Il fatto è che Mosca è entrata nel range dei droni ucraini e di conseguenza il popolo russo, su canali Telegram e blog militari, fa una pressione veemente per una risposta dura. È per questo motivo che di recente si è visto il ritorno dell’Oreshnik, che è più dimostrativo che funzionale.
Il problema di Putin è che è inguaiato fino al collo e le soluzioni sono molto limitate: o un attacco diretto alla Nato con conseguente mobilitazione totale, o un’altra mobilitazione parziale con il rischio di rivolta, o il collasso del sistema energetico Ucraino. La terza è l’opzione più ghiotta, ma deve pazientare fino all’inverno. I colloqui di pace a tal proposito gli servono per prendere tempo qualche mese; non ha la minima intenzione di fermare la guerra, come risulta evidente dalla pretesa dell’intero Donbas che sul campo di battaglia gli richiederebbe anni per conquistare.
Dall’altro lato, tutto questo è chiaro anche agli Ucraini, che provocano Mosca affinchè ceda alle pressioni popolari e utilizzi la scorta di missili ora, evitando un più pesante attacco alle infrastrutture energetiche questo inverno.
In tutto questo, Trump è preso nel mezzo e probabilmente non c’ha capito nulla. È semplicemente un idiota che si sta facendo girare come un burattino dall’una e dall’altra parte.
Tutto questo è abbastanza evidente a chiunque si informi tramite OSINT, cosa che consiglio.