Theo:"Milan, ti riporto n alto. Qui ho tutto".

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Theo Hernandez alla GDS in edicola oggi, 3 maggio:"Lavoro giorno per giorno per poter offrire al Milan la mia versione migliore quando si tornerà a giocare. È un momento difficile per tutti, l’ho preso con rassegnazione. Dobbiamo pensare soprattutto alla nostra salute e a quella delle nostre famiglie. Seguiamo le indicazioni fornite e aspettiamo con ansia e pazienza che la situazione possa tornare alla normalità"

"Questo è stato un anno molto importante per me. Mi sono adattato molto rapidamente a un nuovo campionato e alla pressione di un grande club. La fiducia dello staff tecnico, l’aiuto dei compagni e l’affetto che i nostri tifosi mi danno sono fondamentali. La fiducia di Pioli è decisiva. Poi essere in un grande club e avere l’opportunità di imparare dai migliori è tra gli aspetti che apprezzo di più".

"I gol segnati?È soprattutto merito del lavoro quotidiano e poi da subito ho avuto la sensazione di essermi adattato completamente a tutto ciò che avevo intorno. Penso alla squadra nel suo insieme, ai miei compagni dentro e fuori dal campo, la città, la cultura di un nuovo Paese, la filosofia del club e lo svago. Tutti questi fattori messi insieme hanno favorito il miglioramento dei miei numeri.

"Io alla Bale? Sono ancora molto giovane e ho margini di crescita... Vedremo cosa ci riserva il futuro. Qui ho tutto ciò che mi serve per far bene, dipende da me e dal mio lavoro".

"Io leader? Mi mancano ancora tante partite e soprattutto l’esperienza per poter dire di essere un leader. Mi sento importante in una grande squadra e questo mi riempie di fiducia. Maldini è sempre stato un riferimento per me. Tutti quanti vorrebbero specchiarsi in un personaggio come lui, ha vissuto una carriera gloriosa e rappresenta il Milan. Quando hai di fronte un campione simile c’è poco da pensare. Sono contento che lui e suo figlio Daniel si siano ripresi".

"I prossimi obiettivi? Voglio riportare il nostro Milan dove merita per la sua storia e l’amore dei suoi tifosi".

"Ibra? Stare a contatto con lui è un dono. Un'opportunità per migliorare insieme a uno dei migliori al mondo".

"Io contro mio fratello per una maglia da titolare della Francia? Potremmo anche giocare insieme. Non sarebbe male, vero?".

"Chi mi ha aiutato di più al Milan? Gli spagnoli Castillejo e Reina. Sono stati fondamentali. Ma anche gli altri compagni di squadra e lo staff".
 
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Belle parole,spero che la voglia di riportare il Milan in alto ti rimanga anche quando ti arriverà la prima proposta da 7-8 mln annui proveniente da qualche big estera.
 

Jino

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Belle parole,spero che la voglia di riportare il Milan in alto ti rimanga anche quando ti arriverà la prima proposta da 7-8 mln annui proveniente da qualche big estera.

La sua voglia di riportare il Milan in alto deve collimare con la voglia del club di tornare in alto. Un calciatore ed un club devono nutrire le stesse ambizioni per restare assieme a lungo.
 
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La sua voglia di riportare il Milan in alto deve collimare con la voglia del club di tornare in alto. Un calciatore ed un club devono nutrire le stesse ambizioni per restare assieme a lungo.

Non sempre è così,ci sono esempi di calciatori rimasti in un club per tanti anni senza grosse prospettive di vittorie,o altri,come Baggio per esempio,che senza le porcate tra Agnelli e Pontello sarebbe rimasto a Firenze a vita pur sapendo che non avrebbe vinto niente.
 

A.C Milan 1899

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Non sempre è così,ci sono esempi di calciatori rimasti in un club per tanti anni senza grosse prospettive di vittorie,o altri,come Baggio per esempio,che senza le porcate tra Agnelli e Pontello sarebbe rimasto a Firenze a vita pur sapendo che non avrebbe vinto niente.

Ma poi abbiamo un esempio clamoroso proprio in casa nostra. Baresi rimase in un Milan ridicolo e (apparentemente) senza prospettive, per poi diventare a 28 anni campione d’Italia e a 29 campione d’Europea e del mondo.
 

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