suo staff avrebbero dovuto ancora percepire dal Manchester United dopo il licenziamento. In realtà il profilo di Amorim era già stato sondato dal Milan in passato, in particolare nell'estate del 2024 dopo l'esonero di Stefano Pioli, sebbene in quell'occasione la dirigenza avesse poi virato su un altro tecnico portoghese, ovvero Paulo Fonseca. Questa volta, invece, il primo approccio con Amorim è avvenuto a metà della scorsa settimana, dopo che il club rossonero aveva interrotto i contatti con Oliver Glasner, ex allenatore del Crystal Palace con cui vi era stato un colloquio di sei ore in Germania prima che il Milan smettesse di farsi sentire, e dopo aver adottato lo stesso modus operandi con Matthias Jaissle, tecnico dell'Al-Ahli, una trattativa che Cardinale ha deciso di abbandonare a causa dell'esistenza di una clausola rescissoria. Amorim è stato infine scelto per la sua filosofia di gioco basata su un pressing aggressivo e organizzato, giudicata più moderna ed europea rispetto alla proposta tattica del Milan della scorsa stagione. Sebbene la parentesi allo United sia stata deludente, nella sede di via Aldo Rossi si dà grande valore a quanto fatto dal tecnico allo Sporting Lisbona, con l'obiettivo preciso di Ibra e Cardinale di ricreare quelle stesse condizioni ideali per esaltare la squadra, offrendo al portoghese una seconda chance e tutto il supporto necessario per fare la differenza. Con lo Sporting Lisbona, infatti, Amorim ha vinto il campionato nel 2020, riportando il titolo dopo diciannove stagioni di attesa, per poi concedere il bis nella stagione 2023/2024, conquistando inoltre in pochi anni di carriera e prima di compiere i 40 anni anche tre coppe di lega (di cui una con il Braga) e una Supercoppa portoghese. Questo incrocio con il Diavolo sembrava comunque scritto nel destino, come rivelato dallo stesso Amorim in un'intervista di molti anni fa in cui annunciò che le sue due passioni calcistiche più forti erano da sempre il Benfica e il Milan.