Stagione finita - cosa resta?

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Ciao a tutti, è da un bel po' che ne scrivevo, ne quasi leggevo. Mi sono preso un periodo sabbatico da forum perchè notavo che oltre al rosicare per quello che si vede in campo e fuori, mi intossicava leggere e commentare. Farsi il sangue amaro per cose che non puoi minimamente controllare, non ha senso. Torno a scrivere per sfogo, ma poi penso che mi ritirerò di nuovo solo perchè a mio avviso la stagione è ormai finita. PER ME, l'obbiettivo era lo scudetto. In una serie A così di basso livello, giocando una partita a settimana, dove i vincitori finiranno con ALMENO 5 sconfitte in corso d'anno (non a scudetto vinto e di cui 2 proprio contro di noi) con un esordiente alla guida, con molti giocatori a fine corsa e reduci da una ormai lontana batosta in champions e 2 partite a settimana da giocare, il Milan era obbligato a vincere lo scudetto. O comunque, "obbligato", se si vuole pensare da vincenti e puntare a vincere. Se si vuole essere mediocri e perdenti all'infinito, si gioca come una provinciale e si ripete ossessivamente come un mantra, un facile raggiugimento del quarto posto come una lazie o rometta qualsiasi e sperare che il c*lo ci porti un miracoloso scudetto. Poi che l'anno prima abbiamo fatto schifissimo, ciò non giustifica lo schifo di quest'anno. Ripeto, io scrivo parametrandomi a un Milan che VOGLIA VINCERE e non essere mediocre per scelta, perchè è più comodo e perchè si rischia meno a non esporsi in campo e fuori.


Dopo questa premessa che appunto serve a ribadire il mio personale punto di vista da cui partono le mie valutazioni che sono ovviamente soggettive e per niente oggettive, cosa resta dopo questa intera stagione del Milan?

Società: incommentabile, veramente incommentabile. Qualsiasi commento sarebbe uno sparare sulla croce rossa, oltre a essere una perdita di tempo. Non riesco nemmeno ad individuare quale sia l'aspetto peggiore talmente fanno schifo. Sempre uguale, sempre sportivamente disastrosa, incapace e completamente distaccatta dal tifo vero. Passiamo da un burattino a un altro. La differenza tra Ibra e Tare? Uno ha i capelli lunghi, l'altro biondo platinato, uno è inquadrato in un certo modo nell'organigramma, l'altro in un altro modo. Fine. In sostanza, il mercato si fa a caso, si vende appena si può, si compra spendendo pure, sempre però a caso. Il male principe del Milan è la proprietà/società.

Allenatore: preparate gli insulti e al mio 3 lanciatemeli addosso. 1, 2, 3... io preferivo uno come Fonseca. Ovviamente, un tipo alla Fonseca sostenuto e supportato dalla società. Non un Fonseca che viene sbertucciato pubblicamente in diretta tv dalle prime donne e poi abbandonato a se stesso, per accontentare le tue prime donne (che tra l'altro poi ti hanno ripetutamente tradito). Con Allegri cosa resta? Niente o quasi. Resta l'acquisto voluto da lui di Rabiot, giocatore utile e bravo che magari non avremmo preso senza Allegri. Per il resto abbiamo una squadra che non gioca a calcio, giocatori non valorizzati che non sono migliorati di una virgola da inzio anno, attacco che come in tutte le squadre di Allegri, depotenziato ed impoverito, squadra senza mordente che alla prima difficoltà si è sciolta e una concezione del calcio che ormai NON ESISTE PIU' nel calcio mondiale. Che senso ha giocare un calcio che non esiste più? Che senso ha costruire una squadra ("costruire"= fare una squadra che giochi oggi e domani) che gioca un calcio che non esiste? L'unico senso è quello del vivacchiare nel presente, quello di un allenatore che pensa a se stesso, piazza l'obbiettivo più basso e raggiungibile, lo raggiunge e magari vuole che gli si dica pure "grazie". Il Milan fino all'anno scorso era già in champions, non è che non ci andiamo da 10 anni. Ma puoi costruire una squadra con un allenatore che punta a vivacchiare, un allenatore che non costruisce, non fa giocare, ma vive solo sul risultato? E poi quando il risultato non lo raggiungi, hai il contraccolpo psicologico, abbassi l'asticella dell'obbiettivo... e raggiungi magicamente il risultato. Ha ragione l'esordiente apprendista Chivu quando ieri ha parlato ironizzando dell'obbiettivo champions da raggiungere. Ha fatto bene a sbertucciarci. E l'anno prossimo che si fa? Si torna in champions, si torna a giocare ogni 3 giorni sperando in Maignan e nella fortuna ad ogni santa partita? Parliamoci chiaro, appena il portiere ha abbassato il livello stratosferico avuto per 3 quarti di stagione, appena gli episodi hanno smesso di girarci a favore, cosa è rimasto di questo Milan per l'anno prossimo? Il nulla. Con Fonseca è stato un disastro, ma Fonseca (o comunque un allenatore di questo tipo) aveva delle idee da Milan. Idee di un calcio in cui si scende in campo con l'intento di battere l'avversario e non di "non subiamo gol e poi vediamo che succede...". Parliamo di una serie A scandalosamente facile e poi l'affrontiamo con quest'ultimo piglio? Devi puntare su idee "tipo Fonseca" e perseguirle al 100% finchè non trovi una quadra. Abbiamo bisogno di un allenatore che responsabilizzi e guidi il gruppo a voler fare bene, a voler migliorare, a primeggiare sull'avversario. Non a vivacchiare e poi si lancia una monetina per vedere chi vince che l'avversario sia la Juventus, il lecce, il Real, il pisa, l'Inter o l'udinese. Oltre al fatto che il Milan, aldilà dei giocatori, è sempre stato l'opposto di sta roba calcistica immonda qua che vediamo in campo ogni domenica.

Squadra: i soliti che se la fanno sotto quando conta. Non abbiamo dei fenomeni, ma nemmeno una squadra nettamente inferiore alle prime della serie A da dover giocare stile Parma o Cagliari. Arrivare in champions davanti a Como e Roma è il minimo, del minimo, del minimo sindacale. E poi c'è la solita questione Leao (il più pagato, quello che se sta bene gioca sempre, il nostro 10, quello che all'unanimità è stato eletto a leader tecnico della squadra da anni e anni e si offende se gli dici che non si impegna), con il solito equivoco tattico e caratteriale che si porta dietro lui e lo porta dentro al Milan da anni. Ovvio che ci sono giocatori peggiori di lui nel milan, anzi dire quasi tutti, però nessuno è vincolante e polarizzante come Leao. Non è un giocatore che fa crescere una squadra di calcio, è un giocatore con numeri normali e tolti questi, è nullo se non penalizzante in campo per gli altri. Considerando che per me ci sono i titolari inamovibili e determinanti e i comprimari in una squadra, Leao per me non può essere considerato ne un titolare inamovibile (quest'anno ad esempio abbiamo fatto meglio senza di lui in campo), ne un comprimario perchè non ha il concetto di squadra ne nel suo gioco e modo di stare in campo. Poi con la società che abbiamo, avessimo pure uno come Guardiola dalle idee chiare, sarebbe difficile fare acquisti sensati. Con un allenatore che improvvisa e vivacchia, non oso pensare a cosa sarà il prossimo mercato. Sarà una ricerca solo di giocatori grossi e muscolosi che sappiano difendere e correre in contropiede, qualsiasi sia il ruolo. Ci siamo poi giocati il jolly Modric quest'anno per cosa? Per vivacchiare. L'anno prossimo puntiamo ancora su un 40enne in champions? O puntiamo sulle due due riserve tappabuchi, non minimamente prese in considerazione quest'anno Ricci e Jasahari? 60 milioni di giocatori tenuti in panchina a guarda giocare un (ex) campione come Modric che però ti dà e ti darà 0 per il futuro. Modric serviva per vincer oggi a costo di sacrificare qualcosa nel domani.

Tifosi: in gran parte eroi, in piccola parte """complici""" (tra 12 virgolette) della società. Vogliamo un Milan vincente e convincente? Bene, che si richieda alla società questo. Non che ai primi due risultati buoni che arrivano in corso di stagione, ci facciamo andare bene la non programmazione e il vivacchiare puntando su portiere e fortuna.


Ora tornerò in letargo da forum. Guarderò il Milan, anche se ripeto, per me questa stagione è finita. Quasi spererei di non andare in champions e nemmeno in EL, magari un altro anno con una partita a settimana potrebbe aiutarci a tornare a vincere in serie A. Andare in Champions per fare catenaccio, sprecare energie e fare un catenaccio più scialbo da stanchi in campionato, a che servirebbe?
Scusate lo sfogo e la lunghezza del post, ma non se ne può proprio più. Il Milan non ha un presente, non ha un futuro e soprattutto non vuole averlo.
Ciao, rispondo al tuo post che trovo interessante e stimolante con una considerazione, e vorrei sapere cosa ne pensi anche tu, in merito a quelle parole che ti ho sottolineato.
Il male principe del Milan non è la dirigenza, bensì la proprietà.

Per quanto sia assurdo per molti che abitano in questo Forum e hanno questo pensiero condiviso circa l'operato di Furlani e la dirigenza al completo, questi non fanno altro che eseguire quello che la proprietà gli chiede di fare.
E di preciso quello che la proprietà chiede alla dirigenza e di massimizzare i profitti - ecco perché l'attenzione spasmodica solo e soltanto al quarto posto e tutte una serie di clausole poste sulla cessione di giovani (penso ad es. alle cessioni di Liberali e Maldini a 0 ma col 50% sulla futura rivendita) - contenendo il più possibile i costi ed ecco perché la rosa è corta e il mercato è stato decisamente sparagnino e deficitario anche per una competizione sola.
Loro non potevano bucare assolutamente quest'obiettivo e si sono affidati all'allenatore che più di tutti ha uno score positivo in questo senso. Anche a discapito del progetto calcistico e del gioco, che infatti come hai detto tu è assente.

La proprietà, per quello che è la sua natura, ovvero un fondo internazionale che deve soddisfare gli interessi degli investitori che vi partecipano, non possono partecipare ad un investimento "rischioso" o "perdente".
In questo senso, com'è stato già osservato in passato, le vittorie per loro sono un rischio, perché generano anche il desiderio dei tifosi di vedere investimenti verso quella direzioni. I più maliziosi direbbero che Maldini è stato cacciato proprio per aver vinto, o comunque perché voleva di più per provarci.

Purtroppo dobbiamo metterci nei loro panni per capire quello che realmente stanno portando avanti: un investimento.
Non intendo giustificarli ovviamente, sto solo dicendo che finché avremo questa proprietà al comando le priorità saranno il quarto posto per garantirsi gli introiti della Champions, e tutta una serie di manovre politiche (NBA e stadio su tutte) per aumentare il valore del brand finalizzato alla cessione che credo arriverà entro 3 anni massimo.

Pertanto ti giro un paio di domande.
Pensi che Furlani sarebbe ancora al suo posto se la proprietà non fosse davvero soddisfatta del suo operato?
Pensi che Allegri e Tare non sapessero per cosa stavano firmando?

Purtroppo il nostro non è un progetto sportivo al momento, ma un progetto di investimento.
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Ciao, rispondo al tuo post che trovo interessante e stimolante con una considerazione, e vorrei sapere cosa ne pensi anche tu, in merito a quelle parole che ti ho sottolineato.
Il male principe del Milan non è la dirigenza, bensì la proprietà.

Per quanto sia assurdo per molti che abitano in questo Forum e hanno questo pensiero condiviso circa l'operato di Furlani e la dirigenza al completo, questi non fanno altro che eseguire quello che la proprietà gli chiede di fare.
E di preciso quello che la proprietà chiede alla dirigenza e di massimizzare i profitti - ecco perché l'attenzione spasmodica solo e soltanto al quarto posto e tutte una serie di clausole poste sulla cessione di giovani (penso ad es. alle cessioni di Liberali e Maldini a 0 ma col 50% sulla futura rivendita) - contenendo il più possibile i costi ed ecco perché la rosa è corta e il mercato è stato decisamente sparagnino e deficitario anche per una competizione sola.
Loro non potevano bucare assolutamente quest'obiettivo e si sono affidati all'allenatore che più di tutti ha uno score positivo in questo senso. Anche a discapito del progetto calcistico e del gioco, che infatti come hai detto tu è assente.

La proprietà, per quello che è la sua natura, ovvero un fondo internazionale che deve soddisfare gli interessi degli investitori che vi partecipano, non possono partecipare ad un investimento "rischioso" o "perdente".
In questo senso, com'è stato già osservato in passato, le vittorie per loro sono un rischio, perché generano anche il desiderio dei tifosi di vedere investimenti verso quella direzioni. I più maliziosi direbbero che Maldini è stato cacciato proprio per aver vinto, o comunque perché voleva di più per provarci.

Purtroppo dobbiamo metterci nei loro panni per capire quello che realmente stanno portando avanti: un investimento.
Non intendo giustificarli ovviamente, sto solo dicendo che finché avremo questa proprietà al comando le priorità saranno il quarto posto per garantirsi gli introiti della Champions, e tutta una serie di manovre politiche (NBA e stadio su tutte) per aumentare il valore del brand finalizzato alla cessione che credo arriverà entro 3 anni massimo.

Pertanto ti giro un paio di domande.
Pensi che Furlani sarebbe ancora al suo posto se la proprietà non fosse davvero soddisfatta del suo operato?
Pensi che Allegri e Tare non sapessero per cosa stavano firmando?

Purtroppo il nostro non è un progetto sportivo al momento, ma un progetto di investimento.
A questi livelli nulla è lasciato al caso quindi, si , concordo con te che siamo un 'progetto di investimento' ma avranno fatto le loro dettagliate e approfondite valutazioni prima di arrivare alla conclusione che da noi tutto ciò fosse attuabile e realizzabile.

Avranno studiato il calcio italiano, il nostro paese e anche il tifoso rossonero.

E tutto ciò rende il tutto ancora più fastidioso.

E tutto ciò spiega anche molte cose, perchè ad esempio a livello politico furlani resta ai magini della politica pallonara e se ne disinteressa quasi.
Il contesto italiano di tremenda difficoltà è il loro cavallo di troiia per entrare nelle ragnatele del tifo, giustificare la loro politica e 'deviare' il tifoso plagiandone le menti.
 
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Secondo me si : allegri se avesse jacobo lo farebbe giocare centrale di difesa titolare con gabbia fuori.
In una difesa a 3.
In una difesa a 4 nemmeno ne parliamo perchè i nostri sono uno più scarso dell'altro e non si sanno nemmeno muovere come ci si muove a 4.

Che il modo di giocare del como esalti i singoli anche oltre le reali capacità non ci sono dubbi però partiamo da un minimo comune multiplo : il como prende giocatori che sanno trattare palla.
Quella è la base.
Poi vengono inseriti in un contesto.

Da noi non si fa mercato e calcio cosi .


Di base i giocatori del como sono tecnici.
però che spazio trovano dai noi i giocatori tecnici?

Jashari, inutile tappabuchi per l'allenatore.
Ricci (è toni kross rispetto agli altri nostri cc) inutile tappabuchi per l'allenatore.
Pulisic, prima/seconda punta centrale
Leao, prima/seconda punta centrale
Loftus (vabbè, diciamo che ha dei piedi) spesso utilizzato trequartista/seconda punta.
nkunku, prima/seconda punta centrale
de winter (per essere un difensore ha dei piedi) spesso in difesa a 3, ma a genova lo ricordavo giocare a 4 con una linea un po' più alta.
Modric suo ruolo.
Rabiot suo ruolo.

Rabiot (vabbè, diciamo che ha dei piedi) e Modric a parte che comunque secondo me, farebbe bene come terzino destro, praticamente nessuno gioca fisso nel suo ruolo. Quindi chi mi dice che ad avere altri giocatori tecnici, questi avrebbero un senso da noi e giocherebbero nel loro ruolo?

Se il tuo scopo è quello di chiudere gli spazi, tenere il pallone quanto basta per fare un contropiede, saltare di testa in area di rigore propria a respingere gli assalti avversari, giocare il 70% del tempo su due linee parallele nelle tua trequarti senza palla... obbiettivamente, a che serve la tecnica? E' un di più che se viene dopo fisico ed interdizione è ben accetta. Ma sempre e solo dopo fisico ed interdizione.


Comunque concordo con il tuo discorso sul Como. Sono tutti tecnici in un sistema che esalta la tecnica (oltre ad altre cose come pressing alto, difesa alta, coraggio, propositività, ecc.). Il nostro sistema non esalta la tecnica perchè la esclude a prescindere, più che per i giocatori che abbiamo. Il Como pensa a come poter mettere più giocatori tecnici in campo. Noi pensiamo all'opposto.
 
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Ciao, rispondo al tuo post che trovo interessante e stimolante con una considerazione, e vorrei sapere cosa ne pensi anche tu, in merito a quelle parole che ti ho sottolineato.
Il male principe del Milan non è la dirigenza, bensì la proprietà.

Per quanto sia assurdo per molti che abitano in questo Forum e hanno questo pensiero condiviso circa l'operato di Furlani e la dirigenza al completo, questi non fanno altro che eseguire quello che la proprietà gli chiede di fare.
E di preciso quello che la proprietà chiede alla dirigenza e di massimizzare i profitti - ecco perché l'attenzione spasmodica solo e soltanto al quarto posto e tutte una serie di clausole poste sulla cessione di giovani (penso ad es. alle cessioni di Liberali e Maldini a 0 ma col 50% sulla futura rivendita) - contenendo il più possibile i costi ed ecco perché la rosa è corta e il mercato è stato decisamente sparagnino e deficitario anche per una competizione sola.
Loro non potevano bucare assolutamente quest'obiettivo e si sono affidati all'allenatore che più di tutti ha uno score positivo in questo senso. Anche a discapito del progetto calcistico e del gioco, che infatti come hai detto tu è assente.

La proprietà, per quello che è la sua natura, ovvero un fondo internazionale che deve soddisfare gli interessi degli investitori che vi partecipano, non possono partecipare ad un investimento "rischioso" o "perdente".
In questo senso, com'è stato già osservato in passato, le vittorie per loro sono un rischio, perché generano anche il desiderio dei tifosi di vedere investimenti verso quella direzioni. I più maliziosi direbbero che Maldini è stato cacciato proprio per aver vinto, o comunque perché voleva di più per provarci.

Purtroppo dobbiamo metterci nei loro panni per capire quello che realmente stanno portando avanti: un investimento.
Non intendo giustificarli ovviamente, sto solo dicendo che finché avremo questa proprietà al comando le priorità saranno il quarto posto per garantirsi gli introiti della Champions, e tutta una serie di manovre politiche (NBA e stadio su tutte) per aumentare il valore del brand finalizzato alla cessione che credo arriverà entro 3 anni massimo.

Pertanto ti giro un paio di domande.
Pensi che Furlani sarebbe ancora al suo posto se la proprietà non fosse davvero soddisfatta del suo operato?
Pensi che Allegri e Tare non sapessero per cosa stavano firmando?

Purtroppo il nostro non è un progetto sportivo al momento, ma un progetto di investimento.
certo, concordo su tutto.
Il male principe è la proprietà perchè parte tutto da lì. E' la proprietà che decide chi deve prendere decisioni fuori dal campo e dentro al campo.

Però poi ci sono le vie di mezzo. Come scritto in un altro post, c'è un'Inter che è un club italiano, che è un club di Milano, che ha un bacino di tifo uguale al nostro, che gioca in serie A, che ha un fondo americano come proprietà che punta a massimizzare i profitti, ma che tramite una dirigenza credibile, ha scelto di intraprendere un percorso che prevede anche il lato sportivo. Sicuramente secondariamente, ma lo prevede. Fanno soldi e risultano competitivi per quel che possono ovviamente. Nell'Inter nel lato sportivo vedi la voglia di provare e primeggiare. Nel Milan, no. Per assurdo, un inutile e improbabile Fonseca aveva una mentalità da milan, ma è stato sbertucciato da società, giocatori e tifosi (quest'ultimi ovviamente a seguito di scarsi risultati). Meglio l'attuale allenatore del Milan che ha il puro terrore a pronunciare la parola "scudetto", che ha paura di prendere gol, che ha paura di mettere in panchina i presunti "leader", che ha paura di fallire quindi meglio abbassare costantemente l'asticella delle aspettative, che ha paura di osare e rischiare.
 
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